2012 – 20 dicembre: la fine?

Il calendario Maya termina il 20 dicembre 2012 e per alcune persone questa data può portare con sé la fine di qualcosa. Molti pensano a una catastrofe cosmica. Ci sono in effetti molte coincidenze astronomiche che non promettono nulla di buono. Il giorno successivo al 20 dicembre ci sarà il solstizio di inverno e il sole sarà allineato al centro della via lattea per la prima volta  dopo 26 mila anni.

Ma cosa succederà veramente il 20 dicembre 2012?  Niente di niente. Una sola cosa certa. Finisce il calendario del lungo computo ( 5.125 anni). I Maya avevano tre calendari fondamentali, quello del lungo computo, il religioso di 260 giorni suddiviso in 13 mesi e il calendario stagionale di 365 giorni..

In questo periodo può succedere che avvenga l’inversione dei poli magnetici e altro ancora con possibilità di cataclismi che provocheranno orrore, distruzione e morte. Forse se va bene, una nuova apocalisse.

C’è purtroppo un certo fascino in questi quadri di insieme e in queste prospettive piene di un tetro romanticismo, che attira tante persone, stimolate dalla paura, dall’abbandono, dal tracollo dell’ordine, dall’arrivo del caos.

E’ il risveglio degli archetipi primari legati all’alba dell’uomo, alla preistoria della vita,  ai primordi dell’universo, al lungo percorso  dell’homo “erectus”,”habilis” e ” sapiens”.

Ma tu non lasciarti andare. Non avere paura della libertà.

Se sarai consapevole , se avrai cioè quell’attenzione al presente  giorno per giorno in cui tu sei “totalmente presente”   e   “totalmente coinvolto”  percepirai la vita  come un dono, come una beatitudine, una benedizione e non come un problema. Tu non sarai mai solo, ti accompagnerà la tua presenza che ti aiuterà a trasformare la tua vita per cui non sarai mai seduto su un vulcano, ma su una collina di amore.

E’ incredibile!  Un giorno ( e potrà succedere) scoprirai di svegliarti e avrai l’impressione che le tue catene, le tue prigioni erano solo delle illusioni.

Piuttosto  non aspettare che  qualcosa altro o qualcuno ti porta alla “morte”. Cerca di morire e di rinascere ogni giorno seguendo l’alba e il tramonto e raggiungerai un livello superiore al di sopra delle parti e queste storie  che si raccontano sono le favole che ti aiutano a crescere come quando da bambino sentivi  il racconto dalla mamma.

Non c’è bisogno di aspettare  l’apocalisse, se guardi nel profondo della storia tu sei già figlio  dell’apocalisse. E questo ti deve fare riflettere. I dinosauri sono  scomparsi. La civiltà dell’isola di Pasqua   arrivò al collasso e così via.   In questo mondo sei di passaggio. Non sfruttare troppo le risorse.  Proprio perché la vita è un dono non distruggerla.

Angelo Vigliotti
Scritto da Angelo Vigliotti