Alessio Romanov
Quando in una famiglia c’è conflitto, il figlio ne risente ineluttabilmente, soprattutto nella fase dell’imprinting ( i primi sette anni di vita). Alessio era figlio di Pietro il Grande e della sua prima moglie Evdokija Lopuchina. Questo ragazzo considerva il padre il terribile persecutore della madre. Litigi continui, insofferenze, minacce, urla, e rapporti drammatici nella coppia genitoriale quasi sempre con il figlio presente.  Quando la madre di Alessio fu ripudiata e confinata dal padre nel Convento dell’Intercessione di Suzdal,  Alessio venne affidato alle cure degli insegnanti che gli impartirono lezioni di storia, geografia, matematica e francese. Il padre fu completamente assente nell’educazione del proprio figlio!


San Pietroburgo
Ho visitato diverse volte la città. Mi piace moltissimo  per la sua storia fatta di lotte, di rivoluzioni  e di sangue.  Ma sono affascinato anche dalla sua bellezza, dai canali , dal fiume Neva, dalla struttura  architettonica, dalle numerose opere d’arte esposte all’Hermitage e al Museo russo,  e dall’alba e dal tramonto sul golfo di Finlandia. San Pietroburgo fu fondata da Pietro il Grande  ( il padre di Alessio) nel  1703 e dopo 10 anni divenne la capitale del vasto impero russo. Il territorio era paludoso  e oltre 40.000 persone tra prigionieri di guerra svedesi e contadini lavoratori perirono  nella costruzione della città. Una città sulle cui fondamenta c’è il sangue. ll fiume Neva nasce dal Lago Ladoga e, percorsi 74 chilometri, sfocia nel Mar Baltico dopo aver bagnato San Pietroburgo attraverso un delta  molto ramificato. Dal fiume  deriva anche il nome dell’arteria principale di San Pietroburgo, la Prospettiva Nevskij ( viale della Neva). Una strada  di passeggio per tante ragazze, ricca di negozi, trattorie, ristoranti, palazzi  neoclassici,  tra cui solo per citarne alcuni:  il Palazzo d’Inverno e lo Stato Maggiore, e l’Ammiragliato, la Biblioteca Nazionale Russa, il Caffè letterario,  il Palazzo Stroganov e chiese di svariate confessioni, fra cui la chiesa armena di Santa Caterina. Lo scrittore Nikolaj Gogol’ le ha dedicato il racconto “La prospettiva Nevskij (nei Racconti di Pietroburgo), dove racconta la vita di questa arteria cittadina. Visitando la città  sono entrato nella fortezza di Pietro e Paolo, prigione sinistra di attivisti politici, di anarchici e di ribelli e di persone che non condividevano l’ideologia dominante. Qui ho incontrato l’ immagine di Alessio e sono stato colpito profondamente dalla sua storia e dalla sua morte. Orribilmente torurato con l’assenso e forse con la partecipazione  del padre , mentre i suoi amici venivano impalati  con l’accusa (ingiusta)  di aver cospirato contro
Breve biografia
Nasce  a Mosca, il  28 febbraio 1690 –  muore a San Pietroburgo, il 7 luglio 1718).  A soli 13  anni( 1703) il padre impose al ragazzo di seguire la carriera militare in un reggimento di artiglieria. A 19 anni ( 1709) Alessio si recò a Dresda per un anno per completare gli studi di fortificazione militare, di matematica  e migliorare l’apprendimento della lingua francese e tedesca. . A 21 anni sposa   ( su progetto del padre, nonostante il non – amore ) la Principessa Carlotta Cristina di Brunswick-Wolfenbüttel (1694–1715), la cui famiglia era legata, per matrimoni, alle più importanti casate d’Europa (Elisabetta Cristina, sorella di Carlotta, aveva sposato Carlo VI d’Asburgo). Dalla principessa Carlotta ebbe due figli: Natal’ja Alekseevna Romanova ed il futuro Pietro II di Russia. Il contratto di matrimonio venne siglato nel settembre 1711 e le nozze vennero celebrate il 14 ottobre 1711. Matrimonio infelice. Il padre non aveva nessuna fiducia nel figlio. lo conosceva poco e pensava che Alessio non avesse determinazione e soprattuto non amava  interessarsi dei problemi pratici della corte e degli affari di stato. Per alcuni anni obbligò il figlio in varie mansioni, portandolo con sè anche in Finlandia per una ispezione. Qui Alessio conobbe Afrosina che divenne la sua amante e portò con sè, nel suo palazzo, dopo la nascita della prima figlia. Carlotta  ( la moglie di Alessio) morì  di parto dopo la nascita del secondo figlio. Il  suo corpo fu inumato nella Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo a San Pietroburgo. Pietro il Grande interferiva continuamente con   il comportamento del figlio e nel 1715 scrisse al figlio che se voleva conservare la successione al trono doveva seguirlo in tutti gli affari dello stato, ma Alessio rispose che  cedeva i suoi diritti al figlio. L’anno dopo,  il 26 agosto 1716 pietro scrisse al figlio una lettera intimandolo di seguirlo immediatamente. Alessio, a questo punto, fugge all’estero e chiede protezione a suo cognato Carlo VI d’Asburgo, il quale lo aiutò tenendolo in una fortezza  prima in Tirolo e poi a Napoli  a Castel sant’Elmo. Il padre rimase offeso da questo comportamento del figlio  e lo invitò a ritornare in Russia.

Alessio rispose che tornava solo alle seguenti condizoni: essere perdonato, consentire di vivere in pace sposando Afrosina e  accettare la rinuncia al trono a favore del figlio. Il padre  accettò, ma Alessio una volta giunto  in Russia fu messo in prigione  e torturato. Sotto tortura fece il nome di molti suoi amici e si autoaccusò di crimini non commessi. I suoi amici vennero alcuni giustiziati, altri impalati dopo indicibili sofferenze. Afrosina fu obbligata a giurare che Alessio aveva ordito una congiura contro il padre. Condannato a morte  da la corte di giustizia, Alessio il 19 giugno del 1718 ebbe 25 frustrate con una verga, il 24 giugno ebbe altre 50 frustrate. Morì alcuni giorni dopo ( sia per le torture e forse strangolato dai suoi carcerieri per ordine del padre).
Il  potere criminale
Si legge nei libri che Pietro il grande ha  fondato la nuova Russia, e che  per tutta la vita ha avuto un solo obiettivo:  costruire un impero  aperto sul Baltico, sul mar Nero e sui Balcani, capace di competere con l’occidente.  Questo enorme sforzo espansivo militare fu ottenuto attraverso varie guerre,  una riforma amministrativa , la riorganizzazione dell’esercito,  la formazione di una classe intellettuale e dirigente per i bisogni e le esigenze di uno stato mercantilista. e un controllo  sulla  chiesa ortodossa russa  che diventa  una emanazione del suo potere. Il figlicidio è una crudeltà senza pari. Quando poi è associato alla tortura diventa un crimine che nemmeno le bestie più feroci commettono. Abramo  nella Bibbia  era pronto a sacrificare il proprio figlio quale prova di devozione religiosa e di fede; altri   commettono lo stesso delitto per conservare il potere.  Il potere agisce come una droga e cambia radicalmente la personalità che può ad arrivare alla disumanizzazione  più completa, ad alienarsi totalmente dal sentimento  più intenso che un uomo possa avere: l’amore per il figlio.
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John Acton, in una  lettera a Mandell Creighton, 1887 affermava: Il potere tende a corrompere e il potere assoluto corrompe assolutamente. I grandi uomini sono quasi sempre uomini malvagi, anche quando esercitano influenza e non autorità. Prima di chiudere questa riflessione vorrei ricordarti anche un pensiero di Jung:  “dove l’amore impera, non c’è desiderio di potere, e dove il potere predomina, manca l’amore. L’uno è l’ombra dell’altro.”

Angelo Vigliotti
Scritto da Angelo Vigliotti