Alimentazione e allattamento al seno

L’alimentazione al seno è l’ideale per il bambino, è un gesto d’amore  che non ha confini e la madre può dare il  suo latte al bambino completamente fino a sei mesi e poi continuare fino a un anno  con aggiunta di alimenti complementari. Non avere fretta a sospendere il latte al seno.Non utilizzare il latte vaccino prima dei dodici mesi di età. Per una buona crescita e una buona digestione del bambino  conviene seguire dei piccoli accorgimenti e superare qualche piccolo problema. Un problema potrebbe essere un attaccamento inadeguato al seno, se il bambino non prende abbastanza bene il seno lo stimola poco e probabilmente provocherà problemi e dolore alla madre. Se avete dolore forte durante la poppata bisogna ricontrollare il modo in cui il bambino si attacca al seno. Se manca  il latte materno consultare il pediatra per una eventuale aggiunta.
 
DOPPIA PESATA 
Fare la pesata prima e dopo il pasto del bambino non è raccomandabile (a meno di situazioni particolari) in quanto genera spesso ansia e timori ingiustificati sull’andamento dell’allattamento. Non è la quantità di latte a essere ingerita dal bambino ad essere importante, ma la sua crescita di peso. Per sapere che va tutto bene e che il bambino sta prendendo la quantità di latte giusta per lui/lei si possono controllare la crescita di peso e le emissioni di feci e urina. L’aumento medio di crescita settimanale del bambino va da 150 a 250 grammi a settimana ( un minimo e un massimo)
 
PIANTO 
Spesso viene detto alle neo-mamme che se il bambino piange dopo la poppata bisogna dargli un’aggiunta di qualche tipo perché vuol dire che è affamato. Nella maggior parte dei casi non è affatto così: i bambini piangono per moltissime ragioni. Se la crescita è buona il fatto che il bambino sia spesso irrequieto non significa che non stia mangiando abbastanza, probabilmente ha altri motivi di stress. Se non cresce bene e piange molto può essere necessario rivedere e migliorare la qualità e quantità dell’allattamento. 
 
IGIENE DEL SENO 
Non è necessario pulire il seno in modo speciale, basta un po’ di acqua nella normale igiene quotidiana. Soprattutto non è necessario pulire il seno prima e dopo le poppate. Sarebbe bene evitare il sapone perché secca la pelle del capezzolo. L’ideale sarebbe che la pelle del capezzolo fosse sempre morbida e asciutta. Quindi fa bene tenere il seno all’aria ed eventualmente usare un po’ di olio di mandorle per ungere una pelle troppo secca. 

FUMO 
Sarebbe bene che una donna fumatrice abbia smesso di fumare già in gravidanza. Detto questo per il figlio di una fumatrice è meglio essere allattato al seno piuttosto che non.

SVEZZAMENTO E DURATA ALLATTAMENTO 
Non vi è una durata prestabilita per l’allattamento materno, anche un solo giorno di allattamento è importante per il neonato. 
Sarebbe bene che il bambino venisse allattato esclusivamente al seno almeno per i primi sei mesi di vita, come raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, per poi continuare finchè madre e figlio lo gradiscono.  
 
Verso i sei mesi d’età in genere i bambini sono pronti per accettare qualcosa di diverso dal latte materno ed hanno bisogno di integrare la loro dieta. Ci sono bambini che incominciano lo svezzamento prima ed altri che a otto, nove mesi ancora non sono pronti. Se il bambino continua a crescere bene ed è in buona salute non ci sono motivi di preoccupazione anche se prende poco cibo.  
 
Non è necessario né raccomandabile svezzare il bambino prima di un anno d’età, si tratta piuttosto di integrare il latte materno che, da solo, non è più sufficiente. Questo non significa che il latte materno perda il suo valore  nutritivo  e di conforto per il bambino. Se lasciato fare ogni bambino sceglie il momento in cui staccarsi completamente dal seno, questo può succedere ad un anno, a due o più in là. Anche la madre può decidere che è giunto il momento di smettere e “trattare” con il bambino su questo punto. 
 
PROBLEMI AL SENO 
Il primo periodo di allattamento è quello più delicato ed è più facile che possano sorgere dei problemi e dei fastidi al seno. 
I primi giorni il capezzolo può fare abbastanza male perché non è abituato ad una suzione così forte. Il dolore, se c’è dovrebbe scomparire dopo qualche giorno, se continua ed è forte o se ci sono dei segni sul capezzolo è necessario ricontrollare il modo in cui il bambino si attacca al seno. 
 
Quando arriva la montata lattea, in genere tra il 2° e il 5° giorno (ma in alcuni casi anche più tardi) il seno può diventare molto duro e dolente. Può esserci un rialzo febbrile, che non ha significato patologico. L’importante è che si continui ad attaccare spesso il bambino, e dove non fosse possibile a tirare il latte a mano o con un tiralatte. 
 
Quando il seno è così gonfio e duro che fa male al solo sfiorarlo e si ha difficoltà a spremere il latte si può parlare di ingorgo. Per risolvere un ingorgo può essere utile applicare dei panni bagnati e caldi sul seno e massaggiarlo prima di provare a tirare il latte. La miglior prevenzione dell’ingorgo, nonché la sua cura, consiste nell’attaccare spesso il bambino al seno. 
Se il seno appare duro, arrossato e la febbre sale sopra i 38,5 C° si può parlare di mastite. La mastite si può curare con l’omeopatia o con antibiotici, l’importante è non smettere di allattare.  

 

 

ALIMENTAZIONE DELLA MADRE 

La dieta ideale per una donna che allatta sarebbe quella sana che dovrebbe avere in ogni momento della sua vita ( alimentazione di qualità, niente eccessi, equilibrio dietetico, produzione dei cibi sicura). Detto questo non è necessario che ci siano restrizioni alimentari a meno di casi particolari di intolleranza da parte della madre e del bambino.  
  Si può e si deve mangiare di tutto, al limite può essere necessario fare attenzione  su alcuni alimenti che possono dar noia ed eccitare il bambino ( sia per il sapore, che per una eventuale intolleranza digestiva).

Alimenti sconsigliati durante l’allattamento:

  1. cavolo,aglio,cipolla,asparagi,peperoni,porro,radicchio,rape,verza e spezie in gnere

  2. carni conswervate, cacciagione,cotenna, insaccati ( salame,salsiccia,biroldo ecc.), wurstel e zampone.insaccati di maial,

  3. anguille, acciuhe salate e sott’olio,mitili, molluschi, polpa di granchio,crostacei.

  4. cibi fritti,

  5. formaggi fermentati, brie, camembert, cheddar, gorgonzola,pecorino stagionato, provola affumicata

  6. lardo, maionese,panna, strutto,noce moscata,peperoncino, kectchup, curry.

  7. amaretti

  8. cioccolata e pasticceria elaborata

  9. superalcolici, vino ( non più di un bicchiere a pasto)

  10. caffè e te ( se non se ne può dfare a meno, prenderli in quantità minima)

  11. fragole,ciliege, pesche, albicocche, uva e frutta esotica, arachidi, cachi. castagne,datteri frutta sciroppata, melograno

Alimenti da consumare in quantità ridotte

  1. bietole, pomodori, spinaci

  2. alici, aringhe, salmone affumicato, sgombri, tonno, pesce spada, squalo.

  3. agrumi, ananas, papaya

  4. margarina

  5. bianco d’uovo, cacao

  6. bevande alla cola

In presenza di coliche del lattante  bisogna porre attenzione a latte e derivati, legumi, cavoli,barbabietole rosse,eccesso di frutta e cibi ricchi di lievito, birra.

Ricordo ancora:


I vantaggi dell’allattamento al seno sono di 3 tipi:  

Nutrizionali: il latte materno contiene nutrienti quantitativamente e qualitativamente ottimali per coprire come unico alimento i fabbisogni del bambino nei primi 5/6 mesi di vita favorendone la crescita e condizionando le caratteristiche fisiologiche della digestione, dell’assorbimento e del metabolismo.  
 
Protettivi: mediante il latte materno il bambino presenta migliori difese nei confronti delle infezioni da virus e batteri (infezione delle vie respiratorie superiori e inferiori, infezioni intestinali, infezioni delle vie urinarie, meningiti e sepsi), delle allergie (eczemi, asma) da alcune malattie da alterata risposta immune (diabete giovanile, morbo di Chron, retto colite ulcerosa).  
 
Psicologici: mediante l’allattamento si realizza più facilmente il rapporto madre neonato. Attaccato al seno il bambino ascolta la voce della madre, ne sente l’odore e il calore della pelle,si rilassa e la sua attività respiratoria diventa più regolare. Da canto suo la madre riceve stimolazioni somatosensoriali, avverte una profonda sensazione di benessere, si sente gratificata e realizzata. Le donne che allattano al seno hanno minore incidenza di carcinoma alla mammella, di neoplasia dell’ovaio e di osteoporosi durante la menopausa; inoltre presentano una maggiore facilità a tornare al peso pregravidico per l’alto consumo energetico  dovuto alla produzione del latte. 

 Attaccamento corretto al seno

Si può allattare in molte posizioni, per iniziare le più comode sono da sdraiate sul fianco e da seduta. 

In entrambe il bambino dovrebbe trovarsi sdraiato sul fianco con la pancia contro il corpo della madre (anche la madre dovrebbe trovare una posizione comoda e rilassata). Il capezzolo dovrebbe trovarsi all’altezza del naso del bambino in modo che quando quest’ultimo spalancherà la bocca prenderà il capezzolo dal basso verso l’alto. 

 

Il bambino si attacca al seno e non al capezzolo per cui non ha molta importanza la forma del vostro capezzolo, l’importante è che non venga preso in punta. L’ideale sarebbe di stimolare la bocca del bambino con il capezzolo per poi avvicinarlo al seno quando aprirà la bocca (come per fare uno sbadiglio) e permettergli di prendere in bocca una buona parte dell’areola. 

 

SEGNI DI ATTACCAMENTO CORRETTO 

Il naso e il mento del bambino toccano il seno. 

La mascella si muove nella suzione fino all’orecchio. 

Il ritmo della suzione all’inizio è veloce per poi rallentare e fermarsi a tratti per deglutire. 

Solo in caso di seno particolarmente abbondante è necessario allontanare lo stesso dal naso dal bambino, in tal caso potete farlo esercitando una leggera pressione sulla parte superiore del seno. 

 

QUANTITA’ DELLE POPPATE 

Negli ospedali purtroppo vige spesso la regola di portare i bambini alle madri “ad orario”, in realtà , la maggior parte dei neonati succhierebbe dal seno più volte di quelle previste dagli orari imposti: in genere un neonato dovrebbe poppare dalle 8 alle 12 volte nelle 24 ore, ma finchè cresce bene ogni bambino può trovare il suo ritmo da solo. 

 

DURATA DELLE POPPATE 

Ci sono bambini che amano poppare a lungo  e quelli che in 5 minuti hanno finito, quelli che ciucciano a brevi intervalli (anche ogni ora) e quelli che lo fanno ogni 3-4 ore, e poi ci sono i tipi “misti”. L’ideale sarebbe di lasciare al bambino la possibilità di succhiare secondo le sue esigenze, anche perché questo permette alla madre di essere sicura che il bambino prenda la quantità di latte di cui ha bisogno.  In genere la poppata non andrebbebbe protratta per oltre 15 minuti,alternando entrambi i seni.

Angelo Vigliotti
Scritto da Angelo Vigliotti