Dieta Vegetariana  in età pediatrica

 

E’ importante che un genitore che scelga  una dieta vegetariana per il proprio figlio si consulti con il pediatra. E insieme studino il modo migliore per far crescere il bambino in maniera sana ed equilibrata,  e se possibile,  senza pregiudizi e fondamentalismi ma con una mente aperta e con una visione integrata sullo sviluppo del bambino, ricordando che una mente sana si sviluppa in un corpo sano e una buona longevità si ottiene con una dieta variata in grado di  fornire tutti  i nutrienti necessari in quel particolare momento esistenziale  e  con una restrizione calorica. Qualsiasi stile di vita ha bisogno di moderazione. Per raggiungere buoni risultati  è necessario una  motivazione profonda (il piacere di fare),   un impegno continuo e costante, e il sapere cogliere le opportunità che la vita offre.  E la dieta vegetariana è una opportunità (conoscendo benefici e rischi, vantaggi e svantaggi). Ma non basta. Ci vuole amore  non solo per sè ma anche per gli altri. Uno stile di dieta vegetariana ( senza estremismi) è un dono per sè e per  gli altri ( l’essere umano, l’animale, il pianeta, l’universo).



da: www.tuttovitamine.it

La dieta vegetariana è dannosa per i bambini?

Privare i bambini delle proteine e delle vitamine animali è un gesto «immorale»che può determinare danni anche permanenti al loro sviluppo. L’accusa contro le diete vegetariane troppo restrittive è lanciata da Lindsay Allen, ricercatrice statunitense.

È«immorale» da parte dei genitori privare i figli delle proteine e delle vitamine animali. L’accusa contro i pericoli di una dieta vegetariana troppo restrittiva per i bambini è stata lanciata da Lindsay Allen, ricercatrice dell’US Agricultural Research Service in California. «Ci sono sufficienti studi – ha dichiarato la Allen al convegno dell’American Association for the Advancement of Science di Washington– che mostrano come i figli delle madri che evitano tutti i cibi animali nascono più piccoli, crescono molto lentamente e presentano ritardi nello sviluppo, forse permanenti. Quando si parla di bambini piccoli, di donne incinte o di madri che allattano, rinunciare a questi cibi è addirittura immorale». Nel mirino della ricercatrice soprattutto i genitori vegetariani più rigorosi, i cosiddetti vegani (che oltre alla carne escludono dalla dieta anche latte, uova e formaggi), i quali trasmettendo i loro modelli alimentari ai figli si rendono responsabili, a suo dire, dei problemi fisici e neurologici che essi avranno in futuro. A fornire le basi scientifiche della sua accusa, uno studio condotto dalla stessa Allen in Kenya su oltre 500 soggetti in età scolastica. Il gruppo di bambini che nel corso di due anni aveva ricevuto 60 grammi di carne al giorno ha evidenziato un miglior tono muscolare, un maggior sviluppo delle capacità mentali nonché più vivacità a scuola e più disposizione al gioco. Nonostante l’immediato contrattacco della SSNV (Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana) a difesa della dieta vegetariana per i bambini, molti esperti sottolineano come nella fase dello sviluppo l’apporto di sostanze nutritive come vitamina B12, vitamina D, calcio e ferro, di cui le diete troppo restrittive rischiano di essere carenti, sia indispensabile per la salute e la crescita dei bambini

I vegetariani e la Piramide Alimentare

da: www.magazine.paginemediche.it
I vegetariani

La piramide alimentare prevede l’introduzione di carne nella dieta quotidiana, che dal popolo dei vegetariani non è condivisa, e sorgono spontanee domande del tipo “è meglio essere vegetariani o onnivori?”, “si può sostituire una bella bistecca con un piatto di fagioli?”.
Al di là delle risposte di preferenza, che possono anche essere individuali, è doveroso osservare che mangiare una bistecca o un piatto di legumi non è la stessa cosa, poiché, anche se è possibile sostituire alimenti di origine animale con vegetali, comunque la carne contiene principi nutrizionali insostituibili per l’organismo umano; anzi in alcuni periodi della vita, come l’infanzia e la gravidanza, l’apporto della carne è molto importante.Tanto premesso, tuttavia, le fibre vegetali presentano indubbi vantaggi dal punto di vista della digeribilità, dell’apporto di Vitamine, della regolazione dell’assorbimento degli Zuccheri da parte del nostro organismo.
Gli studi più recenti hanno evidenziato, tra le altre cose, che una dieta a base di Vegetali previene il rischio di tumori all’intestino, al seno, ai genitali, l’arteriosclerosi e limita infine i danni arrecati dal colesterolo.

E perciò una scrupolosa dieta vegetariana è globalmente completa, ma va integrata con Vitamine B, ferro, zinco, calcio, reperibili negli integratori specifici oppure in altri alimenti quali il grano integrale, i legumi, e la frutta, i quali sono ricchi di Proteine nobili, indispensabili per l’organismo umano.

Si articolerebbe pertanto su tre livelli una piramide alimentare vegetariana nella quale:

gli alimenti che figurano al primo livello sono di normale consumo quotidiano in tutti i pasti;gli alimenti del secondo livello vanno consumati una volta al giorno;gli alimenti che compaiono al terzo livello vanno consumati una sola volta alla settimana.

Per il consumo dell’acqua si consiglia un consumo quotidiano di circa un litro e mezzo.

Trasversale a tutti i livelli, ed importante per tutti, resta l’attività fisica, da praticarsi in modo frequente e regolare per il mantenimento di uno stato di forma e salute soddisfacente.

La Piramide Alimentare Italiana

Piramide alimentare dello stile di vita italiano

Al fine di orientare la popolazione verso comportamenti alimentari più salutari, il Ministero della Salute con D.M. datato 1/09/2003 ha affidato ad un gruppo di esperti il compito di elaborare un modello di dieta coerente con lo stile di vita attuale e con la tradizione alimentare del nostro Paese.

È nata così la Piramide settimanale dello stile di vita italiano che si basa sulla definizione di Quantità Benessere (QB) sia per l’Alimentazione sia per l’Attività Fisica.

Da tale modello di dieta scaturisce la Piramide Alimentare Italiana che, elaborata dall’Istituto di Scienza dell’Alimentazione dell’Università di Roma “La Sapienza”, indica i consumi alimentari giornalieri consigliati.

Vengono date altresì indicazioni sulle quantità di cibo da consumare ogni giorno secondo il criterio della quantità benessere (QB), dettagliando in grammi le porzioni di alimenti.
Le QB di cibo e di movimento, ove opportunamente adattate alle esigenze del singolo individuo, consentono di orientare lo stile di vita verso un equilibrio tra consumo alimentare e spesa energetica.

Come si vede, la Piramide Giornaliera si articola in 6 piani in cui sono disposti a scalare i vari gruppi.
I colori dei diversi sono utili per sottolineare che ciascun alimento della piramide alimentare è caratterizzato da un differente contenuto di nutrienti e richiede differenti frequenze di consumo.All’interno dello stesso gruppo è importante variare allo scopo di avere un’alimentazione completa.

A cominciare dalla base della piramide si trovano gli alimenti di origine vegetale, caratteristici della “Dieta Mediterranea”per la loro abbondanza in Nutrienti non Energetici quali Vitamine, Sali Minerali e di composti protettivi: fibre e phitochemicals.

Salendo poi da un piano all’altro si trovano gli alimenti a maggiore densità energetica e pertanto 4-5 porzioni al giorno da consumare in minore quantità, al fine di ridurre il soprappeso e prevenire l’obesità e le patologie metaboliche.

Per la determinazione della quantità di consumo di ciascuno degli alimenti sopra indicati si fa riferimento alla quantità benessere e dunque alla sigla QB.

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Quantità di consumo e quantità di benessere (QB)

La porzione di riferimento (QB) per lo Zucchero(costituito da glucosio + fruttosio) è di 5 g, pari ad un cucchiaino da caffé. Si consiglia un consumo di 3 QB al giorno e nel corso della settimana è bene non superare i 21 QB fra zucchero e miele.

Nel calcolo delle porzioni giornaliere va però tenuto presente che lo zucchero, oltre a consumarsi così com’è nelle bevande, è anche il componente di numerosi altri alimenti, quali i biscotti, i prodotti di pasticceria, lo yogurt, le caramelle, i gelati e molte bibite.

È bene tener presente altresì che non c’è differenza fra lo zucchero di barbabietola e quello di canna perché in entrambi i casi si tratta di Saccarosio. Per il Miele, che annovera fra i suoi componenti il Glucosioal 31%, il Fruttosio al 38%, Acqua al 20% ed in misura minore altri due zuccheri quali il maltosio al 7% ed il saccarosio all’ 1-2%  nonché piccolissime quantità di proteine, sali minerali ed oligominerali, vitamine, enzimi, aromi, pollini, sostanze antibatteriche ed altre ancora, la porzione di riferimento (QB) è identica a quella dello zucchero, cioè di 5g. Come precedentemente detto, giova ribadire che tra zucchero e miele è bene non superare le 21 QB a settimana.

La porzione di riferimento (QB) della carneè di 100 g a crudo, corrispondenti a una fettina o a due polpette. Sono consigliabili come massimo 5 QB settimanali e quindi un consumo non quotidiano.Per il pescato il riferimento quantitativo è di 150 g in un consumo settimanale di almeno 2 QB.La porzione di riferimento delle uova (QB) è pari a 1 uovo in un consumo settimanale massimo di 2 QB.La porzione di riferimento (QB) dei legumi è di 30 g di prodotto secco, 100 g di prodotto fresco; se ne consiglia un consumo massimo settimanale di 2 QB.Il QB dei salumiè pari a 50 g, pari a 3 fette di prosciutto o a 6-7 fette di salame; se ne consiglia un consumo settimanale non superiore a 3 QB, e quindi assolutamente non quotidiano.La porzione di riferimento QB di latte è di 125 ml, pari a un bicchiere.È consigliabile un consumo quotidiano di 2 QB di Latte oppure 1 QB di Latte ed 1 QB di yogurt in un massimo settimanale di 14 QB fra Latte e Yogurt.Per il formaggiola porzione QB di riferimento corrisponde a 50 g di prodotto stagionato e 100 g di prodotto fresco; nell’arco della settimana se ne consiglia un consumo massimo di 4 QB.La porzione di riferimento dell’olio extravergine di oliva (QB) è di 10 g. e sono consigliati 2 – 3 QB al giorno per un consumo settimanale di 20 QB.Per quanto attinente al burro, il riferimento QB è di 10 g.; è consigliabile un uso settimanale massimo pari a 5 QB, e quindi non quotidiano.

Per quanto attinente al 2° livello: pane, pasta, riso, biscotti, patate, trattandosi di vari prodotti, il discorso diventa più articolato.

Per il pane la porzione di riferimento, il QB, è pari a 50 g. per cui se ne consiglia un consumo di 2 o 3 QB al giorno, pari a 100 – 150 g., per un max di 16 QB a settimana.Per la pasta secca il QB è di 80 g. che sale a 120 g. per la pasta fresca all’uovo. Si consiglia 1 QB di pasta al giorno, fino ad un max di 8 QB a settimana fra pasta e riso. In pratica giova tener presente che un normale pacchetto da 500 g. di pasta è sufficiente a preparare 6 porzioni. Per i primi piatti in brodola misura del QB si riduce, per la pasta secca, della metà, e cioè a 40 g. pari a 2 cucchiai da minestra, per la pasta fresca all’uovo a 60 g. pari a 3 cucchiai; in questo caso la minestra conta per ½ QB.Per i biscotti la porzione QB di riferimento è pari a 20 g.: se ne raccomanda un consumo giornaliero pari a 1 QB, con un max settimanale di 7 QB.Per le patateuna QB è data da 200 g. di tubero crudo e sbucciato, corrispondente grosso modo a 2 patate di media grandezza; si consiglia l’assunzione di 2 QB settimanali.Per quanto riguarda frutta e ortaggisi consigliano 5-6 QB. Porzioni giornaliere fra frutta e verdura, con un massimo settimanale di 21 QB da frutta e 14 QB da ortaggi chiarendo che una QB di frutta equivale a circa 150 g. e cioè al corrispondente di un frutto medio-grande oppure a tre frutti piccoli oppure al corrispondente peso di frutta a fette; una QB di succo di frutta corrisponde a 125 g; una QB di ortaggi da cuocere equivale a 250 g. al netto degli scarti, mentre per l’insalata una QB è pari a 50g.

Conclusioni

Le considerazioni o le raccomandazioni fin qui esposte si rivolgono in generale al grosso pubblico di persone che sappiano e vogliano conciliare il piacere di un buon pasto alla buona salute.
Similari raccomandazioni si rivolgono a persone adulte o ad altre fasce di età e di popolazione, come ai bambini, alle donne in periodo di gravidanza, a sportivi praticanti, i quali tutti presentano le loro esigenze in risposta alle quali sono elaborate specifiche Piramidi Alimentari: autentici progetti di alimentazione variata ed equilibrata intesa a garantire un apporto sufficiente in energia e in sostanze nutritive e protettrici, indispensabili all’organismo e che contribuisce al raggiungimento del nostro benessere.

Oggi nella società occidentaleeconomicamente e tecnologicamente avanzata, la pubblicità, le offerte, le più varie quanto allettanti, il benessere, la sovrabbondanza di tutto e quindi anche dei prodotti alimentari spingono incessantemente a forme di consumo iperdimensionato o comunque sbilanciato, e intanto trigliceridi, colesterolo scendono sempre più di età coinvolgendo anche ragazzi, mentre sempre di più si segnalano soprappeso, obesità, diabete di tipo 2, malattie cardio-vascolari, osteoporosi, cancro, mentre per motivi diametralmente opposti bulimia e anoressia coinvolgono sempre più ragazze.

La Piramide dell’Attività Fisica

La Piramide Alimentare Giornaliera trova il suo naturale completamento nella Piramide dell’Attività Fisica. Questi gli assunti base:

 Attività fisicaRidurre la sedentarietà: evitare di rimanere seduti per molto tempo a guardare la TV o a giocare con i videogiochi.

 2 o 3 volte a settimana: praticare arti marziali, divertirsi ballando, giocare a minigolf.

 3 o 5 volte a settimana: praticare attività aerobiche: andare in bicicletta, correre, pattinare, nuotare, camminare velocemente. Praticare calcetto con gli amici. Giocare a tennis, a pallavolo, a basket per 1 ora.

 Ogni giorno:usare le scale invece dell’ascensore, andare a scuola in bicicletta; scendere dall’autobus una o due fermate prima; portare a passeggio con il cane;impegnarsi in lavori domestici; fare moto con gli amici nel parco.

 da: www.armoniaservice.coop

LA NUOVA PIRAMIDE ALIMENTARE VEGETARIANA

 

E’ di recentissima pubblicazione una nuova Piramide Alimentare, concepita con criteri semplici e utilizzabile, oltre che da tutti i vegetariani, anche da quelle persone che abbiano a cuore la propria salute. Ne riportiamo di seguito una sintesi adattata alla situazione italiana e agli scopi divulgativi di questa pubblicazione.
Nota preliminare: La cottura modifica la composizione nutrizionale degli alimenti. I cibi vengono pesati crudi, ma quando vengono consumati cotti non vengono abitualmente pesati, in quanto si utilizza un criterio di “quantificazione visiva”, che utilizza essenzialmente una stima del volume del cibo. Anche se di seguito le porzioni verranno indicate sia in peso che in volume, si tratta di valori medi, che non sempre corrispondono tra loro nei differenti cibi. Si consiglia quindi di utilizzare di preferenza il criterio volumetrico, procurandosi dei contenitori da 250 mL (solitamente una tazza da colazione), 125 mL (un ramaiolo), 60 mL (una tazzina da caffè scarsa o 4 cucchiai), 15 mL (un cucchiaio) e 5 mL (un cucchiaino da tavola).
Per stabilire il volume del contenitore, pesate quanta acqua può contenere: 1 grammo d’acqua corrisponde a 1 mL di volume. Chi viaggia, può acquistare all’estero dei dosatori in plastica o metallo (cup, tablespoon e teaspoon). La nuova piramide si basa sui seguenti gruppi alimentari: Cereali integrali; Legumi, frutta secca e altri cibi ricchi di proteine; Verdura; Frutta fresca e seccata; Grassi. Il numero minimo di porzioni indicato fornisce circa 1.400-1.500 kcal al giorno: per aumentare le calorie è sufficiente aumentare il numero di porzioni in modo armonico, a partire da tutti i gruppi alimentari. All’interno dei primi 4 gruppi di cibi sono presenti inoltre i Cibi ricchi di calcio, che formano una specie di ulteriore “gruppo trasversale”, dei quali vanno assunte un minimo di 8 porzioni al giorno, conteggiabili nel numero totale di porzioni giornaliere. Questi cibi, nell’elenco che segue, sono specificati e contrassegnati con un asterisco (*).
CEREALI INTEGRALI: MASSIMO 6 PORZIONI AL GIORNO
Questo gruppo include pane, pasta, riso, cereali per colazione, frumento, mais, miglio, orzo, avena, segale, farro, kamut, quinoa, bulgur, cous-cous, fette biscottate, grissini e cracker. Anche il latte di riso appartiene a questo gruppo. Ogni pasto va costruito “intorno” ad un bel piatto di cereali: sono ricchi di fibre, carboidrati complessi, proteine, vitamina B, E, ferro e zinco. Porzione: pane, 30 g; cereali cotti, 80 g (125 mL); cereali pronti per colazione, 30 g (arricchiti con calcio*); latte di riso, 125 mL (arricchito con il calcio*).
LEGUMI, FRUTTA SECCA E ALTRI CIBI RICCHI DI PROTEINE: MASSIMO 5 PORZIONI AL GIORNO
I legumi comprendono tutti i tipi di fagioli, i piselli, tutti i tipi di lenticchie, le fave, le cicerchie, i ceci, i lupini, la soia e i fagiolini. In questo gruppo vanno poi inclusi anche il tofu, il tempeh, il latte e gli altri prodotti a base di soia; la frutta secca (noci, arachidi, mandorle, nocciole, noci del brasile, pinoli, pistacchi, anacardi); i semi oleaginosi (di zucca, di girasole, di sesamo, di lino). Questo gruppo di cibi è un’ottima fonte di fibre, proteine, ferro, calcio, zinco, vitamine del gruppo B e acidi grassi omega-3. Porzione: legumi cotti, 80 g (125 mL); soia cotta*, 80 g (125 mL); tofu* o tempeh*, 70 g (125 mL); latte di soia, 125 mL (arricchito con il calcio*); burro o crema di frutta secca (mandorle*) o di semi (tahin di sesamo*), 2 cucchiai (30 mL); frutta secca (mandorle*), 30 g (60 mL); analoghi della carne*, 30 g.
VERDURA: MASSIMO 4 PORZIONI AL GIORNO
La verdura è ricca di nutrienti e di sostanze protettive per la salute: vitamina C, beta-carotene, riboflavina, ferro, calcio, fibre, e altri nutrienti. Le verdure a foglia verde scuro, come la cicoria, la bieta, la rucola, e le crucifere (broccoli, cavoli) sono fonti particolarmente ricche di questi importanti nutrienti. Le verdure giallo scuro o arancio come le carote, la zucca, le patate dolci e il melone sono ricche di beta-carotene. Inserite porzioni generose e variate di verdura nella vostra dieta. Porzione (il peso della verdura è molto variabile rispetto al volume, pertanto verrà indicato solo il secondo): verdura cotta, 125 mL (che però conta solo come 1/2 porzione per i cibi ricchi di calcio-broccoli*, bieta*, rucola*, indivia*, cavoli*); verdura cruda, 250 mL (che però conta solo come 1/2 porzione di cibi ricchi di calcio-broccoli*, bieta*, rucola*, indivia*, cavoli*); succo di verdura, 125 mL.
FRUTTA FRESCA E SECCATA: MASSIMO 2 PORZIONI AL GIORNO
La frutta è ricca di fibre, vitamina C e beta-carotene. Premuratevi di includere almeno 1 porzione di frutta ricca di vitamina C (agrumi, meloni, fragole) al giorno. Preferite la frutta intera ai succhi, che sono deprivati di fibre. Porzione (il peso della frutta è molto variabile rispetto al volume, pertanto verrà indicato solo il secondo): 1 frutto medio; frutta cotta o a pezzetti, 125 mL; succo di frutta (fortificato con calcio*), 125 mL; frutta essiccata, 60 mL; 5 fichi*.
GRASSI: MASSIMO 2 PORZIONI AL GIORNO
In questo gruppo di cibi vanno inseriti gli oli, la maionese vegetale e la margarina. Sono tutti cibi ipercalorici, per questo è bene limitare al minimo il numero di porzioni. L’utilizzo di olio di semi di lino e di olio di oliva va preferito, in quanto fonti di acidi grassi rispettivamente poliinsaturi della famiglia degli omega-3 e monoinsaturi. Tutti i grassi che sono solidi a temperatura ambiente (oli tropicali -di cocco e di palma- e le margarine) contengono elevate quantità di grassi saturi o transidrogenati, che sono dannosi e vanno utilizzati in modo molto limitato e solo se indispensabili.
Porzione: olio, maionese e margarine morbide, 5 mL (1 cucchiaino). Assicuratevi inoltre di includere 3 porzioni al giorno di buone fonti dietetiche di vitamina B12. Queste includono 250 mL di latte di soia fortificato, 30 g di cereali fortificati per la colazione, 40 g di analoghi della carne fortificati, o altri cibi fortificati per un totale di 3 mcg al giorno di vitamina B12. Chi non assume questi cibi regolarmente deve assume un’integrazione di vitamina B12 di 5-10 microgrammi (mcg) al giorno o di 2.000 mcg alla settimana, preferibilmente in formulazione sublinguale.
Vanno inoltre accuratamente inserite 2 porzioni al giorno, ogni giorno, di cibi che forniscono acidi grassi omega-3, che si trovano nel gruppo dei legumi e della frutta secca e nel gruppo dei cibi grassi. Una porzione equivale a 5 mL (1 cucchiaino) di olio di semi di lino, 15 mL (3 cucchiaini) di olio di semi di soia, 15 mL (1 cucchiaio, circa 6 g) di semi di lino macinati o 60 mL (circa 30 g) di noci. Per il miglior rapporto tra i vari acidi grassi della dieta, va privilegiato per la cottura l’olio di oliva.
La gran parte di coloro che leggeranno questo opuscolo, sono cresciuti con i criteri dei vecchi 4 gruppi alimentari, introdotti per la prima volta nel 1956, che enfatizzavano l’importanza dei cibi di origine animale. Con il passare del tempo, però, le nostre conoscenze sull’importanza delle fibre, i rischi per la salute dei grassi e del colesterolo, e le proprietà protettive di molti nutrienti contenuti esclusivamente nei cibi vegetali, sono molto aumentate. Sappiamo ora che il Regno Vegetale è in grado di fornire eccellenti fonti alternative di nutrienti un tempo esclusivamente associati alla carne e ai latticini, cioè le proteine, il ferro e il calcio.
Anche se è stata in seguito pubblicata la Piramide alimentare tradizionale, che ha riveduto e corretto le vecchie raccomandazioni e ha ridotto le quantità raccomandate di grassi vegetali e di prodotti animali, questa non rappresenta ancora uno strumento valido a garantire la salute.
Dal 1991, gli studiosi di nutrizione vegetariana, e il PCRM in particolare, avendo verificato che il consumo abituale di cibi animali, anche in quantità limitate, comporta seri ed evitabili rischi per la salute, hanno sviluppato delle raccomandazioni dietetiche che permettono un’assunzione equilibrata di cibi vegetali (the New Four Food Groups del PCRM, a New Food Guide For North American Vegetarians, di Dietitians of Canada e American Dietetic Association). Si tratta di guide alimentari, a basso o nullo contenuto di colesterolo e a ridotto contenuto di grassi, che garantiscono le richieste nutrizionali medie di soggetti adulti sani; la seconda contiene degli adattamenti per altre fasi del ciclo vitale (vedi tabella).
I maggiori “killer” delle società ricche -cardiopatia, cancro e ictus cerebrale-, presentano un’incidenza drasticamente ridotta in quelle popolazioni che si nutrono prevalentemente di cibi vegetali. Anche l’aumento del peso corporeo, la cui diffusione sta contribuendo pesantemente ai problemi di salute degli Occidentali, può essere controllato agevolmente senza per questo dover soffrire la fame, grazie a questi cibi.


da: www.xoomer.virgilio.it

Una dieta vegetariana per bambini?

Ecco alcune risposte a importanti domande che ci si può porre riguardo all’eliminazione della carne dalla propria tavola

di Ambuja Rosen

Se leggeste di una medicina che può salvare il vostro bambino da innumerevoli malattie gravi, correreste subito a comprarla? Mentre una medicina del genere non esiste probabilmente, la ricerca mostra che potete proteggere i vostri figli nutrendoli con un dieta vegetariana (priva di carne). In accordo con l’American Dietetic Association, gli studi mostrano che i vegetariani sono più protetti rispetto agli onnivori dalle malattie coronariche, dall’alta pressione arteriosa, dal diabete mellito, dall’obesità e da certi tipi di cancro.

Il Physicians Committee for Responsible Medicine ha analizzato circa cento studi e ha scoperto che i vegetariani sono dal 20 all’80% più protetti da malattie cardiache, il 40% più protetti dal cancro, e dal 20 al 60% più protetti dall’alta pressione arteriosa. Crescendo i vostri figli come vegetariani -o anche offrendogli dosi più piccole di carne o più piatti senza carne- potreste fare sì che essi siano protetti da alcune delle malattie mortali a più alta incidenza dei nostri tempi.

Comunque, se siete come la maggior parte dei genitori, probabilmente avrete delle domande riguardo l’allevamento di vostro figlio come vegetariano o semi-vegetariano. Ecco alcune domande poste comunemente dai genitori.

Con una dieta vegetariana mio figlio assumerà abbastanza nutrienti?

Sì, dice l’American Dietetic Association. Se pianificate correttamente i pasti, vostro figlio può addirittura svilupparsi vigorosamente senza uova e latticini. “Se vivessimo una vita totalmente naturale su un pianeta incontaminato, i genitori non avrebbero bisogno di assicurarsi di fornire ai loro figli vegani [vegetariani puri, che non assumono neppure uova e latticini, ndt] nutrienti specifici”, dice Michael Klaper, MD, autore di Pregnancy, Children and the Vegan Diet. “Ma non viviamo in quel modo. Così i genitori devono fornire ai loro figli in crescita minerali residuali e vitamine del gruppo B, e forse anche alcuni acidi grassi e vitamina B12 e D e carnitina e taurina (amino-acidi)”. (Vedere la tabella alla fine dell’articolo per le indicazioni di Klaper su quali cibi includere assolutamente nelle diete vegetariane dei vostri figli).

 

Per un adeguato nutrimento somministrate cibi integrali e cibi freschi -pane integrale invece di pasta raffinata, piselli freschi invece di piselli in scatola. I neonati che mangiano già cibi solidi dovrebbero anche prendere il latte materno -o, se ciò non è possibile, latte artificiale per neonati a base di soia, dice Klaper [sconsiglio alle madri italiane di sostituire il latte del seno con quello a base di soia, perché in Italia non si trovano latti di soia specifici per neonati da agricoltura biologica, ndt].

Posso semplicemente sostituire la carne con cui ero solita nutrire mio figlio con omelette e formaggi?

Non è una buona idea. Una quantità troppo grande di grassi saturi porrà vostro ad alto rischio di malattie cardiache, cancro e altri disordini. Troppo formaggio (ad esempio, un bicchiere di latte da 170 g. a tutti e tre i pasti) può impedire l’assorbimento del ferro, dice Klaper, che ha fornito una guida nutrizionale a centinaia di vegetariani. Se vostro figlio ha l’asma e comincia a mangiare molto più formaggio, va incontro ad un rischio di attacchi d’asma maggiore. I grassi della carne possono aggravare l’acne; così offrire più pasti senza carne può favorire la pulizia della pelle degli adolescenti. Ma se sostituite molto formaggio al posto della carne i brufoli non se ne andranno.

Tutte quelle fibre non sazieranno mio figlio prima che possa assumere i nutrimenti necessari?

I bambini sotto i dieci anni hanno stomaci piccoli, così solo un terzo del loro cibo dovrebbe essere costituito da alimenti ad alto contenuto di fibre e ad alto contenuto d’acqua come il sedano o le mele, dice Kapler. Lasciate spazio nello stomaco di vostro figlio per cibi ad alta densità di nutrienti, come burro di semi oleosi, passati di legumi, avocado, avena e frutta secca [va ricordato però che molti di questi alimenti, come semi, avocado ecc., sono alimenti altamente allergizzanti e quindi sconsigliati per l’inizio dello svezzamento: cfr. la sezione In cucina, ndt]. “A meno che vostro figlio non sia in sovrappeso, questi cibi dovrebbero costituire almeno metà della sua dieta” dice Klaper.

Se i miei figli sono vegetariani, la loro crescita sarà stentata?

La ricerca indica che i bambini vegetariani hanno un Quoziente di Intelligenza almeno pari a quello dei bambini onnivori. E se i tuoi figli mangiano latticini e uova, gli studi indicano che cresceranno con la stesse scansioni dei bambini onnivori. Almeno un ricercatore indica che i vegani, che mangiano solo cibi vegetali, erano circa 2,5 cm. più bassi e da 2 a 4 kg. più leggeri all’età di dieci anni rispetto ai bambini onnivori. Questi vegani raggiunsero i coetanei al compimento del ventesimo anno.

Questo leggero ritardo di crescita è poco salutare? Nessuno lo sa. Comunque, Klaper rimarca, “È evidente però che la crescita più veloce dei bambini onnivori è poco salutare” . Per dirne una, i bambini che si nutrono con la tipica dieta americana centrata sulla carne hanno cominciato la maturazione sessuale sempre prima, anche addirittura all’età di otto anni. Il grasso della carne causa in questi bambini un accumulo esagerato di ormoni sessuali troppo precocemente, dice Klaper. Gli studi mostrano che le ragazze vegetariane in genere cominciano le mestruazioni più tardi rispetto alle onnivore. Questo evidentemente non crea alcun problema e può aiutare a proteggere le ragazze dal cancro. Dà, inoltre, ai genitori minore preoccupazione riguardo a possibili gravidanze nell’adolescenza.

I vegetariani pesano, in media, circa il 10% in meno rispetto agli onnivori. Così il vegetarianesimo può proteggere dall’obesità e perciò dalla predisposizione al diabete e alle malattie cardiovascolari. Cosa fare si il vostro bambino diventa troppo magro con la dieta vegetariana? “Aggiungete cibi molto calorici come burro di semi oleosi, puree di legumi, avocado, olio di semi di lino alla dieta finché il peso del bambino non si normalizza” consiglia Klaper.

Ho sentito che le diete vegetariane possono portare disordini alimentari nei bambini?

Questo non è vero, dice Klaper. Ma alcuni bambini usano la scusa “sono vegetariano” per coprire un disordine alimentare. Chiedi a tuo figlio perché vuole diventare vegetariano. Per aiutare gli animali o per aiutare l’ambiente, o per entrare dentro il costume dell’anno precedente?

Come posso rendere piacevole al mio bambino il passaggio al vegetarianesimo o semi-vegetarianesimo?

Tuo figlio può diventare vegetariano immediatamente in tutta sicurezza, dice Klaper, e lui non dovrebbe preoccuparsene. Ma se ha bisogno di un passaggio più graduale, potresti servire porzioni più piccole di carne e un numero inferiore di pasti con carne finché non raggiungi il livello di vegetarianesimo da te desiderato. Puoi anche semplicemente provare il vegetarianesimo per una settimana o due e vedere se ci vuoi rimanere.

Tuo figlio potrebbe avere meno nostalgia della carne se cominci ad offrirgli cibi che assomigliano alla carne -per esempio, hamburger di soia, hot-dog di tofu, fettine di seitan (un prodotto del grano). Puoi anche proporre alcuni dei loro piatti preferiti, sostituendo il tofu o le proteine vegetali ristrutturate alla carne. Il chili vegetariano, i burritos, le lasagne vegetariane, gli spaghetti alla marinara invece del ragù per esempio.

“Se tuo figlio ha problemi legati al cibo (come intolleranza al lattosio), consulta un nutrizionista prima di passare al vegetarianesimo”, avverte Klaper. Molti professionisti della nutrizione non sono abbastanza informati e favorevoli riguardo alle diete vegetariane, aggiunge. Per trovarne uno che lo sia, si possono chiamare le associazioni dietetiche e chiedere di un dietologo esperto in vegetarianesimo [in Italia si possono trovare nominativi di medici, tra cui molti dietologi, favorevoli e/o esperti di vegetarianesimo, divisi per regione, sul sito www.scienzavegetariana.it,ndt].

Molti adulti che si nutrono di grosse quantità di carne assai poco salutare rimangono impigliati a questa abitudine da bambini. La ricerca indica che se si servono meno pasti a base di carne si può instillare nei propri figli abitudini alimentari più salutari e mantenerli più protetti da malattie cardiache, cancro e da alcune altre malattie per il resto della loro vita.

 

Fabbisogni dei bambini vegetariani

Quando allevano i vostri figli con una      dieta vegetariana, i genitori dovrebbero assicurarsi di quanto segue:

  Lattanti  che mangiano cibi solidi Bambini Adolescenti
Olio      di semi di lino/olio di semi di cartamo 1      cucchiaio al giorno (2 cucchiai se il bambino mangia cibi confezionati      molto unti) 1      cucchiaio al giorno (2 cucchiai se il bambino mangia cibi confezionati      molto unti) 2      cucchiai al giorno (1 cucchiaio se il bambino mangia cibi confezionati      molto unti)
Minerali      in traccia e vitamine del gruppo B

una porzione      al giorno di verdure a foglia verde

una porzione      al giorno di verdure a radice

una porzione      di funghi tre volte alla settimana

    Dai      cinque anni in avanti, 1 cucchiaio di lievito alimentare in scaglie tre      volte alla settimana
Calcio      (da bevande arricchite o da latticini) 600      mg al giorno 800      mg al giorno 1200      mg al giorno
Vitamina      B12* 5      microgrammi al giorno 1,5      microgrammi al giorno 2      microgrammi al giorno
Vitamina      D 20      minuti di luce solare al giorno tre volte alla settimana sulla faccia e      sulla mani o 10 microgrammi al giorno
*Se      un bambino mangia latticini, uova, pesce, pollame, o carne rossa almeno      tre volte alla settimana non avete bisogno di queste aggiunte. Le      indicazioni della tabella si basano sulle RDA (Recomended Daily Allowances)

 

 

Ambuja Rosen è una giornalista pluripremiata di Ashland, nell’Oregon. I suoi articoli sul vegetarianesimo sono apparsi in “Muscle & Fitness”, “Ironman”, “Oxygen”, “Signs of the Times” e altre pubblicazioni. La potete contattare a ambujar@hotmail.com.

(Traduzione di Francesca Gasparini)


da: www.xoomer.virgilio.it
Alimentazione vegetariana nell’infanzia

di Luciano Proietti (Medico pediatra e nutrizionista)

In questi ultimi anni si è verificata, soprattutto negli Stati Uniti, una crescente diffusione di diete alternative rispetto a quelle della popolazione generale. Tra i fautori di queste diete, il nucleo più consistente è costituito dai vegetariani, gruppo eterogeneo che ha in comune l’esclusione di ogni cibo carneo dalla dieta.

A seconda del tipo di restrizione nell’uso dei prodotti di derivazione animale, si possono suddividere in: latto-ovo-vegetariani    latto-vegetariani    ovo-vegetariani    vegetariani puri o vegetaliani o vegan (in inglese).

Benché la pratica del vegetarianismo sia molto antica – per convinzioni etico-religiose, necessità economiche, motivi di igiene e salute – solo in questi ultimi 40 anni sono stati fatti studi accurati sull’argomento e la letteratura medica, specie dei Paesi di lingua inglese, è molto ampia.

Numerosi studi sono stati fatti sui possibili benefici per la salute apportati da una dieta vegetariana: un effetto preventivo esercitato dalle fibre alimentari, di cui è ricca la dieta vegetariana, è stato riscontrato nei confronti delle cosiddette “malattie della civilizzazione”, vale a dire le malattie enteriche (diverticolosi, appendicite, cancro del colon e del retto, poliposi benigna), colecistopatie, disordini venosi (emorroidi, vene varicose), ernia iatale [4, 5, 6].

Le fibre alimentari potrebbero inoltre ridurre l’incidenza di diabete tramite un effetto modulante sul tasso di assorbimento del glucosio e sulle risposte ormonali diminuendo le richieste di insulina e l’escrezione di glucosio.

E’ stata riportata una minore incidenza di ipertensione arteriosa [24,25] ed una cariogenicità inferiore della dieta a causa della consuetudine, tra i vegetariani, ad un basso consumo di zucchero e farine raffinati [15].

Mentre gli adulti sono stati oggetto di indagini complete sullo stato di salute, per quanto riguarda i bambini gli studi non sono altrettanto numerosi e ripetutamente sono state avanzate perplessità circa la completezza nutrizionale di tali diete in un periodo della vita in cui la scelta dei nutrienti è particolarmente importante per uno sviluppo armonico [1, 2,3, 8, 11, 19,23].

Negli studi sul vegetarianismo infantile apparsi nella letteratura internazionale, sono stati individuati i rischi ed i possibili benefici di tale pratica.

I rischi sono essenzialmente rappresentati:

dalla bassa densità calorica, dall’insufficiente introito qualitativo di proteine, dall’apporto inadeguato di vitamina B12, ferro e zinco e, per i    vegetariani stretti, anche di vitamina D e calcio.

La dieta vegetariana infatti, in quanto più ricca di scorie, ha una    densità calorica (Kcal/gr.) ridotta rispetto alla dieta onnivora ed inoltre    nel bambino piccolo, in cui la capacità gastrica è ridotta, può    rapidamente dare un senso di sazietà. Occorre tuttavia distinguere tra    latto-ovo e vegetariani stretti: nei primi le carenze di energia sono    improbabili per l’apporto di latticini e uova, mentre nei secondi sono    possibili e riportate da più Autori [2, 8,    9, 11, 12, 19,    26, 27, 29].

Le proteine animali, per il loro contenuto in aminoacidi essenziali, hanno    un valore biologico superiore a quello delle proteine vegetali, che mancano    di uno o più aminoacidi essenziali: ad esempio le proteine dei cereali sono    carenti in lisina e triptofano (nel riso lisina e treonina) mentre quelle    dei legumi hanno uno scarso contenuto in aminoacidi solforati, in    particolare la metionina [19]. Si è osservato però [10]    che la carenza può essere superata sfruttando la complementazione proteica:    combinando in uno stesso pasto proteine vegetali di diversa origine in modo    che le carenze in aminoacidi essenziali di un alimento, siano “complementate”    dalla loro abbondanza in un altro. La combinazione può accrescere sino a    circa il 50% la qualità proteica degli alimenti presi separatamente. Dos    Santos e coll. [10], ad esempio, studiando bambini dai 4    ai 6 anni in Brasile, hanno dimostrato che una dieta di riso e fagioli che    fornisce un apporto proteico 1:1, è valida nutrizionalmente e garantisce    una crescita regolare, a condizione naturalmente che l’introito calorico sia    adeguato, altrimenti una parte più o meno importante di proteine sarà    sottratta ai bisogni plastici per i fini energetici. Quindi anche una dieta    vegan può, con il principio della complementazione, garantire un apporto    proteico adeguato e una crescita regolare, anche se questo è più    facilmente realizzabile con una dieta latto-ovo-vegetariana.

Per quanto riguarda la vitamina B12, i bambini latto-ovo-vegetariani    dispongono di un apporto quotidiano sufficiente a metterli al riparo da    eventuali carenze. I bambini vegan o vegetariani stretti e i lattanti    allattati al seno da madri vegan, sono stati trovati carenti in vitamina    B12. Per questo motivo le Società di nutrizione consigliano in questi casi    di supplementare la dieta con integratori vitaminici o cibi supplementari    con vitamina B12 [17, 19]. Le dieta    vegetariane sono ricche di fitati, noti per essere in grado di legare    minerali come il ferro e lo zinco rendendoli indisponibili per    l’assorbimento. E’ noto che il ferro contenuto nella carne (ferro eme) è    rapidamente assimilato come tale dalla mucosa intestinale, mentre il ferro    contenuto nei vegetali (ferro non-eme), non è assorbito altrettanto bene in    quanto deve essere trasformato dalla forma di complesso inorganico ferrico    alla forma ferrosa. Questa conversione è facilitata da fattori endogeni    come l’acidi cloridrico e da fattori esogeni come l’acido ascorbico, l’acido    lattico, citrico e succinico. Sono stati peraltro individuati fattori e    procedimenti in grado di ridurre il contenuto in fitati della dieta: la    presenza di fitasi nell’intestino dei mammiferi, la lievitazione del pane a    pH acido, la fermentazione lattica. Sembra anche accertato che il fitato    monoferrico, la frazione maggiore del ferro della crusca, si equilibri con    il “pool” scambiabile di ferro non eme del pasto e possa rendersi    biodisponibile nel soggetto umano. Il fitato monoferrico infatti è    solubile: è stato osservato che il ferro in questa forma è più facilmente    biodisponibile che nella forma di fitati ferrici insolubili [21,    22]. Si può quindi affermare che mentre una dieta    latto-ovo-vegetariana sufficientemente variata è in grado di fornire un    apporto di ferro e zinco adeguato, questo avviene con difficoltà in diete    vegetariane strette ad alto contenuto di fitati. Con queste ultime diete si    è notata anche una carenza di calcio e vitamina D [1, 2,    8, 9, 11, 12,    14, 16, 23].


Pertanto i dati della letteratura degli ultimi 30-40 anni e la nostra esperienza clinica ventennale ci portano ad affermare che:
Una alimentazione priva di cibo animale diretto, carne e pesce, può    essere nutrizionalmente corretta anche nel periodo dell’accrescimento,    inteso dalla nascita ai 25 anni, e presenta indubbi vantaggi nei confronti    del rischio di patologie della “civilizzazione” prima descritte. Una alimentazione priva di ogni tipo di cibo animale (dieta “vegan”),    nel periodo dell’accrescimento, è nutrizionalmente adeguata a condizione di    inserire quotidianamente integratori vitaminici e minerali, in particolare    le vitamine D e B12 e il calcio il ferro e lo zinco.

E’ inoltre condizione fondamentale e riconosciuta ormai universalmente (direttive Unicef – OMS) per una crescita adeguata ed uno sviluppo ottimale l’allattamento al seno nei primi due anni di vita; nel caso in cui la donna non possa allattare, l’unico alimento adeguato, sostitutivo del latte materno, è il latte “formulato”, in cui le proteine possono essere di origine animale (vaccino) o vegetale (soia): in natura non esistono latti la cui composizione si avvicini a quella del latte materno. Questa raccomandazione è particolarmente importante per i genitori che intendono non dare cibo animale ai loro figli.

Ai fini pratici, quando un medico incontra dei genitori che non intendono somministrare cibo animale al loro figlio, occorre sapere la ragione di questa scelta e valutare le loro conoscenze nutrizionali. E’ importante far capire che il compito dei genitori è quello di crescere i figli in salute, che secondo la definizione dell’OMS, non è assenza di malattia, ma benessere fisico, psichico e sociale.

Il medico deve avere delle fondate conoscenze di scienza della alimentazione e per quanto riguarda il bambino deve conoscere bene i fabbisogni nutrizionali nelle varie età e l’importanza fondamentale dell’allattamento al seno nei primi due anni di vita.

Il medico deve informare i genitori sui rischi legati al tipo di alimentazione che intendono fornire al figlio, sia essa convenzionale (rischi di allergia, obesità, patologie cardio-vascolari, diabete, patologie gastro-enteriche, aterosclerosi), sia vegetariana o macrobiotica o altro.

Deve proporre una alimentazione che sia adeguata ad un accrescimento e sviluppo ottimali, verificando con visite periodiche la salute fisica e psicologica del bambino secondo i parametri di valutazione convenzionali: il bambino che si alimenta in modo corretto e che vive in un ambiente emotivamente equilibrato, non si ammala, cresce bene, comunica con gioia attraverso il gioco. Nel caso in cui questo non si verifichi, occorre capire che cosa non funziona: il cibo, l’ambiente, la relazione affettiva.

Bibliografia

American Academy of Pediatrics. Committee on Nutrition.Nutritional    aspects of vegeterianism, health foods, and fad diets., Pediatrics    1977 Mar;59(3):460-464


 


da: www.noimamme.it
L’alimentazione vegetariana

vegetable.jpgBenché gli esperti nostrani continuino a dichiarare che l’alimentazione vegetariana è inadatta, in particolare per i bambini ma non soltanto, un numero crescente di italiani la sceglie: dai tre milioni del 2002 aisei milioni del 2005. Il 70% sono donne.

L’American Dietetic Association, il Food and Nutrition Board del National Council e il National Institute of Nutrition (Canada) nel 2003 hanno riconosciuto definitivamente le diete vegetariane “un’alterativa valida, se ben strutturate”.

Di cosa si tratta

Intanto, facciamo chiarezza sui termini.

Quando si parla di dieta vegetariana, si intende, di solito, un’alimentazione che esclude derivati diretti degli animali, ovvero carne e pesce, definita più precisamente lacto-ovo-vegetariana (include, oltre a tutti gli alimenti di origine vegetale, latte e uova).

Esistono inoltre le varianti lacto-vegetariana e ovo-vegetariana.

La dieta vegetariana in senso stretto, che esclude ogni alimento di origine animale, è detta anche vegetaliana o vegan, dal termine inglese.

Le motivazioni

I motivi principali per cui si sceglie un’alimentazione di questo tipo sono di carattere etico, salutistico, ambientalista.

Ragioni che meritano rispetto:

– La scelta di non violenza verso tutti gli organismi viventi, la protezione dell’ambiente (produrre carne contribuisce all’inquinamento dell’atmosfera).

– L’idea (giusta) che l’allevamento degli animali comporti un dispendio di risorse, in termini di cibo di origine vegetale, con cui si potrebbero sfamare molte persone in più nel mondo.

– Infine, le ormai indubbie evidenze che un’alimentazione che esclude la carne e si basa principalmente su cibo di origine vegetale è in grado di ridurre considerevolmente l’incidenza di gravi patologie (quali tumori, ipertensione, arteriosclerosi, infarto, ictus, diabete, obesità, osteoporosi, calcoli e altre patologie che costutuiscono le principali cause di morbilità e mortalità nei paesi industrializzati).

Perché allora ci si accanisce tanto contro la scelta vegetariana? Esistono veramente rischi per la salute?

I rischi

È indubbio che un’alimentazione di questo tipo non può essere lasciata al caso e all’improvvisazione. Di solito, comunque, chi compie questa scelta è più informato della media sull’alimentazione (usa alimenti freschi e di qualità, spesso biologici, conosce i metodi di cottura migliori per conservare le proprietà nutritive) e ha in generale uno stile di vita più sano.

La dieta lacto-ovo-vegetariana non espone l’organismo a rischi particolari, in quanto prevede anche prodotti di origine animale.

La dieta vegana, invece, escludendo ogni prodotto di origine animale espone alla carenza, principalmente, di vitamina B12. Questa tuttavia può essere facilmente risolta con l’uso di alimenti fortificati (ad esempio latte di soia addizionato con questa vitamina) o di integratori specifici.

Rare ma possibili, nei vegani, la carenza di ferro, zinco, iodio, calcio, omega 3 e, nelle donne in gravidanza e allattamento e nei neonati, la vitamina D e la taurina.

Queste carenze sono facilmente prevenibili, o risolvibili, con opportuni comportamenti alimentari o con l’uso di integratori o alimenti fortificati.

Per quanto riguarda gli altri minerali e vitamine, gli alimenti di origine vegetale ne apportano quantità adeguate.

A cosa fare attenzione

Vediamo nel dettaglio i nutrienti da tenere sotto controllo:

– Proteine. Si tratta di un falso problema. È vero che gli alimenti animali contengono tutti gli aminoacidi essenziali (quelli, cioè, che il nostro organismo deve assumere col cibo, non essendo capace di produrli autonomamente), mentre le proteine vegetali risultano carenti di alcuni di essi, ma la combinazione fra cereali e legumi è in grado di fornire all’organismo tutti gli aminoacidi essenziali. Il problema, insomma, in una dieta ben strutturata, non si pone nei vegani (né, tantomeno, nei vegetariani, che assumono latte e uova).

– Ferro: è presente nei legumi, nei cavoli, nei cereali integrali, nella frutta secca. La forma non-eme, tipica dei vegetali, è effettivamente meno assimilabile della forma eme, contenuta negli animali, ma in assenza di quest’ultima l’organismo è in grado di aumentarne l’assorbimento. La contemporanea assunzione di cibi ricchi in vitamina C (frutta e verdura di vario tipo, preferibilmente cruda) facilita questo processo. Vino rosso, cioccolato, caffè, the e latticini, invece, ne riducono l’assorbimento.

– Calcio: è contenuto in latticini, tofu preparato con solfato di calcio, cavolfiore, cavolo, rapa, fagioli, fichi secchi, latte di soia fortificato, tahini, semi di sesamo tostati. L’apporto delle acque minerali, inoltre, può essere importante.

I vegetariani, assumendo latticini, non sono a rischio di carenze, mentre l’apporto giornaliero di calcio nei vegani può essere al di sotto della RDA (dose giornaliera raccomandata), anche se diversi studi dimostrano l’assenza di sintomi da carenza di calcio nei vegani. Questo potrebbe essere dovuto al fatto che il fabbisogno dei vegani è inferiore, in quanto i cibi di origine animale (in particolare, l’eccesso di proteine animali e di fosforo) aumentano le perdite di calcio da parte dell’organismo.

– Zinco: fonti vegetali sono legumi (ceci in particolare), i semi di zucca, il lievito alimentare, il muesli e i cereali integrali.

Vegani e vegetariani ne assumono effettivamente meno, ma se l’introito è minore l’organismo ne aumenta l’assorbimento, compensando. Difatti, vegetariani e vegani non mostrano carenze. Una dieta eccessivamente ricca di latticini espone invece alla carenza di questo minerale (l’assunzione di calcio ostacola quella di zinco).

– Iodio: il contenuto in iodio dei vegetali è molto variabile e dipende dal terreno in cui sono cresciuti. Lo iodio è presente in quantità adeguate nei latticini, mentre le diete che li escludono dovrebbero essere arricchite con sale iodato o piccole quantità di alghe, che ne sono ricchissime.

– Omega 3: alcuni studi dimostrano che i vegetariani non sono carenti di acidi grassi essenziali, ma si ritiene comunque prudente introdurre nella dieta una fonte di omega 3 (nei non vegetariani, una buona fonte è il pesce): un cucchiaio di olio di semi di lino è sufficiente, ma ne contengono anche noci, olio di soia e altri prodotti a base di soia.

– Vitamina B12: la carenza richiede anni per manifestarsi, ma è l’unico rischio reale dell’alimentazione vegana. Al momento della scelta di questa alimentazione è quindi indispensabile prevedere una fonte affidabile di questa vitamina.

– Vitamina D: è importante che le donne vegane, durante la gravidanza, si espongano sufficientemente al sole per evitare carenze di questa vitamina e, se questo non fosse possibile in modo adeguato (carnagione scura, clima invernale, ecc.) assumano un integratore. Lo stesso vale per i bambini allattati al seno (sono sufficienti, di solito, due ore alla settimana di esposizione al sole di testa, viso e mani).

– Taurina: è una molecola essenziale, in particolare nel feto e nei primi periodi della vita per lo sviluppo della retina e del cervello. È presente esclusivamente nei cibi di origine animale con un’eccezione: le alghe verdi. La donna in gravidanza e che allatta deve assumere taurina col cibo o integratori e il latte formulati per i bambini non allattati al seno deve contenere taurina.

L’alimentazione vegetariana nei bambini richiede particolari attenzioni: nei primi anni di età, un’alimentazione simile a quella dell’adulto, soprattutto se vegano, è inadeguata e può causare seri problemi.

 


Domande e risposte ( svezzamento )

www.xoomer.virgilio.it

( alcuni esperti rispondono e siti di riferimento)

Leggendo qua e lá vari forum mi sono spesso imbattuta in domande varie relative allo svezzamento.
Pensavo di riportarne alcune particolarm significative per lo svezzamento naturale/vegetariano (con relative risposte)…..sono molto pratiche, x qs penso possano essere utili.
Ovviamente il tutto senza nessuna pretesa medica e solo a carattere generale e indicativo

1) secondo te e’ meglio dare i legumi a pranzo? E la parte di legumi che vanza posso congelarla e quanto puo’ rimanere in freezer?”
in linea generale non ci sono regole, puoi dare ció che vuoi quando vuoi. nonostante qs, all’inizio é preferibile dare i legumi a pranzo, per il fatto che eventuali piccoli disturbi tipo aria o mal di pancia si manifesterebbero di pomeriggio……ed é “meglio” che succeda di giorno piuttosto che di notte. qs é l’unico motivo. Poi se vedi che tollera bene i legumi e non ci son problemi, li puoi dare anche a cena.
Puoi benissimo congelare. in freezer le cose durano molto a lungo, anche mesi. se cerchi con google trovi siti affidabili dove spiegano modalitá di congelamento e tempi di conservaz dei vari alimenti.
qui un’idea:
http://cottoalvapore.blogspot.com/2008/05/omogeneizzato-fatto-incasa-i-legumi.html
Altro sulla non necessitá delle carne durante lo svezzamento (e oltre) lo trovi qui:
http://www.forumetici.it/viewtopic.php?p=163620#p163620
Io congelo anche le zuppe di cereali e legumi in vasetti di vetro di medie dimensioni.

2) “Per alternare semolino verdura e olio, senza per forza aggiungere carne o pesce o legumi puo’ andare bene?
se fai il semolino nel brodo vegetale hai un piatto con + carboidrati che proteine, tipo un piatto di pasta, per capirci.
Nutrizionalmente é quindi un pasto scarso di proteine, ma se ogni tanto dai solo semolino in brodo vegetale + verdura va benissimo lo stesso! fai conto che é come dare una pasta al pomodoro. non si muore certo per carenza proteica….anzi!! se invece il semolino lo fai col latte, allora é un pasto completo e aggiungere dell’altro sarebbe solo appesantire.

3) “Il riso bianco quindi sarebbe quello comune?
assolutamente sí. babyriso mellin o altre cose del genere sono solo trovate commerciali (idem la sabbiolina plasmon e compagnia bella); cuoci il riso normale un po’ di + e sei a posto; puoi anche frullare il tutto, anzi, i bambini digeriscono anche meglio le cose frullate

4) quali verdure posso metterle nel brodo a 7 mesi per variarlo?
Finocchio, rapa, zucca, sedano, porro, cipolla. Tieni presente che il valore nutrizionale del brodo é piuttosto scarso, e serve solo per abituare il bambino a nuovi sapori diversi dal latte. Voglio dire: non impazzire a cercare nuove verdure, a 7 mesi il nutrimento principale dovrebbe venire dal latte (materno o adattato), non viene certo da 200 ml di brodo con una verdura in + o una in meno.

5) a 7 mesi devo sempre mettere la pastina a pranzo?
Sí, ma va bene anche una quasiasi altra fonte di carboidrati, cioé vanno bene anche le classiche farine/creme (la Holle fa delle farine ottime, di miglio, di farro, fiocchi d’avena, 3 cereali, semolino), va bene anche un riso molto cotto ed eventualmente frullato, va bene anche il classico semolino; piú avanti pui dare tutti i cereali in chicco (NON integrali), ben cotti ed eventualmente frullati.

6) a 7 mesi, se volessi mettere i legumi: quali, quanti e come li cucino?
A 7 mesi forse é ancora prestino. Aspetta ancora un pochino (2-4 settimane) e poi inizia con le lenticchie decorticate, cioé le piú digeribili xché non hanno buccia.
Per le decorticate non serve nemmeno l’ammollo e cuociono veloci.
Le prime volte per testare la tolleranza ne basta uno-due chucchiaini, meglio a pranzo e SOLO con carboidrati (pastina, riso, farine…), cioé NON assieme a carne (né assieme a uova e né assieme a formaggi). Cereali + legumi = stesse proteine di carne e uova e pesce e latticini..
Quando sarai sicura che tollera bene le lenticchie decorticate, puoi passare ad altri legumi, cioé ceci, piselli, fagioli (non solo borlotti, ma anche cannellini, messicani, dall’occhio, corona….)

7) Quando é meglio dare la frutta? A fine pranzo?
Secondo me no, meglio come spuntino, quindi merenda, anche metá mattina se il bambino sembra affamato o se ha mangiato poco a colazione

8. A 7 mesi quale frutta posso dare? Per ora la bambina mangia mela/pera/banana
Va bene cosí. La “regola” sarebbe frutta di stagione, ma adesso troviamo solo agrumi e molti dicono di dare agrumi dopo l’anno (ma c’é anche chi li ha dati a 5 mesi!).
Aspetta primavera/estate e poi li ti potrai sbizzarrire con quasi tutto; la banana lasciala in secondo piano: son frutti che maturano nelle stive delle navi, non certo sull’albero. Prediligere frutta locale é un’altra “regoletta”

9) ho una bambina di 8 mesi: ho comprato miglio decorticato orzo decorticato avena farro piselli decorticati e ceci. tutti bio. Posso usare il miglio come la pastina? fatto cuocere a parte nell’acqua e poi messo nel brodo vegetale? stessa cosa per orzo avena e farro… anche se credo che all’inizio sia meglio iniziare con qualche cucchiaio o no?
per i piselli e ceci li vado a sostituire alla carne, ovvero posso fare pappa con miglio e 1 o 2 cucchiai di legumi?
riguardo poi allo yogurt… io volevo dare o quello di soya o di capra…cosa mi consigli?

tutti i cereali che hai elencato sono ottimi per le pappe. Li puoi cuocere (molto) sia in acqua, o anche direttamente nel brodo vegetale, aggiungendone ma mano che si asciuga; credo infatti sia meglio cuocere i cereali in poco liquido alla volta, in modo che alla fine non occorra scolarli.
Li puoi benissimo usare al posto della pastina (che infatti é un derivato di un cereale, cioe il grano) e anzi, i cereali sono meglio: primo perché ne puoi usare almeno cinque (e non solo grano lavorato!) e poi ognuno di essi ha proprietá nutrizionali diverse..(contenuto importante di vitamine e sali minerali).
Li puoi anche dare in forma (semi)asciutta, sto brodo vegetale non é assolutamente un obbligo   (v. domanda 4)

esempio di pappa:
http://www.veganblog.it/2009/02/17/pappa-2-dai-78-mesi/
http://www.veganblog.it/2009/04/02/crema-di-porri-con-cannellini/
per le dosi: il discorso é sempre soggettivo, ci sono bambini che mangiano di piú o di meno…tu assecondala, non c’é bisogno di dosare tutto..e in ogni caso miglio, orzo…sono cib “naturali”, leggeri e sani, non c’é bisogno di “abituarsi”

i legumi invece possono giá dare qualche problemino in piú, ma non é detto; la tua proposta di pappa di miglio con 1-2 cucchiaini di legume é ottima.
se non hai giá iniziato, i legumi piú digeribili sono le lenticchie decorticate, ma cmq anche i piselli, se decorticati, dovrebbero essere ok. Di

yogurt: quello di capra é meglio di quello vaccino; aspetteri peró ancora un po’ a darglielo.
yogurt di soia ok dai 7 mesi, inizia con poco (anche la soia puó dare allergia) e cmq non tutti i giorni.
occhio agli ingredienti: escludi a priori la marca valsoia; per le altre marche att che non ci devono essere aromi né conservanti. Solo acqua, semi di soia e fermenti lattici.
Se la trovi la sojadé é ok come marca, meglio yogurt naturale.

10) Brodo vegetale fino a quando?
Fino a quando si utilizza il brodo vegetale per la preparazione della pappa? la mia bimba ha 8 mesi e mi sarei anche stufata di fare pentoloni di brodo vegetale…
Il brodo vegetale non é obbligatorio, serve solo a far conoscere al bambino nuovi sapori oltre al latte, ma non ha particolare valenza nutrizionale. Puoi dare i cibi separatamente, tipo poche verdure al vapore, il cereale molto cotto ( ce ne sono un’infinitá….) con 2 cucchiaini di lenticche decorticate

11)  cosa posso dare alla mia bimba di 6 mesi e 20 gg al posto della carne?
A nemmeno 7 mesi é importantissimo il latte (materno o in polvere) e i cereali; fra un mesetto potrai iniziare con le lenticchie decorticate.
Puoi fare pappe con cereali, tipo riso, miglio, quinoa, tra l’altro qs ultimi 2 sono ricchi di ferro. Non c’é pericolo di anemia se dai poche verdure (troppe verdure ostacolano l’assorbimento del ferro) e se non dai latticini (i latticini rubano ferro).
I lattantihanno bisogno di latte; e le proteine (fino ai 12 mesi hanno bisogno di 2 grammi circa di proteine per ogni kilo di peso corporeo) le dovrebbero prendere appunto prevalentemente dal latte materno o in polvere. Dare tanta carne e presto é purtroppo il tipo di svezzamento classico che si propone in Italia, rimasto fermo a quando si dava latte di mucca a tre mesi, per cui serviva un cibo ricco di ferro (la carne appunto) per sopperire alla mancanza di ferro del latte.

 


Anche il Prof. Veronesi concorda sulla non necessitá di carne nello svezzamento.

Riporto la domanda di una mamma e la risposta del Prof.
E’ relativamente “datata” ma l’ho appena trovata casualmete

D: sono una neomamma il mio piccolo ha sei mesi e mezzo ed é stato fino a 6 mesi allattato esclusivamente al seno. Ora ho iniziato lo svezzamento e il pediatra ha introdotto la pappa del pranzo preparata con brodo vegetale, cereali e CARNE TUTTI I GIORNI!! Io non sono molto d’accordo ad abituare il bimbo a mangiare carne tutti i giorni quindi la sto sostituendo 5 giorni su 7 con verdure e cereali ……. Naturalmente il mio pediatra si dissocia ed io mi devo arrangiare tra libri e siti che propongono lo svezzamento vegetariano ………. A volte mi sento in colpa e temo di creare delle carenze al piccolo…… le sembra giusto che i pediatri (quasi tutti) introducano carne così presto e così frequentemente?

R: considerando il fatto che in termini evoluzionistici l’uomo è un primate, e che noi abbiamo mantenuto le caratteristiche metaboliche fondamentali dei primati che sono rimasti vegetariani, comprendiamo dunque come il nostro organismo sia programmato proprio per il consumo di frutta, verdura e legumi. Una dieta priva di carne non ci può in alcun modo indebolire, e lo prova il fatto che un neonato nei primi mesi quadruplica il peso che aveva alla nascita nutrendosi solo di latte. La carne non è indispensabile alla nostra alimentazione, nemmeno durante lo svezzamento: le proteine necessarie al nostro organismo, oltre che nella carne e nei cibi di origine animale, si trovano anche in molti vegetali, come i legumi. È dunque possibile trarre dal mondo vegetale una dieta ricca e variata capace di fornirci vitamine, proteine, zuccheri e grassi vegetali in modo completo e calibrato.Esistono poi prove scientifiche che questi alimenti, se consumati in quantità sufficiente, permettono anche di evitare alcune carenze e rinforzano la resistenza contro le malattie infettive. I vegetariani, in genere, hanno non soltanto una vita più lunga dei carnivori, ma evitano malattie croniche invalidanti.


da: www.forumetici.it
ai bambini meglio dare le lenticchie piuttosto che la carne

Si legge nelle raccomandazioni del Fondo mondiale per la ricerca sul cancro (Wcrf) che il consumo di insaccati è associato al cancro dell’intestino, ma forse anche dello stomaco, dell’esofago, del polmone e della prostata. Pensiamoci quando ordiniamo una fettina di crudo affettato sottile con poco grasso perché i bambini poi lo scartano. Quei bambini hanno già a scuola un menu, con tanto di approvazione dell’azienda sanitaria locale, che ogni giorno straripa di proteine animali: carne, pesce, prosciutto e latticini. Primo cambiamento radicale: dire addio a prosciutti e salamini. Non è terribile come sembra. Dopo un paio di mesi non ne sentirete più il bisogno, e vi troverete in una baita di alta montagna a rinunciare allo speck perché trovate il sapore troppo forte. Provare per credere. Alla voce carne, nella ciclopica revisione di tutti gli studi su cibo e cancro, il Wcrf ( http://www.dietandcancerreport.org) consiglia di limitarsi a tre, massimo cinque etti alla settimana. Non c’è nessuna ragione scientificamente valida, e non sostenuta dall’industria, per mangiarne di più. Restiamo in tema: carne negli omogeneizzati. Dice Franco Berrino, direttore del Dipartimento di medicina Preventiva all’Istituto dei Tumori di Milano, che è un’inutile assurdità, retaggio di un errore logico del Dopoguerra. Al vasetto di pollo, meglio sostituire una purea di lenticchie rosse decorticate. …
A proposito di spesa, Berrino cita l’arguto In defense of food di Michael Pollan: «Al supermercato, non comprate nulla che riporti in etichetta più di cinque ingredienti; nulla che non capiate cosa sia o che la vostra bisnonna non riconoscerebbe».

….per stare meglio, basta abolire la farina 00, troppo raffinata, e cominciare a cercare la farina 2 tra gli scaffali dei negozi specializzati. Superfluo aggiungere che anche gli alimenti ad alta densità calorica vanno messi al bando? La raccomandazione del Wcrf in merito a cibi industrialmente raffinati, precotti e preconfezionati è: limitare! Ancora più deciso il no alle bevande gasate e zuccherate: evitare!

E poi c’è il latte, considerato la panacea di tutti i mali. Il panel di cento esperti del Wcrf ha animatamente discusso su cosa raccomandare ai consumatori. Le indicazioni sono solo di precauzione (non siate troppo ligi nel seguirle) perché le informazioni sono contraddittorie. Il latte proteggerebbe dai tumori all’intestino, ma qualcuno sostiene l’ipotesi che faccia aumentare i casi di cancro all’ovaio e alla prostata. «Non c’è uno studio che provi che latte vaccino e formaggi servano», dice categorico Franco Berrino. Né nell’infanzia né in menopausa: «I medici dovrebbero sapere che la principale causa alimentare dell’osteoporosi non è la carenza di calcio, ma l’eccesso di proteine animali».Nessuno mette in dubbio che il latte vaccino faccia crescere. Del resto, nel giro di due anni è in grado di trasformare un vitello di 40 chili in un bovino adulto di 900…..

Riassumiamo: a colazione latte di soia o di riso con un ricco mix di cereali integrali. Ne esistono tanti, non solo il grano: avena, farro, orzo, kamut, quinoa, grano saraceno, orzo, riso, miglio. E poi zuppe e creme, quei piatti unici della tradizione contadina che scaldano pancia e cuore. Legumi, cereali non raffinati e verdura a ogni pasto. Senza barare: niente supplementi di fibre o vitamine. Non servono: chi mangia pane bianco e aggiunge crusca non ha una mortalità più bassa. Chi mangia integrale sì. A volte, gli integratori fanno addirittura peggio: alte dosi di betacarotene aumentano i tumori al polmone nei fumatori. Mistero della complessità della natura. Non ci vuole più tempo, basta cambiare organizzazione: mettere a bagno i ceci mentre si versa il latte di soia per colazione. Soffermarsi, al supermercato, di fronte a quel misterioso oggetto a foglie scure, scoprire che si chiama cavolo nero e metterlo nel carrello (costa pochissimo!). E poi cercare online cosa farne. Pasta, fagioli, patate e cavolo nero: è un piatto semplice, che piace anche agli adoratori del junk food. E lo si prepara nello stesso tempo di una pasta al ragù o di una cotoletta.

La dieta a base di carboidrati raffinati modifica l’ambiente ormonale. Pane bianco, farina 00, prodotti di pasticceria, patate e fiocchi di mais fanno aumentare rapidamente il glucosio nel sangue, inducendo l’organismo a produrre più insulina. Carni rosse, burro e formaggi ne stimolano la produzione. E più insulina significa più tumori.

 

Angelo Vigliotti
Scritto da Angelo Vigliotti