Molti psicologi sono “fissati” a ripetere che  per una stabilità emotiva c’è bisogno di certezze.

Non c’è maggiore certezza che il morire e con tranquillità si può affermare che se vuoi vivere bene impara a morire ogni giorno.

E poi il pensiero sulla morte è la base  della vita e ti consente di esprimere al meglio le tue potenzialità.

La vita è breve: evitiamo, dunque, programmi troppo estesi: ogni giorno, ogni ora ci mostra la nostra nullità e ricorda a noi smemorati, con qualche nuovo argomento, la nostra fragile natura. Allora noi, che facciamo programmi come se la nostra vita fosse eterna, siamo costretti a pensare alla morte. Si volge, infatti, ad attendere il futuro solo chi non sa vivere il presente.

Noi pensiamo alla morte come a qualcosa che sta davanti a noi, mentre in gran parte è già alle nostre spalle: tutta l’esistenza trascorsa è già in suo potere.

Mai cedere, mai rubare, mai ingannare, mai bere per dimenticare o fuggire da te; ma se devi cedere fallo fra le braccia della persona che ami; se devi rubare ruba il tempo che vuoi per te; se devi ingannare, inganna la morte e se devi bere, inebriati dei momenti che ti tolgono il respiro.

La morte fa paura solo perchè non la conosciamo

“il respiro è un ponte fra te e il tuo corpo; ti connette e ti ricongiunge costantemente al corpo. il respiro è anche un ponte fra te e l’universo, perché tu sei parte dell’universo. ogni cellula del tuo corpo è parte dell’universo e il respiro è il ponte. se il ponte viene a mancare, tu non sei piú nel tuo corpo, se il ponte è rotto, tu non sei piú nell’universo. entri in una dimensione sconosciuta oltre lo spazio-tempo. quindi il respiro è anche il ponte fra te e il tempo e fra te e lo spazio. e se possiamo diventare consapevoli del nostro respiro possiamo trascendere il tempo e lo spazio”

 

 

Vorresti conoscere il segreto della morte, ma come potresti scoprirlo,

se non lo cerchi nel cuore della vita .Ogni cosa muore  per tornare alla sua origine.La vita è un cammino e la morte è un ritornoSe vuoi davvero afferrare lo spirito della morte,spalanca il tuo cuore sul corpo della vita. Poiché la vita e la morte sono unite e indivisibili, proprio come lo sono il fiume e il mare L’amore mai conosce la propria profondità, se non nell’ora della separazione …

Quando l’amore ti chiama seguilo!Il cuore che ama non ha bisogno di cercare Dio o di pregare!La morte ha in sé l’essenza dell’eterno … Il pensare è una conseguenza della paura. Più paura hai, più pensi!Ma è l’amore che dissolve la paura, cosi come la luce annienta l’oscurità. Un essere spirituale ha un approccio non fondato sulla paura ma su un amore profondo Se hai amato,non ti preoccupi della morte, ma muori con il sorriso sulle labbra. Se hai vissuto la tua vita, e se sei fiorito, non c’è nulla di cui pentirsi …Se giungi alla morte attraverso l’amore, la morte diventa l’orgasmo supremo! La morte è una grande occasione che può portarti all’immortalità. Usa questa soglia per incontrare il divino, ma non desiderare nulla. Il desiderio è l’ostacolo che ti impedisce realizzarete stesso nel  sublime frutto dell’illuminazione! Quando muori scomparirai nell’assenza di forma e come il fiume si dissolve nell’oceano, e diviene infinito così anche te entrarai in questo mare immenso e farai parte  dell’eterno. Se ti aggrappi alla vita, la morte sembra essere una morte. Ma se non ti aggrappi, la morte ti accompagnerà giorno dopo giorno facendo vedere la vita in modo altamente ottimistico. Appena ti alzi ringrazierai il cielo perchè sei ancora qui a godere della felicità del giorno. Ti accorgerai che le cose hanno un valore limitato e imparerai a non attaccarti nè alla materia, nè allo spirito e nemmeo a te stesso. La morte  sarà la tuida per crescere in armonia e sviluppare così una gioia intensa e veramente profonda. La morte sembra ( ed è) una liberazione, un’estasi profonda, la gioia infinita … Un uomo veramente sincero, trasforma perfino la morte in una storia d’amore.

Mi ricordo il “ cantico delle creature” di San Francesco, quando diceva:

“ Laudato si’ mi Signore, per sora nostra Morte corporale, da la quale nullu homo vivente po’ skappare “

La morte deve essere celebrata. Devi entrare nel regno della morte senza lotta, senza resistenza.Si deve accettare la morte e morire in un profondo abbandono. Solo cosi incontrerai il mistero in una bellezza, che non può assomigliare a nient’altro!  Morire conscio ( consapevole di quello che sei, consapevole diposto in cui sei, consapevole del perchè e del come e del quando) significa sapere che nulla muore. Muori con un sorriso sulle labbra e colmo di gratitudine per tutto ciò che la vita ti ha dato! Una  persona che sta camminando e inoltrandosi nella via della luce non ha paura di nulla, Sai forse che la morte è un male? Sai forse che la morte è peggio della vita? magari è meglio della vita.  hai paura della morte senza conoscerla non guardare l’esistenza come lotta  armata, come combattimento interiore perpetuo, ma inizia a guardare l’esistenza come gioia, come la più grande opportunità che tu hai per dare il meglio di te.

Tra il 1346 e il 1356 il grande  poeta Francesco Petrarca scrisse  una piccola opera in latino “”de vita solitaria”  un omaggio alla solitudine intellettuale. La stessa cosa io vorrei farti capire quando ti invito a tenere la morte nel tuo cuore. Forse saria solo ma non sei solo. Una moltitudine di compagni e di amici ti verranno incontro perchè in questo modo tu esalti la vita ma soprattuto tu ami la vita.

Lo stesso Petrarca nella canzone  LXXI del canzoniere così afferma:

“perchè la vita è breve

e l’ingegno paventa l’alta impresa…”

 

 

Ogni giorno una parte di te muore, ogni giorno una parte della natura muore, ogni giorno c’è un tramonto. Quando tu respiri , tu assorbi la morte e crei un ponte tra il finito e l’infinito. Allora non buttarti giù, guarda la realtà con un’altra visione, e inizia ad essere furbo e  a servirti della vita ma anche della morte.  E ricordati che in questo momento tu sei vita e si morte. Non abbondanare una parte di te. In questo momento  nulla più può distruggerti. Hai raggiunto l’eterno, l’indistruttibile e l’immortale! la morte si vince solo con una risata che nasce dal profondo allora la morte non ti distrugge, ma è al tuo servizio e ti conduce all’immortalità.

Prima di lasciarci ti ricordo una riflessione di Kahlil Gibran

Allora Almitra parlò dicendo: Ora vorremmo chiederti della Morte.E lui disse:Voi vorreste conoscere il segreto della morte.ma come potrete scoprirlo se non cercandolo nel cuore della vita? Il gufo, i cui occhi notturni sono ciechi al giorno, non può svelare il mistero della luce. Se davvero volete conoscere lo spirito della morte, spalancate il vostro cuore al corpo della vita. poiché la vita e la morte sono una cosa sola, come una sola cosa sono il fiume e il mare. Nella profondità dei vostri desideri e speranze, sta la vostra muta conoscenza di ciò che è oltre la vita; E come i semi sognano sotto la neve, il vostro cuore sogna la primavera. confidate nei sogni, poiché in essi si cela la porta dell’eternità. La vostra paura della morte non è che il tremito del pastore davanti al re che posa la mano su di lui in segno di onore.In questo suo fremere, il pastore non è forse pieno di gioia poiché porterà l’impronta regale? E tuttavia non è forse maggiormente assillato dal suo tremito? Che cos’è morire, se non stare nudi nel vento e disciogliersi al sole?E che cos’è emettere l’estremo respiro se non liberarlo dal suo incessante fluire, così che possa risorgere e spaziare libero alla ricerca di Dio? Solo se berrete al fiume del silenzio, potrete davvero cantare. E quando avrete raggiunto la vetta del monte, allora incomincerete a salire. E quando la terra esigerà il vostro corpo, allora danzerete realmente.

Non doimenticare, però che nello stesso giorno tu vivi  il tramonto e  l’alba. Non dimenticare di volerti bene.

Angelo Vigliotti
Scritto da Angelo Vigliotti