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Lettera autografa firmata. Philadelphia, 26 novembre 1786. Una lettera autografa firmata. Notevole scritto da Benjamin Franklin nel mese di novembre 1786 al suo caro amico Edward Bancroft, discutendo prima una richiesta di integrazioni a una nuova edizione dei suoi scritti (“tutto la mia carta e manoscritti sono così mescolati  con altre cose  a causa della confusione provocato nei traslochi improvvisi e vari durante i disordini in ritardo, che faccio fatica a trovare qualsiasi cosa “) e poi la pubblicazione della sua autobiografia, iniziata molti anni prima, ma non ancora completato (“Ho fatto qualche progresso in essa e spero di finirla in inverno”)

 

Biografia di B. Franklin

da: http://biografieonline.it/
Nato a Boston il 17 gennaio 1706, figlio di un mercante inglese, Benjamin Franklin ha un’infanzia difficile: frequenta assai poco la scuola ed in giovinezza fa un poco di tutto, dal tipografo al cartolaio, dallo scrittore all’editore, distinguendosi sempre, però, per la sua intelligenza e tenacia. Sposatosi nel 1730, ha tre figli e solo quando raggiunge la quarantina, inizia a dedicarsi in modo più concreto agli studi scientifici, fondando la American Philosophical Society. Nel 1746 assiste a Boston ad una conferenza sulle meraviglie e le scoperte dell’elettricità che lo entusiasma al punto di acquistare tutta l’attrezzatura esposta; essendo abbastanza a conoscenza dei lavori e delle esperienze di Gilbert, von Guericke e Nollet, si dedica quasi interamente agli studi sull’elettricità. La sua scoperta più nota è quella che il fulmine non è altro che una manifestazione di elettricità, convinzione scaturita da una serie di osservazioni circa la somiglianza fra i fulmini e le scintille elettriche, nella loro forma, colore e velocità. Nel 1747 Franklin chiarisce l’effetto elettrico delle punte ed inizia le ricerche per la realizzazione di un pratico parafulmine. Nel corso dei suoi studi, nel 1752, effettua il famoso esperimento come dimostrazione delle sue convinzioni sul fulmine. Propone quindi di installare, su torri o campanili, una gabbia metallica con pedana isolante sulla quale deve porsi l’operatore, corredata di un’asta di ferro appuntita dell’altezza di circa nove metri: in presenza di una nube temporalesca il ferro si sarebbe elettrizzato e, muovendo un filo di ferro vicino all’asta, l’operatore avrebbe provocato una corrente istantanea fra l’asta e la massa. L’esperimento viene effettuato, con pieno successo, nel 1752 dallo scienziato francese Dalibard. Avuta la certezza della sua intuizione, Franklin inventa poi il parafulmine: Per inciso, il primo importante impianto di parafulmini viene installato nel 1760 sul faro di Eddystone a Plimouth. Ma Franklin fa altre due fondamentali scoperte: “il potere delle punte”, il cui argomento è trattato in una serie di lettere sull’elettricità fra il 1747 e il 1754, e che l’elettricità è costituita da “un unico fluido”, demolendo così la teoria dualistica di C.Du Fay. Nel 1751 espone ufficialmente tutte le sue idee sui fenomeni elettrici nella pubblicazione “Opinions and conjectures concerning the properties and effects of the electrical matter”. Negli anni successivi svolge un’intensa attività politica; nel 1757 è a Londra quale rappresentante di diverse colonie americane, tornando in patria solo allo scoppio della guerra di secessione, mentre nel 1776 è in Francia quale rappresentante diplomatico al Congresso Continentale. Tornato in America nel 1785, lavora sino alla morte, che avviene a Filadelfia il 17 aprile 1790, a nuove scoperte ed invenzioni nei campi più disparati. Per il suo impegno di patriota e per avere, nel 1754, avanzato un progetto di unificazione di tutte le colonie americane, sarà riconosciuto come l’ideatore degli Stati Uniti d’America.

 

E’ stato  un uomo con  una  personalità eccezionale  e in continua evoluzione. Desidero ricordare alcune caratteristiche  importanti di Franklin. In primo luogo era un giocatore di scacchi. Giocava già nel 1733. Il suo saggio “Morals of Chess” del dicembre 1786 è il secondo testo sugli scacchi pubblicato in America. Il saggio, è un elogio agli scacchi e descrive un codice di comportamento da utilizzare durante le partite. Era un appassionato cultore  della musica classica. Franklin suonava il violino, l’arpa e la chitarra. Compose anche della musica, particolarmente quartetti per archi in stile classico.  Inoltre  era uno sportivo  e  iniziò a nuotare fin da bambino, perfezionando poi la sua tecnica leggendo il libro di Melchisédech Thévenot L’Arte di Nuotare, uno dei primi libri sul nuoto. Nel 1968 è stato inserito nella International Swimming Hall of Fame, la Hall of Fame internazionale del nuoto, per il contributo al nuoto come praticante e istruttore. Fu un sostenitore, già nel XVIII secolo, della necessità di insegnare nuoto a tutti, inserendolo nei programmi scolastici. Non posso poi, non ricordare il suo stile di vita alimentare,  citato in Umberto Veronesi, Perché dobbiamo essere vegetariani, in Umberto Veronesi, Mario Pappagallo, Verso la scelta vegetariana: il tumore si previene anche a tavola, Giunti Editore, 2011, p. 8. Benjamin Franklin divenne vegetariano in seguito alla lettura di Thomas Tryon. Franklin definì il mangiar carne come «un delitto senza giustificazione» perpetrato contro gli animali.  Scrisse nella propria autobiografia che, grazie a un’alimentazione vegetariana, «apprendeva più in fretta e aveva maggior acume intellettuale»

 

Angelo Vigliotti
Scritto da Angelo Vigliotti