Buteyko Palovich Konstantin

( il primo e l’ultimo respiro)

Buteyko Palovich Konstantin nacque  nel villaggio di Ivanitsa vicino Kiev il 27 gennaio 1923. Studiò prima al politecnico e poi alla facoltà di medicina all’università di Mosca con il gruppo clinico guidato dall’accademico Prof. Evgeniy Tareiev. Propro nel corso dei suoi studi all’università gli venne conferito l’incarico di controllare i rimi respiratori  dei malati e passò così centinaia di ore accanto al capezzale dei pazienti. Si accorse che la morte dei malati era preceduta con notevole anticipo da un aumento della intensità della respirazione. Da quel momento deciso di continuare ad approfondire il ritmo respiratorio. Appena laureato,   soffrendo di ipertensione,  iniziò a sperimentare  su stesso il rapporto  tra ipertensione e anidrite carbonica e vide che i livelli di anidride carbonica erano bassi. Era noto che una eccessiva respirazione abbassava i livelli di anidride carbonica e quindi  fece questo ragionamento: ” se respiro in modo più controllato e meno veloce probabilmente  la pressione si aggiusta cioè ritorna ai valori normali. Detto fatto” Correggendo il ritmo respiratorio ottenne la guarigione dell’ipertensione! a questo punto i suoi studi si ampliarono ad altre malattie in cui c’era un eccesso di respirazione come l’asma, l’angina, l’ apnea notturna,  l’ iperattività e così via. L’eccesso di respirazione è chiamata  ” iperventilazione” e con l’iperventilaziuone si ha una diminuzione di anidride carbonica. Riportando la respirazione alla normalità  si aveva anche un aumento di anidride carbonica e le patologie da iperventilazione diventano più controllate. In effetti i livelli bassi di anidride carbonica comportano per l’organismo contrazione dei vasi sanguigni e diminuzione di ossigeno nei tessuti. Il risultato dell’iperventilazione è la produzione di  meccanismi di difesa dell’organismo che vengono etichettati come malattie. In seguito potè aprire un laboratorio presso l’istituto di biologia e medicina dell’accademia delle scienze e sperimentare con oltre 200 medici le basi scientifiche dell’iperventalizione e dei rimedi sia sul soggetto sano che patologico. Buteyko sottopose il suo metodo a diverse sperimentazioni  prima nel suo laboratorio e poi presso il ministero della sanità dell’ex unione sovietica. La seconda sperimentazione ufficiale venne condotta nell’aprile 1980 all’Istituto Pediatrico di Mosca sotto la direzione del Comitato Governativo per la Scienza e Tecnologia del Ministero della Sanità dell’Unione Sovietica. I risultati della sperimentazione mostrarono un successo del 100%. Questa volta i risultati furono ammessi e riconosciuti e da allora il metodo Buteyko è stato ufficialmente usato nell’ex Unione Sovietica non solo per l’asma e le malattie respiratorie ma per tutta una serie di altre patologie. Nei 6 anni successivi 100.000 ammalati di asma vennero trattati con il metodo Buteyko. Tra questi, ben 92.000 non hanno più avuto bisogno di assumere medicine contro l’asma. Il dr. Buteyko è improvvisamente morto il 4 maggio 2003 a Mosca. Aveva più di 80 anni e fino all’ultimo giorno è rimasto in ottima salute e  in piena attività. E’ mancato un collega e un uomo coraggioso e generoso che ha dato  e offerto  con il suo metodo la possibilità di sradicare   definitivamente diverse malattie e ridurre i sintomi in  altre centinaia di patologie.

Il respiro

Il respiro è la nostra vita. Inizia con la nascita e finisce con la  morte. Ma non siamo soli , il respiro ci accomuna a tutti gli esseri    del mondo sia del regno animale che vegetale. Il respiro è uno scambio tra il mondo interno e il mondo esterno e questa comunicazione non rimane solo a livello fisico,  biologico, cellulare, ecologico e biochicmico  ma entra anche nel ritmo psichico  e relazionale dell’individuo tra il dare e l’avere,  tra l’essere e il divenire. Il polmone, l’apparato respiratorio diventa in questo modo  il depositario,  quasi l’  archivio storico delle vicissitudini esistenziali dell’organismo umano. Respirare bene vuol dire volersi bene ed essere sempre consapevole del proprio corpo  e inoltre vuol dire  amare gli altri in modo operativo cioè senza simbolismi, senza ipocrisie, senza maschere.
Se io respiro bene la mia attività metabolica rimane costantemente  regolare e la mia forza integrata  con uno scambio sano e regolare tra l’ambiente esterno ed interno mi consente  di crescere bene e sviluppare in modo equilibrato le mie potenzialità energetiche e contemporanemente dare agli altri il meglio di me. Se non respiro bene, la mia strutturra fisica volge verso l’iperattività ventilatoria che produce malesseri e tossine e questo catabolismo non fa bene agli altri, non da al mondo quella purezza fisica e spirituale che dovrebbe dare, non fa bene a me stesso.
Ricordo che la frequenza respiratoria  al minuto a riposo nel bambino da 0 a 1 anno è di 23-39 al minuto (  limite di attenzione: meno di due mesi maggiore di 60, più di 2 mesi maggiore di 50); nel bambino di 1 – 2 anni è di 22- 30  atti respitatori al minuto (limite di attenzione maggiore di 40); tra i 2 – 6 anni 21- 28 al minuto ( limite di attenzione maggiore di 40); dai 6 anni alla pubertà 18-24 ( limite di attenzione maggiore di 30; nell’adulto gli atti respiratori al minuto sono tra 16 – 20 ( limita di attenzione maggiore di 20).

il primo latte

Il respiro viene prima del latte, è il nostro primo latte. La nostra nutrizione più efficace, la forma di cibo che riceviamo spontaneamente dalla vita. E’ un linguaggio che traduce il singhiozzo del lattante, la dispnea dell’asmatico e la difficoltà respiratoria dello psicotico. Il respiro ci rivela quello che siamo. Saper vedere e  comprendere  il ritmo respiratorio del bambino  è un compito educativo importantismo per i genitori e   un dovere  per il pediatra . Innanzitutto con l’attenzione consapevole del processo respiratorio che coinvolge l’area toracica, dorsale e addominale in un movimento del muscolo diaframmatico che dovrebbe essere sincronico e regolare.Respiriamo da 20.000  a 70.000 volte al giorno e abbiamo difficoltà a rimanere senza respiro. Noi pensiamo di respirare bene riempiendo i polmoni il più possibile oppure seguendo l’abitudine del ritmo respiratorio che da solo sa come deve procedere. In realtà non è detto che il nostro modo di respirare sia sempre il migliore, sia sempre il più giusto, il più regolare..

Iperventilazione ( ossigeno e anidride carbonica)

Sono descritte circa 30.000 malattie nel mondo e circa 150 sono dovute alla iperventilazione.  L’iperventilazione  è  dovuta all’eccesso di respirazione che provoca una perdita eccessiva di anidrite carbonica  ( CO2). L’ossigeno a causa di questa perdita non ce la fa a passare dal sangue ai tessuti ( effetto Bohr – Verigo).  A questo punto l’organismo mette in atto dei meccanismi di difesa  ( che diventano patologie per il medico) per impedire che   la perdita eccessiva di anidride carbonica mette in pericolo la vita del  soggetto. Quando si corre,  una respirazione eccessiva determina iperventilazione e questo è utile ma quando si  fa una attività sedentaria e c’è iperventilazione vuol dire che qualcosa non funziona. Una delle cause più frequenti di iperventilazione è dovuta al fatto che si pensa e si insegna ( medici, maestri di Yoga, trainer e insegnanti di ginnastica: scuola, palestra, educazione fisica) che respirare profondamente fa bene. In realtà fa bene la lentezza del ritmo respiratorio. Altre cause  di iperventilazione sono il mangiare troppo, la vita sedentaria, la scarsa attività fisica o la mancanza  di lavoro.Altri fattori che  stimolano l’iperventilazione  sono le emozioni sia positive che negative. lo stress, il fumo, l’alcool, il vivere in ambienti non aerati o troppo caldi.
L’O2 una volta introdotto nei polmoni deve passare nel sangue e poi dal sangue deve  entrare nelle cellule dei vari organi ed apparati. L’ossigeno viene assimilato nel sangue dall’emoglobina che diventa ossiemoglobina. L’ossiemoglobina  nell’iperventilazione invece di cedere ossigeno alle cellule la trattiene e i vari organi soffrono di questa carenza. Infatti per consentire  il rilascio dell’ossigeno nei tessuti è necessario la presenza di anidride carbonica in quantità adeguata. Se non si arriva alla giusta concentrazione di CO2 l’ossiemoglobina non rilascia l’ossigeno nei tessuti in misura sufficiente. Bohr e Verigo ( effetto Bohr – Verigo) avevano già descritto questo evento fisiologico e la loro ipotesi,  confermata in seguito da moltissimi scienziati, è normalmente  studiata nei testi di fisiologia di tutte le università del mondo. Soltanto non si erano approfondite le conseguenze  di questo meccanismo che Buteyko ha studiato  in tutta la sua vita iniziando le sperimentazioni negli  anni ’50.
L’atmosfera che ci circonda ha una concentrazione di Ossigeno del 21%, nelle nostre cellule ne basta una concentrazione del 13%. Riguarda l’anidride carbonica le nostre cellule ne hanno bisogno di una concentrazione del 6,5%  e l’atmosfera ne contiene  solamente lo 0.03%.  L’anidride carbonica che ci serve, quindi, non ce la dà l’aria che respiriamo ma è prodotta dal nostro organismo. Nel processo di produzione energetica le sostanze nutritive sono metabolizzate dall’ossigeno inspirato e scaricano  una quantità notevole di energia  in forma di ATP, acqua e anidride carbonica. Sia l’acqua sia l’anidride carbonica non sono sostanze cataboliche di scarto ma servono per moltissime finzioni dell’organismo, e soprattutto per mantere la giusta  concentrazione di CO2 nel sangue che è come abbiamo detto di 6.5%. Quindi la respirazione profonda e  rapida provoca con il tempo scompensi organici fino a vere malattie. Nell’ambiente medico e non solo spesso  si cura la malattia, che potrebbe essere  un  meccanismo difensivo dell’organismo e non la causa profonda che  ha portato a quella determinata malattia. In realtà va curata la malattia,  ma  va  anche compresa  e sdradicata la causa che ha portato a quella determinata patologia.

il primo e l’ultimo respiro

Essere consapevoli del respiro è bello.  E’ bello respirare normalmente con il giusto controllo. Ma come fare e soprattutto come valutarlo? Bastano pochi minuti per valutare   una buona respirazione,  per verificare se  si respira in modo sano o  in modo non appropriato, modalità quest’ultima che potrebbere darci nel tempo scompensi vari .E’ un test più utile di altri moltissimi test , che si può eseguire da soli. Quando si respira bene si introducono nei polmoni  4 – 6 litri di aria  al minuto. Chi ne introduce di più va in iperventilazione ( eccesso del respiro). Ecco cosa fare:
1. avere un contasecondi
2.sedersi comodi con schienale rigido
3.rilassarsi ed espirare normalmente
4.poi dopo un minuto circa inspirare e dopo l’espirazione successiva chiudere il naso con le dita
5 far scattare il contasecondi e contare quanti secondi  è possibile aspettare senza respirare
6. appena c’è un pò di disagio,  togliere le dita dal naso e respirare
( raccomando di  fermarsi appena c’è un pò di disagio  cioè la mancanza di aria, senza  arrivare al tempo massimo, ma attenti non bisogna nemmeno interrompere subito appena si avverte un  qualche fastidio)

( questo test si chiama: pausa di controllo= PC)

Una pausa di controllo di 50 secondi e più,  vuol dire che lo stato di salute è ottimo.Il sistema psico -neuro- immuno endocrinologico funziona bene, c’è energia a sufficienza,e si possono avere risutati buoni, ragionevolemnte buoni sul peso ideale, sul ritmo sonno – veglia e sul ritmo cardiaco. Se non si superano i 25 secondi  significa che c’è qualcosa che non va.Se la pausa controllo non supera i 10 secondi c’è un problema di iperventilazione  serio. La pausa di controllo ideale è  tra 50 e 60 secondi. Se un soggetto  ha una pausa di controllo di 30 vuol dire che respira per due persone, ( cioè  8-10 litri di aria invece di 4- 6 litri)  se ha 20 secondi come pausa di controllo  vuol dire che respira per tre persone. E’ come dire ( rapportando il respiro all’alimentazione) che il bambino o l’adulto mangia   per due, mangia per tre  persone.
Quando non si raggiungono i valori ottimali è utile fare gli esercizi consigliati  dal dott. Buteyko . Il suo metodo è accettato non solo in Russia dal ministero della sanità, ma in  Australia, Inghilterra e in molti altri paesi. In Italia  la maggioranza dei medici non lo conosce:  alcuni per ignoranza  totale  lo hanno relegato a una delle medicine alternative. Altri medici  hanno parlato della pericolosità dell’anidride carbonica senza  conoscere a fondo la fisiologia e la fisopatologia respiratoria. L’anidride carbonica in eccesso fa male,  ma fa male anche in difetto;  anzi se scende a un livello minimo si muore. E’ quindi necessario la giusta concentrazione. Il metodo e  le   tecniche per  ridurre l’iperventilazione funzionano e funzionano  benissimo dando risultati eccezionali.  Per la medicina  ufficiale   non si tratta di abbandonare un protocollo terapeutico, anzi  il protocollo va seguito  e documentato, si tratta di  fare apprendere al bambino e all’adulto una modalità di respirazione corretta e funzionale al benessere.  In questo modo  nel soggetto ammalato  si può ridurre qualche farmaco e migliorare lo stile e la qualità  di vita.

Caro Buteyco, grazie
Sei stato un medico e un ricercatore eccezionale. Non conoscevi le tecniche orientali del respiro ( così numerose e così in voga nel mondo occidentale), non conoscevi  lo Yoga,  lo zen  nè lo za-zen, il pranayama e il rebirthing, ma solo alcuni principi di fisiologia respiratoria e con questi principi biochimici hai offerto a tante persone  la possibilità di respirare in modo appropriato, di guarire da tante malattie e di potere accedere anche  a stati meditativi profondi e di vivere bene in accordo con la vita.
Tutti i giorni possiamo   fare  un piccolo esercizio relax della durata di 15 minuti. con respiro ridotto, misurando la pausa di controllo e il battito del polso  prima e dopo l’esercizio. Se l’esercizio è fatto bene la pausa di controllo aumenta e il battito del polso diminuisce. Se  questo non succede vuol dire che non è stato fatto bene. A questo punto controllare che il respiro ( nei 15 minuti) sia un pò più ridotto  (non profondo) e che si respiri a livello addominale. Il progresso sarà costante. In genere  2 – 3 punti alla settimana.

Il metodo Buteyko cura non solo l’asma ma numeros malattie tra cui ipertensione, iperattività, apnee notturne, stanchezza cronica, allergie, intolleranze alimentari e altre  forme morbose. La conoscenza  della esperienza di medico di Buteyko e il suo percorso  di  vita ci hanno  fatto prendere a mano il respiro come guida sicura per il nostro stile di vita salutare (fisico e mentale ) e  come luogo dell’anima per il nostro cammino spirituale.

Angelo Vigliotti
Scritto da Angelo Vigliotti