Cefalea  da cibo: Alimenti scatenanti

da: www.dica33.it ( dott.ssa: Patrizia Maria Gatti)


Una delle associazioni più ricorrenti, e al tempo stesso automatiche, è quella tra la comparsa di dolore alla testa e fine del pasto. E spesso si chiama in causa l’allergia alimentare. E’ utile ricordare che sebbene siano molti e differenti i cibi accusati di provocare cefalea o anche altri disturbi non meglio precisati (maldigestione, senso di pesantezza postprandiale, eruzioni cutanee pruriginose…) in realtà sono abbastanza rari i casi gravi (per lo meno in soggetti adulti) nei quali si deve ricorrere a rimedi urgenti. Infatti, molte delle reazioni d’ipersensibilità che si osservano nell’ambito alimentare, non sono vere e proprie allergie, tanto più se il sintomo riferito è la sola cefalea. Va premesso che sono molte le sostanze contenute negli alimenti che possono provocare effetto cefalalgico. A titolo di esempio si possono distinguere:

 

  • gli additivi alimentari: i conservanti (il più utilizzato è il mono-sodio-glutammato – MSG – che conferisce il sapore salato oltre a favorire la conservazione), coloranti, addensanti e aromi che conferiscono una maggior sapore (tutte queste sostanze sono aggiunte agli alimenti durante le preparazioni industriali o anche casalinghe)

  • le sostanze biologicamente attive come le amine e le metilxantine che non sono aggiunte ai cibi ma che vi sono contenute o vengono liberate in circolo dopo la trasformazione digestiva di un alimento.

Quindi, se il disturbo che si avverte è un mal di testa, qualche volta localizzato anche ad una sola zona della testa e a una metà del volto (emicrania) altre volte diffuso, magari accompagnato da altri segni (lieve aumento del battito cardiaco, ansia, diminuzione della pressione arteriosa, eruzioni cutanee pruriginose – orticaria) e se questo fastidio coincide con l’ingestione di alimenti; è corretto parlare di un’ipersensibilità, o meglio di un’intolleranza alimentare.
Per fare un definitivo chiarimento, la cefalea come reazione avversa agli alimenti, non è da confondere, qualche volta succede, con le allergie alimentari vere che sono, invece, riconducibili ad allergeni (sostanze di solito di natura proteica capaci di provocare una risposta immunitaria specifica dopo l’ingestione (anche di quantità minime) appartenenti all’alimento e che possono provocare effetti veramente drammatici (fino allo shock anafilattico).

Qual è il meccanismo
Il meccanismo che sostiene una cefalea di origine alimentare è, dal punto di vista dinamico, un fenomeno di vasodilatazione che può essere seguito (o preceduto) anche da una vasocostrizione (insomma un’alterazione della motilità vascolare) e quindi, la circolazione intracranica risente notevolmente di queste variazioni pressorie, reagendo con un dolore abbastanza resistente ai comuni farmaci analgesici. Questo tipo di effetto è riferibile alle amine bioattive (anche dette vasoattive) e che possiedono un’azione detta simil-farmacologica dato che questi sono gli stessi principi attivi che vengono utilizzati in molti farmaci. Inoltre, ci sono alimenti che già contengono queste sostanze e altri che, invece, le liberano dopo l’ingestione e la successiva digestione dell’alimento in questione. Per questi motivi, è possibile che la cefalea o l’emicrania non seguano immediatamente l’assunzione di cibo.

E quali sono le sostanze e i cibi
Ecco un sintetico elenco delle sostanze e degli alimenti che possono provocare reazioni avverse di tipo e di gravità differenti, con particolare riferimento al mal di testa.

 

Sostanze ad attività simil farmacologica

 

Alimenti nei quali sono contenute (o dai quali vengono liberate dopo l’ingestione)

 

Reazioni avverse

 

Amine vasoattive
– 
istamina
– tiramina
– dopamina
– serotonina
– feniletielenamina

– Istamina: pesci, pomodori, uova albume, fragole, crostacei, maiale, salumi, cavoli, vini, birra

– Tiramina: formaggi fermentati e stagionati,estratto di lievito, conserve di pesce (sardine, aringhe, tonno) vini, birra, banane, semi di soia, nocciole, avocado, oli di semi vari

 

Orticaria, contrazione della muscolatura liscia vasale, cefalea, tachicardia, ipotensione, arrossamento del volto, aumento della secrezione acida gastrica

 

Metilxantine
– 
caffeina
– teofillina
– teobromina

Caffeina: nelle bevande a base di caffè, e negli alimenti insaporiti all’aroma di caffè

Teofillina: nelle bevande a base di tè

Teobromina: nelle bevande e negli alimenti a base e all’aroma di cacao

 

Tachicardia, vasospasmo, aumento della secrezione acida gastrica, cefalea

 

Additivi che possono provocare reazioni avverse

 

Alimenti nei quali sono utilizzati

 

Reazioni avverse

 

Sodio monoglutammato (MSG)
derivato dell’acido glutammico che si ritrova negli alimenti in forma di sale sodico

 

Salse e concentrati di pomodoro, salse di soia, nella lavorazione del formaggio parmigiano, nei dadi da brodo e negli estratti per brodo

 

Sindrome del ristorante cinese:

 

alterazioni della sensibilità e dolori del capo e del collo, del torace e degli arti superiori, palpitazioni, senso di debolezza

 

Solfiti: diossido di zolfo, acido solforoso, tutti i sali che possono liberare zolfo

 

Tutti gli alimenti e i prodotti alimentari fermentati dai formaggi ai vini

 

Rari accessi asmatici di lieve entità, orticaria, cefalea e arrossamento del volto

Che cosa si può fare?
Il problema più evidente di questi disturbi è senza dubbio quello di individuare con precisione l’alimento implicato anche perché in un cibo vi possono essere più sostanze in grado di provocare reazioni avverse e, inoltre, una serie di fattori ambientali possono anche sovrapporsi. Dato che queste manifestazioni possono non apparire ben isolate e chiaramente specificabili, specie nell’adulto, questo percorso può diventare difficoltoso. Se la cefalea si ripresenta a intervalli di tempo molto ravvicinati nella stessa giornata e dura da qualche giorno, potrebbe essere utile verificare, per prima cosa, quali sono gli orari d’insorgenza e se questi hanno una relazione coi pasti. Un buon sistema per farlo, che può essere d’aiuto anche per orientare il proprio medico, è compilare per qualche giorno un diario alimentare nel quale sono indicati i tipi di alimenti assunti, le quantità, gli orari dei pasti e la comparsa della cefalea o di altri eventuali disturbi. Prima di ricorrere a rimedi troppo drastici è sempre meglio pensarci: a volte, infatti, si rischia di eliminare del tutto intere categorie di alimenti che pure possiedono un certo valore nutrizionale (i formaggi e i derivati del latte o alcune carni di pesce).
Una precisazione è necessaria per le reazioni avverse alimentari dei bambini che si presentano nella prima infanzia, ma non prima dello svezzamento. A questo proposito, è abbastanza raro che il bambino manifesti reazioni aspecifiche, se si verifica il caso di un’ipersensibilità alimentare vera, in genere il piccolo, ha una reazione abbastanza violenta (vomito, orticaria, accesso asmatico) la cui causa va accuratamente indagata dal medico specialista.
In conclusione, può essere rammentato che l’intensità, la durata del dolore e la frequenza di comparsa, sono tutti buoni deterrenti. Se, per sfortuna, l’alimento sotto accusa, è proprio quello preferito, eliminarlo del tutto sarà comunque difficile, ma è sempre possibile diminuirne il consumo, sia in termini di quantità sia di frequenza.

 

Approfondimento

da: www.medicinaecologica:it

La cefalea è uno dei disturbi piu’ frequenti e presenta diverse tipologie e può avere intensità variabile –  Gran parte degli attacchi sono cefalee tensive -L’emicrania , invece , rappresenta il 6% dei casi di mal di testa ma con una intensità considerevole.

sintomi della CEFALEA a GRAPPOLO: cefalea monolaterale, con dolore intenso e attacchi ravvicinati che durano qualche giorno per poi manifestarsi a distanza di qualche tempo.

sintomi della CEFALEA TENSIVA: sensazione di cerchio alla testa, dolore pulsante , tensione al collo e alle spalle.

sintomi della EMICRANIA : dolore acuto solitamente monolaterale , disturbi della vista , sensibilità alla luce , nausea e vomito , durata di alcuni giorni.

cause primarie : stress emotivo – sinusite – affaticamento degli occhi – errori di postura – errato posizionamento della articolazione temporo-mandibolare – abuso o astinenza da farmaci , alcol , caffeina,nicotina e droghe – ipoglicemia – squilibri ormonali – difficolta digestive – carenze nutritive :in particolare di vitamina B6 – allergie e intolleranze alimentari e ambientali –

indagini : misurazione della pressione arteriosa – test ormonali – esame delle urine – test di funzionalità epatica – esame del sangue – esame delle feci – esame della glicemia – test per intolleranze ad alimenti e a metalli tossici – visita odontoiatrica –

ALIMENTAZIONE

si consiglia di preparare i pasti in casa – suddividere i pasti in 5 spuntini giornalieri – abbondante apporto di fibre – bere acqua ogni 3 ore – dieta con un giusto apporto di calcio e magnesio – prodotti a base di soia – verdure a foglia verde e fagioli – noci , banane e germi di grano – qualora non fosse possibile assumere questi alimenti per intolleranza , assumere un integratore di calcio e magnesio – tre volte la settimana salmone o sgombro , pesci ricchi di grassi omega-3.

Alimenti da Evitare

formaggio , cioccolato , agrumi , caffè , affettati , aringhe , pesce affumicato , vino e alcolici , insaccati , panna acida e aceto – tutti alimenti con presenza di tiramina che spesso favorisce l’insorgenza della cefalea tensiva – carni lavorate industrialmente , per la possibile  presenza di fenilalanina – dolcificanti  industriali – cibi ghiacciati – Evitare alimenti industriali con Glutammato di Sodio –

 

Possibili fattori scatenanti o aggravanti la crisi di cefalea ( oltre i fattori alimentari)

1. alimentari: cibi e bevande contenenti caffeina,nitriti,glutammato o tiramina ( cioccolato,formaggi, alcoolici,cibi grassi, fritti,insaccati, noccioline)
2. ambiental: variazioni metereologiche,altitudine,esposizione prolungata al sole, luci abbaglianti, videogiochi,rumori forti, odori prolungati.
3. endogeni: ormoni, sonno prolungato, insonnia, digiuno, affaticamento fisico, febbre.
4. psicologici: emozioni intense, stress, rilassamento conseguente a stress, depressione.
5. vari: viaggi lunghi, traumi, fumo, infezioni

per attenuare la crisi di cefalea, si consiglia:

 

  •  riposo e rilassamento in ambiente silenzioso e al buio

  • applicazione di ghiaccio e/o bende fresche sulla testa

  • compressione della zona sede del dolore pulsante


altro contributo da: www.mondobenessereblog.com

 

Una sana alimentazione naturale può essere anche un mezzo terapeutico per combattere lo stress e la cefalea (il mal di testa).
Esistono infatti dei cibi che contengono sostanze che favoriscono il rilassamento intervenendo a livello cerebrale. I migliori alleati in questo caso sono le proteine e i carboidrati, sostanze che sono indispensabili alla fabbricazione e al trasporto dei neurotrasmettitori.
I neorotrasmettitori agiscono sulla vigilanza e sulla calma e sono prodotti da tre aminoacidi proteici: tirosina, fenilalanina e triptofano. I primi due producono le sostanze stimolanti che danno energia e vigilanza mentale, quali l’ adrenalina, la dopamina e la neropinefrina.
Il triptofano è il precursore della serotonina cerebrale, una sostanza chimica rilassante.
Se una piccola quantità di proteine viene ingerita senza essere associata a carboidrati, il cervello riesce con più facilità ad energizzare le sostanze chimiche cerebrali, se invece si aumenta la quantità di proteine si ottiene il fenomeno contrario e la sonnolenza e il torpore sono la conseguenza.

L’ ALIMENTAZIONE PER COMBATTERE LE CEFALEE (MAL DI TESTA) DA STRESS
Uno dei nemici peggiori del rilassamento è il senso di tensione alle tempie, alla nuca e nella parte alta delle spalle. Secondo la tavola dei meridiani dell’ agopuntura, tale traiettoria corrisponde al meridiano della cistefellea.
Il più delle volte, quindi, questo disagio è portato dal carico di lavoro che fegato e cistefellea devono sopportare in una dieta ricca di grassi.
Il primo accorgimento da adottare per combattere le cefalee da stress a tavola è
osservare una dieta a basso regime di grassi e di oli alimentari: evitare i cibi fritti, limitare i condimenti, l’ uso del burro, eliminare panna, pesto, maionese, carni e formaggi grassi, avendo cura di ridurre anche il consumo dei latticini.
Essendo il fegato responsabile anche del metabolismo degli alcolici, il secondo accorgimento è limitare l’ assunzione del vino ad 1 bicchiere a pranzo oppure 1/2 birra a cena.

 

Se invece il mal di testa compare per cause non attribuibili alla dieta, è possibile compensarlo con l’ assunzione di elementi nutritivi distensivicome: succhi di frutta dolci o amari (mela, arancia, albicocca, pera, pesca, uva non zuccherata), seltz o acqua minerale con limone, centrifughe di verdura non salate con aggiunta di limone.
Appena il disagio comincia ad affievolirsi e ricompare l’ appetito, è bene alimentarsi con un leggero pranzo a base di verdure cotte a vapore, insalata condita con limone (evitando l’ olio) riso integrale bollito, pesce lesso o alla griglia, oppure frutta fresca.

 

Ecco una serie di alimenti ideali con cui integrare una dieta a fini rilassanti e distensivi:
– frutta e succhi di frutta al posto delle bevande alcoliche (se ne fate uso)
– carboidrati complessi contenenti fibra pane integrale, farina integrale, pasta, farina d’avena, riso non brillato, semi di quinoa, polente di farine varie, popcorn
– pietanze indiane, verdure al curry leggermente piccanti, dolci aromatizzati con chiodi di garofano, cannella e noce moscata
– dolci preparati con dolcificanti naturali quali, sciroppo d’ acero, malto d’ orzo o di riso, concentrati di frutta, conserve e gelatine a base di pura frutta

Angelo Vigliotti
Scritto da Angelo Vigliotti