da www.angelini.itwww.eumed.org

Colpo di calore e colpo di sole

L’organismo umano è dotato di un complesso sistema di termoregolazione che permette entro certi limiti l’adattamento alle variazioni della temperatura ambientale. Il processo di acclimatazione richiede tuttavia un certo periodo di tempo per realizzarsi (da pochi giorni ad alcune settimane). Il colpo di calore e il collasso da calore sono le condizioni patologiche che si determinano per l’incapacità del nostro organismo a rispondere in modo adeguato alle variazioni ambientali. Queste sindromi non sono legate necessariamente all’esposizione al sole, potendosi manifestare anche in ambiente chiuso, ma sono provocate da condizioni ambientali di elevata temperatura esterna, ridotta ventilazione e soprattutto elevata umidità relativa, che non consente all’organismo un’adeguata dispersione del calore corporeo attraverso la sudorazione. Il colpo di calore è un disturbo causato da una temperatura troppo alta, associata ad un elevato tasso di umidità e alla mancanza di ventilazione, a cui l’organismo non riesce ad adattarsi. Il collasso da calore, invece, si verifica in seguito ad un’eccessiva perdita di acqua e sali, tale da determinare una vera e propria disidratazione. Le persone più frequentemente colpite dalle malattie da calore sono quelle non abituate al caldo. Più raro rispetto al colpo di calore e al collasso da calore è il colpo di sole, che si può manifestare in seguito a un’eccessiva (diretta e prolungata) esposizione ai raggi solari. Il primo segnale del disturbo è un malessere generale e improvviso a cui seguono mal di testa, sensazione di vertigine, nausea, scarsa sudorazione. La temperatura corporea si alza, mentre la pelle appare secca e molto arrossata. La causa determinante non è, come nel colpo di calore, l’alta temperatura, ma l’azione dei raggi solari e le radiazioni infrarosse e ultraviolette sul capo.

significato del colpo di calore e colpo di sole

Il colpo di calore è l’aumento elevato della temperatura corporea quando la temperatura esterna è molto elevata e il soggetto non riesce efficacemente a disperdere il calore. Il soggetto colpito è debole, irritabile, stordito. Cessa di sudare e la pelle gli diventa calda, secca e di colore rosso scuro. La temperatura corporea sale rapidamente e può arrivare a 40°C o più. Il paziente può perdere la conoscenza e si possono avere lesioni cerebrali anche mortali.
Mettetelo subito in luogo fresco. Sdraiatelo all’ombra, con la testa e le spalle leggermente sollevate. Versategli addosso secchi di acqua fresca. Oppure avvolgetegli testa e corpo in asciugamani e lenzuola imbevuti di acqua fredda. Massaggiategli le gambe dirigendovi dai piedi in alto, verso il cuore. Dategli bevande fredde ma non stimolanti. Chiamate il medico o il 118.
Il colpo di sole è l’aumento della temperatura corporeadovuta all’esposizione diretta ai raggi solari. Contrariamente al colpo di calore, la pelle è sudata perché il soggetto non ha esaurito i suoi meccanismi di compensazione. I colpi di sole leggeri (mal di testa, spossatezza, vertigini, pelle fredda e sudata, talora svenimento) possono essere curati tenendo il paziente all’ombra (o in ambiente con aria condizionata) e applicandogli sulla testa asciugamani imbevuti di acqua fredda. Gli si possono far bere tre o quattro bicchieri di acqua fredda contenenti ciascuno mezzo cucchiaino di sale, uno ogni quarto d’ora e lentamente per non provocare il vomito.

 

Una riflessione di Maurizio Imperiale sul Colpo di calore

Piaccia o non piaccia, fa caldo. E come per tutti i fenomeni naturali, in teoria l’organismo sa adattarsi con una notevole efficienza. Il corpo svolge correttamente le sue funzioni entro un certo intervallo di temperatura, e se ci si avvicina troppo al limite superiore, scatta un meccanismo di refrigerazione, vale a dire la sudorazione. Le ghiandole sudorifere secernono il sudore e questo, evaporando, provvede a raffreddare la pelle. Ovviamente il sistema funziona finché c’è acqua in eccesso nell’organismo; quando questa finisce, cominciano i problemi, e si ha appunto il classico colpo di calore. Che può essere anche letale come prova la vicenda del giocatore di football dei Minnesota Vikings, Korey Stringer, deceduto il 24 luglio ( un mese molto caldo,  negli USA) proprio per questo incidente. Se poi l’atmosfera è molto umida, l’evaporazione del sudore viene ostacolata , e il risultato finale non cambia: si alza la temperatura. Un altro aspetto da tenere presente è che sudando molto, senza reintegrare l’acqua persa, si riduce il volume del sangue e, quindi, si abbassa bruscamente la pressione arteriosa, fino a mettere in crisi la circolazione. Sempre a danno del cuore, poi, c’è il fatto che sudare sottrae al corpo alcuni sali (per esempio il potassio) fondamentali per l’attività elettrica del muscolo. Se il livello di questi sali, chiamati elettroliti, si riduce eccessivamente viene scompensata l’attività cardiaca con le conseguenze del caso (collasso, arresto). Rischiare un colpo di calore è più facile quando ci si sottopone a uno sforzo fisico continuativo (la partita di tennis alle due del pomeriggio, per esempio), oppure se si stanno assumendo certi farmaci, per esempio i diuretici e il propranololo (usati per la pressione alta), o ancora se per qualche motivo si è disidratati (e il caso tipico è quello dell’anziano costretto a letto da una malattia e non adeguatamente assistito). Sempre a proposito di farmaci, un discorso a parte meritano le cosiddette “droghe ricreative” analoghe alle anfetamine come l’ecstasy. Questa come altre sostanze hanno un duplice effetto: cancellano la sensazione di fatica e inducono un innalzamento della temperatura corporea. Di conseguenza le non numerosissime morti chiaramente collegate all’uso di ecstasy dipendono soprattutto dall’uso della sostanza durante i cosiddetti rave party: le persone che ballano per ore sotto l’effetto della droga superano facilmente la loro soglia massima di sforzo e, complice la disidratazione indotta in parte dall’ambiente surriscaldato e in parte dall’azione della sostanza, vanno incontro ad arresto cardiaco.

Prevenzione e pronto intervento

Evitare i danni da ipertermia, ecstasy a parte, è abbastanza semplice, basta idratarsi adeguatamente, cioè bere: chi in situazioni di grande calura evita di bere perché dopo suda sbaglia di grosso. Non è necessario ricorrere a particolari bibite esoteriche (l’acqua va benissimo) e ricorrere invece a sistematici supplementi di sale da cucina (tipica abitudine dei turisti tedeschi) è un errore. Supplementi di sali, semmai, servono quando la persona ha già subito il collasso. Fortunatamente è facile riconoscere i primi indizi del fatto che ci si sta surriscaldando: compare il mal di testa e si avvertono vertigini o spossatezza, chi era impegnato in qualche sport avverte crampi muscolari. Spesso, poi, si presentano nausea e vomito. In questi casi bisogna fermarsi, mettersi in un luogo fresco e ventilato e bere. Quando una persone ha subito un colpo di calore, la prima cosa da fare è portarla al fresco e cercare di abbassare la sua temperatura. Si può usare un ventilatore o un ventaglio, meglio ancora applicare sul corpo e sulla testa della persona asciugamani o panni bagnati. Se la persona è cosciente, gli si può somministrare una bevanda fresca, ma niente di alcolico o contenente caffeina (tè e caffè, ma anche le varie cole). Un succo di frutta va bene, l’acqua anche. Se l’infortunato tende a perdere coscienza, e rischia di cadere per terra, si deve cercare di sdraiarlo a terra, e di farlo coricare su un fianco, così che se dovesse vomitare non rischi il soffocamento. E’ invece inutile tentare di far rinvenire la persona a schiaffi o scuotendola. Non somministrare assolutamente nessun farmaco, anche perché non esistono sostanze in vendita senza prescrizione che possano essere d’aiuto. In ogni caso, di fronte a una perdita di coscienza sempre meglio rivolgersi al medico o al pronto soccorso. Il colpo di calore è causato da un repentino incremento della temperatura corporea. Quando un soggetto viene sottoposto ad un intenso stress termico i meccanismi deputati alla termoregolazione possono fallire. Tale fallimento è responsabile dei classici sintomi associati al colpo di calore: la cute diventa calda e disidratata, la sudorazione si arresta e la temperatura corporea sale notevolmente. Questi sintomi sono preceduti da segnali di allarme come nausea, confusione, annebbiamento della vista, senso di debolezza, tachicardia e ronzii alle orecchie. Durante un colpo di calore la temperatura interna può raggiungere i 40-42°C, sottoponendo l’intero organismo ad uno stress notevole. Se non si interviene in tempo le conseguenze possono essere molto gravi e addirittura fatali. L’unico modo per evitare il sopraggiungere di un collasso cardiocircolatorio è cercare di ridurre il più rapidamente possibile la temperatura dello sfortunato.  I danni causati dal colpo di calore sono infatti direttamente correlati all’entità e alla durata dell’ipertermia. L’applicazione di ghiaccio e l’immersione completa del corpo in acqua fredda sono tra gli interventi più semplici ed efficaci per aiutare chi viene colpito da un colpo di calore. In attesa dei soccorsi si possono adottare ulteriori provvedimenti come sfregare la cute con alcol, ventilare il soggetto con un panno, tamponarlo con un asciugamano imbevuto di acqua fredda e riporlo in un luogo fresco ed ombroso. Tutti i trattamenti in grado di abbassare la temperatura corporea possono essere utili. I colpi di calore sono più frequenti nel periodo estivo e colpiscono prevalentemente bambini, obesi ed anziani. Un soggetto obeso ha più del triplo di possibilità di essere colpito da un colpo di calore fatale rispetto ad individui normopeso. Per tutte queste persone è molto importante prevenire il rischio di patologie da calore adottando semplici provvedimenti dettati dal buon senso (non esporsi al sole nelle ore più calde del giorno, cercare di dimagrire, evitare pasti eccessivamente abbondanti e mantenersi ben idratati evitando le bevande alcoliche). Oltre alla temperatura ambientale è fondamentale tenere sotto controllo i livelli di umidità. Molti colpi di calore avvengono infatti in condizioni di temperatura non eccessiva, ma con tassi di umidità superiori al 90%.

Colpo di calore e sport

Anche gli atleti sono particolarmente a rischio di colpi da calore, soprattutto quelli che si improvvisano tali nelle ore più calde del giorno. In simili situazioni, nonostante il sudore e l’effetto refrigerante dell’aria, il calore prodotto dall’organismo supera di gran lunga la sua capacità di dissipazione. Sudare non è sinonimo di dimagrire e non ha alcun senso mettere a rischio la propria salute svolgendo attività fisica nelle ore più calde. Sulle strade si vedono ancora troppi sportivi correre con indosso tute dimagranti o di materiale sintetico. L’intensa sudorazione diminuisce il volume plasmatico causando un rapido innalzamento della temperatura corporea e rendendo l’organismo ancor più suscettibile ai colpi di calore. Si consiglia pertanto di:

  1.     indossare indumenti leggeri, di colore chiaro e traspiranti
  2.     mantenersi ben idratati prima, durante e dopo l’attività sportiva
  3.     evitare di praticare i propri esercizi quando la temperatura supera i 28°C
  4.     tenere presente che il colpo di calore colpisce più frequentemente soggetti in sovrappeso o in condizioni di forma modeste

Nel caso durante l’attività sportiva compaiano i sintomi tipici del colpo di calore è importante interromperla immediatamente. Durante il monitoraggio delle sue condizioni l’atleta o chi per lui non dovrebbe fare riferimento alla temperatura orale poiché questa è generalmente inferiore (anche di qualche grado) a quella rettale.

Colpo di sole

Il disturbo si manifesta per una protratta esposizione al sole.La causa determinante non è, come nel colpo di calore, l’alta temperatura, ma l’azione dei raggi solari, le radiazioni infrarosse e ultraviolette sul capo. E’ determinato dall’esposizione eccessiva ai raggi solari. Le persone con la pelle chiara sono più vulnerabili a questo problema. Cefalea, vertigine scarsa sudorazione sono le conseguenze, ma può esserci anche un danno alla pelle. Caratteristica del colpo di sole è la scottatura di I e II grado e conseguente eritema. L’eritema solare si presenta con un arrossamento cutaneo di tipo congestizio e può essere diffuso o manifestarsi a chiazze. La gravità del problema dipende da quanto lungo è stato il tempo di esposizione al sole e dalla zona in cui è avvenuto. In alta montagna ci si scotta con maggior facilità e in minor tempo a causa della elevata intensità della radiazione solare.
Sintomi
    * Eritema diffuso alle parti esposte al sole con formazione di bolle.     * Nei casi più gravi compaiono eruzioni pnuriginose o brucianti.     * Gli occhi sono arrossati, la lacrimazione è abbondante e spesso la luce provoca senso di fastidio.     * La pelle è calda e sudaticcia e talvolta può comparire la febbre.     * Il soggetto colpito avverte profondo malessere a volte accompagnato da nausea, vertigini e intorpidimento mentale.
Come si cura
Le prime misure da prendere sono:
    * Trasportare la persona in un ambiente fresco e ombreggiato.     * Raffreddare il corpo con ghiaccio alle ascelle e alla testa.
Solo successivamente vanno curate le lesioni della pelle con creme o spray anti-eritematosi a base di idrocortisone. Se il colpo di sole è accompagnato da sintomi più importanti, come l’ustione, la febbre alta, la cefalea o altro, e opportuno rivolgersi al medico.

 

Angelo Vigliotti
Scritto da Angelo Vigliotti