Dermatite Atopica

da: www.amicopediatra.it

Di cosa si tratta

La dermatite atopica è una malattia della cute, che si presenta secca, arrossata, con croste, e prurito intenso. E’ la conseguenza di una particolare sensibilità della cute del soggetto, che risulta facilmente irritabile ad opera di vari fattori, e di una soglia al prurito più bassa che di norma. Spesso tale problema, così come altre manifestazioni di atopia, può essere presente anche in altri familiari.

Solo in una piccola percentuale di casi alla base della dermatite atopica vi è un’allergia alimentare.

 

 

 

Come si manifesta

Di solito esordisce all’età di 2-6 mesi sulle guance, per poi interessare la pelle dell’interno dei gomiti, dei polsi, e il retro delle ginocchia, spesso, nei bambini che strisciano e poi gattonano, anche gli avambracci e la parte inferiore delle gambe. Occasionalmente possono essere coinvolti anche il collo, le caviglie e i piedi. Nella maggior parte dei casi il viso migliora entro i 2-3 anni di vita.

La pelle della zona colpita si presenta arrossata e molto pruriginosa. Se grattata, appare umida e ferita, dando origine poi a croste. La pelle nel suo insieme è costantemente secca.

 

La malattia ha un decorso cronico, con periodi di quasi completa risoluzione delle lesioni (soprattutto in estate), e di transitori peggioramenti (come a seguito di infezioni respiratorie, oppure durante l’inverno o nelle giornate più ventose). Di solito perdura fino all’adolescenza.

Tutto ciò che è irritante, compresi i saponi, ma anche le urine, la saliva, l’acidità di alcuni alimenti, provoca riesacerbazione delle lesioni.

 

Cosa fare 

  1. Chiamate il medico immediatamente se:

  • L’eruzione sembra essersi infettata (v. impetigine) e il bambino ha la febbre

  • L’eruzione è peggiorata dopo contatto con una persona affetta da herpes del labbro

  • Il bambino sembra stare molto male

  1. Chiamate il medico entro le 24 ore se:

  • L’eruzione sembra essersi infettata (pelle arrossata e gonfia, presenza di pus o di scaglie molli e gialle), ma il bambino non ha febbre

  • La pelle presenta ferite e sanguina in diversi punti

  1. Chiamate il medico nelle ore di studio se:

  • Il bambino ha meno di 2 anni di età

  • Il prurito disturba il sonno del bambino

  • Avete qualsiasi dubbio o preoccupazione

 

Consigli generali

Per l’igiene quotidiana

  1. Evitate detergenti schiumogeni e profumati, ma utilizzate”detergenti non saponi” (Ad esempio Derma Det Humana, detergente liquido Syndet Kosmida), o il sapone di Marsiglia (esiste anche in confezione liquida: Triderm soap liquido).

  2. Il bagno e la doccia vanno fatti con acqua a 34°-36° C, per non più di 10-15 minuti, con soluzioni oleose detergenti a base di oli minerali (Ad esempio Oilatum bagno, Triderm bagno, Eubos olio da bagno, Soagen olio da bagno, Eucerin pH 5 bagno crema oleoso). che vanno aggiunte nell’acqua del bagno solo negli ultimi minuti (fare attenzione che il bambino non scivoli!), o applicate direttamente sulla cute se viene utilizzata la doccia.

  3. Asciugate poi senza strofinare, ma solo tamponando.

  4. Entro pochi minuti, applicate una crema o un latte emolliente (Ad esempio Lichtena emulsione fluida, Avene Trixera crema emolliente, Eubos emulsione ultra A/O).

  5. Ripetete l’applicazione anche più volte al giorno, affinché la pelle sia sempre ben umidificata.

 

Per il prurito

  1. Possibilmente non lasciate che il bambino si gratti. Mantenete le unghie corte. Talora la notte può essere necessario fare indossare dei guantini di cotone.

  2. Se il prurito è molto intenso, limitate alimenti ricchi in sostanze che possono peggiorare la situazione (istamina, tiramina, o simili):

  • fragole, agrumi, banane, ananas, lamponi, avocado, melone

  • pomodori, spinaci, fecola di patate

  • arachidi, noci, nocciole, mandorle

  • fave, piselli, ceci, lenticchie, fagioli

  • albume, formaggi fermentati (grana, pecorino, gruviera, gorgonzola), yogurt, lievito di birra

  • cioccolato, insaccati, alimenti in scatola, dadi per brodo

  • crostacei, frutti di mare, pesce conservato (tonno, salmone, sardine, alici)

  1. Sempre se il prurito è molto intenso, eventualmente contattate il pediatra per l’eventuale somministrazione di un farmaco antiistaminico

 

Come vestire il bambino

  1. A contatto con la cute fate indossare al bambino indumenti di cotone bianco, o lino (rimuovendo le etichette). I capi devono essere non aderenti. In inverno possono essere utilizzati vestiti in pile. Le scarpe è preferibile che siano in cuoio (anche con suola in gomma, ma con intersuola in cuoio). Vanno evitati capi in lana (compresi cappelli e sciarpe).

  2. Lavate la biancheria a 60° con sapone di Marsiglia, e risciacquare a lungo, possibilmente in lavatrice. Evitare l’uso di detergenti biologici e di ammorbidenti.

 

Biancheria da letto

  1. Di notte utilizzate lenzuola in cotone, pigiami in cotone non troppo pesanti, ed evitate di coprire troppo il bambino (affinchè non sudi).

  2. Lavate a 60° con sapone di Marsiglia, e risciacquare a lungo, possibilmente in lavatrice. Evitate l’uso di detergenti biologici e di ammorbidenti.

 

Piscina

Il bambino può frequentare la piscina, ma è consigliabile:

  1. prima del bagno: applicare una crema idratante

  2. subito dopo: risciacquarlo sotto la doccia, e riapplicare la stessa crema.

 

Inoltre……

  1. In casa

  • mantenete una temperatura sui 18-20° (non oltre perché il surriscaldamento può causare aumento della sudorazione, che irrita la cute ed causa prurito), ed un’umidità tra il 40% e il 60% (utilizzare un termoigrometro)

  • attuate le misure di profilassi ambientale per gli acari (il bambino con dermatite atopica ha un elevato rischio di sviluppare una sensibilizzazione agli acari: v. scheda relativa).

  • possibilmente evitate la presenza in casa di cani e gatti.

  1. Evitate che il bambino utilizzi colori a dito o sostanze irritanti.

  2. Evitate che venda a contatto con soggetti affetti da herpes, varicella, verruche, infezioni della pelle.

 

Cosa non fare

  • Non fate bagni troppo caldi e lunghi: il contatto prolungato con l’acqua irrita la pelle.

  • Non usate altro che sapone, comunque neutro, per la pulizia del bambino

  • Evitate indumenti troppo pesanti o aderenti, di lana o fibre sintetiche

  • Non applicate sulla pelle pomate a base di antistaminici: potreste avere più danni che benefici


Approfondimenti: consigli pratici e gestione della malattia

da: www.asmaallergia.it


La dermatite atopica, detta anche eczema costituzionale, è sicuramente una delle patologie dermatologiche di più frequente riscontro nell’età pediatrica. 
L’età media di comparsa dei sintomi si aggira intorno all’ottavo mese ma in più di un terzo dei casi la malattia insorge in maniera caratteristica già dal 3°-4° mese di vita.
Le manifestazioni cliniche, sempre estremamente pruriginose, della dermatite atopica possono variare per natura e distribuzione in funzione dell’età del paziente per cui di solito viene distinta in tre fasi, tra le quali, poi, può esserci continuità:
– da 0 a 2 anni: le lesioni cutanee hanno un aspetto francamente eczematoso, di colore rosso vivo, sono spesso edematose, talvolta essudative e si localizzano elettivamente sulle superfici convesse di viso (fronte, guance, mento con risparmio della regione periorale) e corpo (soprattutto superfici estensorie degli arti)
– dopo i 2 anni: tale fase può rappresentare l’evoluzione della precedente od insorgere ex novo. Si localizza principalmente alle superfici convesse (pieghe dei gomiti, cavi poplitei, collo, polsi, pieghe retroauricolari etc.) e si presenta normalmente sotto forma di lesioni eczematose- lichenificate.
– in età adulta: le lesioni si fanno ancora più infiltrate e lichenificate, possono avere una distribuzione ancora maggiore coinvolgendo spesso superfici flessorie ed estensorie contemporaneamente e diventano sempre più resistenti alle terapie.

Caratteri spesso associati alle varie fasi evolutive della dermatite atopica sono poi: 
– l’evoluzione stagionale (peggioramento invernale e miglioramento estivo)
– la pronunciata secchezza (xerosi) cutanea diffusa, 
– l’eczema dei capezzoli,
– la cheilite o eczema delle labbra
– la pitiriasis alba (sfumate chiazze ipocromiche rotondeggianti del viso)
– la cheratosi follicolare
– la iperlinearità palmare
– la pigmentazione periorbitaria 
– le pieghe infraorbitarie di Dennie-Morgan
– la tendenza alle infezioni cutanee
– la facile irritabilità cutanea: stimoli tendenti a causare sudorazione (sbalzi termici, emozioni, esercizio fisico, calore, vestiario pesante) o irritazione cutanea (detergenti aggressivi, profumi, polvere, lana, fibre sintetiche etc.) possono indurre un improvviso e rapido aggravamento della dermatite.

Non è a tuttora noto il meccanismo eziologico/patogenetico della dermatite atopica. Talora sono stati chiamati in causa fattori immuno-allergologici, talaltra disfunzioni del metabolismo dei nucleotidi ciclici, o degli acidi grassi essenziali, o del sistema prostaglandine/interleuchine, ma purtroppo nessuna delle teorie finora avanzate può essere considerata certa e sempre valida.
Di conseguenza non essendo chiara la causa non è possibile a tutt’oggi mettere in atto una terapia sicuramente risolutiva ed ogni tipo di approccio terapeutico è volto a mitigare sintomi e le manifestazioni cliniche ed a prevenire le più comuni conseguenze della dermatite atopica, ossia le superinfezipni batteriche e virali spesso di seria entità.


CONSIGLI PRATICI:

Bagni emollienti: il bagno una o due volte al giorno, utilizzando delle sostanze/olii emollienti da diluire nell’acqua, è indispensabile. È importante che l’acqua non sia troppo calda (il calore determina vasodilatazione ed aumenta il prurito) e che non vengano utilizzati detergenti troppo “sgrassanti” ed aggressivi. A tal proposito si trovano in commercio dei sindet (saponi non saponi) che pur detergendo non alterano il film idrolipidico di superficie, già abbastanza compromesso nell’atopico.
Idratazione: dopo ogni lavaggio, ma anche indipendentemente da questo, una-due volte al dì la cute dell’atopico andrebbe idratata per sopperire a quello stato di xerosi cutanea che normalmente la caratterizza. In tal modo si potenzia la funzione di barriera della cute stessa, si riduce quindi la facile suscettibilità alle infezioni ed alle irritazioni, si riduce la evaporazione di acqua attraverso la sua superficie, e si lenisce il prurito. 
Terapia antinfiammatoria: in sede di lesione la semplice idratazione può non avere una valenza terapeutica perciò bisogna sempre associarla ad adeguata terapia aniinfiammatoria locale. Bisognerebbe a questo proposito cercare di evitare sempre l’uso di corticosteroidi se non in casi eccezionali. Sicuramente i vari preaparati antinfiammatori non cortisonici attualmente in commercio non hanno la stessa rapidità d’azione del cortisone, ma altrettanto sicuramente non potranno dare, anche con un uso a lungo termine, quegli effetti collaterali tipici degli steroidi (atrofia cutanea, teleangectasie, leucoderma, etc.).
Terapia antibiotica locale: benché l’utilità di questo provvedimento non sia stata provata sperimentalmente, nella pratica clinica l’antibioticoterapia locale costituisce una componente fondamentale nella gestione della dermatite atopica. I principi attivi vanno ciclicamente alternati per evitare resistenze o selezionamenti batterici.
Antistaminici anti-H1: il trattamento anti H1 fa parte integrante di tutti gli schemi “standard” per la dermatite atopica. Sedare il prurito significa limitare lesioni da trattamento e quindi sovrinfezioni batteriche ed ulteriori stimoli irritativi.
Dieta: la dimostrazione della responsabilità di uno o più allergeni alimentari nel determinismo della dermatite atopica non è ancora stato univocamente provato ed è a tutt’oggi oggetto di dispute. Non escludendo a priori che un soggetto atopico possa anche essere allergico ad un certo alimento e che in tal caso l’allergia alimentare possa essere motivo di aggravamento dello stato eczematoso, nel momento in cui si dovesse sospettare un coinvolgimento alimentare si suggerisce, prima di eseguire diete ferree ingiustificate, di condurre i consueti tests di valutazione clinica e laboratoristica, e qualora essi fossero dubbi od inattendibili rimane assodato che la valutazione più attendibile rimane il “challenge test” fatto seguire ad un periodo di dieta di esclusione di almeno 2 settimane.
Accorgimenti ambientali: evitare ambienti molto polverosi od oggetti che fungano da ricettacolo di polvere (peluche, tappeti, poltrone in stoffa, moquettes etc.), evitare frequenti e forti sbalzi termici, fare attenzione a non avvicinarsi troppo a fonti di calore, non esporsi al sole troppo bruscamente (ricordarsi che i raggi ultravioletti sono una delle migliori cure per la dermatite atopica ma solo se li si lascia agire con gradualità!), evitare il contatto diretto con fibre sintetiche e cercare di indossare a pelle sempre lino o cotone, evitare profuse sudorazioni. 
Ma sicuramente il consiglio più valido, principalmente per i genitori dei piccoli atopici, è quello di non scoraggiarsi, di non perdersi d’animo, di non avvilirsi, di non lasciarsi andare ad un uso indiscriminato di cortisone solo perché “funziona più degli altri”, e soprattutto di armarsi di tanta “santa pazienza” perché nella quasi totalità dei casi la dermatite atopica infantile nell’arco di pochi anni tende a scomparire per evoluzione spontanea.

 

 

Approfondimento ulteriore da: WWW.ALLERGOLOGY.IT

 

La dermatite atopica  (DA) è una malattia infiammatoria cronica della cute di tipo eczematoso che si associa frequentemente a iperproduzione di IgE familiarità atopicaNei paesi occidentali essa colpisce circa il 10% della popolazione infantile, mentre nell’età adulta l’incidenza è ridotta oscillando intorno all’1-3% della popolazione.

Di particolare rilievo sul piano eziologico appaiono i rapporti tra DA e allergia all’acaro Dermatopha­goides pteronyssinus (DP). Infatti circa il 70-80% dei pazienti con DA severa produce IgE specifiche verso il DP e l’esposizionead alte concentrazioni del suddetto allergene induce un sensibile peggioramento della sintomatologia, mentre il rispetto di alcune regole igienico-ambientali, che consentono di ridurre la concentrazione dell’acaro, determina un significativo miglioramento della sintomatologia. Del resto gli allergeni derivati dall’acaro DP svolgono il loro effetto anche per passaggio transcutaneo.

Circa il 25% dei pazienti con dermatite atopica ha anticorpi IgE specifici per i comuni allergeni alimentari, quali uova,lattefrumento pesce, eccI sintomi conseguenti all’ingestione di tali alimenti possono essere, oltre ad una riacutizzazione delle lesioni eczematose, anche rappresentati da angioedema delle labbra e del volto, orticaria generalizzata. Il peggioramento della DA avviene generalmente a distanza di 8-24 ore . E’ stato anche osservato che i pazienti con DA presentano un peggioramento dei sintomi in seguito all’ingestione di alimenti ricchi di additivi (conservanti e coloranti), mentre l’adozione di una dieta il più possibile priva di tali sostanze induce un certo miglioramento della sintomatologia.

La DA è certamente una malattia con un importantesubstrato geneticoAnalogamente a quanto dimostrato per l’asma bronchiale allergico, anche nella DA le cellule primariamente coinvolte nell’induzione e nel mantenimento della flogosi a livello cutaneo, così come nell’iperproduzione degli anticorpi della classe IgE, sono i linfociti T di tipo Th2.

E’ stata evidenziata nelle sedi di lesione la presenza digranulociti eosinofili in fase di attivazione. Il riscontro di eosinofili e il loro stato di attivazione sono anche indirettamente dimostrati dal costante riscontro di MBP, ECP e di EPO a livello delle lesioni cutanee di tipo eczematoso.

Le citochine prodotte dai linfociti Th2 attivati sarebbero a loro volta in grado di reclutare e di attivare gli eosinofili, i quali rappresentano le principali cellule effettrici del danno tissutale. Il reclutamento di eosinofili e l’ulteriore accumulo di linfociti nella sede di lesione sarebbero resi possibili dall’espressione di molecole di adesione indotta dalle citochine prodotte dai linfociti Th2 e dall’effetto chemiotattico delle chemochine.

 

ISTOPATOLOGIA

Le lesioni tipiche delle manifestazioni acute sono rappresentate da iperplasia dell’epidermide con edemaintercellulare e formazione di piccole vescicoleE’ anche presente un intenso infiltrato epidermico costituito prevalentemente da linfociti e rari macrofagiA livello del derma si osserva invece un infiltrato perivascolare di linfociti e macrofagi. Nelle lesioni croniche lichenificate prevalgono gli aspetti di ipercheratosia livello epidermico è presente un modesto infiltrato linfocitario, mentre nel derma si ritrovano sia linfociti, sia monociti-macrofagi in sede perivascolare.

SINTOMATOLOGIA

La DA si manifesta nel 60% dei casi entro il primo anno e, nel 90% dei casi, entro il quinto anno di vita. Le manifestazioni cliniche caratteristiche della DA sono rappresentate dasecchezza cutaneaprurito lesioni eczematose in sedi peculiari. Il quadro clinico della malattia assume aspetti particolari a seconda dell’età della vita in cui essa compare. Nel lattantele lesioni sono localizzate principalmente alleguance, alla fronte, al cuoio capellutoin sede retroauricolare e soltanto secondariamente al tronco e alle estremità e assumono carattere prevalentemente essudativo anche a causa delle frequenti infezioni microbiche sovrapposte. In questa fase sono spesso presenti insonnia e irrequietezza e soprattutto dopo il terzo-quarto mese si associano anche lesioni da grattamento. Nell’infanzia, le sedi più frequentemente interessate dalle lesioni cutanee che mostrano un aspetto più lichinificato e meno essudativo, sono le pieghe del gomito, delle ginocchia, i polsi, le caviglie, lemani e la regione laterale del collo.

Nell’adolescenza, la DA assume aspetti del tutto simili alla forma infantile ed è caratterizzata da un prevalente interessamento del volto e delle pieghe cutanee dove predominano aspetti di lichenificazione. E’ abbastanza frequente la localizzazione palmare e plantare che impone la distinzione nei confronti della dermatite da contatto. La DA si associa frequentemente ad altre condizioni morbose, soprattutto a carico dell’occhio.

La DA presenta un andamento cronico-recidivante ed ha una tendenza alla risoluzione spontanea entro la pubertà in circa il 20-25% dei casi ed entro i 50 anni in circa il 40% dei casi.Deve essere tenuto presente che i soggetti affetti da DA fino dai primi anni di vita, nel 80% dei casi sviluppano nell’adolescenza una rinite allergica o AB allergico.

 

DIAGNOSI

La comparsa di sintomi peculiari quali secchezza della cute, prurito e lesioni eczematose in sedi caratteristiche in un soggetto con familiarità atopica rende la diagnosi di DA relativamente facile. Tuttavia, poiché non esiste né un quadro istopatologico, né un marker di laboratorio specifico della malattia, la diagnosi deve basarsi su appositi criteri. Di grande importanza sul piano pratico è l’effettuazione delleprove allergologiche cutanee, al fine di svelare la presenza di una eventuale sensibilizzazione verso i più comuni allergeni, sia inalanti che alimentari. Va precisato che le prove cutanee forniscono frequentemente risultati non univoci a causa delle particolari condizioni della cute. E’ pertanto opportuno ricorrere anche alla determinazione delle IgE sieriche specifiche mediante RAST. Di una certa utilità risulta anche la determinazione delle IgE sieriche totali (RIST); nei casi in cui la DA sia associata ad asma e rinite e sia documentabile la presenza di IgE specifiche per numerosi allergeni, i livelli di IgE totali risultano particolarmente elevati.

Nel bambino la diagnosi differenziale deve essere posta con la dermatite seborroica e con la scabbia, mentre nell’adulto con la dermatite seborroica e con la dermatite eczematosa da contatto. E’ da rilevare che la dermatite seborroica si distingue per l’aspetto non essudativo delle lesioni cutanee, per l’incostante presenza di prurito, peraltro mai intenso e per l’assenza di elevati livelli di IgE sieriche. Il raro riscontro di familiarità e di associazione con malattie atopiche, di elevati livelli di IgE sieriche specifiche per allergeni inalanti ed alimentari, nonché la rara insorgenza in età infantile costituiscono i principali caratteri distintivi della dermatite da contatto. Infine la diagnosi di dermatite da contatto si basa anche sulla positività dei patch test per una o più sostanze chimiche semplici (apteni).

Rapporto tra Dermatite atopica e asma:  Dott. Renato Sambugaro, pediatra-allergologo

da: www.mammaepapa.it

La dermatite atopica è un’affezione infiammatoria della cute che colpisce circa il 10-12% dei bambini di età inferiore ai 7 anni (nel 60% dei casi inizia entro il primo anno di vita) e si presenta spesso in soggetti con familiarità allergica. Colpisce più frequentemente soggetti di sesso femminile, persiste in oltre il 10% dei casi anche dopo la pubertà e si accompagna ad asma bronchiale in oltre il 20% dei casi. 

Alcuni autori distinguono una dermatite atopica intrinseca (IAD) da una dermatite atopicaestrinseca (EAD) sulla base dell’assenza o della presenza di IgE specifiche. Questo per chiarire che in questa patologia intervengono molti fattori e mediatori dell’allergia e non solamente le IgE. In genere le manifestazioni regrediscono spontaneamente all’età di 2-3 anni, ma in seguito (di solito tra gli 8 e i 12 anni) possono presentarsi nuove lesioni cutanee (dermatite secca lichenificata o dermatite atopica degli adulti). 

Bisogna sottolineare che nel 50-80% dei soggetti affetti da dermatite atopica si assiste successivamente, anche dopo molti anni, alla comparsa di rinite allergica, asma bronchiale, orticaria. 

Per quanto riguarda invece l’asma bronchiale si distingue un asma estrinseco, ad eziopatogenesi (N.d.R.: da causa e meccanismo) allergica ed un asma intrinseco di origine non allergica. Nel primo caso avremo la presenza di IgE specifiche per gli allergeni in causa, nel secondo caso no. Numerosi fattori scatenanti intervengono nel determinismo del quadro clinico come infezioni virali, sostanze chimiche, allergeni. 

Nei primissimi anni di vita una bronco-ostruzione può anche essere determinata dall’ipersecrezione catarrale e dall’edema delle mucose bronchiali. Molto frequenti nell’infanzia sono le infezioni respiratorie associate a respiro sibilante (WARI = Wheezing Airways Respiratory Infection), quasi sempre di origine virale, in particolare da virus respiratorio sinciziale. Queste affezioni si possono ripresentare periodicamente nello stesso bambino con una sintomatologia che può simulare l’asma bronchiale.

 

Possibile strategia terapeutica globale  contro la 

dermatite atopica per prolungare i periodi di benessere

( in continuo aggiornamento: prima di utilizzare  lo schema
 terapeutico di base consultare il pediatra curante )

da: www.envicon.it

1 -Andamento ciclico della dermatite atopica


Non esiste una cura per guarire dalla dermatite atopica. La guarigione può verificarsi spontaneamente 
dopo mesi o anni, ma solitamente il disturbo persiste per molto tempo con fasi di relativo benessere 
alternate a fasi di riacutizzazione lieve o grave che richiedono l’uso di cortisone.

Nelle riacutizazioni lievi sono evidenti eritema e lesioni da grattamento, in quelle gravi si 

accentuano eritema, lesioni da grattamento e compaiono edema, papule e croste.

 


 

2-Cosa succede nella pelle del paziente con dermatite atopica

Per comprendere come si sviluppa, e quindi come poter curare in modo ottimale, la dermatite 
atopica è importante capire come è fatta la pelle sana e cosa si verifica invece in quella del soggetto
 affetto da dermatite atopica.

La pelle sana

Come un vero e proprio muro, che separa il nostro organismo 

dall’ambiente esterno, la pelle sana è formata da mattoni 

(le cellule della pelle e malta (grassi ceramidi e proteine) 

che li tiene assieme.
Questa struttura consente alla pelle di funzionare 

come una vera e propria barriera che evita all’acqua di uscire e che impedisce a abatteri,

funghi e ad allergeni di penetrare nel nostro organismo.

 La pelle atopica:

La cute del paziente con dermatite atopica, invece, ha poca “malta” e pertanto esercita 

un effetto barriera ridotto.Tende quindi a seccarsi poichè trattiene 

meno acqua e ad infettarsi perchè batteri e funghi 

penetrano più facilmente al suo interno.
Anche gli allergeni possono passare attraverso la pelle 

con maggiore facilità e causare lo sviluppo di allergie.


L’effetto aggravante del contatto con acari e batteri:

Indipendentemente dall’allergia il contatto con gli acari, normalmente

presenti nei nostri letti e l’utilizzo di saponi neutri per l’igiene quotidiana,

riducono ulteriormente l’effetto barriera della cute (facilita lo sgretolamente della “malta”) 

ed amplifica il problema.
  

 


3-Cosa fare? Una strategia globale per la cura della dermatite atopica



Con una cura quotidiana e scrupolosa della pelle è possibile:

1-ridurre il prurito e l’infiammazione;

2-limitare le infezioni cutanee;

3-diminuire l’impiego del cortisone;

4-prevenire l’aggravamento dell’allergia.

La strategia globale per la cura della dermatite atopica è stata studiata per:

1-ridurre la gravità dellle riacutizzazioni;

2-limitare l’uso di farmaci cortisonici e antibiotici;

3-prolungare il periodo di benessere.

Per il soggetto con cute secca e per il paziente con dermatite atopica 

è importante curarsi sempre, anche nei periodi di benessere

per far si che la pelle svolga in modo ideale la propria funzione barriera.

Questa situazione si realizza in modo ottimale eseguendo in sequenza quattro fasi:

1-FASE IDRATANTE mediante il bagno con aggiunta dei sali Idrocristalli Envicon;

2-FASE DETERGENTE mediante l’impiego di prodotti per la pulizia del corpo 

Envisoap, Envifluid ed Envioil a Ph 5,5, contenenti sostanze antibatteriche ed antifungine;

3-FASE RICOSTRUTTIVA con l’impiego della crema  Envicer3, grassa o magra, 

contenente Ceramide3 e Vitamina E;

4-FASE LENITIVA E DISARROSSANTE mediante l’applicazione 

della crema Enviplus, grassa o magra, a base di Bisabololo (derivato dalla radice della camomilla), 

di Acido Glicirretico (ricavato dalla radice della liquirizia) e Vitamina E.

Le fasi 3 e 4 devono essere ripetute più volte al giorno e possono essere 

attuate contemporaneamente, applicando assieme le creme Envicer3 

ad azione ricostruttiva ed Enviplus ad azione lenitiva e disarrossante.


4-Creme Magre e Creme Grasse: quando usarle?

Normalmente le creme Envicer3 ed Enviplus grasse e magre vanno usate alternativamente: 
le grasse quando la pelle è più secca, le magre quando la pelle si avvicina alla norma. 
Inoltre le creme grasse sono indicate per le stagioni fredde, le magre per le stagioni calde.

Durante le riacutizzazioni è comunque consigliato utilizzare creme 

contenenti cortisone o sostanze immunorepressive eventualmente 

associate alle creme Envicer3 magra ed Enviplus magra, 

che ne favoriscono l’efficacia.

La crema Enviplus ad azione lenitiva va associata alla crema Envicer3 
ad azione ricostruttiva perchè la cute del soggetto affetto da dermatite atopica 
presenta sempre un certo grado di infiammazione, anche quando appare sana


5-La finger unit: una questione di quantità

Ma quanta crema va utilizzata affinchè la cura sia efficace?

Studi clinici hanno dimostrato che tutte le creme per la cura della pelle

raggiungono la loro massima efficacia quando vengono applicate nella giusta

quantità e, precisamente, per curare una superfice pari al palmo di una mano adulta, 

deve essere utilizzata la quantità di crema che sta sulla prima falange del dito indice (finger unit).

 


Consigli utili per il paziente allergico agli acari



 

Gli acari vivono nei cuscini, materassi, trapunte/coperte, divani e poltrone, tappeti e moquette.
 Pertanto sono queste le sedi alle quali rivolgere la nostra attenzione 
per ridurre gli effetti dannosi dell’allergia.
 

 

Ecco dieci utili consigli che possono aiutare a migliorare
 la qualità della vita del paziente allergico:

 

1-    Cuscini, materassi, e trapunte/coperte devono essere rivestiti con tessuto barriera Acarbuster® 
antiacaro e traspirante. Se nella camera da letto sono presenti altri letti è opportuno adottare 
per tutti la stessa procedura. I bambini allergici dovrebbero evitare di andare a dormire nella
 camera dei genitori se in questa non si adottano analoghi accorgimenti. Nessun materasso
 è privo di allergeni, anche quelli in lattice contengono acari ed i cuscini sintetici contengono 
addirittura più allergeni di quelli di piuma (esattamente il contrario di quello che si è pensato per anni!).

 

  
2-      La normale biancheria da letto (lenzuola e federe) deve essere lavata una volta alla settimana 
a 60°C perché gli acari non muoiono a temperature inferiori. Anche il copricuscino, 
coprimaterasso, copritrapunta/coperta antiacaro devono essere lavati ogni 2 mesi a 60°C 
perché se ciò non viene fatto gli acari possono crescere sul tessuto barriera. 
(Questo è il motivo per il quale il materasso antiacaro non esiste: non è possibile lavare il materasso a 60°C).

 

  
3-      In alternativa all’impiego del copritrapunta/coperta si possono utilizzare trapunte
 e coperte fatte con il tessuto barriera  Acarbuster® e lavabili a 60°C.

 

  
4-      Tappeti e moquette andrebbero eliminati perché nemmeno l’aspirapolvere più potente
 è in grado di aspirare gli acari vivi. Per eliminarli è necessario ucciderli e ciò è possibile 
con l’impiego del “vapore secco” che riesce a penetrare in profondità mentre 
ciò non è possibile con le sostanze chimiche acaricide che rimangono in superficie 
e perciò non eliminano gli acari presenti negli strati profondi del tappeto.

 

  
5-      Per le pulizie domestiche si è dimostrato altamente efficaceACARBUSTER 2002:
 aspirapolvere con pre-filtro ad acqua e filtro ad alta efficienza lavabile in grado di bloccare
 anche l’allergene più piccolo (quello del gatto) e generatore di “vapore secco” a 150°C. 
La possibilità di utilizzare contemporaneamente l’erogazione di “vapore secco” 
e l’aspirazione consente di igienizzare l’ambiente eliminando 
gli acari senza aumentare l’umidità ambientale.

 

 

 

6-      L’umidità ambientale non dovrebbe superare il 50% e ciò è spesso difficile 
nelle nostre abitazioni in rapporto all’elevata umidità esterna. In ogni caso 
è da evitare l’impiego dell’umidificatore e se possibile evitare di dormire 
in camere a pian terreno o seminterrato.

 

 

 

7-      I giocattoli di peluche si riempiono facilmente di acari e pertanto dovrebbero 
essere evitati o essere riposti in freezer per una notte per uccidere
 gli acari e poi lavati delicatamente una volta al mese. 
Un’alternativa è ENVIBEAR®, un orsacchiotto fatto 
con il tessuto antiacaro Acarbuster® che indossa una casacchina
 soffice e tattile facilmente lavabile a 60°C.

 

 

 

8-      La camera da letto deve essere arredata con mobili facili da pulire.
 Si dovrebbero evitare poltrone in stoffa e basi del letto imbottite. 
Se ciò non è possibile devono essere pulite con “vapore secco” 
o rivestite con tessuto barriera Acarbuster® disponibile 
anche a metro (altezza del tessuto 205 centimetri).

 

 

 

9-      In vacanza è opportuno portare coprimaterasso e copricuscino
 ( set da viaggio Acarbuster® costituito da un telo molto grande 
che si applica facilmente e che si adatta a materassi di diverse dimensioni 
e un copricuscino standard) o preferire alberghi che dispongono 
di stanze in cui vengono applicate le misure antiacaro.

 

 

 

10-   Alcune regole generali che riducono il rischio di diventare allergici: 
smettere di fumare, consumare frutta e verdura fresche, 
fare attività fisica regolare, evitare di essere soprappeso.

 

 

 

Recentemente è stato dimostrato che tutte queste regole possono essere utili anche:

 

 

 

 

 

1- per i pazienti allergici agli animali domestici perchè la forfora dell’animale rimane 
dispersa nell’aria della casa per ore e tende ad accumularsi nelle stesse sedi dove 
si trovano gli acari (Carswell Clin Exp Allergy 1999; 29:193),

 

 

 

 

 

2-per i pazienti con dermatite atopica (eczema) anche se non sono allergici 
agli acari, perchè il contatto con gli acari aggrava sempre l’infiammazione 
della pelle del paziente con eczema con modalità indipendenti dall’allergia 
(Holm Allergy 2001; 56:152), (Kork J Allergy Clin Immunol 2006; 118:3).

 

 

Che cosa si può ottenere osservando questi suggerimenti:

 

 

 

1-ridurre la gravità dei sintomi,

 

 

 

2-diminuire il consumo di farmaci, cortisone in particolare,

 

 

 

3-limitare la necessità di ricoveri in ospedale,

 

 

 

4-prevenire o ritardare la comparsa di allergia nei figli di genitori allergici,

 

 

 

5-ostacolare la successiva comparsa di allergia agli acari ed asma 
nei bambini con eczema e allergia agli alimenti.

Angelo Vigliotti
Scritto da Angelo Vigliotti