Etica

Etica
 
L’etica è la disciplina che cerca di studiare e definire in modo oggettivo i comportamenti leciti di una determinata persona o di un gruppo. Deve essere chiaro che l’oggettività non dipende dalla sola razionalità ma anche da altri fattori. Alla base dell’etica sociale di una buona convivenza c’è il rispetto reciproco ( l’altro è un essere umano come te, con ii suoi pregi e i suoi difetti); la cortesia ( gentilezza ed educazione, calma e serenità nella comunicazione di ogni giorno con l’atteggiamento verso l’ascolto); l’amore verso se stessi ( fiducia con ottimismo, coraggio senza temerarietà, libertà interiore senza soccombere alla varie dipendenze chimiche, fisiche, sessuali, ideologiche, ludiche); l’amore verso gli altri ( aiutare colui che si trova in difficoltà, difendere la natura e i quattro elementi: terra con i suoi abitanti compresi piante e animali, acqua, aria e fuoco, non portare odio, rancore, invidia, ira e aggressività e non farsi giustizia da solO ;   la tolleranza (non solo come modalità di vivere pacificamente con coloro che credono e agiscono in maniera diversa da noi, ma anche nel significato di accettare le diversità, rapportarsi senza violenza ma con un dialogo costruttivo, considerando che non tutti abbiamo la stessa consapevolezza, dato che la verità ognuno la osserva con angoli di visuale differenti. In parole povere se io credo che una determinata visione della vita sia buona non posso imporla a un altro); l’autonomia ( la libertà è un valore immenso, oggetto non solo di desiderio ma anche di realizzazione pratica quotidiana, che consente di non essere schiavo di una norma e di non rendere schiavo un’altra persona, di sviluppare la flessibilità e l’apertura mentale , di non approfittare degli altri per i propri comodi, e di cercare sempre di essere autosufficiente finchè è possibile).
Su questa base bisogna coltivare la dignità personale, l’onestà intellettuale ( non mentire, non ingannare),una coerenza di vita ( senza maschera e ipocrisia), uno stile virtuoso di condotta e di miglioramento moderato e costante nella vita di ogni giorno che serva per un cambiamento in positivo della nostra mentalità, per un comportamento corretto e lineare senza equivoci ed ambiguità, per arricchire la propria mente evitando pregiudizi e stereotipi, per essere realistici nei propri obiettivi, e facilitare una trasformazione esistenziale orientata alla semplicità, al dono, alla pazienza, all’umiltà, alla condivisione con gli altri delle nostre esperienze senza opportunismi e falsità e facili egoismi.
Le linee guida per una buona etica sono il sapere ( studio, ricerche, aggiornamenti e sperimentazioni per prova ed errori, per intuizione, per creatività); il saper fare ( capacità di mettere in pratica ciò che sappiamo attraverso le abilità specifiche che ognuno possiede); il saper essere (capacità di assumersi le proprie responsabilità e di essere efficace ed efficiente nel pensiero e nell’agire con empatia, rischio, volontà, determinazione e tenacia).
 
Il codice etico grafologico
 
1.Il grafologo non fa diagnosi di personalità attraverso la scrittura ma osserva, interpreta e fa una ipotesi di lavoro sia per motivi di prevenzione ( in ambito privato) che di supporto a un altro professionista ( psicologo, medico, psichiatra, psicopedagogista, o consulente….)
2. Il grafologo segue e persegue i principi dell’etica e della responsabilità sia civile che penale, nel rapporto con il cliente, usando manoscritti originali e non lasciandosi fuorviare da analisi di comodo e di interesse.
3. Il grafologo ha il dovere di aggiornarsi non solo per arricchire la propria professionalità ma anche per dare una risposta corretta alle varie richieste pubbliche e private che riceve. Deve evitarefacili strumentalizzazione dei mass –media al fine di aumentare il proprio prestigio e perdendo in questo modo la dignità personale.
4. Il grafologo in primo luogo deve analizzare il tracciato grafico in ogni suo punto, millimetro per millimetro, senza avere interferenze ideologiche e teoriche di altre discipline; secondariamente può applicare altre teorie ( psicologiche, mediche, filosofiche) alla propria disciplina per un supporto integrativo di arricchimento personale e interpersonale. In questo contesto deve tener presente che la grafologia è una scienza autonoma umanistica che non ha nessun legame con scienze occulte ed esoteriche.
5. Il grafologo si impegna, da qualsiasi scuola provenga, a usare una metodologia di studio e di ricerca seguendo il metodo scientifico per raggiungere una conoscenza che dia un risultato (mediante l’analisi grafica), che sia obiettivo, affidabile, verificabile e condivisibile, quanto più è possibile per le scienze umanistiche a cui appartiene la grafologia. La peculiarità del metodo scientifico consiste nella possibilità di falsificare il risultato più che nella presunzione di “verificarlo”. Quindi i passi da seguire sono i seguenti: osservazione e studio, analisi dei segni, confronto tra i vari dati, approfondimenti tecnici , verifica e sintesi. E’ logico che ogni scuola dia una interpretazione particolare dei vari segni a secondo il maestro fondatore ma deve essere chiaro e razionale che il risultato finale di una analisi grafica fatto da diversi studiosi non deve essere contraddittorio. La sintesi combinatoria dei diversi segni, qualunque sia l’interpretazione dei vari autori di riferimento, deve portare a un risultato che sia verificabile.
6. Il grafologo deve usare un linguaggio semplice, accurato e pertinente. Se viene da una scuola particolare e usa una terminologia specifica per quella scuola, deve esplicitare il termine usato, in modo chiaro, preciso, conciso  e professionale, per evitare confusione e ambiguità interpretative, per dare un senso al significato grafico che venga compreso anche da chi non segue quella determinata scuola.Una delle aspirazioni dell’IGS è cercare di omogenizzare i vari termini delle varie scuole e creare uno standard comune di riferimento.
7. Il grafologo deve avere una mentalità aperta ed eticamente corretta e la sua analisi deve essere legalmente autorizzata sia nel privato che nel pubblico. Qualsiasi pregiudizio o condizionamento religioso, politico, culturale, di razza e di sesso non sarà accettato. Nella sua analisi, il grafologo, deve rispettare la persona e la privacy. Il documento dove viene fatto l’esame grafologico deve essere originale e deve avere una provenienza e una origine non illegale o criminoide.
8. Il grafologo di qualsiasi attività o settore specialistico in cui opera sia come consulente clinico, del lavoro,  di coppia, di orientamento scolastico e professionale   che come grafologo giudiziario e peritale deve agire con prudenza, moderazione e rispetto dei valori deontologici. Deve evitare l’arroganza del ruolo che ricopre, cercando di non danneggiare o offendere il collega di lavoro con parole, fatti e interpretazioni abusive. Il rapporto fra pari e l’interscambio di informazioni corrette e di documenti storici che possono validare l’analisi privata o l’iter processuale,   devono essere alla base di una relazione fruttuosa e produttiva nel campo di studio della grafologia generale di consulenza e peritale giudiziaria.
9. Il grafologo che si sente danneggiato o calunniato da un collega prima di intraprendere una azione legale e ricorrere al tribunale, deve cercare una mediazione per evitare che la categoria venga delegittimata sul piano culturale   da situazioni contrastanti che possono trovare una soluzione ragionevole in un luogo più sereno. Inoltre è opportuno evitare polemiche sterili e unificare le forze per avere legittimità a livello di ricerca universitaria o nei comitati etici dei vari organismi pubblici.
10. Il grafologo che fa delle affermazioni riguardo alcuni segni, combinazioni grafiche, studi particolari del tracciato che non appartengono alla sua esperienza personale di studio e di ricerca deve riportare gli autori di provenienza e citare le dovute fonti.
Il codice etico sarà soggetto a valutazione, rivalutazioni ed aggiornamenti nei vari incontri dell’assemblea generale dell’associazione ( IGS: Istituto di Grafologia Superiore). Oggi va di moda il dileggio su internet, la presunzione del tuttologo, la mancanza di educazione, la calunnia facile e insidiosa, la paura che l’altro ti rubi qualcosa e quindi l’altro diventa un rivale da combattere e da annientare attraverso il rancore, l’invidia e l’odio, la bramosia del potere e l’ostilità manifesta e occulta e non da ultimo la disonestà e la falsità accusatoria. Coloro che vogliono appartenere all’IGS, amano la grafologia e sono i benvenuti, ma tutti insieme dobbiamo coltivare il senso dell’umiltà, dell’amicizia, della lealtà, della autodisciplina e del rispetto delle regole. Il sogno di una grafologia scientifica deve diventare realtà.