GASTROENTERITE

Da: www.benessere.com

Gastroenterite significa infiammazione dello stomaco e dell’intestino tenue e crasso. La gastroenterite virale è un infezione causata da diversi virus che si manifesta con vomito e diarrea. Le gastroenteriti virali possono rivelarsi gravi per persone che non riescono a bere abbastanza liquidi da rimpiazzare quelli persi, oppure per  i neonati, i bambini, gli anziani e persone con un sistema immunitario debole. Talvolta si possono verificare complicazioni dovute al vomito anche in persone sane.

I sintomi

I sintomi principali della gastroenterite sono la diarrea e il vomito. Altri sintomi includono mal di testa, febbre, brividi e dolori addominali. I sintomi possono apparire tra poche ore fino a pochi giorni dall’infezione. Solitamente durano per 1 o 2 giorni, ma possono durare anche 10 giorni.

Le cause

I virus che causano le gastroenteriti virali danneggiano le cellule sulle pareti dell’intestino tenue. Il risultato è la perdita di fluidi dalle cellule nell’intestino che produce la diarrea liquida.

Ci sono quattro tipo di virus che causano la maggior parte delle gastroenteriti:

  • Rotavirus 
    E’ la causa principale delle gastroenteriti nei bambini dai 3 ai 15 mesi di età. La maggior parte dei bambini viene esposta al virus entro i due anni. I bambini con il rotavirus hanno vomito e diarrea liquida per un periodo che va dai 3 agli 8 giorni, insieme a febbre e dolori addominali. Il rotavirus può anche infettare adulti in stretto contatto con bambini infetti, anche se i sintomi negli adulti sono più lievi. I sintomi dell’infezione da rotavirus appaiono tra 1 e 2 giorni dall’esposizione. Le infezioni da rotavirus sono più comuni tra Novembre ed Aprile.

  • Adenovirus 
    Causa gastroenteriti principalmente in bambini con meno di due anni di età. Le infezioni possono verificarsi in qualsiasi periodo dell’anno; vomito e diarrea appaiono circa 1 settimana dopo l’esposizione.

  • Calicivirus 
    Può causare infezioni in persone di qualunque età. I calicivirus sono trasmessi da una persona all’altra e anche attraverso acqua o cibo contaminati – specialmente ostriche cresciute in acque contaminate.  Oltre al vomito e alla diarrea, le persone affette dai calicivirus possono avere anche dolori muscolari. I sintomi appaiono tra 1 e 3 giorni dall’esposizione.

  • Astrovirus Colpisce principalmente neonati, bambini e anziani. Il virus è attivo principalmente duranti i mesi invernali. Vomito e diarrea appaiono tra 1 e 3 giorni all’esposizione.

La gastroenterite virale è spesso chiamata in modo inappropriato “influenza dello stomaco”, ma non è causato dal virus dell’influenza e non colpisce lo stomaco. Inoltre la gastroenterite virale non è causata da batteri o parassiti.

Trasmissione

La gastroenterite virale è altamente contagiosa. I virus sono spesso trasmessi sulle mani non lavate. Le persone possono prendere il virus attraverso un contatto stretto con persone infette, dividendo il cibo, una bevanda o utensili da cucina, oppure ancora mangiando cibi o bevendo bevande contaminate con il virus. Le persone che non presentano più i sintomi, possono essere comunque contagiose , visto che il virus può essere trovato nelle loro feci fino a due settimane dopo la loro completa guarigione. Inoltre, alcune persone possono infettarsi senza sviluppare sintomi, aumentando così il pericolo di contagio.

Diagnosi


Se si ha il dubbio di aver preso una gastroenterite, sarebbe consigliabile farsi visitare dal proprio medico curante, anche se molte persone non lo fanno. I medici solitamente diagnosticano una gastroenterite virale basandosi sui sintomi e su un esame fisico. Il medico potrebbe anche chiedere un campione di feci per esaminarlo in cerca del rotavirus o per verificare che la causa dei sintomi siano, al contrario, batteri o parassiti. Non esistono al momento test di routine per gli altri tipi di virus.

Trattamento

La maggior parte dei casi di gastroenterite virale si risolve nel tempo senza bisogno di alcuno specifico trattamento. Gli antibiotici non hanno alcuna efficacia contro le infezioni virali. Lo scopo principale dei trattamenti è di ridurre i sintomi e possono diventare necessari per prevenire la disidratrazione.

Il corpo umano ha bisogno di fluidi per funzionare. La disidratrazione è la perdita di liquidi dal corpo. Importanti sali e minerali, noti come elettroliti, possono essere persi con i fluidi. La disidratazione può essere causata dalla diarrea, dal vomito, da una eccessiva urinazione o da un eccessiva sudarazione oppure dal non bere abbastanza a causa della nausea, dalla difficoltà di deglutire o dalla perdita di appetito.

Nelle gastroenteriti virali, la combinazione di diarrea e del vomito può causare la disidratazione. I sintomi della disidratazione sono:

  • sete eccessiva

  • secchezza delle fauci

  • poca urina o urina di color giallo scuro

  • grave debolezza o letargia

  • giramenti di testa

Se notate alcuno di questi sintomi, dovreste parlarne al medico. Una disidratazione leggera può essere trattata bevendo liquidi. Una disidratazione grave può richiedere l’uso di flebo e il ricovero in ospedale. Non curare una disidratazione grave può mettere in pericolo la vita stessa del paziente.

I bambini richiedono attenzioni particolari. A causa della dimensione limitata del loro corpo, i neonati e i bambini piccoli sono a rischio maggiore di disidratazione.  Esistono soluzioni orali che possono rimpiazzare i liquidi, minerali e sali persi.

Ecco alcuni consigli per alleviare i sintomi della gastroenterite virale.

  • permettete al  tratto gastrointestinale di sistemarsi non mangiando per qualche ora

  • bere piccole quantità di liquidi chiari o succhiare pezzi di ghiaccio se il vomito permane un problema

  • dare ai neonati e ai bambini la soluzione orale per rimpiazzare i fluidi e gli elettroliti persi

  • reintrodurre gradualmente i cibi, partendo da quelli più blandi e facili da digerire come pane tostato, brodo, mele e riso

  • evitare prodotti caseari, caffeina ed alcool fin o quando il recupero non sia completo

  • riposare il più possibile

Prevenzione

Prevenire è l’unica maniera per evitare la gastroenterite virale. Non esiste un vaccino. Si può evitare:

  • lavandosi le mani completamente dopo aver usato il bagno o dopo aver cambiato i pannolini

  • lavandosi le mani completamente prima di mangiare

  • disinfettando le superfici contaminate

  • non mangiando cibi o bevendo bevande che possono essere stati contaminati

 

approfondimento da: www.msd.-italia.it


GASTROENTERITE Infiammazione della mucosa dello stomaco e dell’intestino che si manifesta prevalentemente con sintomi del tratto GI superiore (anoressia, nausea e vomito), diarrea e disturbi addominali.

Sommario:

Introduzione
Eziologia ed epidemiologia 
Fisiopatologia 
Sintomi e segni
Diagnosi 
Principi generali di terapia


La perdita di liquidi e di elettroliti associata alla gastroenterite può essere poco più di un semplice inconveniente per un adulto in buona salute, ma può essere molto grave per una persona che non è in grado di sopportarne lo stress (p. es., i soggetti anziani o molto giovani, i soggetti debilitati o quelli con certe malattie concomitanti).

 

Eziologia ed epidemiologia

La gastroenterite può avere un’eziologia aspecifica, incerta o sconosciuta o batterica, virale, parassitaria o tossica. Quando può essere identificata una causa specifica, si può utilizzare il nome specifico della sindrome, evitando il termine meno specifico di “gastroenterite.”

L’infezione da Campylobacter è la causa batterica più frequente della malattia diarroica negli USA ( La trasmissione da persona a persona è particolarmente comune con le gastroenteriti causate da Shigella, Escherichia coli O157:H7, Giardia, virus di Norwalk e rotavirus. L’infezione da Salmonella può essere acquisita attraverso il contatto con i rettili (p. es., iguana, tartarughe).

Le cause virali della gastroenterite includono il virus di Norwalk e i virus Norwalk-simili, i rotavirus, gli adenovirus, gli astrovirus e i calicivirus. Le epidemie di diarrea virale nei lattanti, nei bambini e negli adulti solitamente si diffondo attraverso l’acqua, i cibi contaminati o la via orofecale. Le infezioni da virus di Norwalk si verificano tutto l’anno e causano il 40% circa delle epidemie di gastroenterite nei bambini e negli adulti. Durante l’inverno, nelle regioni a clima temperato, i rotavirus rappresentano la causa principale delle gravi affezioni diarroiche che provocano l’ospedalizzazione dei bambini al di sotto dei 2 anni di età. Gli adulti, che hanno delle infezioni di solito più lievi, probabilmente hanno una qualche immunità.

Alcuni parassiti intestinali, in particolare la Giardia lamblia, aderiscono o invadono la mucosa intestinale e causano nausea, vomito, diarrea e malessere generale. La giardiasi è endemica in molte regioni a clima freddo (p. es., gli stati delle montagne rocciose, il nord degli USA e l’Europa). La malattia può diventare cronica e causare una sindrome da malassorbimento . Di solito è acquisita con una trasmissione da persona a persona (p. es., nei day-hospital) o bevendo acqua contaminata (p. es., dei fiumi). Un altro parassita intestinale, il Cryptosporidium parvum, causa una diarrea acquosa che è a volte accompagnata da dolori addominali crampiformi, nausea e vomito. Nelle persone sane la malattia è, di solito, lieve e autolimitantesi, ma nei pazienti immunocompromessi l’infezione può essere grave, causando una sostanziale perdita di elettroliti e di liquidi. L’infezione da Cryptosporidiumè probabilmente contratta più frequentemente bevendo dell’acqua contaminata. Sebbene le uova di Cryptosporidium siano più comunemente trovate nelle riserve municipali di acqua, non si sa quale percentuale di rifornimenti idrici contenga uova vitali e infettive.

La gastroenterite virale o influenza e alcuni tipi di diarrea del viaggiatore possono essere causati da enterotossine batteriche o da infezioni virali.

 

Fisiopatologia

Alcune specie batteriche producono delle enterotossine che ostacolano l’assorbimento intestinale e possono causare la secrezione di acqua e di elettroliti. In certi casi, è stata caratterizzata una tossina chimicamente pura (p. es., l’enterotossina del Vibrio cholerae); la sola tossina è in grado di produrre la voluminosa secrezione acquosa da parte del tenue, osservata clinicamente, dimostrando, quindi, un adeguato meccanismo patogenetico per la diarrea. Le enterotossine rappresentano, probabilmente, il meccanismo responsabile di altre sindromi diarroiche (p. es., l’enterotossina dell’E. coli può causare alcuni episodi di “diarrea pediatrica” e di diarrea del viaggiatore).

Alcune specie di Shigella, Salmonella e di E. coli penetrano nella mucosa del piccolo intestino o del colon e producono ulcerazioni microscopiche, sanguinamento, essudazione di liquido ricco di proteine e secrezione di acqua e di elettroliti. Il processo invasivo e le sue conseguenze si possono verificare indipendentemente dal fatto che il microrganismo elabori o meno l’enterotossina.

Una gastroenterite può far seguito all’ingestione di tossine chimichecontenute in alcune piante (p. es., funghi, patate e flora da giardino), in prodotti ittici (pesci, vongole e cozze) o in cibi contaminati.

L’ingestione di metalli pesanti (arsenico, piombo, Hg e cadmio) può causare, acutamente, nausea, vomito e diarrea. Molti farmaci, compresi gli antibiotici a largo spettro, hanno notevoli effetti collaterali sull’apparato GI. Diversi meccanismi svolgono un ruolo, inclusa l’alterazione della normale flora intestinale.

 

Sintomi e segni

Il carattere e la gravità dei sintomi dipendono dalla natura dell’agente causale, dalla durata della sua azione, dalla resistenza del paziente e dall’estensione dell’interessamento GI. L’inizio è spesso improvviso e talvolta drammatico, con anoressia, nausea, vomito, borborigmi, crampi addominali e diarrea (con o senza sangue e muco). Si possono associare un malessere generalizzato, dolori muscolari e un senso di prostrazione.

Se il vomito causa un’eccessiva perdita di liquidi, si verifica un’alcalosi metabolica con ipocloremia; se è più importante la diarrea, è più probabile che si verifichi un’acidosi. Il vomito o la diarrea eccessivi possono causare ipokaliemia. Si può sviluppare un’iponatriemia, specialmente se nella terapia di reintegrazione sono usati liquidi ipotonici. La grave disidratazione e lo squilibrio acido-base possono produrre cefalea e sintomi di irritabilità muscolare e nervosa. Il vomito persistente e la diarrea possono causare una grave disidratazione e uno shock, con collasso circolatorio e insufficienza renale oligurica.

L’addome può essere disteso e dolorabile; nei casi gravi può essere presente una contrattura muscolare di difesa. Possono essere visibili e palpabili delle anse intestinali distese dai gas. Con lo stetoscopio sono auscultabili i borgorigmi, anche senza diarrea (un’importante caratteristica differenziale con l’ileo paralitico). Possono essere presenti i segni di una deplezione extracellulare di liquidi (p. es., ipotensione, tachicardia) 

 

Diagnosi

Può essere importante, un’anamnesi positiva per l’ingestione di cibo potenzialmente contaminato, di acqua di superficie non trattata o di una sostanza nota come irritante per il tratto GI; di viaggi effettuati di recente; e del contatto con persone affette dagli stessi disturbi. Se i sintomi non regrediscono entro 48 h sono indicati l’esame colturale e la ricerca dei GB nelle feci. La sigmoidoscopia è utile per la diagnosi di colite ulcerosa o di dissenteria amebica, sebbene la shighellosi e l’E. coliO157:H7 possano produrre lesioni a carico del colon, indistinguibili da quelle della colite ulcerosa. Per fare la diagnosi può essere necessario anche l’esame colturale del vomito, del cibo e del sangue. Un’eosinofilia può indicare un’infezione parassitaria.

L’addome acuto chirurgico non si associa, di solito, a una storia di frequenti evacuazioni, a una normale conta di GB o a una leucopenia e all’assenza di spasmo muscolare e di dolorabilità localizzata. Comunque, a volte si può avere diarrea nell’appendicite acuta, nell’ostruzione incompleta del piccolo intestino, in altre emergenze acute intra-addominali e nelle neoplasie del colon.

 

Principi generali di terapia

La terapia di supporto è la più importante. È auspicabile il riposo a letto con la disponibilità di un bagno, di una comoda o di un vaso da letto. Quando la nausea o il vomito sono lievi o sono cessati, la somministrazione orale di soluzioni elettrolitiche con glucoso (v. Diarrea nel Cap. 27) o di brodo leggero o bollito con l’aggiunta di sale, può prevenire la disidratazione o trattare una lieve disidratazione. Anche se vomita, il paziente deve assumere frequenti ma piccole sorsate di questi liquidi, perché il vomito si può risolvere con la reintegrazione del volume. I bambini si possono disidratare più rapidamente e devono ricevere un’appropriata soluzione reidratante (ne esistono in commercio diversi tipi). I liquidi comunemente usati, come le bevande gassate o le bevande per sportivi, hanno un anomalo rapporto tra glucoso e Na e quindi non sono adatte per i bambini < 5 anni di età. Se il vomito persiste o se è prominente una grave disidratazione, è necessaria l’infusione EV di un’appropriata terapia reintegrativa degli elettroliti 

Se il vomito è grave ed è stata esclusa una condizione chirurgica, può essere utile la somministrazione di un antiemetico (p. es., dimenidrinato, 50 mg IM q 4 h o clorpromazina ³  25-100 mg / die IM) o di proclorperazina, 10 mg PO tid (supposte da 25 mg bid). Per il trattamento dei gravi dolori addominali crampiformi può essere somministrata della meperidina, alla dose di 50 mg IM q 3 o 4 h. Deve essere evitata la morfina perché aumenta il tono della muscolatura intestinale e può aggravare il vomito.

Quando il paziente riesce a tollerare i liquidi senza vomitare, un’alimentazione leggera (cereali, gelatina, banane e toast) può essere aggiunta, gradualmente, alla dieta. Se dopo 12-24 h persiste una diarrea moderata in assenza di gravi sintomi sistemici o di sangue nelle feci, può essere somministrato il difenossilato, 2,5-5 mg in cp o sotto forma di sciroppo tid o qid, la loperamide, 2 mg PO qid o il bismuto subsalicilato, 524 mg (due cp o 30 ml) PO 6-8 volte al giorno.

Il ruolo degli antibiotici è controverso, anche per le specifiche diarree infettive, ma la maggior parte degli esperti li consiglia nella terapia sintomatica della shighellosi  Quando è presente un’infezione sistemica devono essere somministrati gli antibiotici appropriati, sulla base dell’antibiogramma. Comunque, gli antibiotici non servono per un rapido miglioramento né per i pazienti con una semplice gastroenterite né per i pazienti portatori asintomatici. Anzi, gli antibiotici possono favorire e prolungare lo stato di portatore della salmonellosi. L’uso indiscriminato degli antibiotici favorisce la selezione di organismi resistenti al farmaco ed è scoraggiato.

 

Angelo Vigliotti
Scritto da Angelo Vigliotti