Gastroenterologia
pediatrica

( dott. Lionetti  Paolo)
La patologia a carico dell’apparato gastroenterico sono molto frequenti in età pediatrica. In questo capitolo verranno a! rontate condizioni a trattamento prevalentemente medico.
Disordini funzionali gastrointestinali
Questo gruppo di disordini comprende una serie di condizioni nella quali non si riesce ad identi” care una lesione d’organo o una anomalia biochimica caratterizzati da una variabilità di sintomi che comprendono il vomito, il rigurgito, il dolore addominale, la diarrea e la stipsi. I migliori strumenti diagnostici di queste condizioni sono ancora oggi una anamnesi ed un esame obiettivo accurati. Anche se è indispensabile tener presente tutte le possibile patologie su base organica che
possono dare questi sintomi quando si raggiunge la convinzione della natura funzionale del problema non si deve insistere nel criterio della diagnosi di esclusione in quanto questo può portare a un eccessivo ricorso ad indagini diagnostiche spesso invasive e che a volte possono
risultare dannose per il paziente.
DOLORI ADDOMINALI RICORRENTI.

Una condizione
molto frequente in età pediatrica è costituita dai
dolori addominali ricorrenti (DAR) termine che non
rappresenta una diagnosi ma semplicemente una de-
“finizione.
Molteplici condizioni patologiche possono avere
come sintomo i DAR pur tuttavia si calcola che “nel
15% dei bambini ed adolescenti dai 4 ai 14 anni affetti

da DAR  solo il 5-10% presenta una patologia organica
mentre nel 90-95% dei casi il disturbo è di natura
funzionale. I DAR funzionali sono causa di numerosi
accessi al pronto soccorso, assenze scolastiche, ricorso
eccessivo ad indagini mediche ansia familiare. La natura
del disturbo comprende una stretta interazione fra
sistema nervoso centrale e sistema nervoso enterico,
fattori psico-sociali e ” siopatologici. È stata evidenziata
in bambini che so! rono di DAR funzionali la presenza
di iperalgesia viscerale e di un particolare tipo di onde
peristaltiche del tubo gastro-enterico associate a dolore
de” nite come pattern motori migranti. Infezioni
gastrointestinali possono favorire l’esordio del problema
che poi riceve rinforzo dall’ambiente e dallo stress.
Il dolore addominale funzionale è mal localizzato periombelicale
o di! uso, episodico non in concomitanza
con i pasti e raramente è causa di risveglio notturno.
L’esame obiettivo è negativo e la crescita nella norma. I
ricorso a visite mediche è spesso molto frequente come
anche può essere elevato il numero delle assenza scolastiche.
Notevole è l’ansia familiare per la problematica
del bambino. Spesso questi bambini hanno un ottimo
rendimento scolastico, sono impegnati in molteplici
attività scolastiche ed extra-scolastiche o in alternativa
sono presenti problematiche familiari importanti
che spesso sono sotto-stimate dai genitori. L’approccio
clinico si basa su un’accurata anamnesi e su un attento
esame obiettivo. Vanno esclusi, anche rivolgendo domande
speci” che ai familiari, i segnali di allarme riportati
nella tabella 1, che quando presenti, impongono
indagini più approfondite.
In assenza di questi segnali e con un esame obiet-

 Gastroenterologia pediatrica
tivo ed una crescita nella norma sono su# cienti per
una diagnosi di DAR funzionali esami minimi quali
emocromo, indici di $ ogosi, esame urine, urinocoltura,
screening sierologico della celiachia. Se presente diarrea
è opportuno eseguire una coprocoltura ed un esame
parassitologico delle feci. L’ecogra” a addome va riservata
solo ai casi in cui esiste un sospetto diagnostico di
patologia a carico dell’apparato genito-urinario o delle
vie biliari mentre nel sospetto di una malattia in” ammatoria
cronica intestinale (MICI) l’esame ecogra” co
deve essere richiesto con quesito speci” co di valutazione
dello spessore delle anse intestinali. Nel sospetto di
una MICI o se le caratteristiche del dolore suggeriscono
la presenza di un ulcera peptica è necessario ricorrere
ad esami endoscopici.
È molto importante, formulata la diagnosi di DAR
funzionali, spiegare alla famiglia le caratteristiche della
condizione, rassicurare che quella di DAR funzionali
è già una diagnosi e che non vi è nessun motivo e nessun
vantaggio a proseguire in ogni altro od ulteriore
percorso diagnostico. Deve essere chiarito che il dolore
è reale e non una simulazione da parte del bambino e
deve essere favorito un atteggiamento di comprensione
da parte della famiglia del dolore del bambino,
ma allo stesso tempo il dolore non deve essere causa
di interferenza sulle normali attività quali la frequenza
scolastica, il gioco. Presidi dietetici e farmacologici
hanno una dubbia e# cacia. Nelle condizioni più gravi
è necessario il supporto psicologico. Sono utili visite di
controllo periodico almeno in una prima fase. Con il
passaggio all’età adulta la problematica si attenua ma
spesso compaiono altri disordini di natura funzionale.
Tipica è l’associazione con la cefalea. Quando il dolore
si localizza a livello epigastrico associato a sintomi dispeptici
anche nel bambino, ma soprattutto nell’adolescente
in assenza di una patologia organica si parla di
dispepsia funzionale. Naturalmente deve essere esclusa
una gastrite associata ad infezione da Helicobacter
pylori con o senza ulcera duodenale, una malattia da
re$ usso gastro-esofageo (MRGE), un esofagite eosino-
” la e una MICI. I sintomi predominanti possono essere
il dolore epigastrico associato o no a sensazione
di sazietà precoce, ripienezza, gon” ore addominale.
Anche in questo caso una corretta valutazione clinica
ed anamnestica, la valutazione dell’eventuale presenza
di stress ambientale, l’assenza di segnali di allarme e
la negatività di esami di primo livello consentono una
diagnosi senza ricorrere ad esame endoscopici. Importante
è escludere anche in età pediatrica l’uso eccessivo
di farmaci anti-in” ammatori non steroidei (FANS). Un
breve ciclo di terapia anti-secretiva (antagonisti H2 o
inibitori di pompa protonica, proton pump inhibitors o
PPI) può essere di ausilio.
SINDROME DELL’INTESTINO IRRITABILE. Se i
DAR si associano a scariche diarroiche che risolvono
il dolore, presenza di meteorismo, distensione addominale,
sensazione di evacuazione incompleta alternanza
di diarrea e stipsi, con esame obiettivo e crescita nella
norma, esami di laboratorio normali, il bambino presenta
una sindrome dell’intestino irritabile. Deve essere
veri” cato se esiste un consumo eccessivo di bevande
zuccherate e sorbitolo nella dieta. Per questa condizione
si è di recente dimostrata utile l’assunzione di probiotici.

DIARREA CRONICA ASPECIFICA.

Una particolare
condizione che si veri” ca nella fascia di età fra i 6 e i 36
mesi è la diarrea cronica aspeci” ca (toddler diarrhoea
degli autori anglo-sassoni) che è la causa più frequente
di diarrea cronica nel bambino sano in questa fascia
di età. Colpisce soprattutto i maschi si tratta di una
diarrea acquosa con presenza di elementi indigeriti.
Caratteristico è a volte l’emissione di feci formate con
la prima evacuazione al mattino seguita poi nel corso
della giornata da scariche diarroiche. Spesso in famiglia
qualcuno so! re di sindrome dell’Intestino Irritabile.
L’esame obiettivo e negativo e la crescita è nella norma
se non sono state attuate restrizioni dietetiche. In genere
non evitabili considerata la preoccupazione familiare
sono indagini di primo livello con esami colturali e
parassitologici delle feci e lo screening sierologico della
celiachia. Anche in questo caso deve essere veri” cato
se è presente un uso eccessivo di bevande zuccherate
contenti sorbitolo. La dieta deve essere mantenuta libera
veri” cando che non si sia avvenuta una restrizione
dell’apporto in grassi. Fondamentale è rassicurare la famiglia
che si tratta di una condizione benigna.
STIPSI FUNZIONALE.

La stipsi funzionale è molto
frequente in età pediatrica e comprende tutte le cause di
stipsi che non sono di natura organica. È caratterizzata
con una netta riduzione del numero delle evacuazioni,
una storia di ritenzione di feci, evacuazione dolorosa
e di feci voluminose di aumentata consistenza, masse
fecali in ampolla rettale evidenziate con l’esplorazione
rettale. Spesso è presente encopresi cioè perdita involontaria
di feci che sporcano le mutandine. Il fenomeno
può essere scambiato per diarrea e si de” nisce anche
con il termine appunto di diarrea paradossa. Spesso il
bambino è irritabile e presenta una riduzione dell’appetito.
La stipsi funzionale può insorgere nel bambino con
il passaggio dall’alimentazione al seno al divezzamento
o dopo un episodio di evacuazione dolorosa. Il bambino
spesso si oppone all’evacuazione ed e! ettua manovre
ritentive, vuole evacuare in luoghi nascosti ed in
piedi. Nella maggior parte dei casi l’anamnesi e un esa29.3
Ulcera gastro-duodenale • 3
me obiettivo che comprende l’esplorazione rettale consentono
la diagnosi di stipsi funzionale senza ricorrere
ad esami di laboratorio radiologici o alla manometria
ano-rettale. Se è presente vomito, distensione addominale
febbre è necessario invece ricorrere ad esami
strumentali. Il trattamento oggi si basa sull’uso di soluzioni
contenenti polietilenglicole (PEG) somministrate
a dosi crescenti ” no ad ottenere l’evacuazione di feci
morbide. Contemporaneamente è necessario iniziare
un adeguata rieducazione dell’alvo toilette training che
consiste nell’insegnare al bambino a defecare dopo i
pasti per tre volte al giorno. Nelle forme gravi è necessario
prima e! ettuare un disimpatto fecale mediante la
somministrazione di clisteri evacuativi con soluzione
” siologica o somministrazione di PEG ad alte dosi. Nel
lattante con crescita adeguata può essere presente una
di# coltà ad evacuare nei primi mesi di vita con sforzo
prima dell’evacuazione ed emissione di feci tuttavia
morbide o liquide. Il problema è dovuto ad un in coordinazione
del rilasciamento pelvico e non necessita di
alcun trattamento. Diverso è il problema se nel neonato
esiste una notevole distensione addominale, scarso
accrescimento e addirittura occlusione intestinale. In
questi casi deve essere esclusa un’aganglia colica condizione
nota come malattia di Hirschprung. In questi
casi sono necessarie indagini strumentali quali il clisma
opaco, la manometria anorettale e la biopsia rettale per
via transanale per veri” care la presenza l’eventuale assenza
di gangli intramurali.
Malattia da refl usso gastroesofageo
Il re$ usso gastro-esofageo (RGE) è dovuto al passaggio
del contenuto gastrico in esofago con o senza
presenza di rigurgito e vomito. È una condizione comune
nel bambino e nell’adulto da considerarsi ” siologico
nella maggior parte dei casi. Soprattutto nel lattante il
rigurgito post-prandiale è un fenomeno estremamente
frequente da considerarsi ” siologico quando le condizioni
cliniche del bambino sono buone, la crescita ponderale
è adeguata. Il fenomeno tende a risolversi entro
i 18 mesi con l’assunzione di una dieta semi-solida e
la posizione eretta. Si parla invece di MRGE quando è
presente una esofagite documentata endoscopicamente
e istologicamente o di segni e sintomi che interferiscono
con lo stato di salute del bambino o è presente riduzione
della crescita. La sintomatologia varia a seconda
dell’età del bambino. I sintomi nel primo anno di vita
possono essere aspeci” ci quali ri” uto ad alimentarsi,
irritabilità, inarcamento del tronco ematemesi anemia,
ritardo di crescita. Bisogna tener presente tuttavia che
il re$ usso non è una causa frequente di pianto inspiegabile
ed irritabilità nel lattante e prima vanno indagati
altre cause più comuni quali allergia alle proteine del
latte vaccino, infezioni specie della vie urinarie, problemi
neurologici. Ridimensionata è stata l’associazione
del RGE con apparent life threatening event (ALTE) nel
lattante. Nel bambino più grande i sintomi sono più
tipici: dolore retro-sternale, pirosi sensazione di rigurgito
acido e se è presente una importante $ ogosi della
mucosa esofagea può manifestarsi ematemesi e melena.
L’RGE viene inoltre considerato causa o concausa
di una serie di manifestazioni respiratorie come asma,
stridore laringeo, tosse soprattutto ad insorgenza notturna.
Si ritiene opportuno indagare per RGE oggi solo
i bambini che presentano asma notturno, asma corticoresistente
e di di# cile controllo e asma associato a dolore
retro-sternale. Anche se l’RGE può contribuire a
$ ogosi delle prime vie aeree il reperto laringoscopico
di $ ogosi laringea non deve essere considerato né sensibile
né speci” co per la diagnosi di MRGE. Bambini
in cui invece la MRGE è molto frequente e deve essere
adeguatamente trattata sono i cererebropatici, bambini
operati di atresia esofagea, obesi.
La diagnosi della condizione si basa sulla pH-metria
esofagea delle 24 ore o sulla ph/impedenzometria
che consente la valutazione anche dei re$ ussi non acidi.
Ai ” ni della veri” ca della presenza di esofagite è necessario
invece e! ettuare una esofago-gastroscopia. Lo
studio radiologico con bario viene riservato ai casi in
cui si sospettano anomalie strutturali, malrotazione intestinale,
duplicazione gastrica.
In presenza di sintomi tipici in un bambino grande
è giusti” cato un ciclo di terapia inibitrice della secrezione
acida gastrica con PPI o anti-H2 senza ricorrere
a diagnostica strumentale. La terapia farmacologia della
MRGE si basa oggi sull’uso di PPI che determinano
una riduzione della secrezione acida gastrica superiore
in termini di durata ed entità rispetto ai tradizionali H2
antagonisti (quale la ranitidina). Alla classe dei PPI utilizzati
anche nel bambino appartengono l’omeprazolo,
il lansoprazolo e l’esomeprazolo. La chirurgia anti-re-
$ usso che consiste nella fundoplicatio secondo Nissen
metodica che oggi viene e! ettuata per via laparoscopica
và riservata ai casi refrattari al trattamento medico.
L’insuccesso della terapia medica e a volte anche di
quella chirurgica deve far pensare ad una errata diagnosi
di MRGE. Condizioni confuse per MRGE sono il
vomito ciclico, la gastroparesi l’esofagite eosino” la.
29.3 Ulcera gastro-duodenale
Anche se piuttosto rare l’ulcera gastrica e duodenale
sono descritte in età pediatrica. Vanno distinte le ulcere
acute spesso da stress che sono in genere gastriche caratterizzate
dalla piccola dimensione e molteplicità che
presentano contorni netti e guarigione senza esiti cica4
Segnali di allarme in un bambino che
presenta DAR ( dolori Addominali Ricorrenti)

triziali e le ulcere croniche singole ricoperte da ” brina,
irregolari con fenomeni rigenerativi ed esiti cicatriziali.
Anche in età pediatrica l’ulcera si associa molto spesso
a infezione da Helicobacter pylori, in questo caso è quasi
sempre duodenale ed associata ad un gastrite antrale di
tipo nodulare. La diagnosi dell’infezione da Helicobacter
pylori si basa su la ricerca istologica sul tessuto prelevato
endoscopicamente un test rapido all’ureasi sempre
su tessuto mentre test non invasivi sono la ricerca
fecale dell’agente, il 13C urea breath test e il dosaggio
degli anticorpi speci” ci. Nel bambino sotto i tre anni le
manifestazioni cliniche dell’ulcera sono in genere quelle
acute di una perforazione o di un sanguinamento
mentre nel bambino più grande prevale il dolore addominale
cronico, stagionale con associazione con i pasti.
La somministrazione di farmaci anti-in” ammatori non
steroidei (FANS) favorisce il sanguinamento e la perforazione.
L’indagine fondamentale è l’esofago-gastroduodenoscopia
con visualizzazione della lesione ed il
trattamento si basa sui PPI. Le recidive sono possibili
anche in età pediatrica.
Malattia celiaca
La malattia celiaca (MC) è un’enteropatia che si manifesta
in individui geneticamente predisposti ed è dovuta
ad un’intolleranza permanente alla gliadina, una
frazione del glutine contenuto nella farina di frumento,
segale, orzo farro e avena. Per quest’ultimo cereale bisogna
tener presente che viene tollerato dalla maggior
parte dei celiaci.
Per lo sviluppo della condizione è indispensabile
una predisposizione genetica e la presenza di un HLA
di II classe DQ2 e/o DQ8. Lo spettro delle lesioni intestinali
varia da un aumento dei linfociti intraepiteliali al
rimodellamento della mucosa intestinale con lo sviluppo
di iperplasia delle cripte ed atro” a dei villi. Un ruolo
centrale nello sviluppo delle lesioni mucosali è svolto
dal linfocita T. La sequenza delle lesioni immunopatologiche
non è nota, tuttavia fondamentale è il legame
della gliadina con molecole HLA-DQ2 per la presentazione
al linfocita T. Un ruolo importante sembra sia
svolto dall’enzima transglutaminasi tessutale (tTG) che
modi” cando la gliadina, ne aumenta l’a# nità per le
molecole DQ2. Il danno della mucosa intestinale porta
allo sviluppo di malassorbimento di nutrienti. Il trattamento
è essenzialmente dietetico e consiste nell’eliminare
dalla dieta il glutine. Con la dieta senza glutine
e! ettuata scrupolosamente, si ottiene il ripristino alla
normalità della mucosa intestinale, la scomparsa dei
difetti nutrizionali e la risoluzione dei sintomi clinici.
Dati recenti ottenute da indagini e! ettuate in paesi europei
ed in Italia indicano che la frequenza della MC
può arrivare ad 1:100 nella popolazione.
Le manifestazioni cliniche della celiachia sono moleplici
e sembrano essere considerevolmente variate
negli ultimi anni. Alle manifestazioni cliniche descritte
inizialmente, altre se ne sono aggiunte il cui riconoscimento
è avvenuto solo di recente. Oggi si distingue una
forma tipica, una forma atipica che può essere paucisintomatica
o monosintomatica, una foma silente ed
una latente.
Le manifestazioni gastro-intestinali de” nite come
tipiche o classiche, si presentano in prevalenza nel
bambino sotto i due anni e comprendono diarrea con
steatorrea, scarsa crescita ponderale con una caratteristica
brusca de$ essione della curva di accrescimento
dai sei mesi di vita, epoca in genere nella quale viene
inserito il glutine nella dieta. È presente distensione
addominale, ipotro” a muscolare e del sottocutaneo in
genere molto evidente alla radice delle cosce e ai glutei
(a borsa di tabacco). Il bambino è ipotonico, apatico
e irritabile. Nel bambino più grande e nell’adulto
le manifestazioni a carico dell’apparato gastroenterico
includono la diarrea che può assumere un andamento
variabile e intermittente, la nausea ed il vomito, i dolori
addominali, il calo ponderale e la stipsi. I sintomi tipici
gastro-intestinali della MC sono di riscontro ancora
frequente ma attualmente presentano una frequenza
pari a quella a carico di altri organi.

Manifestazioni cliniche della malattia celiaca
cliniche possono presentarsi isolatamente o associate
fra di loro e comprendono: bassa statura anche in assenza
di sintomi gastrointestinali, osteoporosi, difetto
dello smalto dentale, artrite, miopatia, dermatite erpetiforme,
stomatite a% osa, vasculite.
La MC può essere la causa di un’anemia sideropenica
inspiegata che risponde poco al trattamento marziale,
di leucopenia, piastrinopenia, de” cit di vitamina
K e ritardo puberale. Di recente sono stati riconosciuti
come dovuti alla celiachia patologie a carico dell’apparato
riproduttivo femminile come infertilità, aborti
ricorrenti, irregolarità mestruale. Sono anche stati descritti
sintomi a carico del sistema nervoso centrale con
manifestazioni neurologiche quali epilessia, atassia cerebellare,
neuropatia periferica, demenza. La MC si può
in” ne accompagnare ad un aumento delle transaminasi
che si normalizza con la dieta senza glutine. Anche se
rara descritta è l’associazione con linfoma intestinale.
Circa il 75% dei pazienti con dermatite erpetiforme
presenta lesioni della mucosa intestinale con un’atro” a
dei villi da moderata a subtotale/totale.
Nella tabella  sono riportate le manifestazioni
cliniche della MC. Le ragioni del cambiamento della
presentazione clinica della MC avvenuto negli ultimi
decenni non è noto. Probabilmente hanno contribuito
vari fattori quali il prolungamento dell’allattamento al
seno, il posticipare l’introduzione del glutine nella dieta
ma soprattutto forse una maggiore conoscenza delle
molteplici manifestazioni cliniche della MC da parte
del pediatra, che porta al sospetto diagnostico molto
più precocemente e la disponibilità attuale di una diagnostica
sierologia molto sensibile e speci” ca.
La malattia celiaca si può associare inoltre ad una
serie di condizioni cliniche che sono elencate nella
tabella  la maggior parte delle quali è di natura
autoimmune. Circa l’8% dei pazienti con diabete mellito
tipo I presenta lesioni della mucosa intestinale caratteristiche
della MC. Pazienti diabetici inizialmente
negativi allo screening sierologico per la MC possono a
distanza di anni positivizzarsi. Frequente è inoltre l’associazione
della MC con la tiroidite autoimmune e lo
screening di tale condizione nei pazienti celiaci porta al
riconoscimento di forme subcliniche di tiroidite. Ancora
controverso è il ruolo del glutine nella patogenesi
delle malattie autoimmuni che si associano alla MC.
Approssimativamente il 3% dei pazienti celiaci presenta
un de” cit di IgA, frequenza 15% più alta rispetto
alla popolazione generale, mentre la prevalenza della
MC nella sindrome di Down è del 4-16%. La diagnosi
di MC e la dieta priva di glutine non ha naturalmente
e! etto su queste condizioni cliniche associate. Gli
screening sierologici di popolazione e quelli e! ettuati
nelle famiglie di pazienti celiaci hanno portato all’individuazione
di una quota considerevole di pazienti
asintomatici che tuttavia presentano le lesioni intestinali
tipiche della MC. Il 5-10% dei parenti di primo
grado di soggetti celiaci presenta una celiachia silente
dal punto di vista clinico. Esiste consenso unanime sul
trattare questa forma con la dieta senza glutine in quanto
sono già presenti lesioni mucosali. In e! etti, spesso
in questi casi viene riportato un miglioramento delle
condizioni generali in seguito alla dieta senza glutine
o un miglioramento delle prestazioni scolastiche. Per
celiachia latente o potenziale si intendono invece una
condizione caratterizzata da positività dei marker sie6

Condizioni associate alla malattia celiaca
rologici speci” ci della MC in genere a basso titolo e una
mucosa intestinale normale o pressochè normale con il
solo riscontro di un aumento del numero dei linfociti
intraepiteliali (IEL).
La diagnosi oggi si basa sull’uso di test sierologici
hanno raggiunto un notevole gradi di sensibilità
e speci” cità e che risultano molto utili ai ” ni di screening
diagnostici e per conferma del sospetto clinico.
Al momento attuale sono disponibili il dosaggio degli
anticorpi antigliadina (AGA) di classe IgA ed IgG
determinati con metodica ELISA. Gli AGA IgG sono
poco speci” ci. Di recente è stato introdotto il dosaggio
degli AGA deamidati che risulterebbero dotati di
maggiore speci” cità diagnostica. Gli AGA hanno un
ruolo diagnostico nel bambino sotto i due anni di età
periodo nel quale si possono osservare forme di celiachia
conclamata con negatività del dosaggio degli anticorpi
anti-endomisio (EmA) e anti-tTG. Questi ultimi
due esami sono quelli oggi considerati piu sensibili e
speci” ci per tutte le altre classi di età. Gli EmA hanno
il problema di essere una metodica di immuno-$ uorescenza
operatore-dipendente, mentre il dosaggio degli
anti-TTG viene e! ettuato con metodica ELISA facilmente
riproducibile da qualsiasi laboratorio. Gli EmA
e gli anti-tTG hanno una sensibilità e speci” cità del che
si avvicina al 100% ma essendo di classe IgA risultano
comunque negativi nei celiaci con de” cit di IgA (che
sono il 3%). È pertanto sempre necessario associare al
dosaggio dei marker sierologici speci” ci di MC anche il
dosaggio delle IgA totali.
A tutto oggi la conferma diagnostica della MC deve
essere e! ettuata tramite biopsia intestinale al duodeno
distale che oggi nella maggior parte dei centri viene effettuata
per via endoscopica.
Le classiche lesioni mucosali rappresentano solo
l’evoluzione di una serie di lesioni mucosali che vanno
da uno stato in” ltrativi caratterizzato dal solo aumento
dei linfociti intra-epiteliali a una iperplasia delle cripte
” no a vari gradi di atro” a dei villi de” niti dai criteri di
Marsh- Oberhuber.
Il trattamento della MC è la dieta priva di glutine
che consiste nell’eliminzazione del frumento. segale,
orzo e farro. Una volta intrapresa la dieta i bambini celiaci
devono seguire un programma di follow up utile
per la veri” ca dell’aderenza alla dieta.
 Malattie infi ammatorie
croniche intestinali

(MICI)
Le MICI (nella dizione anglo-sassone in

Angelo Vigliotti
Scritto da Angelo Vigliotti