Gli amanti della natura

La Giunta regionale della Toscana ha deliberato la apertura anticipata della caccia per giovedì 1 settembre 2016 dalle ore 6 alle ore 19. Sarà possibile cacciare lo storno, la tortora (Streptopelia turtur), il colombaccio, il merlo, la gazza, la ghiandaia e la cornacchia grigia su tutto il territorio a caccia programmata. In toscana ma anche in altre regioni italiane è iniziata la caccia. Sono contro la caccia, ma  non sono un fondamentalista. Se c’è qualcosa che non va nell’equilibrio tra natura e uomo (cultura) bisogna intervenire.  Forse  a volte è opportuno intervenire senza uccidere. Oppure fare una politica preventiva sul territorio in modo che non si crei una disarmonia tra uomo e animale. E alla fine se tutto ciò non è possibile  dare il permesso per una caccia selettiva e limitata  per difendere alcune categorie di lavoratori o alcuni territori. Ma solo ed esclusivamente in via eccezionale!

Un cacciatore mi disse: lei non capisce….io sono un amante della natura. E’ l’amore che uccide. Amore e morte: un binomio indissolubile fin dai tempi della preistoria. Certo coloro che criticano la caccia sono  spesso ecologisti della città. Si dicono anche loro “amanti della natura”  e combattono per questo. Probabilmente non sanno nemmeno cosa è la natura. Spesso sono propri i “cittadini” a dare lo squilibrio ecologico e a creare più danni di un cacciatore. Ormai si vede di tutto. Le foche sono ammazzate a bastonate in testa per permettere ai ricchi di andare a sciare con le racchette a pelle di foca. Questi sono crimini contro l’umanità.

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Vorrei sapere

Vorrei sapere cosa ti ha fatto una gazza: un corvide intelligente, onnivoro  che si adatta a molti ambienti per vivere e sopravvivere.  Vorrei sapere cosa ti ha fatto la ghiandaia:  un corvide che utilizza richiami di allarme (quando avverte altri uccelli predatori)  ma anche richiami per  esprimere rabbia, allegria, affetto, e tante altre emozioni. Riesce a fischiare e a miagolare. Sa imitare il verso di altri animali. Vorrei sapere perché ammazzi  tantissimi uccelli senza una ragione, senza un logica accettabile. Se lo si fa per divertimento, vuol dire essere sadici. Ciò che fa tremare le vene e i polsi è che non sempre l’animale viene ucciso con un colpo solo e spesso muore in una orrenda agonia. Se lo si fa per armonizzare l’habitat non è questa la strada. Periodi di siccità si alternano a periodi di pioggia, c’è inquinamento  e tossicità ambientale….gli animali già per questo sono stressati e invece di andare alle cause profonde del problema si uccide per equilibrare, per sanare un eccesso. Equilibrare cosa? Uccidendo delle specie si disturbano anche quelle specie che non possono essere cacciate. E poi si aggrava l’inquinamento da piombo, non si rispetta la proprietà altrui, c’è possibilità di incidenti  anche mortali e l’Italia che era “il Giardino d’Europa “ diventa una palude di oltraggio, una fogna di cadaveri a cielo aperto. Ammazzare un uccellino vuol dire distruggere l’armonia di crescita e di sviluppo della famiglia di quell’uccellino, togliere la libertà con la morte.

Il cervello rettile

Nel mio ambulatorio ho un acquario “ finto ” con pesci colorati che si muovono a rotazione. E’ carino e i bambini lo guardano ammirati. E’ quasi ipnotico. Un bambino di 5 anni e mezzo l’altro giorno mi dice: dottore le posso chiedere una cosa? Dimmi (ho risposto). Perché ha quell’acquario falso?………… Ci sono  entrambi i genitori. Rispondo: ti piacerebbe essere prigioniero in una gabbia? E il bambino:  no! Bene, mi fa piacere, la tua risposta è giusta e questo è il motivo per cui non ho un acquario con pesci veri dentro. Non mi piace tenere prigioniero un pesciolino e toglierlo dal suo ambiente d’origine

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Secondo il neurologo Paul MacLean, il nostro cervello è costituito da tre componenti distinte, ognuna delle quali rappresenta un momento evolutivo ben preciso della specie umana. La prima componente ( più recente) è il cervello superiore (neo-cortex- neo pallium-mente analitica), la seconda è il cervello intermedio (paleopallium-sistema limbico- mente emozionale-affettiva), e infine il cervello primitivo, il più antico ( archipallium – cervello rettile-mente istintuale). Il cervello rettiliano fa funzionare la mente instintiva in maniera dominante e tiene basso il livello di coscienza. E’ fondamentale per la sopravvivenza.  Nel crepuscolo della ragione,   l’uomo rettiliano vede tutti gli altri esseri come nemici da combattere, da distruggere, da sottomettere,  prede per il suo divertimento  e gioco  per il suo tempo libero e il superamento della noia e della fatica di vivere. Il mondo contempoarneo e la sua cultura stanno cercando attraverso inquinamento ambientale, intossicazione chimica e fisica ed elettromagnetica e più la cultura dell’avere, del possesso, del potere, dell’immagine e del narcisimo sfrenato   di mettere fuori uso  sia il sentimento  (cervello – limbico: cooperazione empatica tra i vari gruppi sociali) che  la mente razionale- cervello della neo-cortex –  (comprensione profonda che l’altro  ha bisogno di rispetto e di tolleranza). Quando il cervello rettiliano è al potere queste sono le sue caratteristiche: lottare, competere, dominare, mangiare, accoppiarsi, cacciare.

Una passeggiata all’alba

Ogni tanto mi alzo presto sia per guardare le stelle del firmamento sia  per  ringraziare il cielo di vivere la gioia della vita sia anche per godere di alcuni canti degli uccellini. Una musica che arriva direttamente dalla natura e che ti fa ricordare Vivaldi, Bach, Mozart. Ti consiglio vivamente di fare una passeggiata all’alba, ogni tanto,  per godere di un contatto tra il finito e l’infinito. Ti ricordo alcuni versi del “Passero solitario” stupenda poesia di Giacomo Leopardi e quali uccelli potresti incontrare e sentire nella tua passeggiata di prima mattina.

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Un augurio

Io non sono contro i cacciatori. Sono contro la caccia perché ho uno spirito vegetariano (rispetto degli animali -non maltrattamento e violenza-  e non ucciderli nè per mangiarli nè per puro divertimento) anche se sono nato e vissuto con una dieta mediterranea moderata. Ricordo la riflessione di Leonardo da Vinci: “verrà il tempo in cui l’uomo non dovrà più uccidere per mangiare, ed anche l’uccisione di un solo animale sarà considerato un grave delitto.”

Angelo Vigliotti
Scritto da Angelo Vigliotti