Giovanni Spadolini nasce a Firenze, il  21 giugno 1925  e muore a Roma, il  4 agosto 1994.
Aveva tre anime – come lui diceva – giornalista, politico, storico. Come giornalista iniziò colla borando con ”Il  messaggero”, poi a solo 29 anni divenne direttore del “Resto del carlino” e in seguito, direttore del “Corriere della sera”. Come storico fu chiamato ad insegnare “scienze politiche “ all’Università di Firenze e l’ateneo fiorentino istituì appositamente per lui una cattedra in Storia contemporanea alla “Cesare Alfieri”. Fu autore di numerosi saggi sulla storia italiana tra Otto e Novecento, incentrati sui movimenti cattolici, radicali e repubblicani. Leader del Partito Repubblicano Italiano, è stato più volte ministro e, tra il 28 giugno 1981 e il 1º dicembre 1982, Presidente del Consiglio dei Ministri, il primo “laico” non democristiano nella storia dell’Italia repubblicana, uno dei pochi a diventarlo da senatore, nonché il primo e l’unico a provenire dal PRI. Fu inoltre, Presidente del Senato dal 1987 al 1994 e senatore a vita (nominato nel 1991 da Francesco Cossiga). Era soprattutto un intellettuale: fu dal 1956 (formalmente dal 1972) fino  alla morte direttore del periodo Nuova Antologia  e per 18 anni (dal 1976 alla scomparsa) presidente del consiglio di amministrazione dell’Università Bocconi di Milano; nel 1980 creò la “Fondazione Nuova Antologia” e nel 1990 fu nominato presidente dell’Istituto Italiano per gli Studi Storici, fondato da Benedetto Croce.

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Il padre: Guido Spadolini

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Gli scolopi

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La Fondazione Spadolini – Nuova Antologia, costituita da Giovanni Spadolini nel 1980, con decreto del presidente della Repubblica Sandro Pertini, ha sede a Firenze, sulla collina di Pian dei Giullari: per statuto essa mette a servizio degli studiosi l’ingente patrimonio culturale e la biblioteca che lo statista le ha lasciato al momento della scomparsa, nel 1994. L a biblioteca della Fondazione Spadolini Nuova Antologia si compone di circa 100.000 volumi di storia, politica, cultura dall’illuminismo all’età contemporanea. Essi sono dislocati in tre sedi distinte, secondo le disposizioni del suo fondatore, Giovanni Spadolini, ma inseriti in un unico catalogo. La Fondazione possiede alcuni dipinti antichi tra cui si annoverano un’Annunciazione del XV secolo (tempera su tavola), un’icona russa del XVIII e un ritratto di Voltaire del 1770. La maggior parte delle opere risale però ai secoli XIX e XX.
I quadri ottocenteschi, circa una quarantina di pezzi, sono perlopiù di soggetto risorgimentale; accanto ai vari ritratti di personaggi come Garibaldi, Mazzini e Cavour, figurano belle scene di battaglia, come ad esempio quella di San Martino eseguita da Carlo Ademollo e vari avvenimenti o eventi collegati sempre alle vicende risorgimentali.
Sempre nello stesso ambito rientrano i dipinti del fondo Zannetti (Il medico Zannetti che cura un soldato ferito del 1848 di Giuseppe Moricci e un pregevole ritratto dello stesso medico di artista ignoto), un fondo appartenuto al dottore fiorentino che operò al piede Garibaldi ferito sull’Aspromonte, in cui figurano oltre ai citati dipinti anche una nutrita raccolta di manoscritti e alcuni suoi oggetti personali (strumenti di lavoro, onorificenze e fotografie). Ancora del XIX secolo sono i due disegni su carta azzurra di Gioacchino Toma e il ritratto caricaturale di Silvestro Lega eseguito da Adriano Cecioni; di Giovanni Fattori sono il piccolo ma delizioso disegno Due bovi e un contadino, tre paesaggi all’acquaforte e una piccola marina a olio su tavolettaa lui attribuita ( fonte: Fondazione Spadolini – Nuova antologia)

Angelo Vigliotti
Scritto da Angelo Vigliotti