Il glaucoma infantile congenito

da: www.doctor.33.it

( Lucchesini Elisabetta)

l Glaucoma congenito infantile è molto raro: ha una prevalenza di 1/10.000 ed è responsabile dello 0,01–0,04% dei casi di cecità totale. La causa è una malformazione che rende difficoltoso il deflusso dell’umor acqueo interno al bulbo oculare, con relativo aumento della pressione intraoculare e progressiva conseguente atrofia del nervo ottico. Nei primi 18 mesi di vita, quando il tessuto collageno corneale e della sclera risulta ancora elastico, una pressione intraoculare elevata può deformare la cornea, distendere la sclera e determinare un aumento complessivo delle dimensioni oculari (megalocornea). 

Proprio la presenza di megalocornea, seguita da aumentata lacrimazione, fotofobia che spesso spinge i piccoli pazienti a nascondere il viso nei cuscini per evitare i raggi luminosi, frequenti ammiccamenti e lo stropiccio delle palpebre, devono far sospettare il glaucoma congenito.

La diagnosi
Per confermare l’eventuale glaucoma infantile ci si deve rivolgere a strutture specialistiche che mediante particolari esami strumentali possono verificare la presenza della patologia. Data l’insorgenza precocissima, le indagini diagnostiche devono quasi sempre svolgersi in anestesia generale, perché altrimenti è impossibile visitare i bulbi oculari e nervo ottico del neonato. Se la diagnosi è tempestiva è possibile intervenire prima che il nervo ottico sia danneggiato in modo irreversibile. In alcuni casi è sufficiente un intervento farmacologico, ma molto spesso è l’intervento chirurgico ad essere risolutivo. 

Il gene sotto osservazione
Il gene responsabile CYP1B1 si trova sul cromosoma 2 ed è stato identificato nel 1995: la patologia ad esso associata viene trasmessa in forma autosomica recessiva, cioè si manifesta solo se il bambino ha ereditato la mutazione genetica da entrambi i genitori, e appare comunque come una forma isolata e non familiare. In particolare sembra che il gene sia coinvolto nel metabolismo di sostanze (probabilmente steroidi) attive nella differenziazione e crescita dell’occhio, nella regolazione della trasparenza corneale e della secrezione dell’umor acqueo, il che spiegherebbe l’offuscamento della cornea e l’aumento della pressione intraoculare: i due maggiori criteri diagnostici per il glaucoma infantile.
Grazie alla collaborazione dei clinici della Società Oftalmologica Italiana e della Società Italiana di Oculisti Pediatri è stato avviato nel 2003, presso il laboratorio di Genetica Medica dell’Ospedale di Niguarda a Milano, uno studio su piccoli pazienti. Ad oggi la casistica raccolta conta più di 130 neonati, per la maggior parte afferenti alla Struttura di Oculistica Pediatrica dell’Ospedale Riguarda, sui quali è stata eseguita diagnosimolecolare mediante sequenziamento del DNA. Nel 39% dei soggetti affetti, con manifestazione del glaucoma quasi sempre fin dai primi mesi di vita, si è individuato il difetto genetico ereditato dai genitori, in alcuni casi ciò ha permesso di eseguire anche una diagnosi prenatale, o di smascherare la presenza nei familiari di forme più lievi non clinicamente diagnosticate.

 


Considerazioni generali sul glaucoma

(Dott. Andrea Valli – oculista)
da: www.xagena.it
Il glaucoma infantile è una condizione rara. Si presenta nel 25% dei casi fin dalla nascita; l’insorgenza della sintomatologia prima di un anno di età occorre in piú del 80% dei casi. L’affezione può essere unilaterale o bilaterale. La triade classica dei sintomi comprende: epifora (lacrimazione eccessiva), fotofobia (sensibilità alla luce) e blefarospasmo (battito palpebrale frequente). Benché l’eccessiva lacrimazione in un neonato sia solitamente causata da ostruzione del dotto naso-lacrimale, la lacrimazione associata a fotofobia e blefarospasmo necessita di attenta valutazione. Fra i segni riscontrabili all’esame si annoverano: offuscamento corneale secondario ad edema, aumentata pressione intraoculare ed escavazione della papilla del nervo ottico. Con il progredire dell’affezione il diametro corneale aumenta (buftalmo) e la sclera assume una colorazione bluastra.

La terapia consiste quando possibile con trattamenti farmacologici, ma spesso il trattamento consigliato è di tipo chirurgico. I pazienti andranno periodicamente sottoposti a controlli pressione endobulbare e quando possibile ad un campo visivo.
approfondimenti
da: www.web.unife.it ( gruppo IMER: regione Emilia Romagna)

IL GLAUCOMA CONGENITO PRIMARIO

DEFINIZIONE

Il glaucoma è una patologia oftalmologica caratterizzata da una neuropatia ottica a decorso acuto, subacuto , o cronico-progressivo che esita nella perdita di cellule ganglionari retiniche e nella conseguente atrofizzazione del nervo ottico.

In rapporto all’età di esordio delle manifestazioni cliniche è possibile distinguere un glaucoma infantile ( definito anche “congenito ” o “malformativo”), un glaucoma dell’adolescente ed un glaucoma dell’adulto.

EMBRIOGENESI

Il substrato patogenetico comune di tutti i glaucomi congeniti è rappresentato da una alterazione della trabeculogenesi (trabeculodisgenesi) , il processo embriogenetico che conduce alla genesi del trabecolato sclero-corneale , la struttura anatomo-funzionale a livello della quale si effettua il deflusso dell’umore acqueo. La vescicola lenticolare ( il cristallino embrionale) nasce da una invaginazione della superficie ectodermica dalla quale si separa completamente in prossimità della VI settimana gestazionale , quando il calice ottico (la retina embrionale) di origine neuroectodermica raggiunge la periferia della vescicola: una massa triangolare di cellule derivate dallacresta neurale si distaccano dal calice ottico per raggiungere l’ectoderma dell’epitelio corneale dando origine a stroma ed endotelio corneale, trabecolato, stroma irideo.

Tripathy (1) ha mostrato che le cellule del trabecolato contengono enolasi neuro-specifiche rivelandone l’origine embriologica dalla cresta neurale.

Dal momento che la trabeculodisgenesi costituisce una alterazione delle fasi di migrazione, cavitazione, ed atrofizzazione della massa cellulare originante dalla cresta neurale nell’ambito del processo morfogenetico della camera anteriore dell’occhio il glaucoma congenito può essere definito sotto il profilo embriopatogenetico una neurocrestopatia focale .

PATOGENESI

Nell’occhio affetto da glaucoma congenito l’umore acqueo normalmente prodotto dall’epitelio del corpo ciliare attraversa il forame pupillare ma incontra elevate resistenze idrodinamiche a livello dell’angolo camerulare nell’attraversare le maglie di un trabecolato sclerocorneale malformato e collassato , il che si traduce in un incremento della pressione intraoculare ; nei primi 18 mesi di vita, quando il collageno corneale e sclerale risulta ancora elastico, una pressione intraoculare elevata può deformare la cornea , distendere la sclera e determinare un aumento complessivo delle dimensioni oculari .

ASPETTI CLINICI

All’esame clinico la cornea appare ingrandita (megalocornea) con un diametro di 14-15 mm invece dei normali 10-11 mm (2); il diametro corneale dei prematuri risulta essere circa 8 mm (3). La membrana del Descemet , la base su cui poggiano le cellule dell’endotelio corneale , viene spesso lacerata dalla spinta pressoria per cui diventano visibili strie multiple (strie di Haab) orientate in senso orizzontale o curvilineo, concentriche al limbus corneale. L’ipertono oculare induce una miopia di tipo assile: il glaucoma congenito viene denominato anche buftalmo (occhio di bue, “ox eye”), termine che indica la coesistenza di miopia assile e di megalocornea , cioè un incremento complessivo di tutti i diametri oculari.

In tutti i neonati con megalocornea che rivelano irritabilità e fotofobiabisogna sospettare un glaucoma congenito ed indirizzare i genitori verso una diagnosi specialistica che consentirà , per mezzo di una gonioscopial’osservazione del trabecolato malformato (membrana di Barkan) , per mezzo di una tonometria sotto narcosi la rilevazione dell’ipertensione oculare (ipertono), per mezzo di una fundoscopia l’accertamento del danno anatomico a livello della testa del nervo ottico (escavazione papillare), per mezzo di un esame biomicroscopico della cornea l’individuazione del danno alla membrana del Descemet (strie di Haab).

CLASSIFICAZIONE

Nel glaucoma congenito primario (GCP idiopatico) l’unica alterazione patologica presente nell’individuo è rappresentato dalla trabeculodisgenesi. Nel glaucoma congenito secondario (GCS) la condizione patologica glaucomatosa si iscrive nel contesto di quadri clinici più complessi:

  1. GCS post-traumatico

  2. GCS associato a neoplasie intraoculari ( retinoblastoma)

  3. GCS associato a sindromi angolari con interessamento sistemico ( neurofibromatosi, sindrome di Sturge-Weber)

  4. GCS associati a sindromi angolari focali da alterazione del clivaggio anteriore (Aniridia, sindrome di Axenfeld-Rieger, anomalia di Peter).

Si definisce “sindrome angolare” una sindrome oculare in cui il difetto embriogenetico non coinvolge esclusivamente la trabeculogenesi (GCP) ma si estende anche all’iride, all’endotelio corneale ed all’intero angolo camerulare (iridogoniodisgenesi).

DATI EPIDEMIOLOGICI IN EMILIA-ROMAGNA

Dal 1978 al 1994 i casi di glaucoma congeniti registrati dall’IMER risultano pari a 26 (fig.1), con una netta prevalenza di glaucoma congenito primario [81%(fig.2)]. In Emilia-Romagna la prevalenza alla nascita risulta pari a0.75/10.000; negli altri registri italiani tale valore è compreso tra 0,13 (Firenze) e 0,43 (Umbria) per 10.000) (4) . La prevalenza media alla nascita registrata nelle casistiche internazionali risulta essere di 1/10.000 circa (5).

FIG.1

FIG.2

Sono stati registrati (fig.2) 14 casi di GCP isolato , 1 caso di GCP associato a S.di Klinefelter, 1 caso di GCP associato a S. di Noonan, 5 casi di GCP associato a sindromi polimalformative (S.Veil-Marchesani, Artrogriposi, Difetto interventricolare, Macrocefalia con microrinia, Micrognazia con naso adunco e clinodattilia).

Sono stati registrati 3 casi di sindrome di Axenfeld-Rieger e due casi di Aniridia (GCS:sindromi angolari focali).

Nei glaucomi congeniti primari si riscontra familiarità positiva nel 14% dei casi (3/21) e insorgenza sporadica nel residuo 86% di casi [le casistiche Europee riportano 7 casi sporadici su 8 (87.5%)]. L’interessamento è bilaterale nel 96% dei casi.

Due casi dei tre di S. di Axenfeld-Rieger presentano associazione con DIA (difetto interatriale).

ASPETTI GENETICI

Il glaucoma congenito primario (GCP) è una oftalmopatia su base genetica che risulta responsabile dello 0.01-0.04% dei casi di cecità totale (6). E’ stata ipotizzata una modalità di trasmissione autosomico recessiva con penetranza variabile (7), sebbene studi più recenti abbiano rilevato nella maggior parte dei casi un modello di ereditarietà poligenico e multifattoriale (8,9).

Allorquando il GCP si è manifestato nei gemelli monozigoti sono sempre stati affetti tutti i gemelli (10): è da segnalare però un caso in cui, pur sussistendo la gemellarità monozigotica, l’altro gemello è risultato indenne da patologia , rivelando nella fattispecie la presenza di elementi condizionati ambientali (11). Anomalie cromosomiche sono state frequentemente riportate associate al glaucoma congenito sebbene solo raramente si accompagnino alla classica sindrome del glaucoma congenito primario [trisomia 2q, monosomia 9p (12)]: qualora sussistano anomalie morfostrutturali cromosomiche evidenziabili con l’analisi citogenetica (es. inversione pericentrica del chr.11) il fenotipo clinico è quasi sempre caratterizzato da dismorfismi ed alterazioni patologiche multisistemiche (Schinzel, 1994).

I casi a trasmissione autosomico recessiva rivelano un fenotipo clinico di maggiore gravità che assume le seguenti caratteristiche( Genkik, 1989):

  1. età di esordio più precoce ( entro il I anno di vita)

  2. elevati livelli di pressione intraoculare (PIO>35 mmHg)

  3. decorso clinico aggressivo e rapidamente progressivo (forme refrattarie allla terapia chirurgica).

E’ evidente come anche nel glaucoma congenito primario sia presente eterogeneità genica, purtuttavia studi di linkage hanno circoscritto un locus specifico (GLC3A) sul braccio corto del cromosoma 2 (regione 2p21). Sarfarazi (6) ha riscontrato tale associazione nel 70 % della sua casistica (Connecticut,USA) . Analisi di linkage multiplo con 14 markers del braccio corto del cromosoma 2 hanno consentito di costruire la seguente mappa in direzione telomero-centromero:

TEL-D2S405-D2S367-(D2S1788-D2S1325)-[(GL3A++++, D2S177)/(D2S1346/D2S1348)]- D2S1356-D2S119-D2S1761-D2S1248-D2S1352-D2S406-D2S441-CEN

Dei sette geni che mappano alla regione 2p21 , CAD, CALM2, LHGCR, risultano centromerici rispetto a D2S119 e devono essere esclusi come geni candidati per il locus GLC3A : gli altri 4 geni [PRKR (P68 chinasi inducibile dall’interferone), TIK (serina-treonina chinasi), SOS1 (gene omologo della drosophila) , SPTBN1 ( forma extraeritrocitaria della beta spettrina)] non possono essere esclusi come geni candidati a costituire il substrato del fenotipo clinico del GLCP.

Per la sintenia esistente tra la regione 2p21 ed il chr. murino 11 (SPTBN1) ed il chr. murino 17 (TIK e SOS1) il locus omologo al GLC3A umano dovrebbe essere localizzato e ricercato sui chr.11 e 17 del topo.

Counselling genetico

I casi sporadici rappresentano più dell’ 85% nelle casistiche europee.

Il rischio di avere un altro figlio affetto dopo il primo è valutabile empiricamente intorno al 10% : dopo due figli affetti la trasmissione si considera autosomico-recessiva ed il rischio si eleva al 25%.

Considerando che nella popolazione di riferimento sone presenti quote variabili di casi con trasmissione A.R. e poligenica multifattoriale si può considerare un rischio generico empirico del 5% per i figli di individui affetti (13).

Bibliografia

  1. Tripathi, BJ, Tripathi RC (1989). Neural crest origin of human trabecular meshwork and its implication for the pathogenesis of glaucoma . Am J Ophthalmol 107:583.

  2. Kiskis AA, Markowitz SN, Morin JD (1985). Corneal diameter and axial lenght in congenital glaucoma. Can J Ophthalmol 20:93, 1985.

  3. Musarella Ma, Morin JD (1985). Anterior segment and intraocular pressure measurements of the unanesthetized premature infant. Metab Pediatr Syst Ophthalmol 8:53.

  4. Clementi M et al. in: Gene regulation and fetal dvelopment. March of Dimes 30,1, 1996

  5. 5)Buyse ML (1990). Birth Defects Encyclopedia, p.783-784.

  6. Sarfarazi M, Akarsu AN, Hossain A, Turacli ME, Aktan SG, Barsoum-Homsy M, Chevrette L, Sayli BS (Nov 1995). Assignment of a locus (GLC3A) for primary congenital glaucoma (Buphthalmos) to 2p21 and evidence for genetic heterogeneity.

  7. Shaffer RN, Weiss DI (1970): Congenital and Pediatric Glaucomas. CV Mosby St Louis, p.37.

  8. Merin S, Morin D (1972). Heredity of congenital glaucoma . Br J Ophthalmol 56:414.

  9. Demenais F, Elston RC, Bonaiti C et al. (1981). Segregation analysis of congenital glaucoma. Approach by two different models. Am J Hum Genet 33:300.

  10. Rasmussen DH, Ellis PP (1970). Congenital glaucoma in identical twins . Arch Ophthalmol 84:827.

  11. Fried K, Sachs R, Krakowskyd (1977). Congenital glaucoma in only one of identical twins. Ophthalmologica 174:185.

  12. Katsushima H, Kii T, Soma K (1987). Primary congenital glaucoma in a patient with trisomy 2q (q33—qter) e monosomia 9p (p24—pter). Arch Ophthalmol 105:323.

  13. Harper PS (1988). Practical Genetic Counselling Btterworth & CO. Publishers Ldt.

 Ulteriore approfondimento
da: www.pervederefattivedere.it

COSA E’ IL GLAUCOMA



Con il termine “glaucoma” viene identificato un gruppo di malattie oculari che gradualmente portano alla perdita della vista a causa del danno irreversibile al nervo ottico, il nervo che trasmette le immagini al cervello. 

Di solito il glaucoma colpisce entrambi gli occhi e non è accompagnato da sintomi quindi, se non viene diagnosticato e trattato in tempo conduce, silenziosamente cioè senza che chi ne è affetto se ne accorga, alla perdita della vista. Per questo il glaucoma è spesso chiamato “ladro silenzioso della vista”.

 



LE CAUSE



Spesso il glaucoma è accompagnato da un aumento della pressione interna dell’occhio (PIO) che è la causa principale di danneggiamento del nervo ottico. La PIO serve a dare consistenza e forma all’occhio e, normalmente, varia da 8 a 21 mmHg (millimetri di mercurio). Se la pressione diviene troppo alta danneggia le delicatissime fibre del nervo ottico. 

 


LA SUA DIFFUSIONE



Il glaucoma è una delle principali cause di cecità nel mondo. Si stima vi siano circa 6 milioni di ciechi nel mondo colpiti dal glaucoma. Vi sono certamente milioni di soggetti con quadri meno gravi della malattia anche se comunque invalidanti. Con questa grave patologia oculare convivono attualmente oltre 550.000 italiani. Si prevede un incremento del 33% della prevalenza di questa malattia a causa del progressivo invecchiamento della popolazione. 




I FATTORI DI RISCHIO



Il glaucoma è definito “il ladro silenzioso della vista” poiché anche quando la pressione oculare sale e distrugge il nervo ottico non ci sono sintomi ed il paziente continua a vedere bene. La diagnosi precoce del glaucoma è estremamente importante in quanto questa malattia può essere trattata con maggiore successo quando diagnosticata precocemente. Pertanto è molto importante conoscere i fattori di rischio per il glaucoma e sottoporsi periodicamente ad una visita dal medico oculista. 

I principali fattori di rischio sono:

  • età superiore a 45 anni

  • familiarità, soprattutto di primo grado, con soggetti glaucomatosi

  • razza nera

  • diabete

  • miopia elevata

  • episodi di aumento della pressione oculare

  • storia di traumi oculari

  • uso di cortisone

  • spessore corneale centrale inferiore a 555 µm

Il glaucoma è molto più diffuso tra gli anziani. Se si è over 60 si è sei volte più a rischio di ammalarsi. Se si ha il diabete o una pressione sanguigna elevata, il rischio aumenta. Così come aumenta se si deve fare uso di cortisone in qualsiasi forma (per bocca, per iniezione, per spray nasale, per collirio).

Una ferita o un trauma all’occhio può determinare la comparsa di glaucoma anche molto tempo dopo l’incidente.


In base a questi elementi è possibile proporre in modo estremamente semplificato in tabella 1 una periodicità dei controlli per soggetti che non hanno la malattia glaucomatosa. Se in occasione di un controllo viene diagnosticato il glaucoma, la periodicità del controllo successivo sarà stabilita dal Medico Oculista. 

Età

5 anni

4 anni

4 anni

2 anni

1 anno

6 mesi

20 – 29

neri

familiarità

ipermetropia

 

più miopia

 

più diabete o cortisone

 

30 – 39

 

neri

familiarità

ipermetropia

 

più miopia

più diabete o cortisone

 

40 – 49

 

tutti

 

più miopia

più diabete o cortisone

 

50 – 59

 

 

tutti

più miopia

più diabete o cortisone

 

60 – 65

 

 

 

tutti

più miopia, diabete o cortisone

 

> 65

 

 

 

 

tutti

più miopia, diabete o cortisone

Schema estremamente semplificato di periodicità consigliata delle visite mediche oculistiche di controllo in relazione all’età

I VARI TIPI DI GLAUCOMA



Sotto il termine glaucoma vengono raccolte diverse malattie oculari. 
La prima e più importante distinzione deve essere fatta tra le forme di glaucoma ad angolo aperto e le forme di glaucoma ad angolo chiuso. 

I glaucomi ad angolo aperto sono glaucomi cronici, mentre i glaucomi ad angolo chiuso sono glaucomi acuti

 


LA DIAGNOSI



Il glaucoma, almeno nello stadio più precoce, non da sintomi e quando il nervo ottico è stato danneggiato non è possibile curarlo. Per preservare la visione, quindi, si deve diagnosticare la patologia ad uno stadio precoce. 

La diagnosi è pertanto il primo passo per preservare la propria visione.

La diagnosi di glaucoma è una diagnosi complessa che può essere fatta solo da un medico oculista e che richiede numerose indagini. 

Gli esami principali necessari per giungere alla diagnosi di glaucoma sono:

Vi sono poi altre indagini più sofisticate – HRT ed OCT – che servono ad analizzare le fibre nervose della retina ed il nervo ottico e che possono essere eseguite a giudizio del Medico Oculista. La loro utilità consiste nel permettere di giungere ad una diagnosi precoce della malattia e di monitorare con elevata accuratezza lo stato della papilla ottica e delle fibre nervose retiniche nel corso del follow-up.

 


IL TRATTAMENTO E LE TERAPIE



Il trattamento del glaucoma si basa essenzialmente sulla riduzione della pressione interna dell’occhio fino ad ottenere la cosiddetta pressione bersaglio. Nessun trattamento certamente valido è stato sino ad oggi individuato per prevenire la progressione dei danni al nervo ottico, anche con una pressione oculare perfetta è possibile assistere all’ evoluzione della malattia.

La riduzione della pressione interna dell’occhio può essere ottenuta con i farmaci, con il laser o con la chirurgia. 

 

FARMACI: esistono oggi diverse categorie di farmaci che da soli o in combinazione tra loro sono in grado di controllare efficacemente la pressione oculare. Anche se si tratta di colliri, come per tutte le terapie farmacologiche esistono effetti collaterali sia a livello dell’occhio stesso che a livello sistemico.

Le principali categorie di farmaci per abbassare la pressione interna dell’occhio sono:

ALTRI FARMACI

Esistono terapie di supporto senza effetti sulla PIO che, seppure non ancora validate da adeguati studi clinici controllati, hanno comunque un’attività farmacologica sperimentalmente comprovata. Questi farmaci potrebbero essere utili nel proteggere direttamente le cellule nervose che si perdono nel corso della malattia glaucoma e sono:

LASER

I laser utilizzati nel glaucoma sono tre:

CHIRURGIA

Ancora oggi si ricorre alla chirurgia del glaucoma quando la terapia con i farmaci o il trattamento laser non sono più in grado di garantire una pressione oculare ottimale. Il motivo principale per cui la chirurgia non viene presa in considerazione come primo approccio terapeutico è rappresentato dal fatto che almeno il 75% dei soggetti con glaucoma non arriverà mai ad aver bisogno di un trattamento chirurgico e che dopo cinque anni dall’intervento, in media esso perde la sua efficacia in circa il 40% dei casi.

L’obiettivo della chirurgia del glaucoma è quello di creare una via di scarico dell’umore acqueo alternativa a quella naturale. Questo risultato può essere raggiunto sia con interventi perforanti sia con interventi non perforanti. 

Gli interventi perforanti prevedono l’apertura dell’occhio e possono essere accompagnati da più gravi complicazioni intraoperatorie e postoperatorie.

Esistono numerosissime tecniche chirurgiche con molteplici varianti che possono essere valide in base all’esperienza del chirurgo. Tutte le tecniche chirurgiche si sono dovute confrontare soprattutto con la durata nel tempo del loro funzionamento; per migliorare questo aspetto oggi si utilizzano, sia durante l’intervento che nei mesi successivi, delle sostanze che rallentano i processi di cicatrizzazione denominate antimetaboliti. Nelle forme più gravi di glaucoma che non hanno ottenuto benefici con le altre terapie possono essere utilizzati i cosiddetti impianti drenanti cioè impianti progettati per far uscire l’umore acqueo da dentro l’occhio. 

LA PREVENZIONE

Molti pazienti con glaucoma si rivolgono al proprio Medico Oculista chiedendo consigli su come preservare la visione: la prima risposta potrebbe essere di scendere dall’auto e di camminare a piedi.

L’esercizio aerobico riduce la pressione oculare (IOP) proteggendo le cellule retiniche e migliorando la perfusione sanguigna del nervo ottico.

Non si deve fare un grande sforzo o affaticarsi a lungo, bastano in realtà 20 minuti di camminata per almeno quattro volte alla settimana. Tra l’altro l’esercizio fisico regolare porta anche altri benefici, migliora la pressione del sangue, la funzione cardiaca e tiene sotto controllo il peso.

Recentemente è stata fatto l’ipotesi, suffragata da numerosi dati di laboratorio e sperimentali, che l’azione dei raggi Ultra Violetti sia il “detonatore” che dà l’avvio alla serie di processi degenerativi del nervo ottico. Quindi è necessario proteggere gli occhi con lenti contro le radiazioni luminose più pericolose, come i raggi UV e la luce blu. Gli occhiali da sole devono riportare le caratteristiche di assorbimento delle lenti che dovrebbero bloccare tutti i raggi UV. Se si devono utilizzare occhiali da vista, le lenti più adatte sono le lenti con pigmenti fotocromatici, che sono in grado di modulare l’assorbimento della luce – sia naturale sia artificiale – in relazione alla sua intensità. 

Molti medici consigliano ai propri pazienti di prendere integratori alimentari antiossidanti, mentre altri ritengono non sia necessario e che basti seguire una dieta sana. E’ opportuno discuterne con il proprio Medico Oculista che potrà orientare la scelta di eventuali integratori in base al quadro clinico del paziente ed alla evidenza di efficacia dei vari prodotti. 

La miglior prevenzione in ogni caso è seguire una sana alimentazione. 

Ecco di seguito una lista di alimenti con elevate quantità di antiossidanti. 

Vitamina C

Agrumi, pomodori, peperoni, cavoli, broccoli, cavolini di Bruxelles, meloni, cavolfiori.

Vitamina E

Oli vegetali (l’olio di germe di grano ne è particolarmente ricco), grano e altre granaglie, verdura a foglia verde, tuorlo d’uovo, latte, burro, carne, noci, frutti di mare, avocado.

Vitamina A

Fegato, tuorli d’uovo, latte intero, carote, patate dolci, cavoli verdi, cime di rapa, pompelmo rosa, broccoli, meloni, albicocche, barbabietole, papaia, peperoni rossi, formaggio tipo cheddar

Zinco

Carne magra, frutti di mare, uova, verdura a foglie verdi, soia, arachidi, crusca integrale, cereali integrali, formaggio, ostriche.

Luteina e Zeaxantina

Cavoli verdi, spinaci, prezzemolo fresco, sedano, broccoli, lattuga, piselli verdi, zucca, cavolini di Bruxelles, grano, fagiolini, peperoni verdi, olive verdi, cetrioli

Cromo

Panna, latte intero, uova, melassa, zucchero di canna, carne rossa, grano integrale. nti drenanti cioè impianti progettati per far uscire l’umore acqueo da dentro l’occhio. 

VIVERE CON IL GLAUCOMA

Avere il glaucoma non significa limitare la propria vita. Basta seguire qualche semplice accorgimento e modificare lievemente la propria routine.

Se la diagnosi è stata precoce e la malattia è in fase iniziale si può tenere sotto controllo la sua evoluzione e continuare a vivere in modo soddisfacente, facendosi visitare con regolarità dal proprio Medico Oculista di fiducia. 

Se ad esempio si devono assumere dei medicinali, ci si può organizzare e prenderli durante le normali attività, ai pasti o prima di coricarsi, in modo da far diventare i medicinali parte integrante della quotidianità. 

Oltre alla salute fisica si deve altresì tener conto degli aspetti emozionali e psicologici. E’ molto importante condividere le proprie ansie con qualcuno, un familiare, gli amici, o meglio parlare con altri pazienti con glaucoma. Condividere le emozioni e i sentimenti con altri malati affetti da una patologia cronica può essere di grande sollievo. Non si deve mai perdere la speranza che molto presto la ricerca scientifica possa trovare nuove terapie, o meglio, una cura risolutiva. 

Chi è affetto dal glaucoma può continuare a vivere una vita normale, sebbene alcune attività, quali la guida o la pratica di alcuni sport potrebbero risultare difficoltose, infatti la perdita di sensibilità al contrasto, problemi di abbagliamento, sensibilità alla luce sono alcuni possibili effetti del glaucoma che potrebbero interferire con alcune attività. 

Basta adattarsi e organizzarsi in modo da, ad esempio, guidare di giorno, se si incontrano difficoltà a guidare al buio. 

Gli occhiali da sole o con lenti sfumate possono aiutare nei casi di abbagliamento e in particolare se si scelgono lenti gialle, ambrate o marroni, si ha una notevole riduzione del fenomeno. 

Il glaucoma e la stagione estiva

L’estate è tempo di viaggi, caldo e attività all’aria aperta e per chi è affetto da glaucoma può essere una stagione che presenta alcune difficoltà. 

Glaucoma e viaggi aerei
Il generale i viaggi aerei non hanno effetti sulla pressione dell’occhio (PIO) soprattutto se la cabina ha una pressione interna ben regolata durante le fasi critiche del decollo e dell’atterraggio. I pazienti che hanno subito da meno di un mese un intervento chirurgico agli occhi dovrebbero consultare il Medico Oculista prima di effettuare un volo. 

Durante i lunghi viaggi aerei è comunque consigliabile dotarsi di lacrime artificiali, poiché l’aria nella cabina spesso diventa secca. Si consiglia di portare con sé a bordo tutte le medicine necessarie, in modo da evitare il rischio di non averle a disposizione se messe nel bagaglio, che può subire ritardi nella consegna, perdita ecc. Infine, si deve prestare attenzione alla chiusura dei contenitori dei farmaci in modo da evitare fuoriuscite. 

La conservazione dei farmaci
Le aziende farmaceutiche raccomandano di conservare i farmaci a una temperatura tra i 15 e 29 gradi centigradi. Il foglietto di istruzioni allegato a ogni farmaco fornisce tutte le informazioni sulla conservazione del prodotto e sulle temperature. Si raccomanda di leggere sempre attentamente il foglietto illustrativo e di seguire scrupolosamente le istruzioni per la conservazione del farmaco. 

Il glaucoma e le allergie
I decongestionanti o vasocostrittori sono contenuti in molti farmaci per le allergie ed anche in molti prodotti acquistabili senza ricetta. Questi prodotti hanno come effetto collaterale la dilatazione della pupilla. Nei soggetti predisposti la dilatazione della pupilla può causare un attacco di glaucoma acuto. 

In caso di sintomi irritativi agli occhi come bruciore, lacrimazione, prurito, arrossamento e secrezione è consigliabile consultare il Medico Oculista, soprattutto se si è stati sottoposti ad un intervento agli occhi. 

Il glaucoma e la guida

Il glaucoma può causare diversi problemi di visione, come ad esempio la perdita della sensibilità al contrasto, fenomeni di abbagliamento, sensibilità alla luce. I farmaci miotici possono contribuire ad aggravare questi problemi. 

E’ necessario proteggere gli occhi dalla luce sia naturale che artificiale. Una soluzione molto valida e comoda è rappresentata dalle lenti fotocromatiche.

Nelle forme più evolute della malattia può essere opportuno smettere di guidare, in particolare se si notano i seguenti fenomeni:

  • Perdita della visione laterale. Questo problema potrebbe rendere difficile vedere e reagire in tempo per evitare ostacoli sulla strada, come ad esempio altri veicoli o pedoni che arrivano dai lati.

  • Adattamento alla luce. Gli occhi impiegano diverso tempo ad abituarsi alla luce solare forte o ai bagliori dei fanali durante la notte.

  • Visione offuscata. Può divenire difficoltoso distinguere bene le immagini e vedere il movimento, come le auto che passano o qualche pedone che attraversa la strada.

  • Incidenti o quasi. Anche chi guida e ha una vista perfetta può fare incidenti. Ma se sei coinvolto in incidenti di cui sei responsabile perché non hai visto degli ostacoli sulla strada o li hai evitati per un caso allora forse è il caso di valutare la propria capacità visiva

Se hai dei dubbi puoi chiedere a un familiare o a un amico di salire in macchina con te e valutare insieme la tua capacità di guida sicura.

Il glaucoma infantile

Il glaucoma infantile, noto anche come glaucoma congenito o pediatrico, colpisce i neonati e i bambini. Viene diagnosticato in genere nei primi 5 anni di vita.

I sintomi del glaucoma infantile sono, occhi molto grandi, eccessiva lacrimazione, e fastidio alla luce. 

Come si tratta
Il trattamento del glaucoma infantile si basa essenzialmente sulla chirurgia eventualmente supportata dal laser e dai farmaci. Nel glaucoma infantile ancor più che nell’adulto è fondamentale la diagnosi precoce ed il trattamento tempestivo per impedire l’insorgenza di gravi menomazioni visive. 

Il glaucoma e l’alimentazione

Alcuni studi hanno evidenziato che l’assunzione di ingenti quantità di caffeina in un breve periodo di tempo possa aumentare la PIO per almeno due o tre ore. Si consiglia perciò ai pazienti con glaucoma di assumere caffeina in quantità non eccessive e dilazionata nel tempo.

Altri studi hanno evidenziato che anche l’assunzione in un breve periodo di tempo di oltre mezzo litro di acqua può determinare nei soggetti predisposti al glaucoma un significativo aumento della PIO. Poiché molte diete prevedono l’assunzione di almeno 8 bicchieri di acqua al giorno si consiglia ai pazienti con glaucoma di assumere acqua in piccole dosi, distribuite nel tempo 

Omeopatia e il glaucoma

Non esistono rimedi omeopatici contro il glaucoma e si consiglia vivamente di non seguire trattamenti omeopatici al posto di quelli della medicina basata sull’evidenza se si è affetti da glaucoma. 

L’esercizio fisico e il glaucoma.

E’ provato che l’esercizio fisico regolare riduca la pressione oculare e abbia un impatto positivo sugli altri fattori di rischio del glaucoma come il diabete e l’elevata pressione sanguigna. 

Yoga e Glaucoma

Non sono ancora stati studiati a fondo gli effetti dell’ assunzione per lunghi periodi di posizioni a testa in giù o capovolte sul nervo ottico ma poiché si sospetta comportino un possibile aumento della PIO i pazienti con glaucoma dovrebbero evitare.

Si consiglia di parlarne con il proprio Medico Oculista. 

Gravidanza e glaucoma

Durante la gravidanza la pressione oculare tende a diminuire grazie ai mutamenti ormonali. Questo è un fattore positivo per le pazienti con il glaucoma. Se si ha il glaucoma e si è diabetica si deve tener conto della necessità di gestire con il proprio medico la situazione per affrontare con serenità la gravidanza. 

Purtroppo però non ci sono molti dati relativi all’impatto dei farmaci per la terapia del glaucoma sul feto. Si consiglia di discuterne con il proprio medico oculista che potrà eventualmente modificare il farmaco qualora non fosse raccomandato durante la gravidanza. Inoltre si deve tener presente che i farmaci potrebbero causare ulteriori problemi durante la fase dell’allattamento. E’ comunque preferibile sospendere (quando e’ possibile) ogni trattamento farmacologico durante i primi 3 mesi di gravidanza, e cercare di evitare l’utilizzo di derivati delle prostaglandine, che hanno un’effettiva controindicazione in gravidanza, a causa della possibile azione a livello uterino. 

I farmaci per il glaucoma, sono sistemici, vale a dire che non agiscono solo sull’occhio ma interessano tutto l’organismo. Può essere utile ridurre l’assorbimento sistemico del collirio occludendo il dotto nasolacrimale. Con questa tecnica si riduce la quantità di farmaco che può attraversare la placenta o entrare nel latte. Si consiglia di farsi spiegare dal proprio Medico Oculista come eseguire questa manovra. 

Il glaucoma e gli altri

I pazienti con glaucoma hanno una grande opportunità, possono far conoscere questa patologia a parenti e amici che magari non conoscono l’importanza di sottoporsi a regolari visite presso un Medico Oculista. Si calcola che al mondo la metà dei pazienti con il glaucoma non sappiano di averlo. Ogni paziente con il glaucoma potrebbe diventare un prezioso ambasciatore, incoraggiando parenti e amici a sottoporsi regolarmente ad una visita di controllo presso un Medico Oculista e a farsi controllare la pressione dell’occhio e il nervo ottico. 

 

DOMANDE E RISPOSTE SULL’INTERVENTO DI LASER TRABECULOPLASTICA

  1. Cosa è il glaucoma?
  2. In cosa consiste il trattamento laser?
  3. Viene fatto sotto anestesia?
  4. In quante sedute?
  5. Esistono trattamenti alternativi?
  6. Cosa accade se non viene fatto l’ intervento?
  7. Qual è il decorso post-operatorio?
  8. Quali sono le complicanze?
  9. Cosa accade dopo il trattamento?
  10. Informazioni in breve sull’intervento di laser trabeculoplastica

Cosa è il glaucoma?

Può presentarsi in numerose forme cliniche ed è difficile fornire una spiegazione precisa e completa; in generale, questa malattia è caratterizzata da una progressiva alterazione del campo visivo, dapprima nelle sue parti più periferiche poi anche nella parte centrale, fino a portare nei casi più avanzati alla completa cecità. Tale compromissione del campo visivo è dovuta ad un progressivo danno del nervo ottico (il nervo che porta le immagini dall’occhio al cervello) che può arrivare fino all’atrofia. L’atrofia del nervo ottico si realizza a causa di una pressione endoculare (la pressione dei liquidi che riempiono l’occhio) troppo alta in un tempo variabile che può essere di anni nel glaucoma detto cronico o di poche ore nel glaucoma detto acuto. Alla base quindi della terapia del glaucoma vi è il controllo della pressione intraoculare. Il controllo della pressione intraoculare si ottiene riducendo la produzione di liquidi all’interno dell’occhio o facilitandone il deflusso.

 

In cosa consiste il trattamento laser?

Il trattamento laser ha come obiettivo la riduzione della pressione intraoculare favorendo la fuoriuscita del liquido (umore acqueo) dall’occhio. Con la normalizzazione o l’abbassamento della pressione si realizzano i presupposti per l’arresto della progressione della malattia. Normalmente si utilizza un laser a diodi, ma anche altri laser sono utilizzabili. Non esistono differenze a proposito per il buon esito dell’intervento.
L’intervento si effettua in ambulatorio, il paziente è seduto davanti all’apparecchio laser

 

Viene fatto sotto anestesia?

Sì. Un’anestesia oculare locale con collirio rende possibile l’applicazione di una lente a contatto sull’occhio utile per focalizzare il raggio laser. 

 

In quante sedute?

Il trattamento si effettua generalmente in due sedute, a distanza di qualche giorno o settimane. Possono essere necessarie altre sedute 

 

Esistono trattamenti alternativi?

Esistono sostanzialmente 3 metodi per diminuire la pressione oculare: la terapia medica sia locale che generale, i trattamenti parachirurgici con laser e l’intervento chirurgico vero e proprio. Il Medico Oculista propone quello che ritiene più adatto a conservare il più a lungo possibile la capacità visiva 

 

Cosa accade se non viene fatto l’ intervento? 

La progressione del glaucoma, può portare alla cecità completa. 

Qual è il decorso post-operatorio?

Nelle prime ore l’occhio può apparire più o meno rosso e moderatamente dolente con un certo fastidio alla luce. La visione può non essere limpida; occorre attendere qualche giorno perché ritorni ai valori pre-trattamento. Le cure locali postoperatorie consistono nell’istillazione di gocce o nell’assunzione di compresse, secondo le modalità e per il periodo di tempo che saranno stabiliti dal Medico Oculista. 
L’efficacia del trattamento laser si giudica dopo qualche settimana. Nella maggioranza dei casi la pressione intraoculare si riduce. Come per qualunque trattamento antiglaucomatoso, la durata dell’azione del laser è imprevedibile, questo impone un controllo oculistico regolare. Il proseguimento associato di un trattamento medico è, a volte, necessario.
In caso di insuccesso si raccomanda un intervento chirurgico.
Possono essere osservate un certo grado di infiammazione oculare, la percezione di corpi mobili ed una sensibilità accresciuta alla luce. Il trattamento non può in alcun modo pretendere di migliorare lo stato della sua capacità visiva. 

 

Quali sono le complicanze? 

Possono essere intraoperatorie e postoperatorie, cioè che si verificano durante o dopo l’intervento laser.

  • Complicanze intraoperatorie: sono molto rare e possono essere gravi e meno gravi.

    Quelle gravi sono rarissime:

     

    • emorragia massiva
    • cataratta

    Complicanze meno gravi :

    • emorragie lievi
    • aumento della pressione dell’occhio che, in alcuni casi, necessita l’intervento chirurgico.
  • Complicanze postoperatorie 

    Quelle gravi sono rarissime:

    • emorragia

    • cataratta

    Complicanze meno gravi:

    • emorragie

    • umento della pressione oculare

    • infiammazione (uveite)

Angelo Vigliotti
Scritto da Angelo Vigliotti