Guerra e pace

Dentro di noi c’è sempre una grotta, un luogo inaccessibile dove solo tu puoi entrare

Molti sperano di trovarlo nel cervello, altri lo  cercano nel cuore, altri ancora  si avventurano nella pancia dove gli istinti e i bisogni regnano sovrani. Molti   cercano di localizzare questo posto  lungo il percorso energetico dei chakra  oppure in sentieri dell’ascesi e della mistica o della magia.

Mio caro amico. Niente di tutto ciò. E’ un posto che ti dirò al momento opportuno, in un momento in cui tu sei pronto. sia per ascoltare che per comprendere.  Per ora è un segreto ( rimarrà tra di noi). Comunque questo posto è il tuo luogo di equilibrio e di armonia, il tuo punto di stabilità. In questo posto potrai piangere e ridere ma soprattutto qui ritroverai te stesso. Ed è l’unico spazio che ti consente di fare delle domande: chi sono io, dove vado e cosa  sto facendo e come lo faccio.

In un mondo di guerra e di pace, parla di pace, scrivi una lettera a favore della pace, fai un’azione a favore della pace, dai un tuo contributo per costruire la pace e almeno  un pensiero al giorno dedicalo alla pace.

Non essere anche tu un assassino sebbene in buona fede; non marciare nei ranghi della formazione militare, non dare una mano affinchè l’altro possa morire. Cerca di capire: se c’è qualcosa da abolire su questo pianeta è la guerra.

In genere un uomo semplice è più portato alla pace rispetto a un intellettuale. L’uomo semplice vive la realtà per quella che è: nuda e cruda; l’intellettuale vive la realtà attraverso il pensiero, attraverso la carta stampata, attraverso una ideologia da cui dipende. Il popolo è per la pace, il governo è più per la guerra.

Ricordati che sei un cittadino del mondo e scegli un paese in cui vivere, dove vige la libertà vera, e se questa libertà non c’è,  dai una spinta affinchè si apra a uno spiraglio di sensibilità, di riflessione. La libertà  ama la pace  e difficilmente costruisce la  guerra. E’ solo da questa prospettiva  ti accorgi di vivere in un paese libero. Costruisci la tua casa nella bontà e nella giustizia sia a livello individuale che sociale. Questa costruzione non può che portare a un nuovo spirito, a una nuova visione della vita, a una coscienza più elevata che limiti il potere in nostro possesso. Sì, è importante la buona volontà e il nutrimento della speranza ma è ancora più  necessario essere un artefice quotidiano del dialogo e della tolleranza, del rispetto e della moderazione, per guardare al di là dell’io e del proprio orticello, per vedere al di là del finito e ascoltare sempre l’infinito che è dentro di te

Nella vita c’è il sapere e il conoscere e l’essere.

Seguimi un attimo. Il sapere della scienza ha portato alla costruzione di armi di distruzione di massa, ha portato a un progresso accelerato con distruzione della natura, ha portato a un benessere tecnologico incredibile  di cui ( sembra ) che non possiamo più fare a meno. Avere un’arma è sempre una tentazione come il sesso, il denaro, il potere, il successo, la droga.

Non ci si può appellare al fatto che se vuoi la pace bisogna  preparare la guerra perché la pace non è una assenza di guerra ma una disposizione dell’animo umano alla giustizia, alla bontà, alla prudenza, alla fiducia nell’altro ( senza pregiudizi e stereotipi) ma soprattutto all’armonia. La  fiducia nell’altro è alla base di una relazione gruppale  vantaggiosa. Bisogna sempre avere fiducia nell’altro anche se l’altro può fregare, può fare il furbo. Il comportamento per la pace basato sulla fiducia verso l’altro.  Attraverso l’empatia  questa fiducia può risultare rischiosa ma  ma cercare di costruire la pace si rivela l’unico  comportamento nel tempo affidabile e positivo.

Con il tempo la fiducia genera affidabilità e l’altro risponde in maniera appropriata.

Mio caro compagno di viaggio bisogna capire che la violenza  non ha mai portato nulla di buono. Essa non è una forza ma una vera debolezza dell’essere umano. Le conseguenze della violenza sono sempre più gravi della cause che l’hanno scatenato. E poi se hai  studiato a fondo la storia  dei popoli e delle antiche civiltà ( ad esempio dell’antico Egitto, dei popoli mesopotamici, della Grecia, di Roma  dell’India, della Cina, dei Maia, degli Aztechi, degli Incas e di altre civiltà in qualsiasi parte della terra, piccole o grandi) puoi trarre questa conclusione: non c’è stata mai una buona guerra. Forse la guerra buona è stata solo per coloro che hanno vinto e solo per un breve periodo di tempo. Ma è stata una percezione sbagliata, una illusione totale. Dire e pensare che c’è una buona guerra è una follia. La guerra ha portato sempre con sé, prima o poi,un’altra guerra Ogni guerra nella storia dell’uomo anche la più vittoriosa per un popolo ha portato sempre  con sé, sventure e drammi, povertà  e discriminazione, ostilità e rancore, vendetta e persecuzione. Infatti una pace intesa come tregua tra due guerre è aleatoria, una pace  ottenuta con la conquista è falsa, una pace costruita sull’ equilibrio del terrore è  una contraddizione. La guerra è sempre un crimine anche se giustificata. Ma poi non è mai giustificata. Anche se con la guerra si vince, la vittoria non porta mai alla pace. Una sola e piccola  pace  è sempre da preferire a mille vittorie.

Non essere indifferente, non pensare solo al lavoro, solo al sesso, solo a qualcosa di egocentrico (dall’eros, al piacere materiale, al potere personale, al successo professionale ). Oggi c’è un massacro tutti i giorni. Bambini seviziati e maltrattati, gente inerme sopraffatte dall’aggressività di coloro che stanno al potere, lotte armate rivoluzionarie e controrivoluzionarie per ideologie contrapposte entrambe estremizzate, gente che muore di fame e gente che muore di ricchezza e di squilibri alimentare. Oggi la guerra con il progresso scientifico è diventata progressista. Noi che siamo uomini del progresso entriamo nella visione mentale che non possiamo farci nulla. Non essere indifferente. L’indifferenza è un crimine.  E’ bene che la scienza  faccia il suo corso per il benessere dell’umanità ma la scienza senza la conoscenza è vuota. Non mettere la scienza  (istruzione, tecnica e sviluppo) sull’altare della patria, non credere di avere dalla scienza una risposta a tutti gli interrogativi della vita.

Non amare la guerra e i guerrafondai. Non essere distruttivo.

La guerra genera la guerra come l’odio. Se  per caso  sei in guerra, cerca di perderla. Guadagnerai  non la sconfitta e la sofferenza ma la pace perché sappi che la pace non è assenza di conflitto. Sarebbe inaudito. Chi è nella pace vive nel conflitto perché esso fa parte della nostra vita,  del nostro lavoro. Pace significa gestire le tensioni, le forze divergenti, i momenti spasmodici interiori ed esteriori in modo creativo, in maniera tale da arrivare alla cooperazione, alla solidarietà, al rapporto di una economia e di scambio solidale che dia dignità di vita così da arrivare alla vittoria di entrambi i contendenti .Non a caso la pace è presente in quella persona che difende la vita. La scienza stessa non sa cosa è la vita. Non fare che la scienza che è di per sé  una luce anche positiva , usata con discernimento e rettitudine morale ed etica sociale, ti impedisca di vedere una luce più grande cioè la luce della conoscenza interiore.

Ricordati che il problema può essere “il tuo essere” e tu sei la soluzione. Il  più grande fine della vita è conoscere il Sé e la sua natura “ divina”. Non distrarti . se vuoi essere davvero un costruttore di pace fa un passo alla volta nella consapevolezza, nella totalità della coscienza. Solo così potrai superare l’individualismo e il materialismo perché passo dopo passo entrerai a capire che sei parte del tutto. E poi falla finita con tutte le seghe mentali e le elucubrazioni del pensiero e l’insalata quotidiana di parole inutili e ripetitive, non cercare la pace fuori di te, trovala dentro di te. Ciò che è fuori può essere instabile, fluttuante, passeggero, e puoi illuderti di trovare la pace, in una matrimonio sicuro, nei figli, nella ricchezza, nel successo, nel potere, nel lavoro, nella professione, nella ideologia o  in un culto religioso. Entra dentro di te, entra in quella grotta profonda nelle viscere del tuo essere . Lì c’è la luce, la tua luce, la conoscenza. Lì c’è la pace la vera pace, basata sulla libertà e sull’amore e sul “fare”. Solo così tu ricordi e  non dimentichi che  pace vuol dire dialogare con il nemico, collaborare  con il nemico per arrivare a una riconciliazione, a una tolleranza reciproca e alla fine  considerare l’altro  non un nemico ma una parte di se stessi.  In questa visione  tu puoi piegare la resistenza del “ nemico”senza combattere.

Se hai un temperamento collerico e sanguigno e vuoi a tutti i costi  combattere, fallo pure, ma fallo per la pace. Combatti la tua guerra ma che sia una guerra di pace attraverso la solidarietà, la comprensione, la giustizia, la moderazione,l’aiuto materiale e il perdono. Non te ne pentirai perchè ti arriccherai oltre che del sapere e del conoscere anche dell’essere.

Angelo Vigliotti
Scritto da Angelo Vigliotti