Mangiare bene per vivere meglio

Guardando un pò il pianeta ci accorgiamo che lo stiamo trattando male. Stiamo devastando l’ambiente e lo facciamo come se fosse una cosa normale e una specie di angoscia ci prende il cuore. Si è rotto il ciclo energetico e il cibo  sta diventando scarso in alcuni paesi. In più  paesi emergenti vogliono consumare all’occidentale e questo non fa che aggravare il problema aumentando il consumo eccessivo di cereali e carne. Un altro aspetto che lascia perplessi e sgomenti è il fatto che il mercato mondiale è basato sulla competitività con una fenomelogia dello scambio  che non può che portare alla rovina.Non si tratta di essere disfattisti, pessimisti. Lo vediamo tutti i giorni con i nostri occhi e poi lo  sperimentiamo sulla nostra pelle, sulla nostra salute. Salvare il pianeta può avere solo un significato che è quello di ” salvare l’uomo”. Le risorse sono di tutti ( è ora di prenderne coscienza profondamente e con lealtà!);  salvaguardarle è una sfida collettiva e queste tipologie di sfide possono essere risolte solo con la cooperazione, lo spirito collaborativo e il superamento dell’avidità quotidiana. Alla base di questo progetto di vita non ci può essere che l’amore ( per sè e per gli altri)  e la considerazione che il cibo quotidiano è sacro. Su queste fondamenti si snoda la riflessione di questo decalogo che dovrebbe dare un orientamento al nostro modo di mangiare e non solo ma anche  alla visione complessiva che coinvolge alimentazione e consumo.

1.consumare quanto più possibile cibi freschi
( sono cibi meno manipolati)
2. rispettare la stagionalità
( cibi ricchi nella loro composizione e più buoni anche come gusto perchè colti nel pieno della maturazione)
3. privilegiare le produzioni locali
( questa attitudine è fortemente vantaggiosa per la salvezza del pianeta perchè  determina un risparmio energetico senza precedenti: meno conservazione, meno trasporto e può sviluppare  e rafforzare una economia locale effeciente e portata alla multifunzionalità basta sui principi della diversità, della sinergia e dell riciclaggio. Non si tratta di fare una guerra alla globalizzazione ma di dare qualità, forza e soddisfazione alla nostra comunità, e spazio produttivo al territorio in cui viviamo).
4. mangiare meno e meglio
( soprattutto mangiare meno proteine in particolare    meno carne! Non c’è bisogno di diventare vegeteraiani ma la carne si potrebbe  mangiare una volta o al massimo tre volte la settimana.  E’ una rivoluzione per noi stessi: stiamo meglio, molto meglio e per il pianeta è un rispetto  ambientale senza precedenti)
5. ridurre lo spreco
(a volte compriamo più di quello che serve, a volte compriamo cose quasi inutili e  molto cibo si deteriora o addirittura arriva alla scadenza e noi non lo consumiamo)
6. produrre meno rifiuti ( bisogna recuperare la cucina degli avanzi come facevano i nostri nonni: questa filosofia permette di consumare, utilizzare e comprare il cibo in giusta misura)
7. cucinare i propri cibi (cucinare è un atto d’amore per sè e per gli altri e dovrebbe dare anche  una gioa profonda.Il cibo preparato con le nostre mani è più buono. Dentro il cibo c’è il nostro lavoro, la nostra anima, la nostra energia).
8. allenare i propri sensi ( mangiare con calma, masticando lentamente, assaporando sapori e saperi fa sì che il cibo diventi veramente una medicina per il corpo e una riscoperta per l’anima).
9. ricercare e coltivare il piacere (Il cibo è piacere e l’atto del mangiare comporta memorie e ricordi. Tutto diventa un rito e si gode di questa piccola dose  quotidiana fatta di semplicità e di affetti profondi che si manifesta nella convivialità, nello scambio, nel dialogo interiore e nella comunicazione con l’altro)
10.imparare a conoscere il nostro cibo e chi lo produce
( oggi come oggi non si può mangiare a casaccio senza sapere da dove viene ciò che stiamo mangiando.E’ importante leggere le etichette, conoscere  i conservanti, gli aromi e i coloranti contenuti. Con il tempo  ( ma se sei intelligente e rispetti questo pianeta) , il prima possibile,  farai un altro passo,  andrai a comprare il cibo alla fonte, direttamente dal produttore )

Angelo Vigliotti
Scritto da Angelo Vigliotti