Petr Ginz ( il diario)    


Non so se tu conosci questo ragazzo, se tu hai presente la foto di Petr e di sua sorella scattata nel 1934.. Tu puoi vedere già in quelle foto un ragazzo che amava la vita, di una intelligenza vivace e aperta, di un talento straordinario,di una creatività irresistibile ma spezzata come la sua vita. Una vita distrutta ad appena sedici anni nelle camere a gas di Auschwitz. Petr era nato a Praga nel 1928.

Nella poesia “il ricordo di Praga” il ragazzo già vede una città triste, melanconica, si vede già in una specie di ghetto quando così la descrive:

Già da un anno vegeto in questo squallido buco
al posto delle tue bellezze solo poche strade ho
come in gabbia una belva feroce.
Praga, favola di pietra, ricordo!

Nei suoi diari osserva come la libertà viene limitata giorno per giorno e poi cosa incredibile vengono annotate le deportazioni, in modo laconico ma ricco di tensione interiore. Petr con serenità narra le angherie che lui stesso, la sua famiglia, la sua gente, subisce.

20 luglio 1942 i Levitus sono stati convocati per la deportazione
21. luglio 1942 i Popper sono stati convocati per la deportazione
25 luglio 1942: la zia ha ricevuto la convocazione: verrà deportata con il convoglio AAv.
In  questi mesi descritti da Petr i nazisti deportarono da Praga più di 20.000 ebrei.

Arriva il momento che anche lui, il nostro Petr viene deportato al ghetto di Terezin ( 22 ottobre 1942) e poi mandato a morte in Polonia.

Rileggendo il diario di questo ragazzo non si può non rimanere sconvolti di fronte a una testimonianza di un crimine pianificato nei minimi dettagli e portato a termine con una crudeltà inaudita.

Petr poteva avere una vita diversa come tanti giovani e non l’ha avuto . Egli rappresenta il simbolo della tragedia, di ciò che è stato fatto contro il popolo ebraico che nessuno può dimenticare. Nei suoi diari viene descritto nel quotidiano il progetto della soluzione finale attuata dai nazisti. Nel nostro cuore la Shoah non potrà essere mai dimenticata.

Nel cammino di luce Petr ci insegna tante cose. Desidero terminare questa breve riflessione con le parole di Petr che scrisse nel ghetto di Terezin poco prima di essere caricato su un carro bestiame, come dice la sorella, nella sua introduzione al diario e di essere condotto a una terrificante fossa comune:

” Ci hanno ingiustamente strappato dal terreno fertile del lavoro, della gioia, della cultura, di cui doveva essere nutrita la nostra giovinezza. Facendo ciò perseguono un unico obiettivo: distruccerci non fisicamente ma psicologicamente e moralmente. Ci riusciranno? Mai! Privati dalle fonti culturali ne creeremo di nuove. Separati dalla sorgente della nostra felicità, ci creeremo una nuova vita che esulterà di gioia”.

Siamo di fronte a un ragazzo che nonostante tutto crede in un futuro migliore.

Angelo Vigliotti
Scritto da Angelo Vigliotti