A nove mesi, il bambino è capace:

a livello sensoriale/intellettivo: di risolvere dei problemi semplici e di adattarsi al cambiamento;

  • a livello del linguaggio: di pronunciare alcune “parole”, suoni e sequenze fonetiche udite nell´ambiente familiare.
  • a livello sociale/emotivo: di controllare maggiormente le interazioni sociali.

Agire intelligentemente
 
Pensare che il proprio figlio sia un genio è quanto di più legittimo, naturale ed istintivo esista per un genitore. Forse sarà così o forse no. Di certo è impossibile stabilirlo in questa fase. A nove mesi infatti un bambino non possiede ancora ciò che gli specialisti chiamano intelligenza, intesa come capacità di risolvere un problema immaginando risposte diverse per le diverse situazioni. E’ già in grado però di affrontare un problema seguendo una sequenza ripetitiva. Provate ad osservare il vostro piccolo. Cosa fa quando “vi nascondete” dietro qualcosa come ad esempio una sedia o un divano? Qualche mese fa si sarebbe messo a piangere, incapace di farvi “riapparire”; adesso invece basta il suono della vostra voce ad aiutarlo a trovare la soluzione: girare intorno al divano e raggiungervi. Con un sorriso trionfale.
“Mamma” e “Papà”
Il “linguaggio da bambino” è un affare serio che diverte molto i genitori: il piccolo sembra essere davvero convinto che ciò che dice abbia un senso! Per imparare a parlare il bambino non ha fatto altro che imitare per settimane il modello vocale degli adulti, combinando vocali (ah, uh) e consonanti (pa, na). Ora sta iniziando a realizzare nuove combinazioni che rendono gli strani mormorii molto somiglianti alle parole di senso compiuto come “mamma” o “papà” e presto stabilirà persino una connessione tra le parole e gli oggetti ai quali vengono attribuite.
Controllare le relazioni
E’incredibile ma, in soli tre mesi, di passi avanti il piccolo ne ha fatti davvero tanti. Sul piano sociale ed emozionale il piccolo è ora in grado, ad esempio, di utilizzare le competenze motorie e cognitive acquisite nei mesi passati, per ottenere l´attenzione di cui ha bisogno: tenderà le braccia per chiedervi di prenderlo, insisterà per dividere ciò che mangiate, striscerà tutto gioioso verso di voi quando supererete la porta. Il bambino ha insomma conquistato il controllo di relazioni ed interazioni. Il che non sempre facilita la vita di papà e mamma: perché dovrebbe rimanere saggiamente disteso in attesa che la mamma cambi il suo pannolino, quando ha invece tanta voglia di giocare?
Sapete che…
… potete stimolare lo sviluppo cerebrale del vostro bambino facendogli vivere delle esperienze
interessanti e lasciando che interagisca con i giocattoli?
Angelo Vigliotti
Scritto da Angelo Vigliotti