l bambino piange continuamente
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Il primo trimestre di vita del piccolo rappresenta una fase importante anche per i genitori.

E’ in questi primi mesi, infatti, che si impara a conoscere poco a poco il proprio bambino e che si inizia a comprendere realmente quale sia l’impegno e il sacrificio che la crescita di un figlio comporta. Anche sul piano pratico. Non di rado, infatti il primo trimestre può rivelare qualche difficoltà: il piccolo è agitato, piange molto e può capitare che le sue grida ripetitive vi stanchino e vi inquietino.

Reazioni comprensibili e comuni. Ma che devono lasciare in ogni caso spazio alla riflessione: il pianto è per un bambino l´unico modo per comunicare bisogni e sensazioni. Esserne consapevoli è indispensabile per imparare ad accettare e a gestire con serenità anche i momenti più critici

 

Le ragioni che scatenano il pianto di un neonato sono molte e distinguerle non è sempre facile. Vediamo allora quali sono e come è possibile riconoscere i bisogni del piccolo:

 

 

  • fame: è il motivo che più di frequente scatena un pianto inconsolabile, già un paio d’ore dopo l´ultima poppata. Se il problema insorge prima provate ad offrire al piccolo un po´ d’acqua: potrebbe avere semplicemente sete. Il pianto da fame può essere inoltre preceduto da alcuni segnali:
  • il piccolo porta le manine alla bocca, fa strani movimenti con la bocca (come versetti e sospiri) o fa schioccare la lingua;
  • se sta dormendo, si può notare che gli occhi si muovono sotto le palpebre e il neonato appare un po´ agitato.
  • disturbo o dolore : è un pianto improvviso, acuto, inconsolabile. Se la ragione non è evidente (l´acqua del bagnetto troppo calda, un urto lieve) coccolate il piccolo, cullatelo, massaggiategli il pancino. Se però notate qualcosa di insolito nel comportamento del piccolo, segnalatelo immediatamente al pediatra. A volte una visita clinica serve per escludere  patologie organiche ( otite, dolori addominali, infezioni urinarie, ecc.)
  • stanchezza, nervosismo : possono scatenare vere e proprie crisi di pianto liberatorio; molti bambini, ad esempio, piangono per 5.-10 minuti prima di addormentarsi.
  • sensazione di nudità: infastidisce il piccolo: per calmarlo copritelo con un asciugamano o uno scialle.
  • freddo: ad esempio quando è nella carrozzina all´aperto: piangendo il piccolo recupera calore, e ci avvisa a suo modo che ha bisogno di essere riportato in un ambiente più caldo e confortevole.
  • solitudine : il piccolo richiama l’attenzione con un pianto imperioso, a tratti quasi disperato: provate a prenderlo in braccio e a tenerlo vicino a voi.

 

Ultima ragione assai frequente del pianto di un bambino è infine da ricercarsi nella presenza di una patologia fastidiosa, quanto comune e innocua: le coliche del lattante.

Angelo Vigliotti
Scritto da Angelo Vigliotti