A due mesi, il bambino è capace:

  • a livello sensoriale /intellettuale: di associare tra loro gli eventi, di sollevare il capo sia da prono che da supino. Scompaiono in questa fase i riflessi di prensione e dello schermidore e compaiono invece i primi movimenti volontari come quello di portare una mano nell´altra ed entrambe alla bocca, di sfregarsi i piedini uno con l´altro o di guardarsi la mano.
  • a livello del linguaggio: di rispondere al suono della vostra voce con vocalizzi;
  • a livello sociale/emotivo: di apprezzare il fatto di essere accudito e, soprattutto, che gli si parli; in questa fase il piccolo si sofferma spesso a guardare il volto della mamma, imitandone le espressioni mimiche e vocali. 

Grandi speranze…

I bambini apprendono rapidamente che la vita non è altro che… routine. Già da questo mese, ad esempio, il piccolo comincia a comprendere che gli eventi sono spesso collegati tra loro: fa degli strani movimenti con le labbra o fa rumore quando vede il biberon? Sa che il pasto arriverà presto! Sembra semplice, ma si tratta invece di un progresso cognitivo che per realizzarsi ha avuto bisogno di settimane. Settimane in cui quella routine che a noi adulti appare quantomeno noiosa può rappresentare per un bambino una fonte di serenità e rassicurazione. Preparate ad esempio un rituale semplice per metterlo a letto: un bagnetto, una ninnananna, qualche giochino. Il piccolo imparerà presto che tutto ciò prelude al preciso evento di “andare a dormire”. E chissà che non serva magicamente a ridurre il numero delle vostre notti in bianco!

Interazione costruttiva

Ha fame? E’ stanco? O vuole solo essere tenuto in braccio? Nei primi tempi, “comprendere” i bisogni del piccolo non è facile: non può dire in modo chiaro di cosa ha bisogno, e questo può talvolta rivelarsi frustrante sia per lui che per voi. Occorre tempo, del resto, prima che un bambino impari a parlare. Tempo, pazienza e, naturalmente, tanto impegno da parte vostra. Giocare con il linguaggio è ad esempio un eccellente mezzo per entrare in contatto con il piccolo: emettete dei suoni ed incoraggiatelo ad imitarvi. Gli specialisti dello sviluppo del bambino indicano questi momenti come“interazione costruttiva”. E’ così d’altra parte che un bambino apprende gli elementi base della conversazione: imitando le intonazioni delle parole pronunciate dagli adulti.

Un essere sociale

Non c’è bisogno di torte e grandi ricevimenti per coinvolgere un bambino nella “vita sociale”: trascorrere del tempo con mamma e papà è sempre una festa! Sorridergli, parlargli o anche solo cambiarlo rappresentano per un bambino degli stimoli sociali ineguagliabili e indispensabili. Stimoli che è possibile sollecitare soprattutto in questa fase in cui il bambino comincia a restare sveglio più a lungo ed è quindi più disponibile a ricevere e memorizzare per poi interagire. Che ci crediate o no, anche il sorriso del piccolo non tarderà ad arrivare: sarà la vostra ricompensa per tutto il lavoro compiuto… e per le notti insonni trascorse.

 

 

Angelo Vigliotti
Scritto da Angelo Vigliotti