A sette mesi, il bambino è capace:
  • a livello sensoriale/ intellettuale: di apprendere il principio di causa-effetto facendo cadere in terra giochi e oggetti e grazie ad altre attività che ora può iniziare a sperimentare.
  • a livello fisico: di provare a nutrirsi da solo, con la presa a pinza.
  • a livello del linguaggio: di ascoltare selettivamente le parole correntemente utilizzate.


Attenzione: caduta oggetti

Il più grande divertimento del piccolo è in questa fase quello di lasciar cadere in terra gli oggetti e osservarne le conseguenze: seduto sulla sua seggiolina gli basterà gettare, ad esempio, un cucchiaio o un sonaglio, o qualsiasi altra cosa per verificare che ad ogni “lancio”corrisponde un effetto straordinario. Non ultimo quello che di sicuro ci sarà sempre un adulto pronto a raccoglierlo per lui. E lui, non potrà fare a meno di riprovare a vedere quanto può durare questo piccolo gioco, forse irritante per mamma e papà, ma decisamente molto istruttivo per il piccolo.
La caduta di oggetto aiuta infatti il bambino a comprenderne: pesante o leggero? Duro o molle? Rumoroso o silenzioso? E non solo. E’ così che il piccolo apprende anche che le sue azioni hanno delle conseguenze proprio come prevede il principio scientifico della causa e dell´effetto.
C’è poi un ulteriore vantaggio per lo sviluppo cognitivo del piccolo, derivante proprio da questo apparentemente semplice e banale gioco. Lanciando in terra un oggetto il bambino esercita infatti anche la memoria degli avvenimenti: si ricorda che quell’oggetto esiste sempre. Anche quando cade sul suolo.
Afferrare con una mano
Non appena il piccolo diviene padrone della nuova posizione seduta, il suo istinto diviene, quasi di colpo, quello di afferrare le cose con una mano sola. Una esperienza che di certo lo aiuta a fare nuove scoperte: tenere un giocattolo con una mano sola vuol dire di fatto servirsi dell´altra per fare qualcosa di utile, spingere un bottone o tirare una maniglia, ad esempio. Nei prossimi mesi riuscirà molto meglio ad utilizzare le proprie mani come degli attrezzi.
Anche le dita sono degli attrezzi.
Avete notato che il vostro bambino talvolta prende delle cose in mano afferrandole per il palmo e utilizza le sue dita per spingere qualcosa nel palmo stesso? Verso questa età può cominciare anche a raccogliere piccoli oggetti appoggiando il pollice contro la base del suo indice: è la presa a forbice.
Udito e linguaggio
Per imparare a parlare è necessario prima di tutto “ascoltare”. E il vostro piccolo è ormai un grande ascoltatore: ascolta attentamente ogni parola, soprattutto quelle che sente ripetere più frequentemente come “mamma”, “papà”… o come il proprio nome, di cui riconosce il suono ormai familiare. E non solo. Quando il bambino ascolta gli adulti, ciò che arriva al suo udito è una serie di parole consecutive, senza pause né virgole. Eppure sa riconoscere l´inizio e la fine di ogni vocabolo. Uno stadio che gli specialisti del linguaggio definiscono come “segmentazione delle parole”.
La prossima tappa sarà comprenderne il significato. Ma per questo occorre attendere, in genere, tra gli otto e i dieci mesi di vita.
Sapete che…
… il bambino inizia ora a prendere coscienza di ciò che è nuovo così come di chi suscita la sua diffidenza o la sua paura? La causa è da ricercarsi nelle nuove connessioni che via via si stabiliscono tra la corteccia e le strutture cerebrali profonde associate alle emozioni.
Angelo Vigliotti
Scritto da Angelo Vigliotti