il viaggio interiore    
 

Queto blog iniziato proprio in questo giorno all’inizio del 2008 racconta una parte del viaggio interiore che sto facendo. E’ un diario aperto ed esprime una riflessione che può essere più o meno condivisibile. E’ una specie di simposio. La mia speranza è che sia un nutrimento per me e per tutti coloro che vorranno partecipare in modo da poter crescere insieme in questo cammino di luce.
In questa settimama mi è capitato di rileggere un romanzo giovanile del Verga ” la storia di una capinera”. Riporto una parte della prima pagina in cui il grande romaziere, spiega il titolo del romanzo:

avevo visto una povera capinera chiusa in gabbia; era timida, triste, malaticcia; ci guardava con occhio spaventato; si rifuggiva in un angolo della sua gabbia e allorchè udiva il canto allegro degli altri uccelletti che cinguettavano sul verde del prato o nell’azzurro del cielo, li seguiva con uno sguardo che avrebbe potuto dirsi pieno di lagrime.Ma non osava ribellarsi, non osava tentare di rompere il filo di ferro che la teneva legata carcerata, la povera prigioniera. Eppure i suoi custodi, le volevano bene, cari bimbi che si trastullavano con il suo dolore e le pagavano la sua malinconia con miche di pane e conparole gentili. La povera capinera cercava rassegnarsi, la meschinella; non era cattiva; non voleva rimproverarli neanche son il suo dolore, poichè tentava di beccare tristamente quel miglio e quelle miche di pane; ma non poteva inghiottirle. Dopo due giorni chinò la testa sotto l’ala e l’indomani fu trovata stecchita nella sua prigione. Era morta povera capinera! eppure il suo scodellino era pieno. Era morta perchè in quel corpicino c’era qualcosa che non si nutriva soltanto di miglio, e che soffriva qualche cosa oltre la fame e la sete. Allorchè la madre dei due bimbi, innocenti e spietati carnefici del povero uccelletto,…..”

 

 

Il cammino di luce è un cammino di libertà un pò difficile ma sorprendentemente meraviglioso perchè consente a volte di percorrere una strada pur non avendo i piedi, altre volte di pensare senza la mente e altre volte ancora di volare senza le ali.E poi di svegliarsi, di trovarsi ogni giorno, ogni momento a vibrare con l’universo e di godere del mistero di questa vita.

Angelo Vigliotti
Scritto da Angelo Vigliotti