INFEZIONI RESPIRATORIE RICORRENTI: DIAGNOSI E INQUADRAMENTO IMMUNOLOGICO

A cura del Dr. Massimo Generoso

Le infezioni respiratorie ricorrenti (IRR) rappresentano una condizione transitoria e senza postumi che, in Italia, colpisce il 6% dei bambini in età prescolare.
Le IRR sono caratterizzate dall’insorgenza di più di sei infezioni respiratorie per anno oppure più di un’infezione respiratoria al mese nel periodo compreso da Ottobre a Febbraio in bambini in assenza di condizioni patologiche di base che giustifichino il ricorrere delle infezioni.

La loro ricorrenza interferisce in maniera significativa con il benessere del bambino: ne modifica lo stile di vita, ne condiziona la socializzazione e lo rende vittima delle eccessive preoccupazioni dei familiari, determinando costi medico-sociali non indifferenti.
Nel 75% dei casi le IRR colpiscono le alte vie respiratorie e non differiscono, per durata e gravità, da quelle dei bambini con un numero normale di infezioni respiratorie. Sono sempre presenti periodi intercritici in cui il bambino gode di buona salute e non presenta alterazioni obiettive o funzionali.

L’eziologia delle IRR è prevalentemente virale (80% dei casi): gli agenti responsabili sono i rhinovirus, i virus parainfluenzali tipo 1, 2, 3, 4 e i virus influenzali tipo A e B. Nel 20% dei casi l’eziologia è batterica: il germe più frequentemente in causa è lo Streptococco beta-emolitico di gruppo A. Molto più raramente gli agenti responsabili sono Mycoplasma pneumonia, Chlamydia pneumoniae e Haemophilus influenzae.
Esistono alcuni fattori di rischio per le IRR:

  1. Affollamento (numero di fratelli, frequenza in comunità, ecc.): l’alto numero di bambini conviventi in casa, l’immissione alla scuola materna e, soprattutto, all’asilo nido aumentano le possibilità di entrare in contatto con i comuni patogeni delle vie aeree che, a causa di un sistema immunitario ancora immaturo, provocano la malattia nel bambino.
      
  2. Inquinamento outdoor: è rappresentato essenzialmente da particolato atmosferico, ozono, monossido di carbonio, biossido di azoto e di zolfo. Nelle nostre città le fonti maggiori sono il traffico stradale, le attività industriali e gli impianti di riscaldamento.
      
  3. Inquinamento indoor: è dovuto alla presenza di inquinanti provenienti dall’esterno e agli inquinanti dovuti a sorgenti proprie delle abitazioni, alla presenza dell’uomo e alle sue abitudini ed attività (ad esempio il fumo di tabacco, l’uso di detergenti chimici durante le pulizie, la mancata manutenzione degli impianti di condizionamento d’aria, ecc).


Per confermare una diagnosi di IRR sono sufficienti una accurata anamnesi e un accurato esame obiettivo.

  • L’anamnesi familiare risulta negativa per fibrosi cistica, anomalie anatomiche congenite delle vie aeree, sindrome delle ciglia immobili, HIV, immunodeficienze primitive.
  • L’anamnesi personale evidenzia un numero maggiore ma non una maggiore gravità e durata delle infezioni respiratorie che hanno un andamento stagionale (Autunno-Inverno) in contemporanea con la frequenza scolastica. Il bambino con IRR non è affetto da infezioni generalizzate (sepsi) o a carico di organi e apparati diversi da quello respiratorio.
     
  • L’esame obiettivo dimostra un accrescimento regolare in peso e altezza, un normale sviluppo neuro-psichico e l’assenza di patologie nei periodi intercritici. In linea di principio l’elemento fondamentale nella valutazione è la crescita: il deficit di accrescimento deve essere considerato un fattore di allarme per una patologia grave che causa il ripetersi delle infezioni.

Il bambino con IRR è sostanzialmente normale dal punto di vistaimmunitario, non presentando difetti immunologici gravi e permanenti. E’ possibile che il bambino con IRR abbia un recupero più lento dell’immunosoppressione post-virale.
Nei casi dubbi si possono valutare:

  • Emocromo con formula, per determinare il numero di linfociti circolanti e mettere in evidenza  quindi  un difetto dei linfociti T che costituiscono circa l’80% della popolazione linfocitaria.
      
  • livelli sierici di immunoglobuline, per escludere principalmente un deficit selettivo di IgA.

Nei bambini con familiarità e/o con condizioni allergiche associate(dermatite atopica, ostruzione nasale persistente, asma) si può ricorrere alla diagnostica allergologica: Prick test (test cutanei per puntura), PRIST (Paper RadioImmunoSorbent Test), RAST (RadioAllergoSorbent Test).
Considerando l’elevata sensibilità dello screening neonatale per la fibrosi cistica, il test del sudore deve essere effettuato in caso di polmoniti o di broncostruzione recidivanti specialmente nei bambini che non abbiano effettuato lo screening alla nascita.

Angelo Vigliotti
Scritto da Angelo Vigliotti