Inquinamento ( indoor e outdoor) e salute
nei  bambini

 

L’inquinamento è un problema di notevole importanza per i bambini e questa sezione sara continuamente aggiornata.

Consiglio tre libri per coloro che vogliono approfondire i vari contenuti:

 

1.Inquinamento e salute dei bambini ( Toffol et al.  ) Il pensiero scientifico ed. 2010

2. Gestione dei rifiuti  e rischi per la salute (  Romizi R:, Burgio E. ) – Edizioni medico – scientifiche – 2009

3. Aria da morire  (  Mannucci – Fronte ) Dalai ed. 2013

 

L’inquinamento “indoor” ( ambienti chiusi e confinati) è dato da fumo di sigarette e altri agenti di natura chimica ( composti organici volatici, anidride carbonica, formaldeide, polveri), di natura fisica ( rumore, microclima, e radon) di natura biologica ( funghi, batteri, acrari, alghe) fino alla sindrome dell’edificio malato ( tipologia di materiali di rivestimento, vernici, arredi e mobili, materili di  pulizia, riscaldamento,vestiario ecc.)

L’inquinamento “outdoor”  è quello atmosferico  e indica tutti gli agenti fisici, chimici e biologici che modificano le caratteristiche naturali dell’aria  ( traffico veicolare, rifiuti tossici, rumori, diossina inquinamento da fumi, da fabbriche, da polveri ecc.)

 

 

da: www.puntosicuri.it

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L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA) hanno presentato una monografia dal titolo “Children’s health and environment: a review of evidence”, per sottolineare l’importanza di salvaguardare la salute dei bambini nei confronti delle minacce ambientali.

La pubblicazione, presentata in occasione dell’apertura di Green Week 2002 da parte del presidente della Commissione Europea Romano Prodi, “dimostra che i governi europei e le istituzioni possono collaborare per proteggere la salute dei bambini contro l’ambiente”, ha sottolineato il Direttore Regionale OMS Europa, Marc Danzon.

I bambini sono particolarmente esposti all’impatto dell’inquinamento ambientale, perché organismi in fase di crescita e sono molto vulnerabili nei confronti di agenti chimici.
Il contatto frequente con pavimenti e giocattoli legato al tipico gesto delle ”mani in bocca”, li espone facilmente al rischio di ingerire sostanze potenzialmente tossiche.

Il rapporto tra degrado ambientale e cattiva salute è molto forte e “i bambini sono a rischio di esposizione a più di 15.000 agenti chimici sintetici, quasi tutti sintetizzati negli ultimi 50 anni ed a una varietà di agenti fisici quali aria inquinata in locali chiusi e all’aperto, traffico stradale, cibo e acqua contaminati, palazzi non sicuri, contaminanti nei giocattoli, radiazioni e fumo passivo” ha specificato Domingo Jiménez-Beltran, Direttore esecutivo dell’EEA.

Dal momento che molte malattie in continua diffusione quali asma, incidenti, disordini neurologici, cancro, malattie trasmesse da acqua e cibo sembrano strettamente correlate a particolari fattori ambientali, Jiménez-Beltran ha anche sottolineato quanto sia fondamentale “una stretta collaborazione tra organizzazioni ambientali e sanitarie”, per tutelare efficacemente i bambini e il loro sviluppo.
 

Inquinamento e salute

Fonte: http://www.nonsoloaria.com/index.htm – Dottor Davide Compagni

L’inquinamento atmosferico comporta spesso numerose conseguenze a carico della salute, soprattutto nei casi in cui si verifichi un brusco innalzamento delle concentrazioni dei comuni contaminanti dell’aria (inquinamento acuto). In questi casi, l’aumentata esposizione a vari irritanti atmosferici provoca la riduzione della funzionalità polmonare, l’aumento delle malattie respiratorie nei bambini, gli attacchi acuti di bronchite e l’aggravamento dei quadri di asma; il tutto comporta un forte incremento nel numero dei decessi fra le persone più sensibili a determinati inquinanti, come gli anziani o le persone affette da malattie respiratorie e cardiovascolari.
L’effetto dell’inquinamento a bassi livelli e per lungo tempo risulta invece più subdolo e difficile da individuare. Si presume che provochi a breve termine disagio, irritazione, tossicità specifica, affezioni respiratorie acute e, in rari casi, mortalità, soprattutto fra gli anziani affetti da patologie croniche cardiovascolari o respiratorie. Gli effetti a lungo termine causati da una esposizione ad inquinanti presenti a concentrazioni relativamente basse non sono ancora completamente chiari; in ogni caso si ritiene che fra i vari effetti vi sia la comparsa di malattie polmonari croniche aspecifiche (come la bronchite cronica, l’asma e l’enfisema), la formazione di varie neoplasie maligne (cancro polmonare, leucemie) ed un aumento della mortalità per malattie cardiovascolari e respiratorie.
 
GLOSSARIO AGENTI NOCIVI ALLA SALUTE
 
Agenti Cancerogeni: agente o processo che aumenta significativamente l’incidenza di neoplasie, indipendentemente dal meccanismo di azione. Gli agenti cancerogeni si distinguono in genotossici e non-genotossici.
I cancerogeni genotossici sono agenti che significativamente aumentano l’incidenza di tumori in una popolazione e hanno l’abilità di alterare l’informazione genetica.
I cancerogeni non-genotossici (ad azione epigenetica) sono agenti che aumentano significativamente la frequenza di tumori in una popolazione ma non hanno l’abilità di alterare l’informazione genetica.
Sulla base della potenziale cancerogenicità delle sostanze sono state fatte numerose classificazioni.
L’Unione Europea distingue tre diverse categorie: alla prima appartengono le sostanze sicuramente cancerogene per l’uomo; alla seconda quelle che devono essere assimilate ai cancerogeni umani sulla base degli studi condotti sugli animali; alla terza appartengono quelle per le quali gli studi hanno dato risultati preoccupanti, ma non sufficienti ad iscriverle alla seconda categoria.
Il Centro Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) adotta invece la seguente classificazione:
Gruppo 1 : l’agente è sicuramente cancerogeno per l’essere umano;
Gruppo 2A : l’agente è probabilmente cancerogeno per l’essere umano;
Gruppo 2B : l’agente è un possibile cancerogeno per l’essere umano;
Gruppo 3 : l’agente non può essere classificato come cancerogeno per l’essere umano;
Gruppo 4 : l’agente è probabilmente non cancerogeno per l’essere umano.
 
Agenti Mutageni: agente o processo che aumenta la frequenza di mutazioni in una popolazione di cellule o di individui. Gli agenti mutageni si distinguono in mutageni diretti e indiretti.
Mutageni diretti: agenti chimici o fisici che interagiscono direttamente con il DNA modificandolo.
Mutageni indiretti: agenti chimici che non interagiscono direttamente con il DNA, ma attraverso la produzione di radicali reattivi o la interazione con la sintesi, replicazione o mantenimento della sua struttura.
 
Agenti Teratogeni: agente che interferisce con il normale sviluppo dell’embrione. Fra le sostanze teratogene riconosciute o sospette che si possono trovare nell’ambiente vi sono le diossine, il mercurio ed il fumo di sigaretta.
 
Allergeni: Gli allergeni sono gli agenti che causano le allergie. Di varia natura, sono sostanze innocue per le persone normali ma determinano sintomi specifici soprattutto a carico della pelle e dell’apparato respiratorio nelle persone divenute ad esse ipersensibili.
La reazione dell’organismo a queste sostanze è scatenata dal sistema immunitario ed è dovuta alla produzione di particolari anticorpi.
Le allergie si possono manifestare in maniera molto diversa a seconda della loro gravità ed in alcuni casi determinano l’insorgenza dell’asma, dell’orticaria, delle polmoniti da ipersensibilità e degli shock anafilattici. Gli allergeni aerodispersi si possono suddividere in quattro diverse categorie a seconda della loro origine.
Gli allergeni di origine animale sono, per lo più, le parti del corpo e gli escrementi di acari ed insetti, ed anche le piume e i frammenti dell’epidermide dei mammiferi.
Gli allergeni di origine vegetale sono quelli più conosciuti: il polline, le fibre tessili, il pulviscolo di legno e di caffè, i residui delle gomme, gli oli, gli aromi e i profumi. In genere si fanno rientrare in questa categoria anche le spore dei funghi e delle muffe, anche se questi organismi non sono propriamente dei vegetali.
Gli allergeni di origine chimica sono diffusi per lo più negli ambienti chiusi, specialmente nei luoghi di lavoro. In questa categoria rientrano i sali metallici, le resine epossidiche, i residui dei medicinali, gli enzimi, il fumo di tabacco, ecc.
Gli allergeni metallici e minerali vanno a costituire gran parte delle polveri aerodisperse. In ambito professionale sono relativamente diffuse le allergie alla polvere di gesso, di asfalto, di cemento, di nichel, ecc.
 
Agenti nocivi all’apparato respiratorio: Il principale apparato da prendere in considerazione quando si ha a che fare con gli inquinanti dell’aria è il sistema respiratorio. Questo apparato può divenire il bersaglio di una quantità innumerevole di sostanze tossiche oppure può fungere da punto di entrata per tutti quegli agenti che, venendo a contatto col sangue, si diffondono poi nel resto del corpo.
Il tratto respiratorio è tradizionalmente suddiviso in una parte superiore ed in una inferiore. Quella superiore è composta dalla regione nasale, dalla faringe e dalla trachea e serve a riscaldare, inumidire e ripulire l’aria che viene condotta nei polmoni.
I bronchi, i bronchioli e gli alveoli costituiscono il tratto inferiore (o polmoni) dove avviene lo scambio dei gas con il sangue. La forza motrice della respirazione è data dal diaframma, un esteso muscolo che si estende sopra la cavità addominale alla base dei polmoni. Per questo motivo, ogni tossina che agisce negativamente sull’azione del sistema muscolare può avere anche un effetto nocivo sull’apparato respiratorio.
Il particolato aerodisperso penetra abbastanza difficilmente all’interno dei polmoni, in quanto esiste tutta una serie di mezzi anatomici e funzionali che ostacola l’accesso delle polveri.
Al contrario i gas ed i vapori penetrano molto più speditamente nell’organismo ed i composti tossici inalati vengono spesso assorbiti, anche se con modalità diverse per quanto riguarda la quantità ed il punto di assorbimento. Un gas molto solubile in acqua viene assorbito facilmente già nel tratto superiore del sistema respiratorio: può finire nel muco oppure passare attraverso lo strato epiteliale e penetrare così all’interno del corpo. I gas meno solubili, invece, vengono più che altro trasportati nel tratto più profondo dell’apparato respiratorio fino agli alveoli dove l’assorbimento dipende prevalentemente dalle pressioni parziali dei gas nell’aria inspirata.
Gli effetti tossici a carico del sistema respiratorio sono molto vari e possono spaziare da una semplice irritazione e costrizione dei passaggi dell’aria, alla fibrosi polmonare (cambiamenti nella composizione e nel tipo cellulare), all’edema (un’eccessiva ritenzione di fluidi), al cancro.
Da notare che gli effetti irritanti sono solitamente reversibili, comunque l’esposizione cronica ad un irritante può comportare l’insorgenza di un danno permanente a livello cellulare.
L’azione dei composti tossici può quindi variare da un comune senso di malessere e di oppressione al petto, all’anossia, alla tosse cronica, ecc.; in alcuni casi vi può essere la morte.
L’amianto e l’arsenico sono due agenti tossici che rappresentano anche le più comuni cause del cancro ai polmoni.
 
Agenti nocivi al sistema nervoso: Neurotossiche sono tutte quelle sostanze nocive che hanno come organo bersaglio il sistema nervoso.
Gli effetti tossici sul sistema nervoso comprendono principalmente l’alterazione del bilanciamento ionico, l’interferenza con i neurotramettitori chimici o con i loro recettori e l’anossia, cioè la mancanza di ossigeno a livello cellulare. Le cellule nervose hanno infatti un’elevata velocità metabolica e per questo richiedono un maggiore apporto di ossigeno rispetto alle altre cellule del corpo. Dato che un apporto adeguato di ossigeno è essenziale per l’appropriato funzionamento del cervello, ogni sostanza che compromette il flusso del sangue al cervello può causare dei seri danni.
Quindi la tossicità si può manifestare sia a livello generale del cervello, ma anche sulle singole fibre nervose, sulle guaine mieliniche, ecc.
Il piombo è una classica neurotossina, da molto tempo conosciuta per i suoi effetti deleteri. L’estrema pericolosità del piombo si può attribuire in parte ai suoi diversi meccanismi di azione. Può infatti colpire il sistema neuronale danneggiando gli assoni, distruggendo la guaina mielinica ed anche interferendo con i neurotrasmettitori chimici nelle sinapsi. Anche gli insetticidi organofosfati interferiscono con la funzione dei neurotrasmettitori chimici all’interno del sistema nervoso, spesso causando debolezza e paralisi, qualche volta anche la morte.
Altri composti neurotossici diffusi sono l’acrilamide, l’endrin, il dieldrin ed alcune forme di mercurio.
 
Agenti nocivi al fegato: All’interno del corpo umano il fegato svolge un ruolo di fondamentale importanza: rappresenta il punto principale nel quale avviene la biotrasformazione delle sostanze, cioè il loro metabolismo. Questo organo agisce in modo da modificare chimicamente i nutrienti, gli ormoni, i componenti del sangue oramai invecchiati ed anche le sostanze estranee, al fine di ottemperare a vari processi di estrema importanza come il nutrimento, l’immagazzinamento di vitamine e nutrienti, la detossificazione e l’escrezione.
Il fegato svolge un’azione detossificante nei confronti della maggior parte delle sostanze tossiche, anche se in alcuni casi la sua azione metabolica può rivelarsi dannosa. In effetti la sua azione è anche in grado di modificare la struttura delle sostanze pericolose trasformandole in sostanze tossiche e causando così un danno più o meno grave.
Il tetracloruro di carbonio (anche chiamato CFC-10) è probabilmente l’epatotossina più conosciuta e non è tossico per il fegato nella sua forma non metabolizzata. Questa sostanza è una di quelle la cui tossicità viene incrementata dal fegato piuttosto che diminuita. Da notare che gli effetti tossici del CFC-10 vengono accresciuti da una preliminare assunzione di bevande alcoliche.
Altre comuni epatotossine sono il berillio, il cloroformio, il tricloroetilene ed il cloruro di vinile.
L’azione finale delle tossine nel fegato può condurre alla loro accumulazione nel tessuto grasso, all’itterizia, alla morte cellulare (apoptosi), alla cirrosi ed al cancro. Oltre a questo, le sostanze che incrementano o diminuiscono i livelli degli enzimi metabolici nel fegato possono influire sulla tossicità di molti altri composti alterando il loro metabolismo.
 
Agenti nocivi alla riproduzione: Gli inquinanti tossici dell’aria possono causare molte disfunzioni riproduttive diverse.
Vari inquinanti possono determinare una diminuzione della fertilità sia ai danni dell’apparato maschile che di quello femminile. Molti studi scientifici hanno evidenziato che certi idrocarburi policiclici aromatici esercitano un’azione tossica diretta nei confronti degli ovociti. L’esposizione a queste sostanze può addirittura causare una sterilità permanente.
E’ possibile che l’esposizione a determinati composti provochi un’alterazione della normale attività ormonale compromettendo la stessa fecondazione oppure lo sviluppo dell’ovulo fecondato diminuendo così le possibilità di sopravvivenza dell’embrione.
La pericolosità di queste sostanze è tanto maggiore quanto minori sono i disturbi o i malesseri immediati che si manifestano a carico delle persone che ne subiscono l’esposizione.
In effetti, una persona che entra in contatto con una sostanza che colpisce il sistema riproduttivo, spesso si rende conto della gravità della situazione solamente una volta effettuato un controllo della propria fertilità oppure sulla base dei danni che si manifestano nella prole.
Alcuni agenti tossici alterando lo sviluppo embrionale possono comportarsi da potenti teratogeni causando delle anomalie fisiche ai figli oppure determinando un ritardo della loro crescita fisica o mentale o vari effetti tossici a carico di organi specifici. Non sono da escludere nemmeno alterazioni dello sviluppo degli organi sessuali e la definitiva compromissione delle capacità riproduttive dei figli.
Da notare che i bambini possono entrare in contatto con queste sostanze tossiche anche attraverso il latte materno, per cui l’esposizione a questi agenti è assolutamente da evitare anche nel periodo dell’allattamento naturale e non solo durante la gestazione.

Fonte: http://www.nonsoloaria.com/index.htm – Dottor Davide Compagnin

Inquinamento e bambini

da: M.L. Rabbone A. Biolchini , M.G. De Gaspari, A.Nova Milano, 11 febbraio 2012
Perche parlarne …

WHO EUROPE,5 CONFERENZA MINISTERIELE SULL’ AMBIENTE E LA SALUTE,PARMA 2010

1.    IL 23% DI MORTI NEL MONDO E’ PER FATTORI AMBIENTALI, IL
33% DEI BAMBINI SOTTO I 5 ANNI SOFFRE DI PATOLOGIE
2.    LEGATE ALL’AMBIENTE.
IN EUROPA LA MORTALITA’ INFANTILE DA PATOLOGIE
3.    RESPIRATORIE E’ DEL 12% FINO AL 25% PER MALATI DI
ASMA ,ALLERGIE ED ADOLESCENTI.
4.    IN EUROPA 1% DELLA MORTALITA’ INFANTILE E’
ATTRIBUIBILE ALL’ESPOSIZIONE AD ARIA INQUINATA.
5.    6.4% DELLE MORTI PER TUTTE LE CAUSE TRA 0 E 4 ANNI DI
ETA’ E’ DOVUTO AD INQUINAMENTO ATMOSFERICO
6.    NEGLI ULTIMI 30 ANNI LA PREVALENZA DELL’ASMA NEL
BAMBINO E’ PASSATA DAL 3% AL 10 %.

Inquinanti aria esterna (outdoor)
 Nell’aria esterna sostanze diverse in relazione al
tipo di emissioni, alle condizioni geografiche
climatiche ed atmosferiche costituiscono insiemi
di inquinanti che interagiscono.
Gli esiti sulla salute sono determinati da
miscele di molecole e composti che agiscono
contemporaneamente ,con effetto sinergico e
nel tempo.
 Effetto mortalità non e’ diretto ma per un
insieme di fattori su soggetti vulnerabili
(bambini, anziani, malati cronici)

Inquinanti dell’aria
principali indicatori
MISA-2 , ARPA Toscana

•    SO2 –   (    Biossido zolfo o Anidride solforosa ) combustione (carbone, gasolio, nafta) – impianti termici
•    NO  (Ossido azoto )    traffico veicolare (DIESEL) – impianti termici
•    O3  (Ozono )    da NO2 e da VOC + energia fotolitica solare – traffico
•    CO – (Ossido carbonio)  traffico veicolare ( intenso e lento )
•    PM – ( Particolato ) traffico veicolare ( scarico, risospensione –
 industria – impianti termici
VOC  ( Composti organici volatili ) traffico veicolare (BENZINA) benzene – industria
IPA (Idrocarburi policiclici aromatici ) –  traffico veicolare (DIESEL,BENZINA) benzo-a-pirene

Il black carbon : nuovo indicatore di
inquinamento da traffico
Particelle black carbon (carbone elementare) o
particolato carbonioso
• Polveri ultra fini < 0,1 micron (polveri “fresche”)
• Emesse dagli scarichi dei veicoli e per combustione
sostanze organiche
• Parte piu’ pericolosa del PM10,rappresentativo degli IPA
• Penetrano nel polmone e nel sangue
• Elevata variabilità spaziale (vicino alla sorgente)
• Dispersione esponenziale nel raggio di 300-500 metri
BC : marcatore di “ prossimità ” da traffico
G.Invernizzi, Atmospheric Environment,2011

Composti organici volatili (VOC)
ARPA EMILIA ROMAGNA – Atmosfera aria e inquinamento
Sostanze Idrocarburi
– semplici: carbonio e idrogeno
– piu complessi: azoto e/o ossigeno e/o cloro
Fonti traffico veicolare
industria: vernici, materie plastiche
Reazioni implicati in processi fotochimici
reagiscono con NOx e O3 producendo radicali
liberi diversi
Effetti
sulla
salute
legati alla elevata liposolubilita
flogosi polmonare
Cancerogenicita (benzene )
Più tossici se veicolati al polmone da pulviscolo

Benzene C6H6
ARPAV – area tecnico scientifica
Fonti traffico veicolare (responsabile dell’80%) ciclo
della benzina (raffinazione,distribuzione)
Esposizione la guida di autoveicoli comporta esposizioni
superiori di 3 – 4 volte
Effetti tossici acuti SNC (cefalea nausea vertigini) miocardio
Effetti da esposizione cronica sostanza cancerogena di classe I (leucemia)
Agenzia Internazionale Ricerca sul Cancro
(IARC): evidenza per l’uomo“sufficiente”

Vulnerabilità dell’età evolutiva
• Sviluppo del polmone
– finestra di maggior suscettibilita dalla nascita ai 5 – 6 anni: e’ un
organo in via di sviluppo
• Maggior esposizione
– per unita di peso i bambini inalano un volume d’aria doppio
dell’adulto e respirano a bocca aperta
– passano piu tempo all’ aria aperta e svolgono maggior attivita’
fisica
– sono bassi, piu vicini alle fonti di emissione sulla strada
– sono piccoli,inconsapevoli
– presentano immaturita’ metabolica ed immunologica
Selevan SG Environ Health Perspect. 2000
US Environmental Protection Agency (1997),
National Research Council (1993) e Gephart et al. (1994).

Esiti per lunghe esposizioni
ad elevate concentrazioni di inquinanti
Abitare vicino a strade con intenso traffico
(traffico pesante) si associa a :
• minor sviluppo del polmone
• maggior sensibilizzazione allergica
• maggior numero di infezioni respiratorie
• maggior sviluppo di broncospasmo
• maggiori riacutizzazioni di sintomi negli asmatici

Tumori infantili e inquinamento
• Possibile associazione tra leucemia infantile ed inquinamento da
traffico (incrementi di rischio modesti ma su larghi strati della
popolazione).
• Maggiore correlazione tra leucemia ed esposizione al benzene
(evidenza 1)
• Possibile effetto mutageno del particolato ultrafine .
(passa la placenta)
Mutazioni : stocastiche (casuali ) o prodotto di uno stress
epigenetico prolungato che si trasforma in danno genetico
anche per esposizione parentale
J.Epid.Community Health 2005 ;
Ann.Ist super.sanità,2000;
Carcinogenesis,2008 ;
Burgio E., Comunicazione personale, 2011

AZIONI raccomandate
per ridurre l’esposizione dei bambini
agli inquinanti dell’aria
Usare di piu i mezzi pubblici e la bicicletta
• Camminare di piu a piedi con i bambini scegliendo orari e luoghi di
minor traffico.
• Andare a scuola in modo autonomo: “pedibus”, piste ciclabili, percorsi
controllati e chiusi al traffico in vicinanza delle scuole.
• Evitare di svolgere attivita fisica all’aperto nelle ore piu calde in
estate e nelle ore piu’ fredde in inverno.
• Collaborare con gli enti preposti perche il piano traffico tenga conto
delle esigenze dei bambini.
• Scegliere l’auto nuova tra quelle che piu rispettano l’ambiente , tenere
conto che chi usa l’auto inala parte delle proprie emissioni.
• Preferire parcheggi sotterranei, non sostare con il motore acceso.
• Costruire scuole e case lontano da zone di traffico intenso e/o con
molte di fabbriche.

Detergenti inquinano la nostra casa  e il nostro ambiente,  possono essere  tossici
e causare danni  alla salute.            impariamo a  usarli meno  e meglio

Le azioni proposte

•    Fare a meno di prodotti inutili, usare pochi prodotti per diverse pulizie.

•    Utilizzare spruzzino con acqua e aceto (di mele ha meno odore),
ottimo come sgrassatore e anticalcare.

•    Utilizzare panni di microfibra, permettono di ridurre la quantità
di detersivo utilizzata.

•    Utilizzare acqua calda e TEMPO. Lasciare agire i detersivi permette
un risultato migliore con meno prodotto.

•    Usare i guanti, qualsiasi sostanza passa attraverso la pelle e viene
assorbita dal nostro organismo.

•    Scegliere là dove possibile detergenti biologici altamente biodegradabili,
sono meno tossici e hanno un minor impatto sull’ambiente.

•    Rispettare o anche ridurre le dosi consigliate, spesso si ottengono
risultati analoghi e si risparmia!

•    Utilizzare prodotti concentrati e ricariche, durano più a lungo
e si producono meno rifiuti

L’aria di casa…può essere migliore!
Lo sai che  l’esposizione  indoor  ad agenti tossici  risulta  da 10 a 50 volte
superiore rispetto a quella  outdoor?

Le azioni proposte

non sprecare l’acqua, l’energia, il cibo

aver cura dell’ambiente intorno a noi,
in casa e fuori

promuovere un’alimentazione sana
a base di prodotti effettivamente biologici

privilegiare la mobilità a piedi,
in bicicletta, con i mezzi pubblici

privilegiare i beni prodotti nel rispetto
dei diritti umani

sostenere il diritto all’educazione,
alla salute e ad ambienti vivibili
per i bambini che ne sono esclusi

promuovere la conoscenza tra bambini
e ragazzi di diverse nazionalità

educare a relazioni basate
sulla comunicazione e la non violenza

Si definisce inquinamento indoor
da: http://www.inquinamentoindoor.info/

“la presenza nell’aria di ambienti confinati di contaminanti fisici, chimici e biologici
non presenti naturalmente nell’aria esterna di sistemi ecologici di elevata qualità”
(Ministero dell’ambiente)
I fattori di inquinamento per uno spazio confinato sono:
l’ambiente esterno con le sue concentrazioni inquinanti, i materiali da costruzione, i mobili, gli arredi, gli odori generati dalla cottura dei cibi, dai detersivi, dai saponi, dai profumi, gli animali domestici, la polvere e quant’altro, dall’unione di tutti questi fattori il risultato è scontato e non certo salubre, la scarsa ventilazione e l’inadeguato o impossibilitato ricambio d’aria fanno il resto.
L ’ uomo trascorre la quasi totalità delle 24 ore (80-90%)
all’interno di edifici, respirando circa 22.000 volte ogni 24 ore.
E’ di fondamentale importanza considerare la qualita’ dell’aria indoor come principio per la salute.
La composizione dell’atmosfera all’interno degli edifici è fondamentalmente simile a quella esterna.
Si differenziano tra loro le quantità e i tipi di contaminanti, agli agenti inquinanti presenti all’ esterno, si consideri una serie di agenti
inquinanti le cui fonti sono presenti all’interno degli edifici.
Le fonti principali di contaminanti indoor sono:
·    i materiali da costruzione
·    gli impianti di riscaldamento, condizionamento e cottura dei cibi etc.
·    gli arredi
·    i rivestimenti (pitture murali, vernici, pavimenti etc.)
·    prodotti per la manutenzione e la pulizia (detersivi, insetticidi etc.)
·    l’utilizzo degli spazi ed il tipo di attività che vi si svolge.
A quanto indicato, e’ considerato importante, la tossicità di ogni singoloinquinante che e’ spesso “amplificata” dall’ associazione
chimico/fisica con altre sostanze e/o agenti inquinanti.
Le piu’ comuni sostanze rilevate, sono: le polveri, il fumo di sigaretta e i vapori generati dalla cottura dei cibi.
Il rischio per la salute e’ dato dalla concentrazione (quantità per m3) e dal tempo di permanenza nell’ambiente.
Gli effetti dell’inquinamento dell’aria sulla salute umana sono molteplici in quanto, uno studio ha identificato che, gli agenti inquinanti,
condizioni di reazione chimico/fisica, stress psicofisico, mutazione del clima esterno e discomfort climatico, sono responsabili del
disturbo della salute.
E’ da considerare importante, che ogni individuo reagisce in modo indipendente alle stesse condizioni.
E’ improbabile valutare il rischio singolo all’ esposizione, in quanto la pericolosita’ degli agenti inquinanti e’ data dal tempo di
esposizione, dalla composizione chimica e dalla loro combinazione miscelazione.

Le azioni preventive
Ridurre l’utilizzo dell’ automobile, ridurre il riscaldamento domestico

Non fumare
Arieggiare le abitazioni
Ridurre l’uso di prodotti per la pulizia e di pesticidi.

Inquinamento dell’aria
( approfondimento)
 
Da: http://www.savetheworld.it/

L’inquinamento atmosferico è determinato dalla presenza, nell’aria che respiriamo, di sostanze che possono
avere effetti significativi sulla vegetazione, sugli animali, sull’uomo o sui diversi materiali presenti sul pianeta.
Queste sostanze inquinanti spesso possono essere classificate in sostanze di origine antropica (prodotti dal’uomo)
e naturali; ancora possiamo trovare inquinanti primari (non hanno bisogno di reazioni chimiche per manifestare
i loro effetti) e secondari che inquinano grazie a reazioni chimico-fisiche. Con un ulteriore classificazione collochiamo
inquinanti outdoor (esterni) come lo smog che invade le nostre città ed inquinanti indoor (interni) ovvero
quelli all’interno di edifici o luoghi chiusi che, come vedremo, i cui effetti non sono da ritenersi secondari.       
Inquinanti outdoor – Negli ultimi secoli la mano dell’uomo è stata fondamentale per l’evoluzione
della nostra civiltà attuale grazie ai notevoli passi in avanti in ambito scientifico e tecnologico.
 Questo progresso non è stato però accompagnato dal controllo degli effetti sull’impatto ambientale
 o comunque i provvedimenti in merito si sono rivelati non sufficienti. Tutto questo, quindi, unito
 all’enorme incremento demografico (nelle grandi metropoli in particolare) rende la problematica
 particolarmente preoccupante in quanto è a duro rischio l’incolumità dell’uomo e dell’ambiente.
 Il contributo maggiore di inquinamento di origine antropica è quello prodotto per soddisfare esigenze
alimentari, civili ed industriali. In particolari le grandi sorgenti in questione sono ovviamente
le industrie di produzione e trasformazione che sono strettamente legate all’uso incontrollato di
 combustibili fossili (oli pesanti in particolare; classico esempio il petrolio). Anche le piccole
fonti di inquinamento domestico (impianti di riscaldamento) e il traffico veicolare non sono
da sottovalutare soprattutto nelle città più trafficate, dove in alcune delle quali gli ecologisti
hanno riscontrato dati piuttosto allarmanti. Ci sono anche Paesi dove la situazione è ancora
più catastrofica: come accade in alcuni Paesi asiatici dove non ci sono vere e proprie limitazioni
governative per quanto riguarda l’emissione atmosferica di sostanze inquinanti ai fini di incentivare
l’industrializzazione (ancor più stimolata dalla manodopera a basso costo); in diversi
Paesi, ancora, vengono utilizzati, in maniera legalmente riconosciuta, combustibili con concentrato
di piombo (quella che chiamavamo benzina rossa) e l’uso incontrollato di tale sostanza potrebbe
 costituire l’80% dei concentrati atmosferici. Le piccole sorgenti risulterebbero meno dannose ma
 in realtà non è così, poiché mentre i “grandi inquinatori” sono solitamente lontani delle aree
 densamente abitate e le sostanze vengono liberate a quote significativamente alte, le piccole
 fonti invece sono riscontrabili proprio in aree urbanizzate le cui emissioni avvengono a
 basse altezze o al livello del suolo addirittura. Pertanto è importante quest’aspetto ai fini
dell’analisi del problema: per salvaguardare l’incolumità pubblica è opportuno ridimensionare
soprattutto le piccole fonti di inquinamento. Per quanto concerne gli inquinanti primari, essi
 dopo essere stati diffusi possono subire trasformazioni chimico-fisiche portando alla formazione
di inquinanti secondari, spesso di gran lunga più nocivi dei primi. Basta pensare a quello che viene
 chiamato smog fotochimico, forse la forma più grave di inquinamento che minaccia l’ecosistema.
Per quanto detto, è fondamentale conoscere gli inquinanti primari in modo da intervenire per limitarne
 le cause non solo regolando le emissioni ma anche acquisendo informazioni relative ai fenomeni
meteorologici delle aree di interesse.        
 
Di solito si associa all’inquinamento la responsabilità umana: non sempre è così! Le fonti naturali di inquinamento sono a volte più temibili di quelle di origine antropica. E’ chiaro però che ben poco può essere fatto per limitare i danni dovuti alle sostanze naturali e per tale motivo si concentra di più l’attenzione sull’inquinamento di origine umana, anche perché le emissioni naturali avvengono in un arco temporale decisamente modesto (es. fulmini). Ma come sempre non mancano le eccezioni: un esempio è quanto avvenne a seguito dell’esplosione del vulcano di Saint Helens (1980) i cui effetti si protrassero per diversi mesi dopo l’eruzione (come sappiamo, quasi tutte le eruzioni vulcaniche provocano nubi tossiche che possono portare conseguenze anche di medio-lungo termine); un altro esempio ancora sono le polveri del Sahara che grazie all’azione eolica possono addirittura raggiungere Paesi come la Gran Bretagna; anche la flora da il suo contributo al riguardo, poiché tutti ormai siamo a conoscenza degli effetti allergici dei pollini. Nella foto a sinistra è rappresentata l’eruzione del vulcano di Saint Helens avvenuta nel 1980 (fonte: associazionecrocedelsud.com).    
       

Fino a pochi anni fa si credeva che il Monte St.Helens, un vulcano situato nello stato di Washington,
fosse ormai inattivo da più di 20.000 anni. La caratteristica di questo vulcano, in modo analogo al Vesuvio,
è quella di essere esplosivo. Il 18 Maggio di 30 anni fa circa, un terremoto di magnitudo 5.2 “risvegliò”
il vulcano. Successivamente al distaccamento di un fianco del monte, un’esplosione provocò una nube
incandescente devastando tutto e tutti nel raggio di circa 200 Km. 70 persone morirono e i
 danni causati ammontarono a circa 3 miliardi di dollari.        
 
 
Inquinanti indoor – In precedenza abbiamo già accennato cosa si intende per inquinamento indoor, distinguendolo da quello outdoor. Ora è doveroso puntualizzare che nella categoria indoor sono esclusi gli ambienti industriali poiché l’inquinamento relativo a essi varia a seconda del settore in cui operano i soggetti all’interno dello stabilimento. Negli ultimi anni si sta prestando particolare attenzione agli inquinanti indoor, considerando anche che ormai nei Paesi sviluppati, le persone vi trascorrono il 90% della giornata e quindi ciò ha richiesto l’intervento delle autorità governative con controlli e azioni legislative.L’esempio più comune e forse quello più fastidioso è dato dalla presenza di fumatori. Noti enti di ricerca hanno ufficialmente dichiarato che il fumo di tabacco comporta gravissimi effetti cancerogeni sia nel caso in cui viene aspirato direttamente sia nel caso di aspirazione passiva (o meglio fumo passivo). Gli effetti dannosi di quest’ultimo colpiscono soprattutto anziani, soggetti deboli, donne incinte ed infanti in quanto proprio questi possono essere vittime di acute malattie respiratorie e in alcuni casi di morti improvvise (SIDS). Pertanto data l’insostenibile entità dei danni provocati dai fumatori, è facile convincersi che la sola via per salvaguardare l’incolumità personale ed altrui è l’eliminazione totale di questi reagenti.    
                 
              
    
       
Anche l’amianto manifesta la sua pericolosità negli ambienti indoor: una fibra minerale che è stata
largamente impiegata nel passato per realizzare ad esempio pannelli isolanti per abitazioni.
 Purtroppo è scientificamente provata l’elevata minaccia di questo materiale in quanto cancerogeno, ma esso
risulta però innocuo se non disperde fibre nell’aria. Qualora si abbia, in ogni caso, amianto in casa è
opportuno ricorrere a ditte specializzate per la sua rimozione poiché una manovra non corretta incrementa
notevolmente il rischio di esposizione. Un’ulteriore minaccia in tali circostanze è dovuta ai batteri, ossia
microrganismi viventi diffusissimi in tutti gli ambienti e possono essere sia “buoni” (innocui) che “cattivi”
 (portatori di varie patologie). I luoghi di diffusione e trasmissione di questi ultimi sono quelli più affollati
(come scuole, uffici, caserme, mezzi pubblici, ecc.), in quanto la via preferenziale di questi organismi è
quella aerea. Per stroncare al nascere tale fenomeno, risulta indispensabile pulire periodicamente
gli impianti di ventilazione e climatizzazione perché spesso è proprio lì che si annidano i batteri più pericolosi,
 come la “Legionella” che una volta introdotto nell’apparato respiratorio può essere causa di malattie mortali!
Quindi, per tutelare la salute dei soggetti coinvolti negli ambienti indoor, è sicuramente consigliabile favorire
il ricambio d’aria in maniera abbastanza frequente e oltre ad essere efficace è sicuramente un rimedio semplice,
pratico e non comporta alcun costo economico!     
       
 
Effetti sull’uomo e sull’ambiente – Molti sostengono che gli effetti dell’inquinamento atmosferico
sull’uomo riguardano solo la salute in senso stretto (come disfunzionalità polmonari, malattie respiratorie
e/o cardiovascolari, asma bronchiale ecc.): si sbagliano! Ci sono anche malattie che mettono stato d’ansia e
paura catalogabili come malattie psicopatiche e maniacali attribuibili alla forma di inquinamento in questione,
anche se l’intuito porterebbe a smentire questa constatazione! Per quanto concerne l’ambiente, oramai
 i fatti parlano più delle parole! Il gravissimo disagio ambientale non solo riguarda le Nazioni industrializzate
con quello che abbiamo definito smog fotochimica ma tutto il globo! Basta pensare alle conseguenze
delle piogge acide e dell’effetto serra, nonché del buco dell’ozono (risulta doveroso approfondire
la natura di questi processi). In ogni caso, se non si interverrà politicamente al riguardo mettendo
da parte i profitti e la visione imprenditoriale del sistema in cui viviamo, gli effetti diventeranno
via via sempre più devastanti!  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
    

Angelo Vigliotti
Scritto da Angelo Vigliotti