La conoscenza di se stessi permette di conciliare la festa con la salute, il cibo con la mente, e di scoprire che la vita può fondarsi su un diniego ragionevole dell’eccesso e su una maggiore variabilità alimentare. Se si riesce a capire che vivere è il più bel capolavoro dell’uomo, la via maestra che facilita il “vivere bene” è trovare uno stile di comportamentoalimentare equilibrato e sereno. Questo implica una vigilanza interiore, un costante autocontrollo, un godere dei piaceri con moderazione.
Lo stile di vita coinvolge sei dimensioni della personalità, come si osserva nello schema seguente.
1 Fisica E’ rappresentata da corpo, nella sua biologia, nella sua resistenza, nella sua cura.
2 Affettiva È la soddisfazione che il soggetto ha di se stesso, dei propri sentimenti, delle proprie emozioni.
3 Intellettuale La capacità di adattarsi al mondo e ai suoi continui cambiamenti.
4 Professionale La nostra autorealizzazione, ora da studenti e all’interno della famiglia e del gruppo, domani sul lavoro e nei progetti di vita.
5 Sociale La gioia di stare con gli altri, di godere dell’amicizia , di trovare un ascolto alle proprie sofferenze e ai propri desideri.
6 Spirituale
Una fede viva, attiva e coinvolgente oppure una ricchezza interiore che amalgama l’individuo alla natura, all’armonia dell’universo, al rispetto e alla considerazione delle persone, delle cose, degli animali, di se stessi.
Queste sei dimensioni si esprimono praticamente e quotidianamente a livello dell’organismo (dimensione fisica), a livello dello sviluppo della persona (dimensione affettiva e intellettiva), del cittadino nella società civile ( dimensione professionale e sociale), a livello dell’essere ( dimensione spirituale). Ogni giorno bisogna avere uno spazio per se stessi, uno spazio per gli altri e coltivare la capacità del dono dando con passione ciò che si ha e con affetto ciò che non si ha. Si può dare anche quello che ci sembra di non avere, perché dentro di noi, nell’immensità del nostro essere, c’è sempre qualcosa: a volte è una potenzialità, altre volte è la parte migliore di noi che non si conosce.
Lo “stile di vita” nasce da queste considerazioni e rappresenta una impronta individuale dove confluiscono le idee del pensiero, le emozioni, gli istinti, e i tratti del comportamento finalizzati verso attività che piacciono, verso desideri da soddisfare. Non a caso la maturità rappresenta il nucleo stabile, dinamico e creativo dello “stile di vita”. In particolare deve emergere che la salute è un grande valore da proteggere, difendere e sostenere. Una buona alimentazione è la base di una buona salute. La bontà si ottiene attraverso il controllo del peso con una corretta ingestione dei prodotti alimentari, con un’attività fisica che tonifica il nostro corpo e che ci libera dalle tossine e facilita l’equilibrio tra entrate e uscite. Inoltre va data una preferenza maggiore verso i cereali, i legumi, gli ortaggi e la frutta, va osservata una moderazione verso i prodotti dolci, il sale e le bevande alcoliche. In questo modo si assicurano i nutrienti indispensabili, la variazione delle scelte, le combinazioni più opportune in modo da favorire il gusto del cibo e la qualità della vita.

Questo libro intende dare una mano a questo percorso che ho accennato nelle righe precedenti, partendo dal primo anno di vita (svezzamento) e dando indicazioni per tutte le tre fasi di crescita del bambino. La prima fase ( 0 -7° anno) è il periodo dell’imprinting, estremamente importante. Il bambino vive la vita del piacere e dell’impulso e cerca di imitare l’adulto. Molto efficace in questa fase è il modello genitoriale di una dieta sana ed equilibrata che il bambino piano piano incorpora e ne diventa consapevole facendone un nucleo importante per la sua crescita corporea e per il suo sviluppo relazionale.
Il secondo perido (7° – 14° anno) è il periodo scolastico. In questo periodo sono possibili deviazioni dovute al gruppo di amici, all’allentamento educativo, allo stress scolastico talvolta fortemente competitivo, alla mancanza di autostima, alle difficoltà che ogni bambino può avere nell’apprendimento, nello sport, nelle relazioni amicali. Molte volte il ragazzo si orienta verso una alimentazione selettiva, altre volte verso una alimentazione non controllata e spesso c’è la possibilità di una fame nervosa. Il terzo periodo (14° – 21° anno) è il periodo adolescenziale. Una età critica per un numero considerevole di giovani (oltre il 30%) che vanno in un senso di smarrimento e di sbandamento. In molti soggetti possono insorgere alcune patologie come anoressia, bulimia, ortoressia e altri disturbi del comportamento alimentare. E’ una fase di trasformazione fisica e psichica (pubertà e scoperta della sessualità con grandi sogni, fantasie, immagini, e talvolta illusioni e delusioni), relazionale e intellettuale.
Inizia il pensiero astratto con ipotesi e deduzioni, inizia la lotta per la vita (oltre la famihglia c’è l’amicizia, il gruppo, una ideologia) e il tentativo di una scelta di vita che, se efficace e vera, potrebbe portare a fare il salto quantico con l’obiettivo di una vita autonoma basata sul lavoro e su affetti profondi e su valori universali (rispetto verso se stesso e l’altro, operatore pace, tolleranza e perdono, senso della giustizia e comportamento eticamente corretto: non fraudolento, non corrotto, non falso, non avido, non aggressivo).

Il libro tenta di portare un orientamento su uno stile di vita alimentare sano ed equilibrato che possa dare una mano al percorso esistenziale del bambino nella sua crescita. Oltre il 50 % delle patologie derivano da una alimentazione errata e disordinata. Capire solo questo concetto dà un risveglio alla coscienza individuale e permette veramente di crescere in armonia e con responsabilità, dando un contenuto al significato e al valore della frase “ volersi bene”. In questo modo si possono attuare le parole Ippocrate espresso nel suo pensiero: fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo.

Cattura

Questo libro, anche attraverso qualche ricetta si sforza di far capire che il cibo diventa parte del nostro corpo, per cui non dimentichiamo ilmvalore simbolico del cibo, non dimentichiamo la sua storia (da dove viene, chi l’ha coltivato, come è stato preparato, come è stato cotto). Il cibo ha un anima, non è solo un bene di consumo. Il cibo che tu mangi deve essere buono (non deve venire da problemi di sofferenza), pulito (nel rispetto della natura, senza inquinanti e sostanze chimiche), giusto (non deve il frutto di una schiavitù, di organizzazioni commerciali che sfrutta animali e uomini solo per il potere, il denare, l’avidità, il giuadagno), biologico (non additivi, pesticidi, conservanti, coloranti e altre aggiunte chimiche), salutare (non tossico, non spazzatura), soggettivo (non domandarsi “cosa” sto mangiando oggi, ma “chi” sto mangiando), creativo (sappiamo che mangiare è una necessità: si mangia per vivere, tuttavia mangiare con il cuore e con l’intelletto è un arte), antidepressivo (il cibo è gioia, convivialità, piacere, gusto, dialogo, storia, filosofia, letteratura e cucinare è stupendo, una vera arte).

Angelo Vigliotti
Scritto da Angelo Vigliotti