Lorenzo Bartolini, nasce a Savignano di Prato il 7 gennaio 1777,  e muore a Firenze nel 1850. Nelle sue memorie così scrive:

“nacqui dunque a Savignano, mio Padre si chiamava Liborio Bartolini di Montepiano, nella Contea di Vernio era fabbro di Campagna perciò si trovò colà per lavorare alla fattoria del Conte degli Organi, ove sposò mia Madre Maria Maddalena Magli, figlia del fattore che era bastardo, fui dato ad allattare ad una Gobba, che avendo poco latte suppliva con Castagne; dopo fui trasportato a Vernio; indi a Firenze ove mio padre lavorava per Garzone con poscia Padrone. Stabilita la sua prima bottega in Borgo Ognissanti, avevo allora otto anni e pensò farmi fattorino e menavo il Mantice, cosa che non mi andava a genio…

Il padre è fabbro   e a sette anni  lo porta a lavorare in bottega e lo manda a scuola, da dove dopo solo un mese viene espulso per aver lanciato al maestro un calamaio di piombo. Il padre riesce dopo molti sforzi economici,  a inviare il figlio  all’Accademia di Firenze. Bartolini è inquieto e insoddisfatto e dopo gli studi a Firenze si trasferisce a Parigi.  Qui inizia a lavorare e fa amicizia anche con il pittore Dominique Ingres  e ha due prime commissioni ufficiali   (le prime della sua carriera),  tra cui un busto di Napoleone e il bassorilievo della Battaglia di Austerlitz per la colonna Vendome, affidatigli dal direttore generale dei Musei francesi, Dominique Vivant Denon, consigliere napoleonico per le belle arti. Ritorna in Italia e ottiene  la cattedra di scultura all’Accademia di Carrara e poi nel 1812 viene nominato membro d’onore all’Accademia di Belle Arti di Firenze.

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“La fiducia in Dio ” è un’opera  del 1835, realizzata per la contessa Rosa Trivulzio Poldi (madre di Gian Giacomo fondatore della casa-museo Poldi Pezzoli di Milano). Si può dire che è un capolavoro del Bartolini, una scultura in cui riesce a fondere naturalismo e classicismo. Si può  anche dire che Il Bartolini forse è uno dei più grandi scultori della prima metà dell’ottocento italiano. Il significato della fede viene reso attraverso la nudità di una giovine donna,   ritratta nuda e accovacciata con il viso rivolto al cielo e lo sguardo verso l’alto in atteggiamento di preghiera (una mano abbraccia l’altra)  e di devozione (un senso di abbandono verso Colui che irradia amore). E’  una donna che con tenerezza volge l’animo a Dio.  Invito ad andare al museo del Palazzo Pretorio a Prato dove è esposta la copia in gesso di questa scultura stupenda. Giuseppe Giusti ispirandosi a questa opera che riesce a vedere nel 1835, mentre l’artista  sta dando gli ultimi colpi di scalpello, scrisse il sonetto.

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In una lettera  a un amico il poeta  Giuseppe Giusti così commenta: ” La Fiducia in Dio” di Bartolini  è rappresentata da una giovinetta che nella prima adolescenza ha già sentito lo strale del dolore e la necessità di cercare un conforto elevando la mente dalle vane speranze di questa vita a quelle di un bene meno caduco. Ella è genuflessa e il corpo e le braccia, con l’una palma nell’altra, lascia mollemente cadere sui ginocchi, volgendo al Cielo la faccia in una soavissima melanconia; nella quale scorgi la certezza d’aver trovato un rifugio. Quell’abbandono del corpo parvemi che mirabilmente indicasse il distacco dalle cose di quaggiù; e l’anima e la vita, trasfusa tutta negli occhi e nella fronte, l’ardore e la speranza del sagrificio che ella e di sé e de’ suoi mali fa al Padre benigno ‘che prende ciò che si rivolve a lui’”.

Jane Austen diceva:

Sono poche le persone che io amo veramente, e ancora meno quelle che stimo. Più conosco il mondo, più ne sono delusa, ed ogni giorno di più viene confermata la mia opinione sulla incoerenza del carattere umano, e sul poco affidamento che si può fare sulle apparenze, siano esse di merito o di intelligenza.

Io penso che bisogna avere il coraggio di guardare il cielo, confidarsi con le stelle e avere una grande fiducia in Dio cullandosi nel suo raggio di luce. Questa forza interiore ci darà poi il coraggio di aver fiducia anche nell’altro.

 

Angelo Vigliotti
Scritto da Angelo Vigliotti