Introduzione

Il contenuto di questa riflessione su questa sindrome viene da 4 fonti: wikipedia, orpha-net,  Associazione Italiana sindrome di Ehler-Danlos- http://www.aised.it/ e      http://www.ehlersdanlos.it/EDS/Index.aspx . La bibliografia è stata ripresa da un articolo della prof. ssa Marina Colombi. Lo stimolo è venuto dal fatto che ho in cura un bambino che ha,  tra i parenti questa patologia.

La sindrome di Ehlers-Danlos (EDS) comprende una serie di patologie ereditarie contraddistinte da lassità dei legamenti e iperelasticità della cute. Tale sindrome, infatti, colpisce prevalentemente il tessuto connettivo, con la presenza di un collagene mutato. Tuttavia, ciascun tipo differente ha caratteristiche specifiche, che coinvolgono altri organi ed apparati. La prima descrizione clinica dettagliata è attribuita a Tschernogobow nel 1892. Il nome fa riferimento a Edward Ehlers, un dermatologo danese, e Henry Alexander Danlos, un medico francese esperto in chimica e disordini dei tessuti, che per primi stilarono un elenco delle caratteristiche tipiche, e delinearono accuratamente il fenotipo di questo gruppo di disordini. Sono riconosciuti sei tipi differenti, a seguito di una revisione operata di recente che esclude alcune delle tipologie precedentemente incluse nella definizione (come il tipo IX e il tipo XI). Nel 1998 la classificazione proposta da McKusick nel 1972 è stata rimpiazzata da quella di Villefranche: a sostituzione della numerazione romana è stata preferita una nomenclatura descrittiva che evidenzia un carattere tipico che contraddistingue la tipologia a cui fa riferimento. Le forme più comuni sono: Classica (in precedenza riconosciute come tipo I e tipo II, rispettivamente gravis e mitis), Ipermobilità (o tipo III ipermobile), Vascolare (o tipo IV arterioso o ecchimotico), Cifoscoliosi (o VI tipo oculare o scoliotico), Artroclasia (in passato incluso nel tipo VII, come VIIA e VIIB), Dermatosparassi (anch’esso precedentemente incluso nel tipo VII, come VIIC). Gli altri tipi sono estremamente rari, e non si riscontrano casi riportati in Italia. L’incidenza media stimata è di un caso su 5000-10000, la quasi totalità dei casi di tipo Ipermobilità o Classico. Per avere un’idea sono noti, nel mondo, appena una decina di casi accertati di Dermatosparassi. ( fonte: wikipedia)

E’ una malattia rara (http://www.orpha.net/)

La sindrome di Ehlers-Danlos tipo ipermobile (HT-EDS) è la forma più frequente di EDS, un gruppo di malattie ereditarie del tessuto connettivo. È caratterizzata da iperlassità articolare, lieve iperestensibilità cutanea, fragilità dei tessuti e sintomi extra-muscolo-scheletrici. La prevalenza esatta e l’incidenza annuale non sono note, anche se si stima che la prevalenza sia di 1/5.000-20.000 e potrebbe essere sottovalutata a causa della variabilità clinica. La maggior parte dei pazienti è di sesso femminile.

Esordisce a tutte le età, ma si identifica con più difficoltà nei bambini piccoli a causa della maggiore lassità articolare a quella età. È presente un’ampia variabilità clinica. Il sintomo principale è l’iperlassità di tutte le articolazioni: sono comuni sublussazioni e lussazioni, che insorgono spontaneamente o a seguito di piccoli traumi. L’iperlassità è più marcata nei pazienti più giovani e nelle femmine. I pazienti possono presentare cute morbida o lievemente iperestensibile, con tendenza alle ecchimosi e disturbi emorragici. È comune l’interessamento gastrointestinale con disturbi funzionali dell’intestino; di rado si osserva ipomobilità esofagea, reflusso gastroesofageo e gastrite. Le complicazioni includono spesso dolore cronico da attività fisica, affaticamento, disturbi del sonno, osteoartrosi e osteoporosi precoce, sintomi cardiovascolari (dolore al torace, palpitazioni, instabilità posturale). In molti casi, uno o entrambi i genitori dei pazienti mostrano un certo grado di lassità articolare, tendenza alle ecchimosi, cute morbida e alcuni di questi sintomi di rado segregano nella famiglia del paziente. Il meccanismo patogenetico non è noto. In alcuni pazienti, è stata descritta l’aploinsufficienza della tenascina X, una glicoproteina espressa nel tessuto connettivo, codificata dal gene TNXB (6p21.3), che risulta mutato anche nei rari casi di EDS classica autosomica recessiva.

La diagnosi si basa sui principali criteri diagnostici e sui segni minori (segni clinici e storia familiare), secondo la classificazione di Villefranche. I criteri diagnostici maggiori sono l’iperlassità articolare, la cute morbida o iperestensibile e l’assenza di una significativa fragilità della cute e dei tessuti molli. I criteri diagnostici complementari sono una storia familiare positiva, un’instabilità articolare ricorrente e la tendenza alle ecchimosi. Tuttavia, la classificazione di Villefranche non considera i sintomi extra-muscolo-scheletrici. I criteri di valutazione attualmente disponibili (punteggio di Beighton) si sono dimostrati molto variabili tra i diversi valutatori.La principale diagnosi differenziale si pone con gli altri tipi di EDS, in particolare con significative anomalie del tessuto connettivo. Non è ancora stato chiarito se la sindrome da ipermobilità articolare benigna (BJHS) sia un disturbo distinto dalla HT-EDS o faccia parte dello stesso continuum clinico. Le altre malattie con lassità articolare sono in genere facilmente distinguibili dalla EDS per i loro segni clinici specifici.

Se non è nota la mutazione patogenetica, non è possibile la diagnosi prenatale.

La trasmissione è autosomica dominante. Si deve sospettare la presenza di una mutazione de novo, se i genitori del paziente non presentano i segni della EDS. Non è noto se la penetranza sia completa, anche se l’espressività è molto variabile. In alcuni casi, la trasmissione è autosomica recessiva.Non è disponibile un trattamento specifico. I trattamenti individualizzati sintomatici e di supporto comprendono la fisioterapia, la riabilitazione, i dispositivi di ausilio, gli antidolorifici e la terapia per il controllo dei sintomi extra-articolari. Gli interventi chirurgici devono essere considerati con cautela.Non è aumentato il rischio di mortalità precoce, anche se l’elevata morbilità da iperlassità articolare, il dolore cronico e acuto e i sintomi extra-muscolo-scheletrici compromettono notevolmente la qualità della vita dei pazienti.

La descrizione della sindrome

( AISED:Associazione Italiana Sindrome di Ehlers-Danlos- AISED – fonte : http://www.aised.it)

Con il nome di Sindrome di Ehlers-Danlos (EDS) si indica un gruppo eterogeneo di malattie ereditarie rare del tessuto connettivo che hanno in comune ipermobilità articolare, estensibilità cutanea e fragilità generalizzata dei tessuti. L’EDS nella popolazione generale ha una prevalenza complessiva stimata pari a 1:5.000- 10.000, senza distinzione di sesso o di gruppo etnico. Le forme più comuni di EDS sono il tipo Ipermobile (prevalenza compresa tra 1:5.000-1:20.000), il tipo Classico (prevalenza 1:20.000-40.000) il tipo Cifoscoliotico (prevalenza 1: 100.000) e il tipo Vascolare (prevalenza compresa tra 1:50.000- 1:250.000). Le altre forme di EDS sono molto rare, ad oggi spesso descritte solo in poche famiglie.

Criteri d’ingresso

Le procedure diagnostico-terapeutiche per arrivare a confermare o escludere l’EDS vengono applicate a – soggetti con clinica sospetta e familiarità per EDS accertata; – casi sporadici che si presentano con una clinica sospetta composta da almeno uno dei seguenti criteri clinici: – frequenti sublussazioni/lussazioni articolari e positività ai criteri di Beighton; – iperelasticità cutanea associata a cicatrici diastasate e atrofiche, con elevata tendenza alla formazione di ematomi sproporzionati rispetto al trauma e/o a lento riassorbimento; – dissecazioni e aneurismi arteriosi, rottura di organo/viscere, rottura di utero; – scoliosi precoce, non malformativa ed ingravescente, associata ad ipotonia; o altre alterazioni scheletriche come pectus excavatum, valgismo delle ginocchia, piede torto congenito, pes planus/valgus; – sintomi sospetti, in particolare nell’adulto, possono anche essere: dolore articolare invalidante, ptosi degli organi interni, anomalie vascolari quali aneurismi e anamnesi positiva per stroke. Siccome il fenotipo può essere età-dipendente è necessario, laddove non ci siano ragionevoli certezze per far accedere il paziente a questo percorso diagnostico, rivedere il paziente a distanza di tempo, circa uno o due anni. Anche chi presenta criteri minori è necessario venga rivisto periodicamente, per escludere o confermare con certezza la diagnosi.

Criteri diagnostici

Criteri di diagnosi che si ritiene debbano essere soddisfatti per effettuare un’esenzione per malattia rara
L’EDS è attualmente suddivisa in sei tipi, secondo la classificazione di Villefranche (1997): – Tipo classico: trasmissione autosomica dominante, prevalenza 1:20.000-40.000 (OMIM#130000) – Tipo ipermobile: trasmissione autosomica dominante, prevalenza 1:5.000-20.000 (OMIM #130020) – Tipo vascolare: trasmissione autosomica dominante/recessiva in una famiglia [Plancke A et al; Eur J Hum Genet. 2009; 17(11): 1411-6] prevalenza 1:50.000-250.000 (OMIM #130050) – Tipo cifoscoliotico: trasmissione autosomica recessiva, prevalenza 1:100.000 (OMIM#225400) – Tipo artrocalasico: trasmissione autosomica dominante, prevalenza molto rara, ad oggi sono stati riportati circa 30 casi (OMIM#130060) – Dermatosparassi: trasmissione autosomica recessiva, molto rara, ad oggi sono stati riportati circa 10 casi (OMIM#225410) In corso d’opera è comparsa una nuova classificazione della EDS, basata su una fine distinzione genetica di aspetti fenotipici particolari, associati a nuove varianti delle quali alcune non hanno una “entry” nel database OMIM (Online Mendelian Inheritance in Man) ma sono state comunque identificate, descritte e pubblicate [De Paepe A, Malfait F; Clin Genet. 2012 Jul;82(1):1-11]: – Tipo cardiaco-valvolare: trasmissione autosomica recessiva, molto rara (OMIM #225320) – Simil-vascolare: trasmissione autosomico-dominante – Tipo muscolo-contratturale: trasmissione autosomica recessiva, molto raro (OMIM #601776) – Tipo spondilocheiro-displastico: trasmissione autosomica recessiva, molto rara, ad oggi descritta in 2 famiglie (OMIM #612350) – Sindrome della cornea fragile: Brittle cornea syndrome (BCS1 e BCS2), trasmissione autosomica recessiva, molto rara (OMIM #229200, OMIM #614170) – EDS/OI Overlap: trasmissione autosomico-dominante Altre forme di EDS descritte in letteratura sono: – Tipo progeroide: trasmissione autosomica recessiva, molto rara (OMIM #130070) – Tipo parodontale: trasmissione autosomica dominante, molto rara (OMIM #130080) – Da difetto di tenascinaX: trasmissione autosomica dominante/recessiva, molto rara (OMIM #606408) – Eterotopia periventricolare nodulare con EDS: trasmissione X-linked, rara (OMIM #300537) – EDS con cifoscoliosi progressiva, miopatia e ipoacusia: trasmissone autosomica recessiva, molto rara (OMIM #614557) Va quindi sottolineato che la classificazione delle diverse forme della EDS è in via di ridefinizione sulla base sia della presentazione clinica, che delle cause genetiche per varianti frequenti (tipo ipermobile) e rare. Questo PDTA si basa sulla classificazione attuale, che è comunemente adottata e tuttavia riporta tutte varianti ad oggi descritte.

Elementi clinici

Dal 1997 (Classificazione di Villefranche) sono stati definiti i criteri diagnostici maggiori e minori. La presenza di un criterio diagnostico maggiore o di due o più criteri minori non sono sufficienti per una diagnosi di certezza, ma possono suggerire una condizione EDS-simile. Va però sottolineato che non si può generalizzare e che per ciascuna forma è necessario specificare i criteri diagnostici.
Tipo Classico
Per una diagnosi clinica certa sono necessari 3 dei seguenti criteri maggiori. I criteri minori sono di supporto ma non necessari. Criteri diagnostici Criteri di diagnosi che si ritiene debbano essere soddisfatti per effettuare un’esenzione per malattia rara.
Criteri maggiori: iperestensibilità cutanea, cicatrici atrofiche, papiracee, a carta di sigaretta, emosiderotiche (manifestazioni di fragilità cutanea), ipermobilità articolare. Criteri minori: cute liscia, vellutata, pastosa e fragile, con propensione alla formazione di ecchimosi anche per traumatismi lievi; pseudotumori molluscoidi in corrispondenza delle prominenze ossee o soggette a pressione e sferoidi sottocutanei evidenziabili alla palpazione della cute dell’avambraccio e degli stinchi; complicazioni dell’ipermobilità articolare (sublussazioni, dislocazioni ecc.), ipotonia muscolare, piede piatto, dolore, ritardo nello sviluppo motorio; ernie iatali, ombelicali e post-operatorie, prolassi; storia familiare positiva.
Tipo Ipermobile
Per la diagnosi clinica devono essere soddisfatti tutti i criteri maggiori. I criteri minori sono supportativi ma non necessari. Criteri maggiori: cute moderatamente iperestensibile, liscia e vellutata, ipermobilità articolare. Criteri minori: dislocazioni articolari ricorrenti, in genere delle grandi articolazioni (spalla, gomito, patella, anca); ritardo nello sviluppo motorio; dolore articolare cronico; propensione alla formazione di ecchimosi, disturbi funzionali dell’alvo, disfunzioni autonomiche e familiarità.
Tipo Vascolare
La presenza di 2 o più criteri maggiori suggerisce la diagnosi clinica. Criteri maggiori: cute sottile, traslucida con il reticolo venoso sottostante evidente, soprattutto sul tronco e sull’addome; fragilità e rottura di arterie, intestino, utero; ecchimosi diffuse spontanee; facies caratteristica con naso sottile a becco, labbra sottili, lobo auricolare ipoplasico, guance incavate, occhi prominenti, scarsità di tessuto adiposo sottocutaneo. Criteri minori: acrogeria (invecchiamento prematuro della cute delle mani e dei piedi); ipermobilità delle piccole articolazioni (dita delle mani e dei piedi); rotture muscolari e tendinee; fistola arterovenosa del seno carotideo; piede torto congenito; vene varicose precoci; pneumo/emopneumotorace; recessione gengivale; storia familiare positiva con morte improvvisa di un parente stretto. Altri criteri sono quelli proposti dagli autori della Gene review specifica (Melanie G Pepin, and Peter H Byers “Ehlers-Danlos Syndrome Type IV”, 1999 update 2011)* secondo cui per una diagnosi clinica devono essere soddisfatti 2 criteri maggiori. La presenza di 1 o più criteri minori supporta la diagnosi, ma non è sufficiente. Criteri maggiori: episodi di dissecazione arteriosa, di rottura spontanea dell’intestino e dell’utero durante la gravidanza e familiarità positiva per la patologia. Criteri minori: cute sottile, traslucida, con reticolo venoso sottostante ben evidente, propensione alla formazione di ecchimosi, facies caratteristica (labbra e naso sottili, occhi prominenti), acrogeria, ipermobilità delle piccole articolazioni, rottura di muscoli/tendini, vene varicose dalla giovane età, fistola arterovenosa carotido-cavernosa, pneumo/emopneumotorace spontaneo, dislocazione congenita delle anche, piede torto congenito, lussazioni/sublussazioni articolari ricorrenti.
Tipo Cifoscoliotico
La presenza di 3 criteri maggiori è altamente suggestiva della patologia. Criteri maggiori: lassità legamentosa generalizzata; grave ipotonia muscolare congenita; scoliosi congenita e progressiva; fragilità delle sclere e rottura del globo oculare. Criteri minori: fragilità tissutale con cicatrici atrofiche; propensione alla formazione di ecchimosi; habitus marfanoide; microcornea; grave osteopenia; rottura di arterie; storia familiare positiva.
Tipo Artrocalasico
La presenza dei 2 criteri maggiori è necessaria per la diagnosi. Criteri maggiori: lassità legamentosa generalizzata severa; dislocazione congenita bilaterale delle anche. Criteri minori: iperestensibilità cutanea; fragilità tissutale con cicatrici atrofiche; propensione alla formazione di ecchimosi; ipotonia muscolare; cifoscoliosi; moderata osteopenia; storia familiare positiva.
Tipo Dermatosparassi
La presenza dei 2 criteri maggiori è necessaria per la diagnosi. Criteri maggiori: fragilità cutanea marcata; cute lassa, ridondante. Criteri minori: cute morbida, pastosa; propensione alla formazione di ecchimosi; rottura prematura delle membrane fetali; ernie ombelicali o inguinali di grandi dimensioni; familiarità positiva.
* National Center for Biotechnology Information – NCBI, GeneTests/GeneReviews website: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/sites/GeneTests/

DATI LABORATORISTICI
In presenza di ecchimosi, utile il dosaggio del tempo di protrombina (PT), tempo di tromboplastina parziale (PTT), INR, unitamente ad emocromo con formula per effettuare diagnosi differenziale con patologie che interessano la cascata della coagulazione.
ELEMENTI STRUMENTALI
Angio tomografia computerizzata (angio-TC)/ Angio risonanza magnetica (angio-RMN) Total Body positiva per aneurismi e/o dissecazioni nei giovani-adulti, per i casi di sospetta EDS vascolare, con presenza di criteri clinici o familiari. In presenza di alterazioni scheletriche/scoliosi, utile effettuare indagine radiografica (RX) del rachide o del segmento corporeo interessato. Per gli altri tipi di EDS non sono presenti esami strumentali diagnostici

Biologia Molecolare

Va premesso che l’analisi genetica ha un diverso peso e valore nella diagnosi a seconda della storia familiare del paziente e del tipo di EDS ipotizzato. Va infatti sottolineato che alcune forme hanno una elevata percentuale di rilevamento della mutazione genetica e una esatta correlazione genotipo-fenotipo: in questi casi, l’analisi genetica ha un effettivo valore diagnostico a conferma della diagnosi clinica. Vi sono però altre forme in cui i geni causativi non sono ancora noti, oppure solo ipotizzati, oppure rendono spiegazione ancora per una piccola percentuale di casi: per questi la diagnosi viene effettuata su base clinica e l’analisi genetica può confermare, oppure aiutare, e indirizzare la diagnosi. L’identificazione della mutazione causale nel gene coinvolto permette, se richiesto, di affrontare la diagnosi molecolare prenatale della patologia.
– Tipo Classico
Difetto molecolare: mutazioni nelle catene alfa1 e alfa2 del collagene V [geni COL5A1 e COL5A2 rendono conto del 90% circa dei casi; (Symoens S., Delfien S. et al. 2012)]. Ereditarietà autosomica dominante. Alcuni casi sono spiegati da mutazioni in omozigosi del gene TNXB, anche se per questi casi si ipotizza una nuova forma da difetto di tenascinaX (OMIM #606408). I geni COL1A1 e COL1A2, codificanti per il collagene di tipo I, sono mutati in un numero molto limitato di casi con coinvolgimento vascolare.
Tipo Ipermobile
Difetto molecolare: gene ignoto. Ereditarietà: autosomica dominante. Per alcuni casi, gene TNXB in omozigosi (ipotizzato sia una nuova forma di EDS a ereditarietà autosomica recessiva; OMIM #606408).
– Tipo Vascolare
Difetto molecolare: mutazioni nella catena alfa1 del collagene III (gene COL3A1); rendono conto del 95% circa dei casi (Mayer K, Kennerknecht I, Steinmann B, 2010). Ereditarietà: autosomica dominante; descritta una famiglia con mutazione in COL3A1 recessiva (Plancke A. et al, 2009).
Tipo Cifoscoliotico
Difetto molecolare: deficit dell’enzima lisil-idrossilasi (gene PLOD1 nel 95% dei casi; Mayer K, Kennerknecht I, Steinmann B, 2010). Ereditarietà: autosomica recessiva.
– Tipo Artrocalasico
Difetto molecolare: mutazioni nelle catene alfa1 e alfa2 del collagene I (geni COL1A1 e COL1A2; perdita del sito di clivaggio del pro-peptide N-terminale con folding alterato dell’eterotrimero e mancata maturazione del collagene stesso; nel 95% dei casi: Mayer K, Kennerknecht I, Steinmann B, 2010). Ereditarietà: autosomica dominante.
– Dermatosparassi
Difetto molecolare: difetto della N-proteinasi che agisce sul collagene I, per mutazioni nella peptidasi Nterminale del pro-collagene di tipo I (gene ADAMTS2; non nota la percentuale di rilevamento). Ereditarietà: autosomica recessiva

Diagnostica differenziale
La EDS va posta in diagnosi differenziale con altre patologie, di pertinenza genetica e non, che possono determinare:
– ipotonia neonatale
– iperlassità cutanea
– iperlassità articolare – scoliosi ingravescente
– fragilità tissutale
– prolasso valvolare
– aneurismi a carico dei grossi vasi
– aneurismi a carico dei piccoli vasi
– sintomatologia artralgica
– sanguinamenti, ematomi.

Terapie mediche

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Interventi chirurgici

Particolare attenzione va riservata ad interventi anche di piccola entità che richiedono anestesia locale, in quanto per il paziente con EDS potrebbe essere necessaria una dose maggiore di farmaco anestetico a causa della dispersione del farmaco stesso nel tessuto sottocutaneo.
Per il rischio emorragie e fragilità dei tessuti è ASSOLUTAMENTE NECESSARIO che le suture siano eseguite con fili NON RIASSORBIBILI e a punti isolati. Non utilizzare colla o agraphes per i punti esterni, mantenere più a lungo i punti e rimuoverli dopo due settimane. Nel caso di ferite lacero-contuse, in particolar modo in età pediatrica, è da preferire l’uso della “colla” o “steristrip”.

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Sintesi della sindrome

http://www.ehlersdanlos.it/EDS/Index.aspx

Introduzione

La sindrome di Ehlers Danlos (EDS) comprende un gruppo clinicamente e geneticamente eterogeneo di patologie a carico del tessuto connettivo. Ciò comporta problemi principlamnete alle articolazioni, alla pelle e agli organi interni.La EDS è causata da un difetto in una particolare proteina, detta collagene, di cui esistono oltre 30 tipi differenti. Il collagene è il materiale costitutivo di gran parte dei tessuti e degli organi del nostro corpo: come ad esempio i tendini, i legamenti e la cartilagine. Per questo motivo, se tale materiale è alterato, può essere causa di problemi in varie parti del corpo.

Classificazione e Tipi di EDS

Secondo la più recente classificazione di Villefranche le forme più comuni di EDS sono le seguenti:
• Classica (ex I e II)
• Ipermobile (ex III)
• Vascolare (ex IV)
• Cifoscoliotica (ex VI)
• Artrocalasia (ex VII a, VII b)
• Dermatosparassi (ex VII c)
La sindrome ha peculiarità particolarmente eterogenee e non solo ciascun tipo, ma anche ciascun paziente, rappresenta spesso una patologia a sé stante per espressività, tipologia e gravità dei sintomi.
Le forme più comuni sono la classica e l’ipermobile, mentre la più grave è quella vascolare.
La differenziazione tra le forme non è sempre netta e definita, infatti possono essere presenti sintomi sovrapposti tra le varie forme.

Tipo Classico
I principali sintomi sono: cute iperestensibile, vellutata, traslucida e sottile. Cicatrici estese e caratteristiche (a “carta di sigaretta”). Pseudotumori molluscoidi. Ipermobilità e lassità articolare. Lussazioni ed instabilità articolare. Scarso tono muscolare. Comparsa di lividi a seguito di traumi anche minimi.
Ha un’ ereditarietà ti tipo autosomico dominante ed è dovuta ad un difetto nel gene COLA541, COLA5A2.
Tipo Ipermobile
I principali sintomi sono: Lussazioni ed instabilità articolare accentuata, che è il sintomo più intenso e rilevante. Scarso trofismo muscolare. Dolore cronico, diffuso alle maggior parte delle articolazioni e frequenti lussazioni, anche per traumi di minima intensità. Iperstensività della cute. Possono presentarsi anche disturbi cardiaci quale il prolasso della valvola mitralica.Ha un’ ereditarietà ti tipo autosomico dominante e la causa di questa forma non è tutt’ora ben conosciuta.
Tipo Vascolare
I principali sintomi sono: Rottura spontanea o eccessiva fragilità delle pareti dei vasi sanguigni (arterie) che risultano ben visibili attraverso la cute traslucida. Facilità di insorgenza di ematomi, anche per minimi traumi. Cute sottile ed iperestensibile. Ipermobilità articolare (solitamente lieve) e volto caratteristico. Esoftalmo. Possibile rottura di organi interni o particolarmente irrorati (es: utero). Pneumotraci spontanei.E’ la forma più grave poichè la rottura spontanea di un’arteria o di un organo interno può causare il decesso del paziente in seguito ad emorragia. Ha un’ ereditarietà ti tipo autosomico dominante ed è dovuta ad un difetto nel gene COL3A1.
Tipo Cifoscoliotico
I principali sintomi sono: Grave scoliosi congenita progressiva. Fragilità della sclera oculare. Lassità delle articolazioni.Ipotonia muscolare. Perdita della capacità di deambulazione. Lividi. Fragilità tissutale.Ha un’ ereditarietà ti tipo autosomico recessivo ed è dovuta ad un deficit dell’enzima lisil-ossidasi, coinvolto nelle modifiche post-traduzionali della lisina, nelle procatene alfa del collagene.
Tipo Artrocalasia
I principali sintomi sono: Grave lassità delle articolazioni. Lussazioni frequenti. Ipotonia muscolare. Scoliosi. Bassa statura. Ha un’ ereditarietà ti tipo autosomico dominante ed è dovuta ad un difetto nel gene COL1A1, COL1A2.
Tipo Dermatosparassi
I principali sintomi sono: Grave fragilità cutanea. Cute iperestensibile. Faclie formazione di ecchimosi e lividi.Ha un’ ereditarietà ti tipo autosomico recessivo ed è dovuta ala mancanza del procollagene 1 N-peptidase.

Diagnosi

La diagnosi è affidata soprattutto alla clinica: all’individuazione della sintomatologia ed all’anamnesi familiare.Può essere di aiuto una diagnosi biochimica, effettuata tramite una biopsia cutanea e basata sull’analisi elettroforetica del collagene prodotto dalla coltura dei fibroblasti.
Una diagnosi tempestiva è fondamentale soprattutto per il tipo vascolare.
Tuttavia la diagnosi non è sempre facile ed immediata poichè alcuni sintomi sono comuni anche ad altre patologie e non sono esclusivi dell’EDS.

Alcune note da conoscere

– Le sindromi di Ehlers-Danlos sono diagnosticate a livello clinico ed esistono criteri specifici che permettono l’inquadramento dei pazienti nei diversi tipi della patologia.
Nel caso in cui si sospetti la presenza di una delle forme di sindrome di Ehlers-Danlos, la diagnosi clinica può essere confermata dall’analisi dei geni (test genetico) di cui si conosce il coinvolgimento nelle diverse forme della patologia.
– Non tutti i geni alla base delle sindromi di Ehlers-Danlos sono stati ancora identificati. In particolare nel 50% dei casi di sindrome di Ehlers-Danlos di tipo classico il gene alterato è sconosciuto.
– Nella sindrome di Ehlers-Danlos di tipo ipermobile non si conosce il gene alterato, anche se la ricerca è in corso in tutto il mondo allo scopo di comprendere la base genetica di questa patologia.
– Il test genetico si effettua quindi per i pazienti con le manifestazioni cliniche di una delle forme di sindromi di Ehlers-Danlos, che sono riconosciute da diversi specialisti presenti sul territorio, all’attenzione dei quali solitamente arrivano i pazienti affetti da queste patologie: dermatologi, pediatri, genetisti medici, chirurgi vascolari ecc.
Terapia
La terapia nella sindrome di Ehlers Danlos è molto spesso particolarmente individuale, considerata la differente sintomatologia delle varie forme e la variabilità da paziente a paziente, anche appartenenti alla medesima forma. Al momento non vi sono ancora cure efficaci, che possano cioè agire alla base del problema (ad esempio sui difetti del collagene). E’ particolarmente importante proteggere la cute e le articolazioni da possibili traumi, ad esempio attraverso l’uso di tutori e protezioni, da utilizzare durante alcune attività sportive. Sarebbe comunque meglio evitare la pratica di quelle attività sportive che possano essere eccesivamente traumatiche per tendini, legamenti ed articolazioni, evitando possibili complicanze a carico di questi.
Mantenere, invece, un buon trofismo muscolare è di grande importanza per stabilizzare il più possibile le articolazioni, evitando però sforzi eccessivi e ripetuti, per i quali il beneficio potrebbe essere inferiore alle complicanze.Gli interventi ortopedici sono da valutare con grande attenzione perchè non sempre sono risolutivi. Le suture sono da effettuare con particolare cura ed attenzione a causa della fragilità della pelle e potrebbe essere necessario un tempo superiore al normale per la completa rimarginazione delle stesse.Sono consigliati controlli cardiologici periodici, specialmente per i soggetti che presentano disturbi cardiaci, quali il prolasso della valvola mitralica.Anche la terapia fisica dovrebbe essere impostata e tenuta sotto controllo da uno specialista fisiatra. Si ritiene che l’assunzione di vitamina C possa essere di giovamento, ma non esiste ancora una sufficiente casistica in grado di dimostrarlo.
L’aspetto psicologico svolge un ruolo fondamentale nel trattamento della sindrome: spesso la maggior parte dei pazienti sostiene di non essere creduta del tutto e quasi mai compresa dalle altre persone. Peraltro la diagnosi dell’ EDS è spesso tardiva e ciò è causa di particolare sofferenza, sconforto e frustrazione, anche per la scarsa efficacia delle terapie, che per molte altre patologie sarebbero risolutive.
E’ importante che il paziente impari a conoscere, ad accettare e convivere al meglio con i problemi derivanti dalla sindrome.

Bibliografia
Prof.ssa Marina Colombi

Sezione di Biologia e Genetica, Dipartimento di Scienze Biomediche e Biotecnologie, Università degli Studi di Brescia, Viale Europa 11, 25123 Brescia.

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Angelo Vigliotti
Scritto da Angelo Vigliotti