Introduzione

Una sindrome adenoidea  potrebbe complicarsi in una sindrome dell’apnea ostruttiva nel sonno (OSAS), che potrebbe avere molti risvolti negativi sul bambino.  Riporto un articolo introduttivo di Valentina Murelli ripreso da www.nostrofiglio.it ( 14 aprile 2016), le linee guida del Ministero della Salute(2016) integrato da una sintesi di  un approfondimento della SIP (Società Italiana di Pediatria) del 30 gennaio 2018

Bambini che russano, hanno un sonno agitato, magari fanno pipì a letto. E che di giorno sono iperattivi e irritabili, con qualche difficoltà scolastica. Una varietà di segnali che può dipendere da un unico problema: lapnea ostruttiva nel sonno (OSAS), una sindrome caratterizzata da ripetuti episodi di apnee notturne. Si tratta di vere e proprie interruzioni della respirazione durante il sonno, causate da un blocco temporaneo del passaggio dell’aria nelle vie aeree superiori, quelle che stanno appena dietro al naso e alla bocca. Queste interruzioni possono durare da una decina di secondi a qualche minuto e possono ripetersi anche più volte all’ora.

Le conseguenze della sindrome delle apnee ostruttive

Se non viene trattata, la sindrome può comportare ritardi nella crescita del bambino, un aumento del rischio di andare incontro a otiti e, nei casi più gravi, anche un aumento del rischio di diabete, ipertensione e malattie cardiovascolari come aritmie, aterosclerosi e il cosiddetto cuore polmonare, un ingrossamento del ventricolo.

Sintomi 
Come fare ad accorgersi se il proprio bambino soffre di apnea ostruttiva nel sonno? Se per la diagnosi serve il parere del medico, e anche il risultato di qualche indagine strumentale, ci sono sicuramente dei segnali che possono far sospettare ai genitori che c’è qualcosa che non va nel sonno del proprio bambino. Per esempio:

  • russamento. Come ricordato dalle Linee guida nazionali sull’argomento, appena rilasciate dal Ministero della Salute, si tratta del sintomo più comunenei bambini colpiti dalla sindrome. Ovviamente non parliamo del russamento occasionale, che può capitare per esempio quando il bambino ha il raffreddore, ma quello abituale, che si verifica quasi tutte le notti (almeno tra alla settimana). E anche in questo caso non è detto che il bambino soffra per forza di OSAS. In effetti, russano in modo abituale tra il 3% e il 21% dei bambini, ma solo l’1-6% presenta le apnee;
  • una certa “fatica respiratoria” durante il sonno, con l’osservazione di episodi di apnea;
  • sonno agitato, con frequenti cambi di posizione, oppure sonno in posizioni particolari che facilitano l’ingresso dell’aria, per esempio da seduti;
  • tendenza alla respirazione con la bocca;
  • enuresi notturna (pipì a letto);
  • cefalea mattutina;
  • anomalie comportamentali durante il giorno, come iperattività, aggressività, scarsi risultati scolastici;
  • scarsa capacità di attenzione e di concentrazione.
In alcuni casi può essere presente sonnolenza durante il giorno, ma non è la norma nei bambini con la sindrome dell’apnea ostruttiva (a differenza di quanto accade negli adulti).

Cause e fattori di rischio
Come abbiamo detto, le apnee si verificano perché c’è una temporanea ostruzione – completa o parziale – delle vie aeree aeree, che impedisce il normale flusso dell’aria. Ci sono varie condizioni che predispongono alle apnee, e in particolare:

  • ingrossamento (ipertrofia) di tonsille e adenoidi;
  • asma e rinite allergica;
  • presenza di anomalie nella struttura del cranio o della faccia o nella disposizione dei denti. Attenzione: non parliamo di deformità, ma di semplici caratteristiche individuali che possono favorire l’insorgenza di apnee, come un viso particolarmente allungato, una mandibola piccola, un mento all’indietro, un palato piccolo, un maggior affollamento dei denti nelle due arcate, superiore e inferiore;
  • obesità;
  • sindrome di Down o altre sindromi genetiche

 

Che cosa fare se ci si accorge delle apnee notturne, o c’è il sospetto che il bambino le abbia
La prima cosa da fare è ovviamente rivolgersi al pediatra, che valuterà la situazione, anche sottoponendo ai genitori un questionario piuttosto dettagliato sulle abitudini del bambino durante il sonno e la veglia.Il pediatra, inoltre, consiglierà ai genitori gli specialisti da interpellare, per esempio esperti di disturbi del sonno, otorinolaringoiatri o odontoiatri pediatrici. Le nuove Linee guida del ministero sottolineano proprio l’importanza che può avere la figura dell’odontoiatra nel percorso di riconoscimento e trattamento della sindrome.Per confermare la diagnosi di apnea ostruttiva nel sonno la cosa migliore è effettuare un esame strumentale chiamato polisonnografia. Si tratta di un esame assolutamente non invasivo, che prevede la registrazione durante una notte di sonno di vari parametri fisiologici del bambino, (onde cerebrali, saturazione di ossigeno nel sangue, movimenti del torace ecc.). Se proprio questo esame non può essere effettuato, per esempio se il bambino è ancora molto piccolo, sotto i 3 anni, ce ne sono altri meno completi, ma che possono comunque dare indicazioni importanti.

Come si interviene
Poiché diverse sono le condizioni che possono facilitare l’insorgenza delle apnee, il trattamento dipende da bambino a bambino, anche in base alla gravità della situazione. Per molti, il trattamento d’elezione è rappresentato dall’asportazione chirurgica di tonsille e adenoidiun intervento ormai considerato di routine. Non sempre, però, questo intervento è risolutivo, quindi gli esperti consigliano di verificare bene prima dell’operazione che non siano presenti altri fattori anatomici che possono predisporre alle apnee e, dopo, di controllare con una polisonnografia che la situazione sia stata effettivamente risolta.Come sottolineato dalle Linee guida ministeriali, in alcuni casi il trattamento si basa sull’utilizzo di dispositivi odontoiatrici che permettono la correzione delle anomalie coinvolte nel fenomeno, per esempio dispositivi per l’espansione del palato o la correzione della retrusione della mandibola. Poiché si tratta di interventi di recente utilizzo in questo ambito, le Linee guida suggeriscono di rivolgersi, per effettuarli, a specialisti particolarmente esperti nella gestione delle malattie del sonno con base odontoiatrica. In alcuni casi, inoltre, può essere d’aiuto un trattamento farmacologico con antinfiammatori. E ovviamente, in caso di obesità, occorre cercare di intervenire sul peso del bambino. Se la situazione è particolarmente grave – gli episodi di apnea durano a lungo e si ripetono spesso, facendo calare la concentrazione di ossigeno nel sangue – può essere necessario ricorrere alla cosiddetta terapia ventilatoria CPAP, un trattamento meccanico che prevede l’applicazione al viso del bambino, durante la notte, di una maschera collegata a un dispositivo che pompa aria nelle vie aeree superiori quando percepisce che è in corso un blocco della respirazione.

 Una OSAS ( Obstructive Sleep Apnea Syndrome) non trattata, potrebbe nei bambini dare le seguenti complicvazioni

  • la scarsa resa scolastica
  • la sonnolenza diurna
  • alcuni problemi comportamentali
  • il deficit di crescita staturale
  • l’enuresi notturna
  • la cefalea mattutina
  • l’aumentato rischio di otiti
  • alcune patologie cardiovascolari, quali il cuore polmonare.

 

Linee guida del ministero della Salute

 

Inquadramento generale e percorso diagnostico L’apnea ostruttiva nel sonno (acronimo inglese OSAS – obstructive sleep apnea syndrome) è una condizione caratterizzata da ripetuti episodi di completa (apnea) o parziale (ipopnea) cessazione del flusso d’aria attraverso le vie aeree superiori durante il sonno. Il russamento è il rumore generato dalla vibrazione dei tessuti molli oro faringei; tale rumore è una conseguenza della turbolenza del flusso aereo, dovuta ad una riduzione del calibro delle vie aeree. La prevalenza dei disordini respiratori del sonno colpisce i bambini in età scolare in una percentuale variabile tra 1 e 6%; quest’ampia variabilità è dovuta ai diversi metodi di valutazione. La prevalenza del sintomo russamento “spesso” o “ogni notte” (così detti “russatori abituali”) varia dal 3% al 21% dei bambini. Conseguenze dell’OSAS pediatrico non trattato sono: – scarsa resa scolastica; – sonnolenza diurna; – problemi comportamentali (Johnson EO et al, 2006; Beebe et al, 2010; Brockmann PE et al, 2012); – deficit di crescita staturale (Marcus CL et al, 1994); – enuresi notturna (Bascom A et al, 2011); – cefalea mattutina (Vendrame M et al, 2008); – aumentato rischio di otiti (Kırıs M et al, 2012) e di patologie cardiovascolari, quali il cuore polmonare (Kwok KL et al,2008). Il russamento nel bambino, sebbene spesso considerato “benigno”, in assenza di eventi ostruttivi significativi e ipossiemia, può essere associato a microrisvegli, a frammentazione del sonno e può essere causa di sintomi diurni quali irritabilità, deficit dell’attenzione, iperattività e sonnolenza. Da un punto di vista respiratorio è possibile ipotizzare un continuum tra respirazione prevalentemente orale, russamento e OSAS. Il percorso diagnostico dell’OSAS pediatrico inizia con questionari validati somministrati ai genitori, passa attraverso l’esame clinico e deve essere confermato dall’esame strumentale. I criteri diagnostici minimi per definire un bambino affetto da OSAS, sebbene non esista un’unica classificazione condivisa, differiscono da quelli dell’adulto. In particolare, la diagnosi di patologia deve essere posta in caso di contemporanea presenza di un AHI (Apnea Hypopnea Index – Indice di Apnea Ipopnea) maggiore di 1, un nadir SpO2 (saturazione di ossigeno del sangue) di almeno il 92% in presenza di russamento abituale e sintomi diurni (KheirandishGozal L et al, 2010). 6 5. Ruolo dell’odontoiatra L’odontoiatra, in virtù dei controlli periodici di sua competenza, può riconoscere il russamento e l’OSAS ed intervenire terapeuticamente con l’applicazione di dispostivi orali. Durante l’esame clinico, l’odontoiatra deve porre attenzione alle caratteristiche cranio facciali connesse, alla respirazione orale, al volto allungato, al mento piccolo e retruso, all’affollamento dentale, al palato alto e stretto e, nella raccolta dell’anamnesi, è buona norma, che raccolga elementi in merito alla resa scolastica, alla capacità di concentrazione, all’eventuale presenza di enuresi notturna, allo scarso appetito, all’obesità e alle infezioni ricorrenti alle vie aeree (Haviv et al, 2014). 6. Percorso terapeutico di pertinenza odontoiatrica Nel bambino, la prima scelta terapeutica è rappresentata dall’adenotonsillectomia, soprattutto nei casi di apnea da moderata a severa (AHI>5); tale approccio deve considerarsi elettivo nei casi di ipertrofia adenotonsillare. Gli Autori di tali conclusioni affermano però: ”Contrary to popular belief, metaanalysis of current literature demonstrates that paediatric OSAS is often not cured by A-T. Another treatment option that may be considered in selected patients is orthognatic expansion technique” e ”Finally we would recommend referring children with maxillary transverse deficiency to an orthodontist for evaluation and RME treatment for persisting OSAS after AT” (Friedman et al, 2009; Marcus et al, 2013; Tapia et al, 2013). Inoltre, le raccomandazioni pubblicate dal Sistema Nazionale per le Linee Guida (SNLG) dell’Istituto Superiore di Sanità in una pubblicazione del 2008 dal titolo “Appropriatezza e sicurezza degli interventi di tonsillectomia e/o adenoidectomia” riportano: “I bambini con OSAS e ipertrofia adenotonsillare con sospetto di anomalie occlusali o cranio-facciali necessitano di valutazione ortodontica prima di procedere all’intervento di adenotonsillectomia” e “L’intervento ortodontico dev’essere considerato come opzione terapeutica prima o contestualmente al trattamento con CPAP (Continuous Positive Airway Pressure)”. Un’altra importante opzione di trattamento è, dunque, il trattamento ortodontico, in particolare l’espansione rapida del mascellare superiore. Al riguardo, già nelle “Linee guida nazionali per la promozione della salute orale e la prevenzione delle patologie orali in età evolutiva”, Ministero della Salute, edizione 2008, è indicato, con alto livello di evidenza e forza, che “i bambini con respirazione prevalentemente orale e mascellare superiore contratto traggono beneficio dall’espansione ortopedica del mascellare”. Alla terapia ortodontica è utile associare la terapia miofunzionale per favorire sia il ripristino della normale respirazione nasale sia la stabilità degli effetti del trattamento ortodontico. È importante che l’odontoiatra conosca le altre opzioni di cura, tra cui la terapia dell’allergia, la CPAP e, nei bambini obesi, il controllo del peso (Sinha et al, 2010). 7. Dispositivi orali appropriati L’espansore palatale rapido, con varie modificazioni, è utilizzato con successo per la cura delle OSAS e del russamento nel paziente in età evolutiva; modificando la struttura anatomica, la terapia ortodontica di espansione rapida del palato ha dimostrato di consentire un miglioramento funzionale nei pazienti affetti da disturbi respiratori, conferendo quindi agli ortodontisti un ruolo importante nella terapia interdisciplinare dei pazienti OSAS (Pirelli et al, 2004). Dispositivi orali e apparecchi funzionali, inoltre, possono essere utili nel trattamento dei bambini con anomalie craniofacciali considerate fattori di rischio dell’OSAS (Carvalho et al, 2007); al riguardo, è stato ipotizzato, nei casi di russamento semplice e apnea ostruttiva lieve (AHI>1<5) di bambini non obesi, come il trattamento ortodontico sia la prima scelta (Villa et al, 2012). I potenziali effetti negativi dei dispositivi orali sono transitori e indipendenti dalla forma dell’apparecchio; essi sono dolore, fastidio, difficoltà nell’eloquio, problemi di masticazione e deglutizione, aumentata salivazione (Eichenberger et al, 2014). Qualora, al momento della diagnosi il bambino presenti una mandibola corta e/o retroposta, e abbia raggiunto un diametro dell’arcata superiore adeguato, può essere utile l’uso di un propulsore mandibolare (Rose E et al, 2006; Villa MP et al, 2012). 8. Raccomandazioni RACCOMANDAZIONE 1 Il ruolo dell’odontoiatra è anche quello di riconoscere eventuali segni e sintomi di propria competenza, riconducibili al russamento e alla sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (OSAS) in età evolutiva. Livello di evidenza II Forza della raccomandazione A 7 L’intercettamento delle OSAS e del russamento nel bambino avviene attraverso l’uso di questionari validati e con un adeguato esame clinico anamnestico (Kaditis A et al, 2012) fondato sulla individuazione delle caratteristiche cliniche, diurne e notturne, che l’odontoiatra deve condividere con i genitori. In particolare possiamo elencare: 1. Segni e sintomi notturni: – russamento: è il sintomo più comune dei bambini affetti da OSAS e tende a manifestarsi prevalentemente nella fase di sonno REM; – sonno agitato; – posizioni anomale durante il sonno; – enuresi notturna (Carroll et al, 2003). 2. Segni e sintomi diurni: – la maggior parte dei bambini con OSAS non presentano sonnolenza diurna (questa è una delle principali differenze con l’adulto) – anomalie comportamentali come iperattività, aggressività, scarsa performance scolastica (de Carvalho et al 2013; Honaker et al, 2009; O’Brien et al, 2015); – scarsa concentrazione – cefalea mattutina Possono, altresì, esser presenti deficit neurocognitivo e ritardo nell’accrescimento staturale. L’obesità, anche nella forma pediatrica, è uno dei fattori di rischio per OSAS insieme alla ipertrofia adenotonsillare, anomalie craniofacciali e disturbi neuromuscolari (Marcus et al, 2012). In particolare, esiste una forma clinica di OSAS pediatrico con ipertrofia adenotonsillare (frequente nell’età prescolare e scolare) e una forma associata ad obesità, simile fenotipicamente a quella dell’adulto (frequente in età adolescenziale). A queste bisogna aggiungere la forma congenita/sindromica associata ad anomalie cranio-facciali (Arens et al, 2004). Per un semplice screening della patologia è utile l’utilizzo di questionari da proporre e condividere con i genitori (allegato 1) (Kaditis A et al, 2012; Kang et al, 2015). I bambini con problemi respiratori del sonno, rispetto ai bambini sani, presentano anomalie craniofacciali come faccia adenoidea, mascellare superiore contratto e profondo, mandibola piccola e retrusa, mento retruso, viso allungato, morso incrociato, overjet aumentato, angolo mandibolare aumentato, incompetenza labiale e maggior affollamento su entrambe le arcate (Katz et al, 2010; Pacheco et al, 2015; AlHammad et al, 2015). È, dunque, importante che l’odontoiatra focalizzi la propria attenzione su queste caratteristiche cliniche. Tale approccio deve essere preso in particolare considerazione dall’odontoiatra pediatrico e dall’ortodontista, delegando la ricerca di segni e sintomi sistemici al pediatra. Oltre ai sintomi ed i segni clinici è, comunque, opportuno che l’odontoiatra conosca l’esistenza di complicanze cardio-vascolari esito di OSAS non trattate oltre alle sindromi associate ai disordini respiratori del sonno (Down, Prader-Willi e Arnold-Chiari). È necessario, però, ricordare come la sola valutazione clinica non sia sufficiente per la diagnosi. RACCOMANDAZIONE 2 Il percorso diagnostico e terapeutico che l’odontoiatra deve seguire in caso di paziente in età evolutiva con sospetto di russamento o sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (OSAS) deve essere caratterizzato da un approccio multidisciplinare. Livello di evidenza V Forza della raccomandazione A Data la multifattorialità dell’OSAS, l’approccio diagnostico e terapeutico deve essere multidisciplinare e comprendere i fruitori del presente documento nelle loro competenze. In tale contesto multidisciplinare, il pediatra ha il ruolo di coordinatore, e può riferire il bambino in modo specifico ai fruitori del presente documento per le valutazioni diagnostiche o percorsi terapeutici di 8 specifica competenza. L’odontoiatra può essere delegato dal pediatra a percorsi diagnostici e terapeutici di sua competenza. I pazienti che presentano una morfologia craniofacciale e occlusale correlata con OSAS, accompagnati da una storia di russamento, inabilità a respirare con il naso, allergie, asma, obesità, devono essere inviati al pediatra per una valutazione multidisciplinare. Poiché la sola valutazione clinica non è sufficiente per la diagnosi, è importante che la diagnosi venga eseguita con esame strumentale; la polisonnografia (PSG) rappresenta il gold standard per stabilire la presenza e la gravità dell’OSAS (Muzumdar H et al, 2008). Se la PSG non è realizzabile, i clinici possono far riferimento ad altri esami strumentali con un grado di raccomandazione meno elevato, come il monitoraggio video, l’ossimetria notturna, la PSG durante un periodo di sonno spontaneo diurno (pomeridiano o mattutino), utile nel bambino al di sotto dei 3 anni o il monitoraggio poligrafico cardiorespiratorio/polisonnografico ambulatoriale. Di fronte ad un forte sospetto clinico, qualora l’esito di esami strumentali con basso grado di evidenza sia negativo, è necessario ottenere una PSG ed inviare il paziente al pediatra o ad un medico con competenze specifiche relative alla medicina del sonno. La maggior parte dei pazienti trae beneficio dall’adenotonsilectomia e/o dalla terapia ortodontica. Altrettanto importanti sono l’approccio farmacologico, il controllo del peso e la CPAP, ove indicati. L’approccio dipende dalla severità e dalla durata dei sintomi, e dalle caratteristiche anatomiche e fisiologiche (Kuhle S et al, 2009). E’ importante associare alla terapia una contemporanea ginnastica respiratoria (Levrini et al, 2014). È auspicabile che la multidisciplinarietà venga espressa in un unico momento di visita collegiale, e qualora non sia possibile è opportuno che il pediatra si faccia carico del coordinamento delle diverse competenze. RACCOMANDAZIONE 3 L’odontoiatra, in caso di accertato russamento o OSAS in un paziente in età evolutiva ed in presenza di una morfologia craniofacciale correlata, può applicare dispositivi fissi di espansione rapida del mascellare, in particolare, e/o propulsori mandibolari. Livello di evidenza II Forza della raccomandazione A Nel caso si ritenga che la componente eziopatogenetica ostruttiva otorinolaringoiatrica non sia preponderante nell’etiopatogenesi del russamento e/o dell’OSAS, l’odontoiatra può applicare un dispositivo orale (Villa MP et al, 2015). L’espansione palatale rapida può migliorare la qualità della vita dei bambini con disordini respiratori del sonno e con mascellare superiore contratto (Katyal et al, 2013). Già da tempo sono stati dimostrati gli effetti positivi di tale manovra ortodontica sui sintomi di bambini affetti da OSAS, sia con prove di funzionalità respiratoria sia con registrazioni polisonnografiche (Pirelli et al, 2004). L’espansione palatale rapida ha: – un effetto positivo sulle vie aeree faringee superiori (Aloufi et al, 2012); – modifica il complesso dei tessuti molli naso-mascellari (Altorkat et al, 2014); – diminuisce le resistenze nasali (Basciftci et al, 2002); – migliora la saturazione di ossigeno (Fastuca et al, 2015); – aumenta il volume nasale (Doruk et al, 2007); – ha effetti favorevoli sulla crescita del complesso mascellare (Farronato et al, 2012); – migliora la ventilazione nasale (Iwasaki et al, 2012); – migliora la postura linguale (Iwasaki et al, 2013); – migliora la funzione dell’orecchio medio (Micheletti et al, 2012); – migliora la pervietà delle vie nasali (Pirelli P et al, 2010).

Inoltre, l’espansione ortopedica del mascellare superiore, sembra ridurre l’ipertrofia tonsillare sia per l’allargamento dello spazio faringeo da cui le tonsille appaiono relativamente più piccole, sia per la migliorata respirazione nasale, che riduce l’incidenza delle malattie delle vie aeree (Villa et al, 2002). L’espansione del mascellare deve essere programmata il prima possibile per ridurre i rischi legati agli eventi ostruttivi, ottenere un maggiore effetto sulle cavità nasali e favorire una crescita craniofacciale armoniosa (Baccetti et al, 2001). Nel breve termine, l’aumento dello spazio delle vie aeree ottenuto con l’espansione palatale associato ad avanzamento mandibolare fisso migliora la respirazione notturna associato con la correzione della retrognazia (Schütz et al, 2011). Il razionale di questo approccio terapeutico ortodontico, basato sull’avanzamento mandibolare, è l’allargamento dello spazio retro linguale e, al contempo, l’avanzamento della posizione della lingua. Sembra, allo stato attuale, ancora non chiaro se la gravità della malocclusione possa predire l’esito della terapia. Tuttavia, per gli apparecchi di avanzamento mandibolare, l’efficacia sperimentata è nella maggior parte dei casi a breve termine; per determinarne l’efficacia nella terapia dell’OSAS sarebbero necessari studi a medio e lungo termine (Nazarali et al, 2015), in particolare sarebbe necessario verificare cosa accade quando i bambini interrompono l’uso del dispositivo. Per la correzione della retrusione mandibolare sono stati proposti diversi tipi di dispositivi: un apparecchio tipo monoblocco (Cozza et al, 2004), un apparecchio tipo Herbst, il twin-block (Ghodke et al, 2014; Zhang et al, 2013) e l’attivatore associato alla trazione extraorale (Hänggi et al, 2008). L’applicazione dei dispostivi orali per la cura del russamento e dell’OSAS è auspicabile venga demandata ad un odontoiatra con adeguate conoscenze e comprovata esperienza in tema di patologie del sonno in odontoiatria.

RACCOMANDAZIONE 

Il ruolo dell’odontoiatra è anche quello di riconoscere eventuali segni e sintomi, di propria competenza, riconducibili al russamento e alla sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (OSAS) in età evolutiva.  Il percorso diagnostico e terapeutico che l’odontoiatra deve seguire in caso di paziente in età evolutiva con sospetto di russamento o sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (OSAS) deve essere caratterizzato da un approccio multidisciplinare. L’odontoiatra, in caso di accertato russamento o OSAS in un paziente in età evolutiva ed in presenza di una morfologia craniofacciale correlata, può applicare dispositivi fissi di espansione rapida del mascellare, in particolare, e/o propulsori mandibolari.

Suggerimenti 

È auspicabile che vengano introdotte nozioni di “Odontoiatria del sonno” nel piano di studi dei Corsi di laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria, attivi presso le Università italiane e percorsi di formazione post-lauream dedicati. Gli odontoiatri che si occupano della terapia dei disturbi respiratori del sonno devono essere incoraggiati a continuare la loro formazione specifica con un aggiornamento continuo. È auspicabile che gli odontoiatri sensibilizzino maggiormente i genitori in tema di russamento e apnee notturne ostruttive del sonno che possono comparire durante l’età evolutiva, sì da poter più facilmente intercettare tali patologie e contribuire alla loro cura, stimolando anche l’adozione di corretti stili di vita.

Società Italiana di  Pediatria (SIP): approfondimento del  30 gennaio 2018

L’ostruzione può essere completa o incompleta ed è caratterizzata da 3  componenti principali:

1.- diminuzione della quantitàà di ossigeno nel sangue (ipossia)

2. – aumento intermittente del tasso di anidride carbonica nel sangue  (ipercapnia)

3.- sonno disturbato e frammentato  (il bambino non riposa bene).

La causa più comune di ostruzione delle vie aeree superiori nei bambini che può generare russamento ( non sempre presente ) e apnea  è l’aumento delle dimensioni delle tonsille e>/o dele adenoidi. Anche problemi maxillo faciali come ipoplasia della mandibola o mascella troppo stretta possono generare OSAS. L’ obesità  è un altro fattore di rischio.  Poi ci sono alcune malattie genetiche e altre associate a malformazioni muscolo scheletriche delle vie aeree sup. che possono associarsi ad OSAS. I sintomi più frequenti sono: russamento; pause nella respirazione durante il sonno; stanchezza diurna; preoblemi di scarso rendimemnto scolastico.

Conseguenze

1.- arresto della crescita ( problemi di peso e altezza per alterazione della secrezione di cortisolo, melatonina  e ormone della cres cita);

2.- problemi di salute in generale (obesità, letargia, problemi di concentrazione, irritabilità, problemi cardiaci, ipertensione, e deficit del sistema immunitario);

3.- capacità cognitiva e sviluppo intellettivo non coerente: lo sviluppo di alcune cellule cerebrali può essere intaccato dalla carenza di ossigeno;

4. -stanchezza cronica: i bambini hanno bisogno di più sonno rispetto agfli adulti

5.- le apnee  non trattate possono contribuire alla iperattività con disturbo dell’attenzione e della memoria.

Diagnosi

Visita medica multidisciplinare ( ORL- pneumologica –  ortodontica); valutazione della storia clinica; valutazione delle tonsille e adenoidi; filmati del bambino durante il sonno; visita  ambulatorio OSAS ( clinica Meyer – Firenze) per la registrazione dei parametri vitali con un apparecchio oppure il flusso dell’aria che passa nel naso del bambino ( polisonnografia).

Terapie

Se l’apnea è dovuta alla sindrome adeno-tonsillare ( valutazione dei casi candidati alla chirurgia che non sempre è risolutiva!); dieta sana  e attività motoria se siamo in presenza di obesità; in presenza di una mascella superiore  più stretta della parte inferiore….correzione ortodontica; in casi gravi ( patologie malformative o neuromsucolari) si possono usare ventilatori con mascherine nasali o naso – buccali per favorire un corretto flusso di aria nelle vie respiratorie ed equilibrare ossigeno e anidride carbonica.

 

Parlare con il pediatra

1.- se il bambino russa durante bla notte;

2.- se presenta sonno agitato;

3. – se c’è calo di attenzione, di concentrazione, stanchezza, irritabilità, cambiamento della personalità.

Consiglio importante:

è sempre utile portare al pediatra una registrazione video del sonno del bambino.

Angelo Vigliotti
Scritto da Angelo Vigliotti