Luna caprese

A Capri si capisce un pò cosa è l’amore e  cosa è la bellezza e il rapporto fra amore e bellezza.
Non ci crederai …ma è così. Torna se hai tempo a Capri e scendi un po’ a piedi i gradini che vanno da Anacapri e a Marina Grande, siediti di fronte al mare e alle tue spalle la piazzetta oppure fai il giro dell’isola  e alle varie grotte osserva la sfumatura dei colori. E sei fortunato osserva con invidia il tramonto e l’aurora mentre sei immerso nella sua storia. E pensa per un attimo alle parole di Malaparte: “Nessun luogo, in Italia, ha tale ampiezza d’ orizzonte, tale profondità di sentimento. È un luogo, certo, solo adatto per uomini forti, per spiriti liberi”. (da Casa come me di Curzio Malaparte)


Nella poesia “luna caprese” cantata da Peppino di Capri c’è questa strofa che è bellissima.
Tu, luna luna tu, luna caprese,
ca faje sunná ll’ammore a ‘e ‘nnammurate…
adduorme a nénna mia ca sta scetata
e falla ‘nnammurá cu na buscía.
Tu, luna luna tu, luna busciarda,
famme passá sti ppene ‘e gelusia
e fa’ ca nénna fosse tutt”a mia…
Tu, luna luna tu…Luna caprese!…

Una luna che fa sognare l’amore, una luna che fa passare le pene della gelosia. Una luna incantevole su Capri, una luna bugiarda..

“Capri è un bocconcino minuscolo, ma squisito. Il fatto è che qui vedi subito, in un sol giorno, tanta di quella bellezza che ne rimani come ubriaco, inebetito, e non riesci a fare più nulla. Continui a guardarti intorno e a sorridere…Il Golfo di Napoli – e soprattutto Capri – è già bello e più profondo dell’amore e delle donne. In amore scopri subito tutto – qui non sai neppure se sia possibile scoprire tutto…Ho in testa un diavoletto allegro che balla la tarantella, e sono ubriaco anche senza vino”. (Maksim Gor’kij)
 Il tradimento

A Capri scopri l’amore attraverso il tradimento. Un’isola che ti fa impazzire e ti fa dimenticare l’atro per godere della bellezza. Senz’altro è un frammento di una stella, è una parte del tutto, è il finito dell’infinito.
L’amore è la parte più difficile della vita.: essere innamorati è semplice: non vedo che l’altro. Io sono l’altro con la follia della mente, la passione del cuore , il narcisismo del corpo. Ma quale è il gesto d’amore più radicale: solo il perdono. Molto spesso noi diciamo nell’innamoramento “ ti amerò per sempre” L’innamorato da una legge al cuore che il cuore non accetta. Perché nel cuore c’è l’infinito e il cuore non può accettare un pensiero della mente che è finito. Allora ecco il tradimento. Con il tradimento si aprono tante strade, alcune delle quali pregne di sangue e di ferite; di amarezza e di lutto  per cui  il mondo  non è più lo stesso; di pathos tra ero e thanatos con il non essere più io e  la scelta di andare via.
A Capri scopri un’altra strada più facile per la donna ( ha un io più relativo, più aperto allo scambio)  più difficile per l’uomo ( ha un io più assoluto, a causa dell’orgoglio fallico). A Capri dopo aver sentito la storia di Tiberio e di augusto, dopo aver passeggiato vicino alla casa che ha ospitato Lenin, dopo essere entrato nell’azzurro e nel blu, e aver visto un tramonto delizioso , quasi una penetrazione con un orgasmo di gioia e di goduria e  aver guardato in una notte buia la splendida luna non puoi che perdonare. Il perdono è l’unica strada che unisce il finito all’infinito, la mente al sentimento,  e da la possibilità che l’altro è diverso da te.

Ada Negri
Ti lascio con una poesia ( Il mare azzurro)  di Ada Negri (Lodi, 3 febbraio 1870 – Milano, 11 gennaio 1945 ) per ricordarti ancora lo splendore di quest’isola e la sua seduzione amorosa.

Ho male di luce, ho male di te, Capri solare.
Oh, troppo bella, oh, simile all’onda sul capo del naufrago.
Ma forse ai miei occhi non sei che un raggiante capriccio del prisma,
una dorata nuvola emersa dal fiato del mare?
No. Sento il tuo cuore che vive, che batte, in un cavo di roccia
del Pizzolungo; e guardia dal mare gli fanno i Ciclopi
che mai non conobbero il sonno; e dal monte le lance
dell’àgavi, e, immote, da torri di rupi, pupille di falchi.
Guizza ancor lungo i fianchi dei tre Ciclopi, e sfavilla
la lucertola azzurra che nacque al tuo nascere, o Capri.
Sacra al tempo, ella è maga, sovrana del sortilegio glauco.
Perfida come l’acqua che intorno agli scogli in cristalli
multisplendenti s’indura, dissolti da un tuffo di remo,
s’io l’afferro mi sfugge e m’irride, lasciandomi agli occhi il barbaglio.
Azzurra è la tua follia, Capri, nube del mare.
Azzurro il canto eterno di che tu colmi i cieli.
S’io debba morire di te, dammi la morte azzurra.

L’amore si incontra con la bellezza in una fusione  vulcanica come un magma che scorre furibondo e forma una via  indissolubile. La bellezza  dice Gibran Kahalil risplende nel cuore di colui che ad essa aspira più che negli occhi di colui che la vede.  Nella simbiosi tra amore e bellezza nasce il desiderio. Il desiderio è solo sofferenza ma ti fa sognare e a volte il sogno ti fa vivere un po’ l’illusione di vivere. Capri ti insegna una cosa: tu ami veramente quando non sai il perché, quando una domanda può avere mille soluzioni, quando un interrogativo  rimane  senza una soluzione e diventa la tua unica risposta.

Angelo Vigliotti
Scritto da Angelo Vigliotti