Malattia di   Lyme

L’origine del nome della malattia si riferisce alla cittadina di Lyme (Connecticut), dove si verificò un’epidemia di questo male, segnalata a partire dal 1975, che si manifestò con un misterioso aumento dei casi di artrite, soprattutto infantile. L’artrite cominciava con eritemi cutanei sul torace, addome, dorso e natiche, che si ingrandivano fino a raggiungere una dimensione variabile tra i 10 e i 50 cm, mal di testa e dolori articolari.La causa della malattia di Lyme è un batterio spiraliforme, la Borrelia burgdorferi, chiamata così in onore al suo scopritore, Burgdorfer. Il batterio infesta le zecche, le quali possono trasmetterlo all’uomo e agli animali. ( fonte: wikipedia)

Fonte: http://www.epicentro.iss.it (ministero della sanità-Italia)

La malattia di Lyme è oggi la più diffusa e rilevante patologia trasmessa da vettore con diffusione nelle zone geografiche temperate ed è seconda, per numero di casi, solo alla malaria fra le malattie che richiedono un vettore artropode per la diffusione. L’infezione, di origine batterica, colpisce prevalentemente la pelle, le articolazioni, il sistema nervoso e gli organi interni. Può manifestarsi con sintomi gravi, persistenti e, se non viene curata, assume un decorso cronico. L’agente patogeno, la Borrelia, è un genere di batterio. Il batterio Borrelia burgdorferi sensu striato è presente in Europa ed è l’unico agente di infezione nel Nord America, il Borrelia afzelii e il Borrelia garinii sono invece presenti in Europa, Asia e Africa.

Questi germi vengono trasmessi all’uomo attraverso la puntura di zecche dure del genere Ixodes e forse anche dalle Amblyomma e Dermacentor (le zecche del cane). I principali serbatoi dell’infezione sono rappresentati da animali selvatici (roditori, caprioli, cervi, volpi, lepri).

Clinica (tre fasi)

I primi sintomi della malattia sono intermittenti e mutevoli. La malattia inizia tipicamente in estate (prima fase)  e all’inizio si manifesta con una macchia rossa che si espande lentamente. Entro qualche settimana (che in qualche caso possono diventare mesi), si possono sviluppare disturbi neurologici precoci caratterizzati da artralgie migranti, mialgie, meningiti, polineuriti, linfocitoma cutaneo, miocardite e disturbi della conduzione atrio-ventricolare (seconda fase)

 I sintomi sono fluttuanti e possono durare per mesi e cronicizzare. L’ultima fase della malattia a distanza di mesi o anni dall’infezione (terza fase) , è caratterizzata da alterazioni a carico dell’apparato muscolo-scheletrico (artrite cronica), del sistema nervoso centrale e periferico (meningite, encefalomielite, atassia cerebellare, polineuropatie sensitivo–motorie, disturbi del sonno e comportamentali), della cute (acrodermatite cronica atrofica) e dell’apparato cardiovascolare (miopericardite, cardiomegalia).

Dal momento che gli esami di laboratorio non sono sempre in grado di confermare o escludere in modo definitivo la malattia, la decisione di iniziare il trattamento antibiotico dovrebbe essere presa sulla base della diagnosi clinica e dei dati anamnestici ed epidemiologici. La malattia non porta a sviluppare immunità, per cui l’infezione può essere contratta più volte nel corso della vita.

Prevenzione

Considerando che la borreliosi può complicarsi nella PANS (pediatric acute-onset neuropsychiatric syndrome)     nei soggetti predisposti. Conviene usare la massima attenzione  quando si fanno gite in campagna: tenersi  al centro dei sentieri; indossare indumenti che coprono tutto il corpo con capelli protetti;  i i pantaloni vanno  nei calzettoni; camminare con scarpe che non lasciano scoperto il piede.

Angelo Vigliotti
Scritto da Angelo Vigliotti