La meditazione sulla morte in età adolescenziale

Simbolicamente questo è un giorno che ci ricorda che siamo di passaggio su questa terra:
Tu sei polvere e in polvere ritornerai. Questa memoira può avere un valore nell’insegnamento pedagogico del bambino?  Penso che abbia un grande valore. La meditazione sulla morte è la base per un processo di crescita sia fisico che psichico oltre che energetico e spirituale. Oggi ci sei, domani non ci sei più. Purtroppo di te non rimane nulla. Una volta che non sei più visibile viene facilmente dimenticato e perso nella memoria. Cosa rimarrà di te?

La tua luce
Al mattino, fa’ conto di non arrivare alla sera. Venuta la sera, non osare di riprometterti  di arrivare al  mattino con tranquillità. tutto può succedere.  Sii, dunque, sempre pronto, e vivi in maniera che la morte mai ti sorprenda impreparato.

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A mio parere è molto importante che, nel terzo periodo di crescita evolutiva (dai 14 ai 21 anni), attraverso il modello genitoriale, il ragazzo sia abituato alla meditazione e alla riflessione sulla morte.  La meditazione sulla morte è  il fondamento della crescita interiore, la base di un equilibrio mentale, l’inizio del percorso di crescita che durerà tutta la vita.

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Vivere e morire

La realtà della morte è preziosissima per penetrare la nostra vera natura, tornare a casa, lasciare che affiori la parte più vera di noi. La meditazione della morte è qualcosa che dà gioia di vivere e aqumenta in tutti coloro che l’hanno presente tutti i giorni l’energia per andare avanti avendo sempre presente dinnanzi a sé i valori fondamentali ed essenziali dell’esistenza. Capire che la vita ha una durata breve e comprendere che ogni giorno vissuto con amore e con la presenza e la consapevolezza che tutto è caduco non ci porta a vivere la vita  come se fossimo immortali ma ci tiene svegli alla realtà. La consapevolezza della morte ci fa provare amore per la vita, e ce la fa vedere come un bene assoluto. La vita è una scoperta continua e non una corsa verso la fine.

La vita e morte non sono due estremi lontani l’uno dall’altro. Sono come due gambe che camminano insieme, ed entrambe ti appartengono. In questo stesso istante stai vivendo e morendo allo stesso tempo. Qualcosa in te muore a ogni istante. Nell’arco di settant’anni la morte arriverà a compimento. In ogni istante continui a morire, e alla fine morirai davvero.(Osho)

Quand’ero ragazzo era un fatto corale. Moriva un vicino di casa e tutti assistevano, aiutavano. La morte veniva mostrata. Si apriva la casa, il morto veniva esposto e ciascuno faceva così la sua conoscenza con la morte. Oggi è il contrario: la morte è un imbarazzo, viene nascosta. Nessuno sa più gestirla. Nessuno sa più cosa fare con un morto. L’esperienza della morte si fa sempre più rara e uno può arrivare alla propria senza mai aver visto quella di un altro. (Tiziano Terzani)

Non aver paura

Achille: Ti dirò un segreto [A Briseide] , una cosa che non insegnano nei templi. Gli dei ci invidiano. Ci invidiano perché siamo mortali, perché ogni momento può essere l’ultimo per noi. Ogni cosa è più bella per i condannati a morte… E tu non sarai mai più bella di quanto sei ora! Questo momento non tornerà. ( citazione dal film: Troy di Achille)

Molti vivono la vita come illusione e delusione, pessimismo e ottimismo, guerra e pace, di contasti continui tra ciò che si è e ciò che si vorrebbe essere. Tu vivila come un bene inestimabile e abbi la morte come un libro di insegnamento continuo, come un tesoro immenso per entrare dentro di te, per arrivare a una illuminazione senza confine, ad essere una stella, perché l’unica cosa che rimarrà  di te su questa terra ora e per sempre è la tua luce.

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La morte
Non è un paese straniero dal quale non si torna più, non è una illusione, non è un fiume amaro dentro di me. La morte è la bellezza dell’esistenza. La me3ditazione della morte dà un significato profondo a tutta la mia biografia. Muoio ogni giorno per vivere intensamente ogni momento e rinascere ogni attimo con la speranza di non aver perduto un giorno della mia esistenza. Non voglio vivere tra l’illusione e la delusione, tra il sogno e la realtà, tra l’essere sveglio o addormentato. Il significato della morte mi tiene consapevole di ogni attimo della giornata e arricchisce la mia esistenza in modo prezioso e ineguagliabile. Quando sento che una persona è morta sento che una parte di me (che appartengo all’umanità) è andata via e mi ricorda che anche io prima o poi debbo andare, debbo lasciare questa terra di cui sono un semplice pellegrino.
Una coppia genitoriale deve insegnare ai propri figli il senso della vita e il senso della morte perché come diceva Seneca “ ci vuole tutta la vita per imparare a vivere e, quel che forse sembrerà più strano, ci vuole tutta la vita per imparare a morire”.

Tralasciare questo messaggio vuol dire condannare il proprio figlio a dormire tutta la vita, a non capire la bellezza dell’universo, a buttar via l’energia che l’infinito ci ha dato. Non puoi dimenticare che morire è vivere e morire ogni giorno è integrarsi non solo con l’universo ma con l’umanità intera.Quando tu inizi a vivere e lo esprimi come modello esistenziale,  la morte sara come una sorella che ti aiuterà nel percorso della vita e tu potrai dire come San Francesco: ‘Laudato si’ mi’ Signore per sora nostra morte corporale”

Angelo Vigliotti
Scritto da Angelo Vigliotti