Morire per Vivere

La vita è bella , è straordinaria, è affascinante. Viverla intensamente è la cosa più credibile che una persona possa fare.


Ma quale è il segreto per viverla davvero?

Non è una vita spericolata, non è superare uno stato d’animo annichilito da eventi turbolenti, da guerre, aggressività di qualsiasi tipo,da razzismo, da mancanza di lavoro, da violenze sociali.

Non è una poesia o una prosa esistenziale, come riflessione metafisica sulle inquietudini delle nuove e vecchie generazioni.

Non è un gioco di parole per stupire, parole che riscaldano le menti analizzando il meglio e il peggio del sistema, trovando vie di entrate e di uscita a una crisi periodica; parole che creano forme triangolari ( salvezza, persecuzione, vittime) o di altre tipologie geometriche e matematiche per risolvere un problema. Immagina anche la vita come una commedia o una tragedia, in cui  spettatori e attori continuano il loro spettacolo nonostante tutto per la ricerca di un piacere e per superare il dolore, tra egoismo e altruismo in una molteplicità di ruoli  da far tremare le vene e i polsi.

Ma quale è il segreto per viverla bene ?

Forse lottare per arrivare a realizzarti, inserirti in una ideologia e completare un programma, scegliere il futuro per liberati del passato oppure ancorarti al passato per costruire un futuro, liberare la massa dalla schiavitù e creare  piccoli e grandi dittatori, identificarti in un gruppo per superare la noia e la depressione,  lasciarti andare a qualsiasi azione pur di fare qualcosa ( superando lo squallore abitudinario, l’idiozia del parassita, l’elemosina di un’occupazione), oppure succhiare il sangue altrui per vivacchiare e dormire sonni tranquilli, uscire di notte e dormire sul divano di giorno,fare sesso a destra e a manca per mantenersi in attività  compensatorie,   accettare le regole e riti della società e come pecorone andare avanti o indietro a secondo le stagioni,, sognare un mondo a tre dimensioni, fare figli per occupare il tempo in obiettivi pedagogici mirati, entrare nell’immagine collettiva dell’avere: più cool, più fashion, più trend, più max, più mix, più in, più out, più soldi, più potere, più culo, più vibrazioni, più allucinazioni, più hashish, più coca, più ero, vivere storie d’amore ( reali o fittizie) per superare solitudine e ansia,  per stare insieme nonostante tutto, per dare un senso all’esistenza ,  per riempiere il tempo di contenuti.

Niente di tutto questo!

Il segreto per vivere la vita è morire. Sì…morire,  morire  ogni giorno all’ego e alle sue aspirazioni e alle sue interferenze.

Questo morire ( prima di morire naturalmente) ti fa fare una sorprendente scoperta: che non esiste la morte.

Vedi bene e osserva con attenzione: esiste la luce e il buio e tutto scorre. Il buio si sostituisce alla luce, la luce al buio ma tutto fa parte del giorno, non c’è principio, non c’è fine. Come la notte non è la fine del giorno ma appartiene ad esso così la morte non è la fine della vita. Una vita vissuta in orizzontale ti porta alla vecchiaia e alla morte fisica, una vita in verticale ti porta a contatto con il divino. Normalmente si dice: si vive per vivere, anzi se uno vive pensando alla morte  distrugge il piacere della vita che è fatta per godere degli attimi e delle piccole cose,  e di tutto il meglio che l’esistenza dà.

Morire per vivere vuol dire uscire fuori dalle priorità di attaccamento e di perdita ( famiglia e figli, studio e lavoro,  possesso e potere), dall’orgoglio della cultura di appartenenza, dall’approvazione degli altri e del mondo, dalla bramosia della ricchezza e dall’avidità dell’avere, dalla rettitudine sociale. Vuol dire rompere gli schemi.

Tu entri nella morte a occhi aperti se apri la tua vita all’infinito, se la morte stessa diventa compagna e sorella della tua vita ,se la saprai accettare con pienezza,  perché la morte appartiene alla vita come la notte al giorno

Solo morendo a te stesso sperimenterai che cosa è la “vera vita” e imparerai a conoscere il rumore di una foglia, l’enigma dell’autunno, il mistero dell’universo, il canto  e il cinguettio di un uccellino, il battito di ali di una farfalla, il lavoro di una formica, gli occhi di un cagnolino, la mano di un mendicante, la sofferenza di chi vive senza dignità, il rispetto e l’empatia verso l’altro, e tante altre cose che rmarrai estasiato per non averci pensato prima.

Ma c’è di più: morendo ogni giorno, direi  in ogni momento del tuo vivere,  tu assaggerai e ti immergerai  in quell’energia vitale che non muore mai, in quel fiume  esistenziale che è immortale ma che non può essere definito da una teoria ma solo vissuto. Una cosa è certa tu diventerai l’autore della tua biografia, non un semplice spettatore,  ma il protagonista della tua storia.

Per morire  a te stesso non devi lottare, ma devi però lasciarti andare fuori dalla dimensione del tempo e dello spazio, arrenderti al flusso della vita. L’ego ha mille bisogni e quindi vuole vivere e ti  fa appoggiare  alla mente e la mente si impadronisce della tua vita  e tu rimani prigioniero di te stesso.  Volgiti al momento presente, a quell’attimo che vivi. Quest’attimo, è il solo che esiste ed è il solo che è fuori dal tempo e dallo spazio, è il solo che ti fa vivere l’eternità nel momento presente ed è il solo che ti permette di morire al tempo e allo spazio e quindi di farti vivere la tua dimensione spirituale senza paura, senza angoscia, senza sofferenza, senza ansia.

Morendo toccherai la scintilla divina, tornerai alla fonte della luce, troverai  la vera vita perchè sarai a contatto con il nulla. Ed essendo nessuno….. vivi, rinasci ogni giorno.

Solo morendo a te stessofarai  un salto di qualità, diventerai cittadino del mondo, supererai  il dualismo della vita e della morte, andrai nell’altra sponda., perche morendo celebrerai una festa continua, vivrai la vita da immortale, vivrai l’adesso come frammento di eternità, e l’esistenza come liberazione dal dolore perché amerai te e l’altro come non hai mai amato.

Angelo Vigliotti
Scritto da Angelo Vigliotti