Introduzione

73 anni fa, ( fra poco) il il 27 gennaio 1945, le truppe dell’Armata Rossa entrarono nel campo di concentramento e sterminio di Auschwitz, liberando i pochi prigionieri superstiti. Vorrei ricordare in questo periodo  (Natale e fine anno 2017)  tutti coloro (diverse milioni di persone ),  che furono torturati e uccisi nei campi di concentramento. In questi giorni io sono con loro. Le loro anime sono nel firmamento  e splendono nel cielo e ci ricordano la loro sofferenza, il loro dolore, il loro tormento. C’è una poesia di Gianni Vavassori che dice:

 

Quando le belve umane uccidevano,

la notte Natale,

Gesù nasceva e moriva,

per poi risorgere tra i camini.

Ora ogni notte di Natale ad Auschwitz,

un vento freddo, rancoroso,

pieno di rabbia,

solleva cristalli di neve

per spargerli nel mondo,

affinchè la memoria

rimanga sempre.

 

A qualsiasi religione tu appartenga, o se sei ateo o agnostico, non puoi dimenticare questa tragedia. Riporto  qualche foto per richiamare la tua attenzione  a questo pezzo della nostra storia.

I bambini furono ovviamente tra i più esposti alle violenze dell’Olocausto. I Nazisti sostenevano che l’uccisione dei figli di persone ritenute “indesiderabili” o “pericolose” fosse giustificata dalla loro ideologia, sia quella basata sulla “lotta di razza”, sia quella che considerava l’eliminazione dei nemici una misura preventiva necessaria alla sicurezza. Da un lato, quindi, i Tedeschi e i loro collaboratori uccisero i più giovani con queste motivazioni ideologiche; dall’altro ne eliminarono molti come forma di rappresaglia agli attacchi partigiani veri o presunti.In tutto, si calcola che almeno un milione e mezzo di bambini e ragazzi sia stato ucciso dai Nazisti e dai loro fiancheggiatori; di queste giovani vittime, più di un milione erano Ebrei, mentre le altre decine di migliaia erano Rom (Zingari), Polacchi e Sovietici che vivevano nelle zone occupate dalla Germania, nonché bambini tedeschi con handicap fisici e/o mentali provenienti dagli Istituti di cura. (fonte: https://www.ushmm.org/wlc/it)

La maggioranza degli uomini non ricorda il passato ed inevitabilmente è costretto a ripeterlo. La storia  degli ultimi  30 anni lo dimostra oggettivimante con gli eccidi  e i vari massacri  a danno di popolazione che ha  e ha avuto  solo la  colpa di  appartenere a un etnia (minoritaria)  oppure di  non avere lo stesso credo.

Inge era  una bambina….è sopravvissuta allo sterminio.

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Altri morirono in preda ad atroci sofferenze.

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Riporto alcune poesie e riflessioni per fare un salto (dal pensiero al sentimento) emotivo nella comprensione di questa tragedia e perchè venga impressa ancora maggiormente dentro di noi in modo che non possa essere sottovalutata e superficializzata.

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Riflessioni conclusive

Termino queste brevi considerazioni con la canzone di Bob Dylan  “ blowin’  in the  wind” (tradotta  in italiano). Blowing in the Wind è stata scritta nel 1962 e cantata per la prima volta il Sedici Aprile dello stesso anno. La strofa di mezzo venne aggiunta in un momento successivo. É probabile che la canzone sia stata ispirata da un passaggio del libro Bound for Glory (1943) di Woodie Guthrie, nella quale il cantante americano paragona la sua sensibilità politica ai giornali che svolazzano tra le vie di New York. A proposito della canzone, Dylan dirà: Io continuo a dire che i peggiori criminali sono tutte le persone che girano la testa dall’altra parte quando vedono il male e sanno che è male. Ho solo ventun’anni ma so già che ci sono state troppe guerre… E voi che avete più di ventun’anni dovreste essere anche più saggi. La maniera migliore di rispondere a tutte queste domande è porsele. Ma molte persone devono prima trovarsi nel vento( fonte: http://www.fabiosroom.eu/it)

Soffiando nel vento (traduzione di Blowin’ in the wind)

Quante strade deve percorrere un uomo
prima di essere chiamato uomo?
E quanti mari deve superare una colomba bianca
prima che si addormenti sulla spiaggia?
E per quanto tempo dovranno volare le palle di cannone
prima che verranno abolite per sempre?
La risposta, mio amico sta soffiando nel vento,
la risposta sta soffiando nel vento

Per quanto tempo un uomo deve guardare in alto
prima che riesca a vedere il cielo?
E quanti orecchie deve avere un uomo
prima che ascolti la gente piangere?
E quanti morti ci dovranno essere affinché lui sappia
che troppa gente è morta?
La risposta, mio amico sta soffiando nel vento,
la risposta sta soffiando nel vento

Per quanti anni una montagna può esistere
prima che venga spazzata via dal mare?
E per quanti anni può la gente esistere
prima di avere il permesso di essere libere
E per quanto tempo può un uomo girare la sua testa
fingendo di non vedere
La risposta, mio amico sta soffiando nel vento,
la risposta sta soffiando nel vento
(Blowing in the wind – Bob Dylan)

Buone feste (Natale e fine anno 2017), ma in modo diverso

Mio caro compagno e cara compagna di viaggio so che la  memoria soltanto, non riesce a cambiare l’uomo. Dentro l’animo umano c’è il bene  e il male. Bisogna coltivare il bene e la memoria deve servire a fare un bilancio, una scelta, una considerazione profonda sugli errori fatti e che non bisogna ripetere.  Cerchiamo di non essere dei pover’uomini,parassiti e  smidollati senza un briciolo di dignità. La memoria non è ricordare un episodio ma è ciò che ci ricorda a noi stessi chi siamo, è ciò che con attenzione  vive “ sempre”  nel nostro cuore. Non si possono accettare stragi di innocenti, non possiamo essere assenti nella coscienza e indifferenti agli orrori commessi da criminali che hanno studiato prima a tavolino la pianifazione distruttiva di un popolo e poi l’hanno messo in atto.  Puoi fare il pranzo di Natale, il cenone di Finedanno  e qualsiasi altra festa civile e religiosa, con tranquillità, con gioia nella convivialità,  ma non puoi dimenticare il dolore dei martiri, non puoi contribuire a spegnere nel cielo le stelle del firmamento,  espressione di coloro che hanno perso la vita ingiustamente e che vivono lassù e da lassù ti insegnano che nella tua vita ci sono anche loro, vittime dell’olocausto, con cui puoi dialogare nel silenzio per capire almeno di che cosa è capace l’uomo non nella sua follia, ma nella sua normalità. Le radici della violenza sono nell’uomo. Insegna al tuo bambino, se sei un genitore consapevole, il rispetto  per la vita, (direi per qualsiasi vita anche quella degli animali), la tolleranza verso ideologie diverse, se queste ideologie sono basate sulla pace, la giustizia, la comprensione e la libertà di pensiero e sulla non violenza. Se non fai questo il culto della memoria è una ipocrisia totale. Se non hai figli, sii un operatore di pace e un modello di riferimento per quelli che non sanno e per quelli che sanno e vivono nell’oscurità della mente. La vita è sacra, non sprecarla. Coltiva i valori profondi che hanno alla base l’amore verso se stessi e verso gli altri in modo da essere degno di vivere e sii consapevole momento per momento del  tuo presente sintesi del passato e del futuro. Forse può capire la vita guardando indietro e forse  puoi viverla al meglio guardando avanti. Il passato non deve essere un peso ma un maestro che ti insegna a vivere. Primo Levi diceva: “ se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono essere facilmente sedotte e oscurate: anche le nostre”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Angelo Vigliotti
Scritto da Angelo Vigliotti