otite media   
da: www.mammaepapa.it Come funziona l’orecchio?L’orecchio medio è una cavità ripiena di aria, delle dimensioni di un pisello, separata dall’orecchio esterno da una membrana sottile chiamata timpano o membrana timpanica. Quest’ultima è collegata ad un complesso costituito da tre sottili ossa chiamate martello, incudine e staffa, articolate tra loro.
 

Quando si produce un suono, si forma un’onda sonora che viene raccolta dal padiglione auricolare e trasportata attraverso il condotto uditivo esterno fino a colpire la membrana timpanica che, vibrando, mette in movimento i tre ossicini. Il movimento viene trasmesso nell’orecchio interno (dove sono presenti l’organo dell’equilibrio e dell’udito), da cui sono generati impulsi nervosi che vengono inviati al cervello.

 

Un orecchio medio sano deve contenere aria alla stessa pressione atmosferica dell’ambiente esterno, in modo che tutte le varie strutture possano vibrare liberamente. L’aria penetra nell’orecchio medio attraverso un canale sottile chiamato “tuba di Eustachio” che mette in comunicazione la parte posteriore del naso con l’orecchio. Quando si sbadiglia o si inghiotte saliva si sente un click o uno schiocco: ciò significa che attraverso le tube di Eustachio sono state inviate minuscole bolle di aria nell’orecchio medio per equilibrare la pressione dell’aria. Ciò avviene fisiologicamente centinaia di volte ogni giorno.
Che cosa provoca l’otite?L’otite media è causata da batteri o virus che dal naso o dalla gola penetrano nell’orecchio medio risalendo attraverso le tube di Eustachio. Ciò si verifica perché le tube di Eustachio non funzionano correttamente: ad esempio possono essere infiammate da un raffreddore, da una sinusite o da una infezione della gola oppure ostruite da un ingrossamento delle adenoidi oppure rigonfie perché il paziente ha un peggioramento di una sua preesistente allergia.

 

I germi penetrati all’interno dell’orecchio medio producono pus ed altre secrezioni che, non potendo essere drenate dalle tube di Eustachio infiammate, premono sulla membrana timpanica causando dolore.

 

L’otite può interessare entrambe le orecchie o una soltanto.
Quali sono i sintomi?Come conseguenza dell’arrivo nell’orecchio dei germi compaiono dolore, spesso molto intenso, sensazione di orecchio tappato (come quando si va su un aereo o in funivia): per questo motivo i bambini più piccoli spesso si sfregano, si toccano o si tirano l’orecchio. I suoni appaiono smorzati, soffocati perché i fluidi presenti nell’orecchio medio impediscono alla membrana timpanica di vibrare. Frequentemente si associa febbre. Nei bambini molto piccoli possono esserci una estrema irritabilità e agitazione, riduzione dell’appetito, pianti improvvisi e disturbi del sonno.

 

Qualche volta la membrana timpanica si rompe per effetto della spinta delle secrezioni infiammatorie e, come conseguenza, il pus fuoriesce dal padiglione auricolare sotto forma di una secrezione giallastra, più o meno densa.

 

Nella maggior parte dei casi, invece, il pus ed il muco, senza una corretta terapia, rimangono intrappolati nell’orecchio medio poiché la tuba di Eustachio, gonfia ed infiammata, non è in grado di aprirsi per permettere il naturale drenaggio delle secrezioni. Questo fluido o effusione che persiste nell’orecchio medio provoca un quadro clinico chiamato “otite sierosa” o “otite secretiva”. In tal caso l’otite frequentemente diventa cronica poiché le secrezioni permangono per molto tempo (spesso per mesi o addirittura per anni) favorendo la ricorrenza degli episodi di otite media acuta e provocando una riduzione dell’udito, che può diventare cronica o permanente.
Come si arriva alla diagnosi?La diagnosi viene fatta dal medico introducendo nell’orecchio uno strumento chiamato otoscopio. Esso permette di vedere l’arrossamento della membrana timpanica, la presenza del fluido dietro di essa e l’eventuale estroflessione del timpano per effetto della pressione del fluido stesso.

 

In aggiunta vengono spesso richiesti due accertamenti: un audiogramma, che misura l’eventuale perdita di udito del paziente e il timpanogramma, che serve a misurare la pressione dell’aria nell’orecchio medio e conseguentemente a vedere se le tube di Eustachio funzionano correttamente. I due tests aiutano il medico nel determinare la severità del problema e a decidere il tipo di trattamento nel tempo.
Quali sono le complicazioni?Per effetto della riduzione dell’udito, che può persistere molto a lungo, possono verificarsi ritardi nello sviluppo psichico e nell’acquisizione del linguaggio. Raramente l’otite media può complicarsi con una mastoidite, in altre parole con una grave infezione di un osso contiguo all’orecchio chiamato mastoide.
Come si cura?Anche se solo l’80% delle otiti è dovuta ad un batterio, è consuetudine, nell’impossibilità di diagnosticare le forme virali (destinate perciò ad una guarigione spontanea), somministrare un antibiotico per un periodo di circa 10 giorni poiché, anche se il dolore all’orecchio può risolversi in breve tempo, l’infezione impiega molto più tempo per risolversi completamente. Per alleviare il dolore vengono somministrati farmaci antidolorifici.
Come si previene?
Numerosi fattori possono contribuire a favorire l’insorgenza dell’otite. Ad esempio la presenza nell’ambiente in cui vive il bambino di adulti che fumano sigarette, il frequentare l’asilo nido, la mancata o insufficiente pulizia delle cavità nasali in corso di raffreddore.

 

Quando le otiti sono particolarmente frequenti, può essere somministrato un antibiotico a basso dosaggio (come profilassi) tutti i giorni per il periodo invernale, in cui è più facile che il bambino possa ammalarsi. Qualche volta vengono consigliati approcci di tipo chirurgico come la timpanostomia (o drenaggio trans-timpanico) e l’adenoidectomia

 

La prima consiste nell’applicazione di “tubicini di drenaggio” nella membrana timpanica allo scopo di consentire, sia pure attraverso una via non naturale, la ventilazione dell’orecchio medio, che non riesce ad avvenire attraverso le tube di Eustachio, ostruite dal catarro cronico.

 

La seconda consiste nell’asportazione delle adenoidi. Numerosi studi hanno dimostrato che il grado di ipertrofia delle adenoidi è ininfluente e che esiste invece un rapporto diretto tra infezione adenoidea e otite media sierosa; in altre parole le adenoidi cronicamente infette rappresenterebbero un focolaio di infezione per l’orecchio.
Lo sapevate che …?Le otiti sono particolarmente frequenti nei bambini piccoli anche perché le loro tube di Eustachio sono più corte e più orizzontali di quelle dell’adulto. Di conseguenza si ostruiscono più facilmente e il drenaggio dell’orecchio medio è reso più difficile. Per questi motivi i germi possono arrivare con maggiore facilità dal naso all’orecchio medio. Con il passare degli anni e con lo sviluppo del massiccio facciale le tube di Eustachio si modificano per dimensioni ed angolatura rendendo il paziente meno suscettibile all’otite media.

 

È stato calcolato che più di tre quarti di tutti i bambini presentano almeno un’otite entro i tre anni di vita e all’incirca la metà di essi presenta tre o più episodi.

Il pediatra risponde
uno specialista a tua disposizione

D: Ha il “timpano piatto” 
  Mia figlia di tre anni ha avuto un’infezione all’orecchio un mese fa e la sua pediatra ha suggerito un esame di controllo con l’Otorino. Il risultato di questo controllo ed il seguente esame timpanometrico è che mia figlia ha “il timpano piatto”. Il medico ha consigliato una cura di Politzer [N.d.R.: si tratta di una particolare tecnica terapeutica che consiste nell’insufflare gas solfureo nella cavità timpanica attraverso la manovra di Politzer (deglutizioni a narici chiuse con conseguente aumento della pressione dell’aria nel rinofaringe). In questa maniera si provoca l’apertura della tuba di Eustachio e la conseguente penetrazione del gas nel cavo timpanico] termali ed aerosol. Cosa vuole dire avere il timpano piatto? Questi cure termali servono veramente?
risponde per Pediatria OnLine il Dott. Sergio Manieri, pediatra
R: trasp.gif (814 byte) La timpanometria è un esame che permette di precisare il comportamento dinamico dell’orecchio medio sottoposto a variazioni di pressione aerea. Sostanzialmente, possiede una indiscutibile validità semeiologica nella definizione diagnostica di alcune affezioni dell’orecchio medio e della tuba di Eustachio.Dal punto di vista tecnico, le variazioni di impedenza acustica (cioè l’insieme delle resistenze acustiche del sistema timpano-ossiculare) a cui soggiace lo stesso complesso timpano-ossiculare a seguito di ben definite variazioni di pressione positive e negative vengono rappresentate su di un sistema di assi cartesiani, dando luogo al timpanogramma (cioè ad un tracciato a forma di curva più o meno pronunciata).Essenzialmente, si distinguono tre principali tipi di tracciati timpanometrici, più altri due decisamente meno frequenti:
  • Curva di tipo A: è un tracciato che si ottiene esaminando un orecchio normale ed in qualsiasi affezione auricolare che non alteri sensibilmente la membrana timpanica (come nell’otosclerosi o nella discontinuità della catena ossiculare). Assume forma simmetrica e descrive graficamente una V rovesciata.
  • Curva di tipo B: è rappresentata da un tracciato timpanometrico piatto che indica la completa rigidità del sistema timpano-ossiculare come può verificarsi nel glue ear (otite media con effusione), nelle otiti di tipo muco-gelatinoso, adesivo, siero-mucoso ed essudativo, nelle forme avanzate di timpanosclerosi ed in condizioni di anelasticità della membrana timpanica quale esito di pregressi episodi flogistici.
  • Curva di tipo C: è caratterizzata da un tracciato il cui picco si reperta a valori di pressione endotimpanica negativa; questo tipo di tracciato evidenzia una patologia tubarica.
  • Curva di tipo D: è caratterizzata da un tracciato ad andamento a W.
  • Curva di tipo E: è caratterizzata da un tracciato a gobba di cammello.

Dunque, nel caso in oggetto è stato evidenziato un tracciato timpanometrico di tipo B (cioè piatto) e questo depone per un otite non ancora perfettamente guarita, in cui cioè all’episodio acuto verificatosi tempo prima è residuato un versamento endotimpanico.Infatti, generalmente, più il picco del tracciato timpanometrico è arrotondato (o alla fine assente, cioè piatto), maggiore è la probabilità che sia presente un versamento nella cavità dell’orecchio medio. Però tale situazione, (avvalorata dal timpanogramma piatto) a distanza di circa un mese da un episodio di otite media acuta si verifica con una certa frequenza e non rappresenta ancora una condizione necessariamente patologica, tuttavia necessita di controlli clinici ravvicinati (perché può predisporre alla ricadute di otite e determinare danni uditivi) e di un timpanogramma di controllo a distanza di un altro mese.Nel frattempo, può essere utile mettere in atto una serie di accorgimenti atti a ripristinare la pervietà della tuba di Eustachio per agevolare il deflusso delle secrezioni dall’orecchio medio: quindi non solo cure termali, ma anche cortisonici e mucolitici (per via inalatoria) e vasocostrittori nasali.

Il pediatra risponde
 

Otiti ripetute

Mio figlio ha sei anni e soffre da circa tre-quattro anni di otite recidivante dovuta a stenosi tubarica, con presenza costante di muco in entrambe le tube ma in particolare in quella dell’orecchio sinistro. Si sono verificati versamenti quattro volte tutti nell’orecchio sinistro.
Le manifestazioni acute si presentano sopratutto tra gennaio ed aprile, anche se non si escludono negli altri mesi. L’unico mese finora sicuro è agosto in cui il bambino sta al mare. Il chirurgo non ha evidenziato la necessità di intervento di adenoidi. Le prove allergiche sono risultate negative. Due anni fa si è provata una profilassi antibiotica consistente in una dose giornaliera – ridotta – di amoxicillina. La terapia ha funzionato e in quell’anno non si sono verificati episodi acuti. La terapia non è stata ripetuta per evitare al bambino una prospettiva di diversi anni di antibiotico. Lo scorso anno, in settembre, il bambino ha fatto cure termali a Riccione e gli si è somministrato un vaccino. L’inverno è andato meglio: si sono verificati due soli episodi acuti, uno dei quali accompagnato da abbondante versamento.
Ci chiediamo se, oltre alla profilassi antibiotica, ci sia una terapia alternativa in grado di prevenire il manifestarsi del problema, magari asciugando o riducendo il catarro nelle tube.

 

[risponde per Pediatria OnLine il Dott. Guido Vertua, pediatra]

Attualmente due sono i principali interventi proposti per la profilassi delle otiti medie acute recidivanti.Il primo è di natura medica e consiste in una terapia antibiotica a basse dosi per periodi prolungati che sembra aver già funzionato nel caso di suo figlio. Il secondo è di natura chirurgica e su quest’ultimo ci dilungheremo un po’ di più poiché non sembra sia mai stato preso in considerazione nel caso in questione.Gli interventi chirurgici che oggi vengono proposti sono di due tipi: timpanostomia (o drenaggio trans-timpanico) ed adenoidectomia.La prima consiste nell’applicazione di “tubicini di drenaggio” allo scopo di consentire, sia pure attraverso una via non naturale, la ventilazione dell’orecchio medio, che non riesce ad avvenire attraverso le tube di Eustacchio, ostruite dal catarro cronico.La seconda consiste nell’asportazione delle adenoidi. Numerosi studi hanno dimostrato che il grado di ipertrofia delle adenoidi è ininfluente e che esiste invece un rapporto diretto tra infezione adenoidea e otite media secretiva; in altre parole le adenoidi cronicamente infette rappresenterebbero un focolaio di infezione per l’orecchio.La maggior parte degli specialisti di otorinolaringoiatria è abbastanza d’accordo che l’approccio combinato adenoidectomia + drenaggio trans-timpanico è quello che agisce sulle due cause principali di otite media secretiva: l’alterata ventilazione della cassa timpanica e l’infezione trasmessa dalle adenoidi.

Otiti ricorrenti

Sono papà di un bambino di 3 anni e mezzo che da quando ha iniziato l’asilo soffre spesso (ogni 15-30 gg ) di leggere otiti (la fase acuta dura poche ore). Ciò comporta l’uso di antibiotici: volevo sapere se l’uso prolungato sempre dello stesso farmaco può non fare più effetto e quindi se è necessario passare ad uno più forte. In secondo luogo volevo chiedere se è il caso di sottoporlo ad una visita specialistica (otorino), cosa che mi è stata consigliata da un Pediatra, mentre un secondo mi ha risposto che per il momento non è il caso e che, anche se frequente, la malattia è abbastanza normale nei primi anni di “comunità”.[risponde per Pediatria OnLine il Dott. Giuseppe Elio, pediatra]

L’otite è un’infezione acuta dell’orecchio che richiede sempre una terapia antibiotica; la terapia, inoltre, va protratta per un lungo periodo, almeno 12 giorni (ribadito anche in occasione di un recente Congresso di Infettivologia in Otorinolaringoiatria), in quanto l’antibiotico arriva con difficoltà nell’orecchio.E’ molto importante controllare, alla fine della terapia, la guarigione dall’otite.Il ripetersi di episodi di otite non necessita di cambiamenti particolari di antibiotico se l’infezione insorge ex novo (cioè, se l’intervallo fra gli episodi è sufficientemente lungo); diverso invece è il caso in cui ci sia una riacutizzazione di un episodio non guarito perfettamente. Per questo è molto importante controllare la guarigione clinica alla fine dell’antibioticoterapia e, nei bambini che ripetono le otiti, dopo 1 mese circa dalla sospensione della cura, fare un timpanogramma di controllo.Il timpanogramma è un esame di facilissima esecuzione, non invasivo, che consente di valutare lo stato di salute dell’orecchio medio (cavità posta oltre la membrana timpanica comprendente la catena ossiculare: incudine, martello e staffa) e della tuba di Eustachio (canalino che mette in comunicazione l’orecchio medio con il rinofaringe). Questo esame è raccomandato nei bambini che fanno diverse otiti o che presentano frequenti episodi catarrali.Un bambino con timpanogramma patologico deve essere seguito con attenzione dal pediatra e dall’otorinolaringoiatra in quanto, oltre a essere predisposto a ricadute di otite, può, se il problema viene trascurato, subire anche dei danni all’udito.

Prevenire le otiti con un chewing gum?

Mio figlio di 21 mesi nella passata stagione ha sofferto di frequenti otiti acute che abbiamo curato con l’uso massiccio di antibiotici. E’ possibile che questo genere di disagi si prevengano anche rafforzando l’apparato uditivo masticando un chewing gum? E se si, di che tipo per non incorrere nei problemi conseguenti alle carie dentali?[risponde per Pediatria OnLine il Dott. Guido Vertua, pediatra]

L’uso del chewing-gum, favorendo il riflesso della deglutizione e di conseguenza l’apertura delle tube di Eustacchio, può presumibilmente prevenire le otiti poiché favorisce in questo modo il drenaggio delle secrezioni dall’orecchio medio. Lo zucchero contenuto nei chewing-gum può però controbilanciare questo effetto positivo perché favorisce la crescita di batteri.Tuttavia non tutte le gomme americane sono uguali: esiste almeno uno studio nella letteratura medica che dimostra come l’uso regolare di un chewing-gum contenente lo xilitolo come dolcificante previene quasi del 50% l’incidenza di otiti.Lo studio, eseguito da medici finlandesi, ha messo a confronto 306 bambini, di età compresa tra i due e i cinque anni, con problemi di otiti ricorrenti dividendoli in due gruppi: al primo venivano date gomme americane contenenti zucchero e al secondo chewing-gum con xilitolo (nella quantità di 8,4 grammi al giorno).Le gomme americane venivano distribuite 5 volte al dì, dopo tutti i pasti e i vari snacks, in numero di due pezzi per volta.Lo studio, che è durato due mesi, ha dimostrato come i bambini che masticavano chewing-gum con xilitolo presentavano quasi il 50% di otiti in meno (il 12% contro il 21%).Due bambini del gruppo che aveva assunto lo xilitolo manifestarono diarrea, un ben conosciuto effetto collaterale di molti dolcificanti.I risultati di questa ricerca si spiegano con il fatto che lo xilitolo possiede una ben nota attività di inibizione nella crescita dei batteri. Alcune ricerche di laboratorio hanno dimostrato che lo xilitolo riduce la crescita dello Streptococcus pneumoniae, uno dei principali batteri responsabili dell’otite media acuta.Lo xilitolo presenta inoltre una efficace azione nel prevenire la formazione della carie perché inibisce la crescita dello Streptococcus mutans, che ne è il principale germe responsabile.

Il pediatra risponde
 

 
D: L’aerosol può causarle l’otite?
  Mia figlia (tre anni) soffre spesso di otiti in coincidenza con il raffreddore ed il ristagno di muco nel naso. Per fluidificare il tutto faccio spesso l’aerosol. È vero che è proprio l’aerosol a provocargli l’otite quando ha il raffreddore, perché il muco, grazie all’aerosol, passa nell’orecchio?
risponde per Pediatria OnLine il Dott. Rodolfo Varani, pediatra
R: trasp.gif (814 byte) Il fatto che la sua bambina soffra di dolori all’orecchio (non sempre dovuti ad una otite importante) è un evento comunissimo. Si pensa che su dieci episodi di infezione delle prime vie aeree (rino-faringiti), molto frequenti nei primi anni di scuola materna, si possano avere quattro – cinque otiti. L’aerosol non ha né meriti, né colpe.Queste malattie hanno un loro decorso naturale: febbre per due – tre giorni, secrezione catarrale nasale e faringea per sette – otto giorni, tosse per sette – otto giorni e, in alcuni soggetti (predisposti spesso anatomicamente), anche otalgia. L’aerosol non fa né bene né male e non interferisce su questo decorso naturale.

Il pediatra risponde
 

 
D: Ci sente meno perché ha il catarro nelle orecchie
  Mia figlia, di tre anni, dopo avere avuto due otiti e una perforazione del timpano destro, ha subito un calo di udito dall’orecchio destro, segnalato dal timpanogramma effettuato. Mi hanno detto che è una ipoacusia da catarro. Adesso sta facendo una leggera cura cortisonica per curare il raffreddore e presenta anche un ristagno muco-purulento in gola. Tra un mese deve ripetere il timpanogramma. Usa un vasocostrittore nasale due volte al giorno, un farmaco cortisonico in gocce per via orale e poi deve fare delle auto-insufflazioni per un mese. Mi devo preoccupare o guarirà senza lasciare residui?
risponde per Pediatria OnLine il dott. Ezio Sartori, pediatra
R: trasp.gif (814 byte) Gentile lettrice o lettore, comprendo la sua preoccupazione data l’importanza fondamentale di un buon funzionamento dell’udito nei primi anni di vita, periodo cruciale per l’acquisizione del linguaggio. Non è possibile fare delle previsioni “a distanza” sul singolo caso: il suo pediatra ha tutti gli elementi (condizioni di salute della bambina, composizione della famiglia, presenza di altre malattie in atto o pregresse, tipo di vaccinazioni eseguite ecc.) per formulare una prognosi più attendibile.La situazione che descrive (solamente due episodi di otite media in tre anni ed una perforazione timpanica) è comunque molto frequente e a bassissimo rischio di complicazioni importanti. Potrà trovare, inoltre, delle interessanti informazioni sull’otite leggendo le altre risposte già pubblicate su Pediatria on Line.Un consiglio che potrebbe non interessarla, ma è importante che sia ricordato quando parliamo di infezioni respiratorie nei bambini: evitare l’esposizione dei bambini al fumo passivo riduce sicuramente il numero delle infezione respiratorie. Si può fare sempre, anche se con un piccolo sacrificio da parte degli adulti fumatori.
Ha catarro nelle orecchie e ci sente di meno
  Mia figlia che ora ha cinque anni, da parecchi mesi sembra sentirci poco, continua ad alzare il volume della televisione e spesso sembra non sentire quando le si parla. So che molti bimbi lo fanno ma dagli esami fatti (audiometrico e impedenziometrico) risulta effettivamente che non ci sente molto bene. Le è stato fatta pure l’endoscopia nasale e le hanno trovato le adenoidi un po’ ingrossate. Mi hanno detto che potevano essere tolte e anche messo un drenaggio al timpano (ma lei va in piscina regolarmente e quindi questo lo scarterei). Ha fatto cure con antistaminici e argento proteinato, in seguito alle quali i risultati degli esami sono un po’ migliorati ma poco. Preciso che non ha mai avuto otiti (se non un caso isolato di dolore ad un orecchio una sola mattina, ma finito dopo poche ore) né febbre. Solo queste continue manifestazioni di sordità. Vorrei sapere la sua opinione e se mi devo preoccupare.
risponde per Pediatria OnLine il Dott. Sergio Manieri, pediatra
R: trasp.gif (814 byte) La sintomatologia descritta, associata alle indagini effettuate (audiometria ed impedenziometria) sono indicativi di una condizione di otite media secretiva, ossia di un processo infiammatorio a carico dell’orecchio medio, caratterizzato dalla formazione nella cassa del timpano di un versamento siero-mucoso o muco-gelatinoso, più o meno denso, non tendente all’eliminazione spontanea, che impedisce la trasmissione dell’onda sonora dalla membrana timpanica alle altre strutture dell’orecchio medio.Anche la riferita “assenza di otiti” concorda con questo perché l’otite media secretiva spesso non determina rialzo febbrile, limitandosi, infatti, a transitorie otalgie ed associandosi, costantemente, ad ipoacusia (N.d.R.: riduzione dell’udito).La causa determinante questo tipo di otite è l’ostruzione della tuba di Eustachio, ossia il canalicolo che mette in comunicazione la cassa del timpano con il rino-ofaringe (N.d.R.: la parte posteriore del naso e della gola), la cui pervietà garantisce la ventilazione dell’orecchio medio e il deflusso di secrezioni dallo stesso. Nel bambino la conformazione della tuba di Eustachio è più corta e più orizzontale rispetto all’adulto; è, perciò, comprensibile come processi infiammatori a carico delle prime vie respiratorie (anche il comune raffreddore) ne rendano agevole l’ostruzione favorendo il ristagno delle secrezioni. Le stesse adenoidi, se ingrossate ed infiammate, possono ostruire lo sbocco tubarico.Detto questo, è necessario porre in atto provvedimenti che mirino a ripristinare la normale capacità uditiva (che a questa età è particolarmente importante per il perfezionamento del linguaggio e per un regolare apprendimento cognitivo). A tal riguardo, vi è accordo tra la maggioranza degli otorinolaringoiatri nel considerare con migliori probabilità di successo il trattamento dell’otite media secretiva scegliendo un approccio combinato di adenoidectomia associata al drenaggio trans-timpanico.Tuttavia, a mio parere, si dovrebbe iniziare un protocollo di terapia medica, al fine di modificare il terreno su cui agisce il processo patologico, aspettando l’esito di questo, prima di un eventuale intervento chirurgico. Considerato, inoltre, che i due tipi di interventi chirurgici (adenoidectomia + drenaggio trans-timpanico) non sono necessariamente “abbinati”, l’adenoidectomia potrebbe essere considerata (in presenza di adenoidi ingrossate) in associazione allaterapia medica; quest’ultima sarà sostanzialmente basata sull’impiego di cortisonici e mucolitici (essenzialmente per via inalatoria), vasocostrittori nasali e soluzioni antisettiche a base di sali d’argento, antistaminici, cure termali ed eventualmente antibiotici.
Utile la regolare igiene nasale, con instillazione di soluzione fisiologica e rimozione del muco mediante idoneo aspiratore.In tale ottica, è necessario eseguire diversi cicli di terapia medica nel medio – lungo periodo prima di verificare l’opportunità di applicare un drenaggio trans-timpanico.

Ulteriori aggiornamenti: www.sanitainforma.it

otite media

Che cos’è

L’otite media acuta è dovuta ad un infezione batterica o virale a carico dell’orecchio medio (cioè della parte che sta al di là del timpano) spesso conseguente ad infezione delle vie respiratorie superiori (es. un raffreddore). E’ molto frequente nei bambini soprattutto in quelli piccoli. L’otite media sierosa è caratterizzata da un accumulo di muco nell’orecchio medio. Il liquido è generalmente sterile ma può essere infettato da batteri patogeni.
 

L’otite media secretoria è comune nei bambini e solitamente è conseguente ad un otite media acuta non ben curata o all’ostruzione della tuba di Eustachio (condotto che mette in comunicazione l’orecchio medio con le cavità nasali). L’ostruzione della tuba può essere dovuta a infiammazione del rinofaringe, a manifestazioni allergiche, a infiammazione delle adenoidi o ad altre cause.

 

L’otite media cronica è una perforazione permanente della membrana timpanica. Può derivare da un’otite media acuta, dall’ostruzione della tuba di Eustachio, da un trauma meccanico o altri traumi. Esacerbazioni possono verificarsi in seguito a infezioni delle vie respiratorie superiori o con l’entrata di acqua nell’orecchio medio. 



Come si manifesta
Nell’otite media acuta il sintomo principale è un persistente dolore. Nei bambini sono comuni anche febbre, nausea, vomito e diarrea. Si può avere anche calo dell’udito.
 

I sintomi dell’otite media secretoria sono: perdita dell’udito e la formazione di un trasudato nell’orecchio medio che fa assumere un colore ambra al timpano; il dolore è spesso assente.

 

Esacerbazioni dell’otite media cronica si manifestano con dolori e con scarico purulento e maleodorante dall’orecchio affetto.


Quali sono i rischi
Si può avere la perforazione del timpano accompagnata dalla fuoriuscita di secrezioni dal condotto uditivo in seguito ad otite media acuta non adeguatamente trattata.
Complicazioni più gravi possono essere: labirintite, mastoidite acuta, perdita dell’udito, meningite, paralisi del nervo facciale.




Cosa si deve fare
  • Nel caso di otite media acuta non bisogna cercare di pulire il condotto uditivo con bastoncini di cotone, né tappare con cotone. Può invece giovare applicare una fonte di calore come un panno caldo o una borsa dell’acqua calda.
  • Assumere la terapia prescritta dal medico in modo corretto e rispettando le indicazioni ricevute.
  • Può essere necessaria l’incisione, da parte del medico,della membrana timpanica per permettere la fuoriuscita dell’essudato accumulatosi.




Quando rivolgersi al medico
  • La visita di un medico è sempre necessaria in caso di otite.
  • Quando la temperatura corporea supera i 39° C o quando nonostante le cure, i sintomi non migliorano nell’arco di 36 ore.
  • Quando compare vomito o diarrea o un grave mal di testa attorno all’orecchio, o compare rigidità al collo e vertigine o una convulsione.

da: www.burlo.trieste.it

Un atteggiamento di vigile attesa da parte del pediatra permette di evitare l’uso dell’ antibiotico nei bambini con otite acuta. 

Sul numero di luglio dell’Archives of Pediatrics and Adolescent Medicine, la rivista pediatrica del gruppo editoriale del JAMA, sono stati pubblicati i risultati di uno studio collaborativo realizzato in pediatria ambulatoriale (vedi abstract) a cui il nostro Istituto ha dato un importante supporto sia a livello di ideazione che di finalizzazione. Lo studio, promosso e finanziato dall’Associazione Culturale Pediatri, aveva l’obiettivo di valutare in un contesto “reale” di pediatria ambulatoriale, l’applicabilità, l’efficacia e la sicurezza di una linea guida che rendesse più razionale l’uso dell’antibiotico nei pazienti con otite media acuta (OMA). L’OMA rappresenta una delle patologie più comuni in età pediatrica. Si stima che ogni anno il 30% dei bambini al di sotto dei 3 anni ed il 65-93% entro i 7 anni viene visto da un pediatra-medico di famiglia per almeno un episodio di OMA. A fronte della rilevanza del problema, è indiscutibile che nella maggioranza dei casi la patologia ha una durata molto breve, con risoluzione spontanea del dolore e/o degli altri sintomi nell’arco di 48-72 ore. In Italia, la quasi totalità dei pediatri-medici di famiglia tratta un bambino con OMA con un antibiotico. Questa pratica, comune d’altra parte a quasi tutti i Paesi (anche se con molte differenze rispetto al tipo ed alla durata della terapia antibiotica) è stata recentemente messa in discussione. Trial controllati randomizzati e revisioni sistematiche della letteratura che hanno studiato la questione hanno concluso che il trattamento antibiotico rispetto al non trattamento ha un beneficio assai modesto sulla remissione dei sintomi iniziali e nessun vantaggio su alcuni esiti a distanza. Sulla base di tali evidenze e nel tentativo di trasferirle nella pratica quotidiana, è stato proposto ai pediatri dell’ACP un protocollo che prevedeva un atteggiamento di vigile attesa per 48-72 ore con solo antidolorifico per molti bambini con OMA. In tabella sono riportati i criteri definiti per la vigile attesa e le indicazioni di comportamento per i pediatri di famiglia. 

Linea guida per la gestione terapeutica di casi con OMA:

Condizione Gestione Iniziale Indicazione all’ antibiotico Agente di I° scelta
Età < 1 anno
Storia di Omar
Otorrea
Sintomatico
Antibiotico
Da subito Paracetamolo (10-15 mg/kg/dose) 
Amoxicillina (75-100 mg/kg/die)
Diversa dal punto precedente Sintomatico Decorso irregolare dopo 48-72 ore di attesa Paracetamolo (10-15 mg/kg/dose) 
Amoxicillina (75-100 mg/kg/die)
 Hanno aderito allo studio 169 pediatri di famiglia distribuiti in varie regioni italiane ed appartenenti a 13 gruppi dell’ACP. Sono stati reclutati complessivamente 1672 bambini con OMA di età compresa tra 1 e 14 anni. 1099 soggetti sono risultati eleggibili per la vigile attesa. Di questi il 68% a 3 giorni e il 65% a 30 giorni dal reclutamento è guarito senza necessità di antibiotico. 
Non si è evidenziata nessuna complicanza acuta grave. 
Nei bambini in cui è stato prescritto l’antibiotico 8 volte su 10 è stata utilizzata l’amoxicillina, secondo quelle che sono le correnti indicazioni basate su prove di efficacia. 
I risultati hanno quindi messo in evidenza l’applicabilità e la sicurezza di un protocollo pratico basato sull’approccio di vigile attesa per la gestione dei bambini con OMA. 
L’atteggiamento di razionalità prescrittiva proposto ha consentito di evitare l’antibiotico in 2 bambini su 3. Anche le linee guida su “Diagnosi e terapia dell’otite media acuta” messe a punto recentemente dall’American Academy of Pediatrics hanno inserito la vigile attesa tra le opzioni raccomandate nei bambini con OMA non complicata. La rilevanza dello studio per la pediatria italiana va al di la dei suoi risultati pur molto importanti. Per la prima volta è stato infatti possibile dimostrare in Italia nella pediatria ambulatoriale l’applicabilità sul campo di un protocollo esemplificativo di tutta la patologia infettiva delle prime vie respiratorie; vi hanno aderito 169 pediatri e di fatto lo studio ha assunto le caratteristiche di una sperimentazione multicentrica; è stato il primo tentativo su vasta scala nella pediatria italiana di trasferire conoscenze “basate sull’evidenza” nella pratica ambulatoriale di tutti i giorni. Riteniamo quindi che lo studio offra un modello di ricerca e di formazione per i pediatri di famiglia che dovrebbe essere riproposto e seguito anche negli anni a venire. 


Marchetti F, Ronfani L, Conti Nibali S, Tamburlini G, for the Italian Study Group on Acute Otitis Media. Delayed Prescription May Reduce the Use of Antibiotics for Acute Otitis Media: A Prospective Observational Study in Primary Care. Arch Pediatr Adolesc Med 2005;159:679-684a

Angelo Vigliotti
Scritto da Angelo Vigliotti