Pena di morte

Sono per principio contro la pena di morte. Una persona uccide un’altra persona e non dovrebbe. Ma se lo stato condanna a morte questa persona si comporta come lui. Il ciclo della morte non finisce mai. Sto pensando alle 43 condanne a morte eseguite nell’Arabia saudita  (a fine 2015) ma anche ad altre condanne a morte eseguite in altri paesi tra cui la Cinae e  gli Stati Uniti. La pena di morte  va contro i diritti umani. E’, purtroppo , un omicidio, a tutti gli effetti e per massima ipocrisia quest’omicidio  si esegue in nome della giustizia.

La storia della civiltà ci insegna che la pena di morte non è un deterrente per non fare il male. Non né utile non è per niente giustificata. Si parla di libertà, di uguaglianza di umanità e poi si commette un crimine. Qui non si tratta  di un romanzo esistenziale in cui c’è il delitto e il castigo oppure il delitto e il perdono. Non c’è religione che dice si o no a seconda i tempi. Nella condanna totale della pena di morte c’è solo la luce della civiltà, il senso della comprensione, il rispetto per la vita.

Un criminale è un essere come gli altri, che in certe situazioni può diventare migliore nello stesso modo in cui voi e io possiamo, in date circostanze, diventare peggiori. Diamogli una possibilità. Non consideriamolo come un essere irreparabilmente nocivo, di cui bisogna sbarazzarsi a ogni costo. Quando il nostro corpo è ammalato non lo distruggiamo, cerchiamo di guarirlo. Perché dovremmo distruggere gli elementi malati della società, anziché curarli?   (Dalai Lama)

Non ho alcun rispetto per la pena di morte. Si tratta di un’azione sporca, che non degrada solo i cani da forca pagati per compierla ma anche la comunità sociale che la tollera, la sostiene col voto e paga tasse specifiche per farla mettere in atto. La pena di morte è un atto stupido, idiota, orribilmente privo di scientificità.   (Jack London)

 

Trent’anni fa ho visto a Parigi decapitare un uomo con la ghigliottina, in presenza di migliaia di spettatori. Sapevo che si trattava di un pericoloso malfattore; conoscevo tutti i ragionamenti che gli uomini hanno messo per iscritto nel corso di tanti secoli per giustificare azioni di questo genere; sapevo che tutto veniva compiuto consapevolmente, razionalmente; ma nel momento in cui la testa e il corpo si separarono e caddero diedi un grido e compresi, non con la mente, non con il cuore, ma con tutto il mio essere, che quelle razionalizzazioni che avevo sentito a proposito della pena di morte erano solo funesti spropositi e che, per quanto grande possa essere il numero delle persone riunite per commettere un assassinio e qualsiasi nome esse si diano, l’assassinio è il peccato più grave del mondo, e che davanti ai miei occhi veniva compiuto proprio questo peccato.  (Lev Tolstoj)

Parmi un assurdo che le leggi, che sono l’espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l’omicidio, ne commettono uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall’assassinio, ordinino un pubblico assassinio » Cesare Beccaria- dei delitti e delle pene, CAP. XXVIII )

Il 10 Ottobre, viene celebrata la Giornata Mondiale contro la Pena di Morte, istituita dalla WCADP  (“World Coalition against the death penalty”). Uccidere è sempre sbagliato.

Angelo Vigliotti
Scritto da Angelo Vigliotti