PFAPA
(Periodic Fever, Aphtas, Pharyngitis and cervical Adenopathies)
Febbre Periodica con Faringite Aftosa e Adenopatia cervicale

Premessa
E’ una sindrome complessa, periodica, come altre sindromi che colpiscono il mondo del bambino (vomito ciclico,  cefalea, dolori addominali, artralgie). Non si conosce bene l’etiopatogenesi.
In genera la malattia colpisce prima dei 5 anni: febbre improvvisa che dura dai 3 ai 6 giorni ( nella maggioranza dei casi) e che si ripresenta ogni mese circa o ogni due mesi. La forma completa comprende febbre, faringite,  stomatite aftosa, adenopatia laterocervicale. In percentuale si può dire che la febbre è sempre presente (100%) poi c’è  la adenopatia (88%), faringite ( 72%), stomatite aftosa (70%).
Al di fuori di questi sintomi il bambino non presenta altre complicazioni, i periodi intercritici sono di relativo benessere. Gli esami di laboratorio evidenziano rialzo degli indici infiammatori  ( VES e PCR) , l’emocromo  rileva una leucocitosi marcata. In genere è normale il livello di emoglobina.  Si evidenzia soltanto  un rialzo degli indici di flogosi durante l’episodio febbrile che prontamente si negativizzano nei periodi intercritici.  I linfonodi cervicali raramente superano i 5 cm di diametro.
Diagnosi differenziale
Spesso ci vuole un approfondimento immunologico,  ( screening per Iper IgD), E’ utile una indagine  sui virus respiratori e sul virus EBV e CMV e sulla celiachia,  e  una visita ORL per una valutazione adenoidea e tonsillare.
Terapia
La sindrome non risponde agli antibiotici né all’ipobrufene, ed è poco responsiva al paracetamolo. ma solo al cortisone. I corticosteroidi sono efficaci nella grande maggioranza dei casi, con il vantaggio di ottenere già a bassi dosaggi (1 mg/kg die di metilprednisone o steroide equivalente per 1-2 giornate) una risposta non solo sulla febbre ma anche sul benessere globale e sull’appetito del bambino.
Il problema familiare
La sindrome dura pochi anni  con queste caratteristiche di base:
1.    la diagnosi si basa sull’esperienza clinica ( spesso la terapia cortisonica è usata come criterio diagnostico)
2.    c’è una buona prognosi. In casi particolari può essere utile la tonsillectomia, ma va valutata.
3.    non è una malattia  da immunodeficienza
4.    non è contagiosa. E’ utile non stressare ulteriormente il bambino con esami di laboratorio e visite specialistiche continue e ricorrenti.
5.    la terapia va gestita con un rapporto costo / benefico per la persona
6.    la crescita del bambino è normale come il suo sviluppo.
Nel sito dell’associazione italiana febbri periodiche      ( (AIFP: www.febbriperiodiche.it )  oltre la PFAPA    si trovano  le altre malattie periodiche (         Febbre Mediterranea Familiare [FMF]  TRAPS [Sindrome Periodica Associata al Recettore del TNF]- [Febbre Iberniana] – Sindrome da Iper IgD –  PAPA- MAP- sindrome di Blau -febbre ricorrente associata    a NALP – e altre….) e notizie utili di approfondimento.
E’ possibile usare una terapia complementare per tenere sotto controllo la  PFAPA?  A mio pare non è solo possibile ma utile. Il cortisone anche se dato a dosaggio minimo, aumenta l’irritabilità e il nervosismo, e nell’esperienza clinica, spesso dà febbri più frequenti. Comunque non è privo di effetti collaterali.
Quali rimedi ?

Lo schema base per un ottimo approccio alla PFAPA è il seguente, indicato per rinforzare le difese immunitarie e rendere meno frequente  la periodicità. Logicamente questo approccio presuppone uno scambio con il medico curante e in particolare con il pediatra. Il pediatra conosce bene il bambino, la sua alimentazione, le possibili intolleranze e allergie, lo sviluppo auxologico e soprattutto lavora per il bene e il benessere del bambino o della bambina.

1. Dieta anti- acida e acqua  alcalina
2. Supplemento di ferro e vit C ( antiossidante)  più vit. D ( immunostimolante)  più Zinco e acido folico
3. Rimedi di medicina complementare,  integrati
4. Un rimedio per la bocca ( da dare tutti i giorni)
5. Il rimedio omeopatico va scelto secondo la costituzione del soggetto e andrebbe dato una volta al mese ( a 200 CH )

Consigli pratici

Alimentazione
1.    La dieta anti – acida è difficile nei bambini ma in qualche modo bisogna farla. Deve essere associata a un mangiare sano, giusto e naturale. Una ottima  colazione, un pranzo buono, una cena leggera.  E poi due spuntini.   5 pasti dovrebbero bastare! In genere una dieta “sana” deve essere per il 60-80 %  “alcalina e il rimanente “ acida”
2.    Masticare a lungo e con bocconi non grandi. Se si mastica bene si evita l’eccesso di acido cloridrico nello stomaco che si verifica quando i cibi arrivano non masticati in modo conveniente.
3.    La frutta va mangiata lontano dai pasti a digestione  avvenuta ( almeno tre ore dopo un pasto). Un frutto per volta di tipo stagionale. Anche l’acqua va bevuta, se possibile,  lontano dai pasti più nel pomeriggio che di mattina. Si possono bere anche tisane o infusi di fiori o di piante. Se non si vuole alcalinizzare l’acqua con un prodotto naturale antiacido ( esempio: “alka gocce deacidificanti” : 4 gocce in 600- 1000  cc di acqua naturale non gassata), è preferibile bere acque naturali bicarbonato – alcaline ( esempio:  “ acqua minerale  Uliveto”)
4.    Le combinazioni degli alimenti e una alimentazione variata sono importanti.
Ricordo: a mezzogiorno proteine ( pesce o carne bianca) e verdure; di sera carboidrati (cereali) e verdure: Lo zucchero deve essere integrale e il sale ( usarne poco! ) e quel poco preferire  il sale “marino integrale”. Una ottima colazione di mattina può essere fatta con cereali integrali, latte di soia non ogm, oppure yogurt oppure latte vaccino intero. Sulle fette biscottare si può spalmare una marmellata biologica ( “non zuccherata” di frutti di bosco o altra frutta. I legumi vanno mangiati  a giorni alterni e sempre a mezzogiorno. La migliore combinazione è legumi e verdure. Non associare frutta acida e frutta dolce.
5.    Riassumo brevemente. Gli alimenti alcalogeni sono tutti i vegetali, comprese le patate
(quando vengono mangiate con la buccia), tutta la frutta fresca di stagione,  mandorle e       latte.    Gli alimenti acidogeni sono tutte le proteine animali, uova, formaggio, i cereali, gli zuccheri. Ovviamente la dieta mediterranea è una dieta ottima.

6.  L’attività sportiva, la limitazione dello stress , favoriscono un ambiente alcalino.

Si consiglia, in sintesi, una alimentazione non eccessivamente acida. E’ possibile trasgredire ogni tanto. Il gelato consigliabile  è quello di soia ( tra l’altro molto gustoso). Il dolce si può mangiare lontano dai pasti. Se un bambino non ce la fa a seguire questo tipo di indicazione….cerchiamo almeno  di utilizzare prodotti biologici, olio extravergine di oliva, non ogm, non conservanti, non coloranti, non dolcificanti. E poi il bambino deve mangiare con affetto, con piacere e con gusto in un ambiente in cui la relazione d’amore è al primo posto  e anche le difficoltà possono essere fonti di opportunità positive. Altri prodotti antiacidi sono l’Alkimo granulare ( un cucchiaino da te  in un bicchiere d’acqua due volte al giorno), oppure “alkaloximed bustine” mezza bustina due volte al di in un bicchiere di acqua ( prima di colazione e prima di andare a letto).

Supplemento di ferro e vit. C e altri integratori

In commercio ci sono tantissimi prodotti. Il ferro stimola lo sviluppo mentale, evita l’anemia che dà inappetenza e altri problemi  di fragilità e vulnerabilità generale.  E’ contenuto ( con la vit. C che ne favorisce l’assorbimento)  nei frutti di bosco (e in particolare i mirtilli, le more e i lamponi); nello zucchero integrale di canna; nei legumi. Per la stimolazione immunologica va dato anche vit: D ( i bambini con PFAFA la dovrebbero prendere fino a 6 – 8 anni). C’è un prodotto che si può prendere una volta al mese. E poi non dimentichiamo lo zinco e l’acido folico. La carenza di zinco può  dare diminuzione della risposta immunitaria, predisposizione alle infezioni. L’acido folico – vit. B9 –  ( fondamentale in gravidanza sia per ridurre alcune malformazioni cerebrali  e del tubo neurale  sia per ridurre il rischio di autismo)  si trova in abbondanza in alcuni alimenti come le verdure a foglia verde (spinaci, broccoli, asparagi, lattuga), le arance (e il succo di arancia dal concentrato), i legumi, i cereali,  e in alcuni tipi di frutta come limoni, kiwi e fragole. Nei bambini contribuisce alla divisione/moltiplicazione cellulare: sintesi di acidi nucleici ed aminoacidi. In alcuni bambini che oltre la PFAFA soffrono di altre patologie correlate periodiche (  tra cui: cefalea, dolori addominali ricorrenti può essere utile anche il magnesio.

Rimedi di medicina integrata

Considerando la periodicità della malattia  la terapia va fatta per almeno 3 mesi. Se non si ottengono risultati va cambiata. Comunque dopo il periodo dei tre   mesi va modificata. Riporto  due prospetti di terapia, il primo riferito a una  combinazione di rimedi  omeopatici di risonanza secondo la tecnica del dr  H. Schimmel;  il secondo è inquadrabile all’ isopatia  “sanum” secondo la tecnica.

1° gruppo   ( omeopatici di risonanza, secondo il dott. Schimmel) )

·    FM  Cinnabaris gocce ( Igeakos). Il prodotto è utile per le patologie croniche del sistema mucosale e si caratterizza per una azione antinfiammatoria. Nei bambini da 1 a 4 anni dare 2 gocce al giorno; nei bambini dai 4 ai 6 anni 3 gocce al giorno

·    DRE 6 gocce ( Igeakos)

E’ indicato in tutte le patologie  acute e croniche del sistema linfatico, milza e timo. Quindi stimola l’attività immunitaria,, stimola l’azione antinfiammatoria dei plessi linfatici. Dose: fino a 4 anni 5 gocce tre volte al giorno; superati i 4 anni 10 gocce 3 volte al giorno.

·    Vea oris spray orale ( antiossidante, ricco di vit. E)
          
Uno spruzzo al giorno ( a livello labiale e del cavo orale )

2° gruppo  ( isopatici Sanum, secondo il dott. Enderlein)

·    Quentakehl D5   gocce  5 gocce due volte al giorno per 10 giorni poi fare un cambiamento e dare
·     Sankombi  D 5  gocce  5 gocce mattino e sera ( lunedì – martedì – mercoledi – giovedi e venerdi) e  Quentakehl  D 5 gocce mattino e sera  ( sabato e domenica)
·    Vea oris spray orale: una volta al giorno a livello del cavo orale e labiale

Se dopo tre mesi la terapia non funziona si possono utilizzare isopatici che modulano la fase immunologica.

Consiglio Utilin S D 6 gocce 5 gocce mattino e Latensin D6 gocce  5 gocce la sera. A questa terapia va aggiunto  un oligoelemento  Rame –Oro – Argento ( Cu- Au – Ag Labcatal oppure Olioalfa n°20 fiale)  una dose da 2 ml 0 una fiala a giorni alterni ( per tre mesi). Il rame-oro e argento si utilizza per febbri periodiche e  infezioni ribelli di origine sconosciuta.

Omeopatia costituzionale

E’ un rimedio  omeopatico che in genere io do alla diluizione di 200 CH una volta al mese. Tuttavia va considerata la costituzione del bambino  e il suo biotipo in modo da dare un “ simillimum ” ideale.  Nella prima fase della terapia ( 6-12 mesi) se ne può fare a meno, va preso poi in considerazione se tutto non procede bene. e se la terapia integrata ( anche se sintomatica e di terreno) non ottiene risultati.

=======================================================================

Fase acuta: i giorni della febbre

Fin ad ora abbiamo parlato della prevenzione delle ricadute ma cosa dare quando il bambino ha la febbre che in alcuni casi dura fino a sei – sette giorni?

La terrei sotto controllo con l’omeopatia. Per coloro che sono interessati possono vedere in questa stessa sezione ( omeopatia pediatrica e discipline integrate) un articolo sulla febbre ( rimedi e consigli).
Per la stomatite dare un gel a base di Aloe  Vera  ( Alovex gel : 3- 5 volte al giorno).

Nota finale
La PFAPA è una malattia ad etiologia sconosciuta, fondamentalmente benigna. Ho dato alcune indicazioni per la terapia. Ci vuole pazienza nei genitori  ma soprattutto costanza nella prevenzione e nella dieta in modo da sanare il terreno del bambino e rinforzarlo a livello immunitario. La medicina complementare offre centinaia e più rimedi. Ho cercato di dare un orientamento semplice e indicativo. Personalmente sono contrario ai farmaci sia di tipo ufficiale che complementare. Quando è possibile bisogna evitarli. Una dieta accurata e moderatamente antiacida, una integrazione di alcune vitamine e oligoelementi e una buona pulizia dalla bocca e un corretto ritmo digestivo spesso sono sufficienti a rendere la febbre più accettabile e a dilatare i tempi della ricaduta febbrile. Nonostante ciò,  in molti casi è utile iniziare una terapia e io consiglio  una terapia complementare integrata (omeopatica, fitoterapica, isopatica, tinture madri e genmmoderivati ed oligoelementi) a secondo la natura del bambino  e  in accordo con il  medico pediatra che lo segue nella sua crescita e nel suo sviluppo.

Angelo Vigliotti
Scritto da Angelo Vigliotti