Introduzione

Le previsioni del “LAMMA”, un consorzio, una agenzia meteorologica della Toscana  erano veritiere: Così dicevano: il cielo sarà molto nuvoloso sulle zone settentrionali con piogge sparse, più probabili e frequenti sulle aree di nord – ovest e a ridosso dei rilievi, irregolarmente nuvoloso sul resto della regione. A Prato pioggia debole. La temperatura non era bassa ma si percepiva più freddo del previsto a causa dell’umidità. . E’ l’ultimo giorno dell’anno. Una occasoione da non perdere per una riflessione interiore, per una meditazione profonda, per una contemplazione sul tempo. Sono abbastanza ottinista e mi ricordo le parole di Terzani (un altro giro di giostra):

sono convinto che ormai,in giro per il mondo ,fra la gente piu’diversa , sta crescendo una nuova coscienza di che cosa e’ sbagliato e di che cosa va fatto. Questa nuova coscienza, a mio parere,e’ il grande bene del nostro tempo. Va coltivata. la soluzione  è dentro di noi, si tratta di conquistarla facendo ordine, buttando via cio’ che e’ inutile e arrivando al nocciolo di chi siamo. Piu’ che assaltare le citta’ del potere ,si tratta ormai di fare una lunga resistenza. Bisogna resistere alle tentazioni del benessere, alla felicita’ impacchettata; bisogna rinunciare a volere solo cio’ che ci fa piacere. La strada da percorrere e’ ovvia: dobbiamo vivere piu’ naturalmente, desiderare di meno, amare di piu’ e anche i malanni diminuiranno. Invece che cercare medicine per le malattie cerchiamo di vivere in maniera che le malattie non insorgano……. Una societa’ in cui i membri hanno una profonda sfiducia gli uni degli altri e dove non esiste una coscienza di valori comuni a tutti  -valori sentiti ancor prima che scritti-  deve ricorrere continuamente alla legge e ai giudici per regolare i suoi rapporti.  Cosi’ e’ l’America: tutte le relazioni sociali, anche le piu’ intime,sono ormai vissute nel timore di una possibile azione legale…….. il male, tutti i mali,quelli psichici come quelli fisici, hanno una unica radice: l’ignoranza.   L’ignoranza dell’io causa la sofferenza che affligge l’uomo dalla nascita alla morte; l’unico modo di non farsi consumare dal consumismo e quello di digiunare,digiunare da qualsiasi cosa che non sia assolutamente indispensabile, digiunare dal comprare il superfluo. I migliori compagni di viaggio sono i libri: parlano quando si ha bisogno, tacciono quando si vuole silenzio.Fanno compagnia senza essere invadenti. Danno moltissimo senza chiedere nulla. Eliminando la sofferenza al suo primo insorgere, l’uomo moderno si nega la possibilita’ di prendere coscienza della straordinaria bellezza del suo contrario: il non-dolore”. 

 

Minestra di pane

Il pranzo è stato speciale, veramente  perfetto. Ho mangiato minestra di pane e poi un piatto caldo di bietole e una insalata mista. La minestra di pane toscana, da non confondere con la Ribollita,  è una zuppa povera della cucina toscana composta da verdure e pane raffermo (la bozza di Prato è eccezionale nella preparazione). E’ una ricetta contadina che veniva preparata sostanzialmente con quello che l’orto offriva al momento ma due sono gli ingredienti, a parte ovviamente il pane, che non possono mancare; i fagioli e il cavolo nero. Ho bevuto (forse due dita) un po’ di di vino di Carmignano (Barco reale – della cantina capezzana  della famiglia Contini Bonaccorsi). Mentre gustavo il vino mi passava nella mente la storia del Carmignano e dei suoi vitigni.  Carmignano può essere orgogliosa di essere stata scelta dal Granduca Cosimo III de’Medici (nel 1716), come una delle 4 zone a vocazione viticola del Granducato di Toscana. Il “Decreto Motu proprio” ed il “Bando” difatti regolamentavano con norme precise la produzione, i limiti geografici, il commercio dei vini prodotti in tali aree, costituendo la prima “doc” esistente al mondo. Alla fine ho chiuso  il pranzo con una tavoletta di gianduia e un pizzico di passito di Pantelleria.

L’anno che muore

Un alktro anno va via. Può essere l’alba e il tramonto di una vita. Sta a noi sceglere. Io ho scelto entrambe le realtà. Nella mia memoria mi passano alcune poesie tra cui  una poesia di Salvatore Quasimodo,  quella di  Shakespeare (dai “sonetti”) e un sonetto del Petrarca.

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Il tramonto è la mia  alba. Il ritmo  della vita, lo scorrere del tempo, la brevità dell’esistenza  mi portano  a godere  la gioia di vivere il piacere della vita  nel momento, nell’istante, nel presente, senza abbandonarmi alla nostalgia del passato e alle preoccupazioni e alla  speranza per il futuro.

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“Se i Beatles o gli anni Sessanta hanno avuto un messaggio, era questo: impara a nuotare. Punto. E una volta che hai imparato, mettiti a nuotare. La gente che è rimasta ancorata ai Beatles e al sogno degli anni Sessanta ha perso di vista l’orizzonte non appena i Beatles e gli anni Sessanta sono diventati l’orizzonte. Portarseli dietro tutta la vita sarebbe come portarsi dietro Glenn Miller e la seconda guerra mondiale. Con questo non voglio dire che non si possano ascoltare con piacere Glenn Miller o i Beatles, ma vivere dentro quel sogno significa scegliere la via del tramonto.“( John Lennon) Ma tutt’i sogni nell’alba svaniscon perché | quando tramonta la luna li porta con sé | ma io continuo a sognare negli occhi tuoi belli | che sono blu come un cielo trapunto di stelle.“ da Nel blu dipinto di blu, 1958 (Domenico Modugno)
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Ogni giorno è diverso dall’altro, ogni alba porta con sè il suo speciale miracolo, il suo istante magico, in cui si distruggono gli universi passati e nascono nuove stelle. I Navajo ,infatti, insegnano ai loro bambini che ogni mattina il sole che sorge e’ un sole nuovo. Nasce ogni giorno, vive solo per quel giorno, muore alla sera e non ritornera’ piu’. Dicono ai loro piccoli: Il sole ha solo questo giorno, un giorno. Vivi bene la tua vita in modo che il sole non abbia sprecato il suo tempo prezioso.
(Paulo Coelho)

Elisabetta di Boemia

Nel pomeriggio ho letto una lettera che Cartesio scrisse a Elisabetta di Boemia  il 4 agosto 1645….e la lettura di questa lettera mi ha dato la risposta a vari interrogativi della mia vita e del mio cammino interiore.  Elisabetta di Boemia, Principessa Palatina (Heidelberg, 16 dicembre 1618Abbazia di Herford, 11 febbraio 1680), era figlia di Federico V Elettore Palatino, che fu brevemente Re di Boemia e di Elizabeth Stewart. Elisabetta resse l’Abbazia di Herford in qualità di principessa-badessa ed è nota per aver dato vita a una corrispondenza di argomento filosofico con Cartesio che durò per sette anni fino alla morte di lui.

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Cartesio aveva proposto a Elisabetta la lettura del saggio di Seneca “ De vita beata”. In questa lettera spiega che non è d’accordo con Seneca sulla vita felice. Seneca dice Cartesio,  inizia  bene il suo saggio quando afferma: “tutti vogliono  vivere  felici, ma quando si tratta di vedere chiaro cosa è che rende felice una vita, la maggioranza delle persone è avvolta nell’oscurità”. Secondo Cartesio ognuno di noi può raggiungere la beatitudinbe (l’appagamento di sé), senza aspettarsi nulla dall’esterno purchè osservi 3 cose (riprese dalla sua opera “ Discorso sul Metodo”.

1°:  la prima cosa  è che ognuno cerchi sempre di servirsi della sua mente, al meglio delle sue possibilità, per conoscere quel che deve e non deve fare in ogni circostanza della vita (visione della vita, del finito e dell’infinito)

2°: la seconda è che mantenga un fermo e costante proposito di applicare tutto ciò che la ragione consiglia, senza lasciarsi distrarre dalle sue passioni e dai suoi appetiti (autodisciplina)

3°: la terza è che mentre si comporta così, consideri per quanto può, secondo ragione, che tutti i beni che non possiede sono al di là del suo potere e in questo modo si abitui a non desiderarli. Infatti nulla quanto il desiderio, il rimpianto o il pentimento possono impedirci di essere contenti. Tuttavia non tutti desideri sono incompatibili con la beatitudine ma solo quelli che sono accompagnati dall’impazienza  e dalla tristezza (Moderazione  delle idee e pensiero positivo)

 

Una considerazione

Sono d’accordo con Cartesio, ma solo in parte. Ho sintetizzato il suo pensiero mettendo tra parentesi  e in rosso, il riassunto in una parola o  in una espressione)  ciò che lui voleva spiegare ad Elisabetta di Boemia. Cartesio non accenna mai al cuore. Io penso che il cuore e non solo la ragione abbia la sua impoortanza nerlla vita di ognuno di noi. Ciò che ha detto  Cartesio è bello  ma è di difficile realizzazione (se  non impossibile) quando  non si ha un cuore aperto e generoso, che parte dal volersi bene  e arriva a voler bene anche gli altri . Bisogna in tutti i modo amare se stessi nel corpo, nella mente, nell’anima attraverso lo studio e l’analisi della conoscenza di sé che si può ffare con semplicità attraverso la preghiera, la meditazione, la contemplazione.  E se cela fai inizia ad alimentarti in modo vegetariano (per il rispetto di un mondo che non conosci e per la tua salute). La tua scelta farà soffrire di meno qualche animale  e di sicuro qualcuno (quaggiù o lassù) te ne sarà grato.  Tu non troverai mai niente  fuori di te, se dentro di te non hai niente. Cerca di riflettere, non perdere tempo nel cercare qualcosa nel mondo esterno se non riesci a trovare nulla dentro di te. Nell’ultima stagione della vita tu saprai cosa è la vita.   Anche una riflessione sulla fine della vita può avere un profondo significato. Pensa per un attimo di camminare per un sentiero in un prato  insieme con me  con la mente e con il cuore sull’ascolto di queste parole che hanno detto alcuni grandi uomini:

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Angelo Vigliotti
Scritto da Angelo Vigliotti