influenza suina prevenzione

da: www.benessere@atuttonet.it

In qualità di blog trattante argomenti di benessere, ci riteniamo in dovere di comunicare ai nostri lettori alcune informazioni utili circa l’influenza suina, ossia un tipo d’influenza umana provocata dal virus A/H1N1.

influenza suina

I sintomi sono simili alla classica influenza stagionale, ossia si manifesta febbre, sonnolenza, perdita d’appetito, tosse. In taluni casi si sono manifestati anche: raffreddore, mal di gola, nausea, vomito e diarrea. L’influenza suina, come quella stagionale, può causare un peggioramento di patologie croniche pre-esi­stenti con complicazioni gravi.

Prevenzione

influenza suina

Ecco le buone abitudini da seguire per evitare il contagio:

1. Lavare spesso le mani con acqua e sapone o con detergenti alcolici ed utilizzare prodotti disinfettanti per mani (quando si è fuori casa);

2. Evitare di portare le mani alla bocca, agli occhi ed al naso;

3. Coprire bocca e naso quando si starnutisce/tossisce con un fazzoletto di carta e buttare subito i fazzoletti di carta appena usati;

4. Appena s’avvertono i primi sintomi della malattia è bene isolarsi e chiamare il proprio medico di base;

5. Evitare il più possibile la frequentazione di luoghi affollati;

6. Areare regolarmente gli ambienti della casa;

7. In caso di contatto con soggetti sospetti o permanenza in aree a rischio è utile tenere il proprio stato di salute sotto controllo per circa 7-10 giorni.

Come avviene il contagio

contagio influenza suina

Il contagio avviene principalmente attraverso il contatto con goccioline di saliva provenienti da soggetti infetti, anche se portatori sani, a seguito di uno starnuto, un colpo di tosse od anche solo a seguito di un dialogo. Si ricorda, inoltre, questa influenza può essere trasmessa anche indirettamente a seguito del contatto con superfici contaminate.

I rimedi naturali per tenere l’influenza suina alla larga

La natura, lo si sa, ci è sempre d’aiuto. Anche per l’arrivo dell’influenza suina è bene sfruttare nel migliore dei modi i rimedi di prevenzione che essa offre.

integratori alimentariSI all’assunzione di integratori alimentari che irrobustiscono il nostro sistema immunitario. L’ideale è scegliere integratori a base di echinacea, una pianta che ha  una buona azione immunostimolante aspecifica confermata da prove sperimentali, quali aumento della fagocitosi (capacità dfi inglobare e distruggere batteri e virus) dei globuli bianchi, della differenziazione dei globuli bianchi da immaturi a maturi e quindi più attivi e della produzione di sostanze stimolanti le difese immunitarie dette interleuchine. L’echinacea è disponibile in commercio sottoforma di capsule, tintura madre o tisane.

SI anche alla Pappa reale fresca ed al miele: due rimedi usati sin dai tempi antichi per pervenire i malanni stagionali.

miele

SI all’assunzione combinata di Miele ed Aloe, perfetti per aumentare le nostre difese immunitarie.

Polpa di BaobabSI anche alla Polpa di Baobab, che grazie al suo altissimo contenuto di Vitamina C, trova un impiego rilevante per le sue proprietà antiossidanti e per la capacità di proteggere l’organismo dai danni indotti dai radicali liberi ed inoltre, è in grado di incrementare l’assorbimento del Calcio e la biodisponibilità del Ferro, fondamentale nei soggetti affetti da stati febbrili.

 

Pandemia H1N1 AGGIORNAMENTO AL 18  SETTEMBRE  2009 ORE 18

da: www.amicopediatra.it

 

Ad inizio aprile 2009 compariva nella popolazione del Messico un nuovo virus influenzale A, ceppo H1N1. Inizialmente si è ritenuto che tale virus potesse essere stato trasmesso all’uomo dai maiali, dato che i primi casi riguardavano persone viventi a stretto contatto con suini, e che il ceppo H1N1 circola normalmente nella popolazione suina, determinando un quadro influenzale.

La trasmissione all’uomo di virus influenzali suini è già avvenuta sporadicamente in passato. Si è trattato per lo più di persone esposte direttamente ai maiali (es. bambini che vivevano in fattorie a contatto coi maiali o lavoratori dell’industria suina). I virus dell’influenza suina è dimostrato inoltre che possano trasmettersi da persona a persona (a differenza, almeno per ora, dai virus dell’influenza aviaria), ma tale trasmissione è rimasta fino ai nostri giorni limitata, interessando poche persone. Per ciò che riguarda l’epidemia da virus A H1N1 in corso, però, non esistono ancora dati epidemiologici che consentano di concludere con certezza che il virus H1N1 dell’influenza dei maiali sia stato effettivamente trasmesso all’uomo. Al termine iniziale di influenza suina, pertanto, si preferisce ora sostituire quello di Influenza umana da virus A H1N1/09.

Da aprile 2009 il virus A dell’influenza H1N1/09, inizialmente comparso nella popolazione di Messico e Stati Uniti, si è rapidamente trasmesso di persona in persona interessando un numero sempre maggiore di persone e di nazioni, tanto da configurare attualmente (dichiarazione dell’OMS dell’11 giugno 2009) la situazione di pandemia (epidemia su scala mondiale). Si è deciso infine di dare all’attuale epidemia il nome di Pandemia da virus H1N1 2009.

I sintomi dell’influenza da virus A H1N1/09 sono allo stato attuale quelli di una “normale” influenza umana, per ora apparentemente di lieve intensità: febbre, tosse, mal di gola, dolori diffusi, mal di testa, brividi, stanchezza. In alcuni casi ci può essere diarrea e vomito. Una differenza risiede nel fatto che il virus sembra colpire preferibilmente soggetti giovani (sotto i 25 anni di età) e in buon condizioni di salute, mentre la “comune” influenza colpisce in modo serio soprattutto soggetti anziani, sopra i 65 anni. Come per tutti i virus influenzali, l’infezione può determinare un aggravamento di una malattia cronica preesistente.

In tal senso le categorie considerate a rischio di sviluppare complicazioni severe sono:

  • persone di età fino a 64 anni, portatrici di patologie croniche (malattie respiratorie croniche; malattie cardiovascolari croniche, eccetto una lieve isolata ipertenzione; malattie metaboliche, in particolare diabete; malattie croniche renali ed epatiche; deficit immunologici congeniti o acquisiti; patologie neurologiche o muscolari croniche)

  • bambini piccoli (sotto i due anni)

  • donne gravide

Come per una qualsiasi influenza, è il caso di interpellare il medico immediatamente solo se compaiono sintomi di allarme, che nel caso di un bambino sono:

  • respiro frequente e difficoltoso

  • colorito cutaneo bluastro

  • scarsa assunzione di liquidi

  • forte sonnolenza e scarsa interazione con le altre persone

  • forte irritabilità, al punto da non voler essere toccato

  • iniziale miglioramento dei sintomi influenzali, seguito da nuovo peggioramenti con febbre e peggioramento della tosse

  • febbre accompagnata da eruzione cutanea

Nell’adulto, invece, i sintomi di emergenza sono:

  • difficoltà di respiro o respiro corto

  • dolore o senso di compressione al torace o all’addome

  • improvvisa vertigine

  • confusione mentale

  • vomito persistente o severo

La diagnosi di certezza può essere fatta eseguendo un prelievo mediante tampone faringeo nei primi 5 giorni di malattia e inviandolo ad un laboratorio accreditato.

I virus influenzali vengono passati da persona a persona mediante la tosse, gli starnuti di persone affette. Una persona ammalata di influenza è contagiosa a partire dal giorno precedente la comparsa dei sintomi e fino a 7 giorni o più dopo l’inizio della malattia. Ciò significa che la trasmissione è possibile anche prima che uno sappia di essere malato. I bambini piccoli possono essere contagiosi anche per periodi più lunghi. Talvolta può accadere che qualcuno contragga il virus toccando qualcosa contaminato da virus influenzali e poi toccandosi gli occhi, il naso o la bocca. Alcuni virus, infatti, possono vivere anche più di 2 ore su superfici come maniglie, banchi, tavoli, ecc.

La pandemia da virus H1N1/09, superata la fase di “importazione” dai focolai inziali in Messico, è andata diffondendosi nei vari paesi con modalità simili a quelle della influenza stagionale, anche se con velocità ancora maggiore data la “novità” del virus. In tutte le regioni vengono segnalati livelli di attività influenzale molto superiori alla media stagionale. Per l’ultimo aggiornamento epidemiologico, riportiamo qui il report del sito dell’ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control).

La rapida diffusione del virus in un numero oramai crescente di paesi ha indotto l’OMS a dichiarare lo stato di pandemia (livello 6 di allerta: epidemia su scala mondiale). Ciò significa che il virus va diffondendosi abbastanza rapidamente in tutto il mondo, sfruttando il fatto di essere del tutto nuovo e “sconosciuto” al sistema immunitario della stragrande maggioranza della popolazione mondiale. In molti paesi, la diffusione è tale da aver indotto le autorità sanitarie a dichiarare il passaggio dalla fase del contenimento dell’epidemia (di fatto non più attuabile) alla fase di monitoraggio e trattamento della stessa. In questo nuovo contesto strategico non vengono più effettuati sistematicamente i tamponi per identificare il virus H1N1/09, e di conseguenza si riduce il significato delle cifre riguardanti il numero di casi individuati ufficialmente da parte delle singole nazioni, sicuramente molto minori rispetto al numero effettivo di persone contagiate dal virus.

Per altro, allo stato attuale, i sintomi sono lievi, la mortalità bassa (tra 0.4 e lo 0.5%, rispetto a circa 0.8 % della influenza stagionale), e nella maggior parte dei casi non è stato neppure necessario ricorrere a terapie o ricovero ospedaliero. Tuttavia, 3 principali elementi sono motivo di preoccupazione:

  1. La possibilità che il virus, in tempi più o meno brevi, possa aumentare la propria aggressività e pericolosità, anche a seguito di “incroci” con il virus H5N1 dell’influenza aviaria, stabilmente radicato nella popolazione animale di vari paesi e ben più letale del virus H1N1.

  2. L’impatto che il virus, abbastanza facilmente “gestibile” (come avvenuti fino ad ora) da parte di sistemi sanitari efficienti, potrebbe avere nei prossimi mesi su popolazioni a basso livello socioculturale e con sistemi sanitari meno organizzati e attrezzati.

  3. Il fatto che il virus tenda a colpire persone giovani rende maggiore la preoccupazione per le donne gravide, per definizione più esposte a complicazioni in caso di infezione da virus influenzale

Come difendersi

Soprattutto, data la facile trasmissione del virus H1N1/09 da persona a persona:

  • cercate di evitare il contatto ravvicinato con persone malate. Evitate luoghi affollati e manifestazioni di massa

  • Coprite il naso e la bocca con un fazzoletto di carta usa e getta quando tossite o starnutite. Buttate il fazzoletto di carta dopo l’uso.

  • Lavatevi le mani spesso con acqua e sapone, specialmente dopo aver tossito o sternutito. Possono essere efficaci anche prodotti a base alcoolica per la detersione delle mani o salviettine disinfettanti (da gettare dopo l’uso)

  • Aerate regolarmente i locali dove soggiornate

  • Evitate di toccarvi gli occhi, il naso o la bocca. Il virus si diffonde per questa via.

Se avete in casa una persona affetta da una forma influenzale sospetta:

  • Cercate di riservare alla persona malata una zona separata della casa. Se ciò non è possibile, tenete il paziente almeno ad un metro di distanza dalle altre persone.

  • Copritevi la bocca e il naso mentre vi prendete cura della persona malata, se potete con una mascherina del commercio, oppure con qualsiasi pezzo di stoffa improvvisato o con un fazzoletto di carta usa e getta. Una volta utilizzata, la mascherina o la protezione improvvisata va gettata o lavata accuratamente.

  • Evitate di toccarvi gli occhi, il naso o la bocca. Il virus si diffonde per questa via.

  • Lavatevi le mani con acqua e sapone dopo ogni contatto con la persona malata

  • Cercate di favorire la circolazione dell’aria nella camera del malato

  • Tenete pulito l’ambiente con gli abituali detersivi

Se presentate i sintomi influenzali:

  • State in casa e astenetevi dal lavoro, dalla scuola e dagli ambienti affollati e dalle manifestazioni di massa

  • State a riposo e assumente liquidi in abbondanza

  • Coprite il naso e la bocca con un fazzoletto di carta usa e getta quando tossite o starnutite. Buttate il fazzoletto di carta dopo l’uso.

  • Lavatevi le mani spesso con acqua e sapone, specialmente dopo aver tossito o sternutito. Possono essere efficaci anche prodotti a base alcoolica per la detersione delle mani o salviettine disinfettanti (da gettare dopo l’uso)

  • Aerate regolarmente i locali dove soggiornate

  • Informate amici e familiari della vostra malattia e ricorrete al loro aiuto per quelle incombenze (ad esempio fare la spesa) che comportano il contatto con altre persone.

  • Se presentate febbre superiore a 38, tosse, mal di gola, malessere generale, consultate telefonicamente il medico

Non vi è attualmente un vaccino efficace contro l’influenza H1N1/09, ed il vaccino per l’influenza umana stagionale 2009-2010 avrà uno scarso o nullo effetto protettivo verso il virus H1N1/09. Un vaccino specifico per il virus H1N1/09 sarà pronto probabilmente da metà-fine ottobre 2009 e comunque non sarà disponibile in un numero di dosi sufficiente a vaccinare tutta la popolazione.

Le strategie vaccinali dovranno necessariamente essere riconsiderate e tarate nei mesi a venire in base all’andamento epidemiologico della pandemia, come riconosciuto anche dal documento pubblicato nell’agosto 2009 dall’ECDC (“Interim Guidance: use of specific pandemic influenza vaccines during the H1N1 2009 Pandemic”) in cui vengono ulteriormente approfondite le problematiche circa le strategie vaccinali per la pandemia H1N1, proiettandole sui possibili scenari che dovessero presentarsi nei prossimi mesi.

Esistono farmaci antivirali (oseltamivir o zanamivir, in forma di compresse, sciroppi o spray nasali), che consentono di prevenire e/o trattare l’infezione da virus dell’influenza A H1H1: essi combattono il virus, impedendogli, una volta arrivato nell’organismo, di moltiplicarvisi. Il loro impiego consente pertanto di ridurre l’intensità dei sintomi e la durata della malattia, prevenendo anche la comparsa di complicazioni. Sono stati segnalati rari casi di influenza da virus H1N1/09 resistenti ad oseltamivir (ma sensibili a zanamivir). Si tratta per ora di casi isolati, i cui pazienti si sono tutti ristabiliti senza problemi, e che non si sono diffusi ai contatti di tali pazienti.

La situazione in Italia

Anche in Italia, complice l’elevata mobilità turistica dei mesi estivi e l’apertura delle comunità infantili e delle scuole, il numero di casi è in aumento. Da ricordare (v. sotto) che attualmente il criterio diagnostico è solo clinico, mentre la certezza diagnostica mediante tampone viene ricercata solo in un numero limitato di casi campione desunti dai casi notificati. Secondo il Ministero della Salute, i casi notificati al 16 settembre 2009 sono 8133, di cui confermati 2384. Un solo caso mortale, per altro in un paziente affetto da gravi patologie preesistenti, a Napoli.

Anche in Italia, prendeno atto da un lato dell’incontrollabilità della trasmissione dell’infezione e, d’altra parte della relativa benignità del quadro clinico dell’influenza da virus H1N1, è stata effettuata una revisione della situazione epidemiologica e conseguentemente delle strategie sanitarie. Le nuove indicazioni sono contenute nella Circolare Ministeriale del 27 luglio 2009. In particolare:

  1. è stato deciso il potenziamento della rete “Influnet” di medici e pediatri “sentinella” (900 in totale tra Medici di Medicina Generale e Pediatri di Libera Scelta) preposti alla segnalazione tempestiva al centro statistico dei casi sospetti di influenza (in genere) e all’esecuzione di tamponi per la conferma di Influenza A (quindi senza determinazione specifica se da virus stagionale o da virus H1N1)

  2. L’esecuzione del tampone per la ricerca specifica del virus H1N1 viene riservata ai casi ad andamento severo richiedenti ricovero, o a casi campione individuati tra quelli notificati dai medici sentinella

  3. Per ciò che riguarda i criteri di definizione di caso di influenza H1N1, vale solo il criterio clinico. In pratica, si parla di sospetta influenza H1N1 in caso di:

    febbre pari o superiore a 38° C ad insorgenza improvvisa

    + almeno uno dei seguenti sintomi

    – mal di testa
    – malessere generalizzato
    – senzazione di febbre con brividi e sudorazione
    – stanchezza

    + almeno uno dei seguenti sintomi

    – tosse
    – mal di gola
    – raffreddore

    Per i casi che rientrano in questi parametri sono previsti i seguenti provvedimenti

  • Notifica da parte del medico entro 12 ore all’ASL mediante modulo apposito

  • Attivazione da parte dell’Ufficio Igiene dell’ASL, che provvede a individuare i possibili contatti del caso e ad informare l’Assessorato regionale alla Sanità, il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore dalla Sanità.

  • Isolamento, a domicilio se possibile, o in Ospedale se le condizioni cliniche del paziente lo consiglino.

  • Procedure specifiche nell’approccio al paziente: evitare permanenza in sale d’attesa comuni, usare stanze dedicate per la valutazione clinica, utilizzo di ambulanze dedicate per il trasporto.

  • Adozione delle principali norme igienico sanitarie e respiratorie (v. sopra)

  1. i farmaci antivirali non sono disponibili al pubblico, se non previa una valutazione da parte del medico curante che, se il caso, concorderà con le strutture ospedaliere la prescrizione e l’erogazione del farmaco stesso al paziente in questione. Nella sua valutazione, il medico dovrà tenere presenti le seguenti indicazioni ministeriali (Circolare Ministeriale del 22 luglio 2009)

    A) Impiego dei farmaci antivirali a scopo terapeutico (cioè a malattia iniziata)

    L’efficacia di tali farmaci è tanto maggiore quanto precoce è la loro assunzione dall’inizio della sintomatologia (entro due giorni). Il trattamento dura 5 giorni. La decisione se avvalersi o meno del loro impiego deve però essere valutata caso per caso dal medico, considerando anche che la quasi totalità dei pazienti interessati dall’influenza da virus H1N1/09 guarisce anche senza ricorrere a farmaci antivirali e che il loro impiego su larga scala comporta il rischio di sviluppare nel virus resistenze a tali farmaci.

    L’impiego dei farmaci antivirali è raccomandato in caso di

  • Pazienti con quadro clinico grave, caratterizzato da ipossia, shock ipotensivo, alterazione del sensorio

  • Donne gravide

  • Madri in corso di allattamento

  • Asma in trattamento

  • Obesi con indice di massa corporea (BMI) superiore a 30

    L’impiego dei farmaci antivirali può essere invece considerato, caso per caso, nei soggetti di età inferiore a 2 anni o portatori di patologia cronica debilitante (cardiopatie, malattie polmonari croniche, nefropatie, diabete, ecc.)

    B) Impiego dei farmaci antivirali a scopo profilattico (cioè nei contatti stretti, prima che i sintomi si manifestino)

    Il trattamento dura 10 giorni, e verrà deciso dal medico curante, tenendo conto delle condizioni in cui, ai sensi della già citata circolare ministeriale del 22 luglio 2009, tale somministrazione è raccomandata (le stesse categorie per cui è indicato il trattamento a scopo terapeutico) o da prendere in considerazione (bambini portatori di patologia cronica che frequentino comunità infantili).

  1. Sono state inoltre tracciate le linee generali di strategia vaccinale, per le quali si veda sul sito del Ministero della Salute l’Ordinanza Ministeriale dell’11 settembre 2009 recante “Misure urgenti in materia di profilassi vaccinale dell’Influenza pandemica A/H1N1”. Il provvedimento individua le categorie di persone a cui è diretta l’offerta della vaccinazione antinfluenzale con vaccino pandemico A/H1N1 a partire dal momento della effettiva disponibilità del vaccino (la consegna alle Regioni e Province Autonome è prevista nel periodo 15 ottobre-15 novembre 2009) fino a copertura di almeno il 40% della popolazione residente in Italia.

    In ordine di priorità l’offerta vaccinale sarà rivolta a:

  • persone ritenute essenziali per il mantenimento della continuità assistenziale e lavorativa: personale sanitario e socio-sanitario; personale delle forze di pubblica sicurezza e della protezione civile; personale delle Amministrazioni, Enti e Società che assicurino i servizi pubblici essenziali; i donatori di sangue periodici;

  • donne al secondo o al terzo trimestre di gravidanza;

  • persone a rischio, di età compresa tra 6 mesi e 65 anni;

  • persone di età compresa tra 6 mesi e 17 anni, non incluse nei precedenti punti, sulla base degli aggiornamenti della scheda tecnica autorizzata dall’EMEA o delle indicazioni che verranno fornite dal Consiglio Superiore di Sanità;

  • persone tra i 18 e 27 anni, non incluse nei precedenti punti.

    In particolare sono considerate persone a rischio quelle affette da: malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio, inclusa asma, displasia broncopolmonare, fibrosi cistica e BPCO; malattie dell’apparato cardiocircolatorio, comprese le cardiopatie congenite ed acquisite; diabete mellito e altre malattie metaboliche; malattie renali con insufficienza renale; malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie; neoplasie; gravi epatopatie e cirrosi epatica; malattie congenite ed acquisite che comportino carente produzione di anticorpi; immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV; malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinale; patologie associate ad un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie, ad esempio malattie neuromuscolari; obesità con Indice di massa corporea (BMI) > 30 e gravi patologie concomitanti; condizione di familiare o di contatto stretto di soggetti ad alto rischio che, per controindicazioni temporanee o permanenti, non possono essere vaccinati. In base alla disponibilità di vaccino pandemico nel corso della campagna vaccinale potranno essere inserite nel programma anche altre categorie di soggetti.

    Con riguardo alle vaccinazioni delle donne in gravidanza, ai soggetti dai 6 mesi ai 17 anni e alle covaccinazioni, verrà emanata una successiva Ordinanza dettagliata a seguito del Parere del Consiglio Superiore di Sanità.

Angelo Vigliotti
Scritto da Angelo Vigliotti