Orzaiolo

Che cos’è
Infezione acuta dovuta a batteri (Stafilococchi) localizzata in una o più ghiandole palpebrali. A seconda delle ghiandole interessate, l’orzaiolo è definito ”esterno” o ”interno”.Spesso l’orzaiolo compare in seguito a una delibitazione del sistema immunitario che può essere dovuto a malattia o stress. Anche un’infiammazione causata dal contatto con acqua salata o clorata facilita la loro insorgenza

Come si manifesta

L’orzaiolo si manifesta con un rigonfiamento e un arrossamento della palpebra, spesso accompagnato da dolore localizzato nella zona colpita.
Fra i sintomi possono verificarsi anche senso di bruciore, lacrimazione eccessiva e fastidio quando l’occhio è esposto alla luce.
Al centro dell’orzaiolo può comparire una piccola pustola dal colore giallastro, contenente pus, che si rompe spontaneamente riducendo il dolore e il gonfiore.
Se l’infezione non viene curata, c’è il rischio che essa si espanda infettando l’intera palpebra.

L’orzaiolo esterno  ( ghiandole di Zeis) in genere si manifesta con dolore e arrossamento del margine ciliare (blefarite), bruciore, eccessivo fastidio alla luce e talvolta lacrimazione e sensazione di corpo estraneo.
Si ha gonfiore alla palpebra più o meno diffuso, e più spiccato in corrispondenza dell’orzaiolo. Al centro dell’orzaiolo compare un puntino giallognolo, indice di infezione (pus), che normalmente si rompe spontaneamente con riduzione o scomparsa del dolore.
L’orzaiolo interno (ghiandole di Meibomio)) è più grave: dolore, arrossamento e gonfiore sono più localizzati e l’orzaiolo di solito non è visibile, ma si nota solo esaminando il lato interno della palpebra; così facendo si può osservare una tumefazione giallastra più circoscritta e, successivamente, si forma un ascesso che di rado si rompe spontaneamente. Frequenti sono le recidive.

 


Quali sono i rischi

    * Estensione dell’infezione, che potrebbe così coinvolgere tutta la palpebra.
    * Estensione dell’infezione ad altre strutture oculari (congiuntivite)
Cosa si deve fare


    * Favorire la rottura dell’orzaiolo applicando impacchi caldo-umidi con una compressa di garza sterile, inumidita con acqua non troppo calda sull’occhio per 20 minuti, diverse volte al giorno. In tal modo si potrà rimuovere il pus in modo non traumatico.
    * Il medico può prescrivere una pomata antibiotica da usare secondo le istruzioni ricevute al fine di prevenire la diffusione dell’infezione. In particolare non portare il beccuccio della pomata a contatto dell’orzaiolo o delle palpebre. L’applicazione della pomata va fatta dopo la detersione con acqua. Si sconsiglia l’uso di soluzioni di acido borico.
    * Lavarsi spesso le mani con acqua e sapone cercando di non toccarsi gli occhi. 

    Cura omeopatica nella fase acuta


Pulsatilla:  può arrestare la crescita dell’orzaiolo o favorire la suppurazione. Indicato in caso di palpebra infiammata, rossa, urente, con edema che migliora con applicazioni fredde. Pulsatilla 5CH 2-3 granuli due volte al dì;  nell’orzaiolo acuto favorisce la suppurazione Pulsatilla 9CH 2-3 granuli due volte al dì; arresta la crescita dell’orzaiolo nelle forme croniche e recidivanti bloccando la suppurazione.

La pulsatilla va bene per una bambina con carnagione chiara, di aspetto delicato, timida, amabile, con una cattiva circolazione venosa, per la quale la comparsa dell’orzaiolo è caratterizzata da palpebre gonfie, infiammate, con prurito e una secrezione giallastra

Hepar sulfur: indicato se la suppurazione è già presente e si vuole evacuare il pus, o arrestare la suppurazione. Hepar sulfur 9CH 2-3 granuli 2 volte al dì per arrestare la suppurazione Hepar sulfur 5CH 2-3 granuli 2 volte al dì per favorire l’evacuazione del pus

Staphysagria:  Staphysagria 9 CH 2-3 granuli due volte al giorno. La  Straphysagria risulta  essere adatta per un soggetto a temperamento collerico, orgoglioso, suscettibile che si offende per nulla e che può manifestare degli orzaioli aventi caratteristiche di persistenza e tendenti alla suppurazione.

Belladonna: indicato in caso di occhio arrossato, sensibile alla luce, teso e con dolori pulsanti. Belladonna da 5 a 15 CH 2-3 granuli 2 volte al giorno

Euphrasia: indicato in caso di occhio arrossato, con bruciore e sensazione di avere sabbia negli occhi, palpebre incollate. Euphrasia 5CH 2-3 granuli 2 volte al dì.

In alcuni casi particolari  di forme acute  si può aumentare la dose e dare una associazione ad esempio: Pulsatilla 5CH, 4 granuli 3 volte al dì e Hepar sulfuris 30CH, 4 granuli 3 volte al giorno. Se  il gonfiore si estende atutta la palpebra: mercurius solubilis  5 CH 4 granuli tre volte al giorno; oppure se c’è arrossamentoe gonfiore  Apis 5CH, 3 granuli 3 volte al giorno. Riucordo che la calendula e l’euprasia  si possono dare anche come colliri.

 



Prevenzione dell’orzaiolo
A una bambina di 4 anni e mezzo che da tre anni circa presenta ricomparsa di orzaiolo soprattutto nel periodo primavera  estate,  ho consigliato PER TRE MESI i seguenti rimedi:
1. una dieta più ricca di verdure e frutta ( occhio e fegato sono intimamente correlati)
2. immunotrofina sciroppo 10 ml una volta al dì nel pomeriggio ( stimolazione del sistema immunitario)
3.staphysagria 9 CH più Thuia 9CH ( due granuli di entrambi di mattina prima di colazione)
4. RAME – ORO – ARGENTO due volte la settimana. ( scarsa reattività dell’organismo)

Ho preferito la combinazione rame -argento -oro  perchè la bambina ha una struttura linfatica molto accentuata. In alternativa si  può dare  manganese – zinco – rame . 

Ricordo che visitando il bambino e conoscendo la sua costituzione, la cura può cambiare preferendo un rimedio costituzionale e altri rimedi con dosaggi anche diversi e personalizzati secondo l’età, la clinica e i sintomi prevalenti e altre patologie concomitanti. In alcuni casi è utile la somministrazione di fitoterapici e di tinture madri oppure di complessi omotossicologici. In casi resistenti si è rivelato ottimo anche il sale di Schussler ( rimedio biochimico n° 12 : biossido di silicio, utile  sia nell’indebolimento del tessuto connettivo, sia nella ridotta funzxionalità del sistema linfatico).

Angelo Vigliotti
Scritto da Angelo Vigliotti