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L’insetto zanzara

 

Le zanzare appartengono al regno animale, al filum degli Artropodi, alla classe degli Insetti, all’ordine dei Ditteri, alla famiglia dei Culicidi. Esistono circa 2.700 specie di zanzare e sono diffuse in tutto il mondo. Sono insetti a due ali (Ditteri) in grado di percorrere fino a 3 Km in un’ora.

 

Il ciclo vitale

Le femmine devono succhiare sangue dall’ uomo o dall’ animale per ottenere le proteine necessarie alla maturazione delle uova che poi depositano da 40 a 400 sulla superficie di acqua ferma come stagni, paludi, pozze o anche sottovasi per fiori e piante. In una settimana le uova si aprono e si formano le larve che vivono sotto il pelo dell’acqua e poi si trasformano in pupe che danno origine all’insetto adulto in grado di vivere per due settimane o poco più.

Le malattie trasmesse

Alcune specie trasmettono malattie quali Malaria, Febbre Gialla, Febbre del Nilo, Bottone d’Oriente e altre. In Italia, scomparsa la malaria, le punture di zanzara non sono ritenute pericolose ma solo fastidiose, tuttavia con l’arrivo di nuove specie di zanzare come la cosiddetta zanzara tigre le cose non sono più tanto certe.

La zanzara Tigre

La zanzara tigre o Aedes albopictus, originaria del sud-est asiatico, arriva in Italia, a Genova, nel 2000 e si diffonde rapidamente in molte regioni. Si riconosce perché è più piccola e scura rispetto alle nostre zanzare e possiede le caratteristiche strie bianche sulle zampe e sul dorso. La zanzara tigre ha abitudini differenti rispetto alle nostre: attacca anche di giorno, in pieno sole, e spesso lo fa in sciami di centinaia di esemplari. Il liquido che inietta è particolarmente tossico e fa sviluppare reazioni cutanee (pomfi) molto pruriginose o dolenti.
Nei paesi di origine, la zanzara tigre è portatrice di malattie virali che tuttavia, per ora, non si sono verificate in Italia. Questo insetto è così resistente da sopravvivere alle temperature sotto zero dell’inverno, risentire poco dei fornelletti antizanzara e di poter pungere anche attraverso gli indumenti.

Il sistema di puntamento

Le zanzare sono insetti piccoli ma molto evoluti, sono dotati di recettori per il calore e per l’odore cosicché possono centrare la propria vittima, con estrema precisione, anche al buio. Nell’evoluzione hanno imparato a scovare l’uomo seguendo oltre che l’odore umano anche i profumi che utilizza, i fumi delle cotture dei cibi, la luce delle lampadine.

La puntura

Le zanzare, molto pericolose in altre regioni del mondo, per via delle malattie che trasmettono, in Italia sono soprattutto un grande fastidio. Alla puntura di zanzara segue il pomfo, quel gonfiore pruriginoso che dura 20 o 30 minuti. Alcuni soggetti, soprattutto bambini, sviluppano reazioni abnormi con gonfiore intenso che dura qualche giorno e poi rimane un nodulo rosso pruriginoso per alcune settimane.

 

I problemi della puntura

I problemi da puntura di zanzare non sono tutti qui infatti per il grattamento subentrano le infezioni cutanee (Impetigine) e sempre per il prurito non riposiamo la notte e siamo stanchi di giorno. Per bambini, anziani e malati le conseguenze possono essere importanti. Di qui la necessità di prevenire le punture di zanzare.

 

 

Prevenire la puntura

 

 

La prevenzione è di tre tipi: prevenzione ambientale verso la riproduzione delle zanzare, allontanamento delle zanzare dagli ambienti domestici, impedimento per le zanzare di raggiungere la pelle.

L’autorità sanitaria

La prevenzione ambientale verso la riproduzione delle zanzare e divisa in due parti: quella svolta dall’autorità sanitaria negli habitat comuni e quella svolta dal cittadino nell’ambiente privato.

Il DEET

Il DEET (DiEtilToluolamina) è la sostanza chimica più utilizzata negli insettorepellenti, tra il 10% e il 30% di concentrazione da una buona protezione per passare una serata all’aperto. Per le zone a rischio di malattia, come la malaria, occorre utilizzare concentrazioni superiori.

La Picridina

La Picridina è di più recente introduzione, ha una protezione sovrapponibile a quella del DEET, ed è presente nella linea Autan della Bayer, dove però appare riportata con la sigla KBR 3023.

Il PMD

Il PMD (ParaMatanDiolo) è l’unico tra i derivati vegetali approvato negli USA come insettorepellente anche se la sua azione è molto debole.
Questo significa che gli altri estratti, come citronella, geraniolo ecc., di cui è pieno il mercato, non garantiscono la protezione anzi, in molti casi, agiscono da attrattivi per le zanzare.

L’uso degli insettorepellenti

L’uso dei repellenti, che si debbono applicare direttamente sulla pelle e che in parte vengono assorbiti nel sangue, deve essere fatto secondo specifiche regole che sono:

  • Applicare il prodotto solo sulle parti scoperte del corpo e non sotto i vestiti.

  • Non utilizzarli su pelle irritata, con abrasioni o tagli.

  • Non utilizzare spray direttamente sul volto ma sprizzare il prodotto sulle mani e poi applicarlo sul volto.

  • Lavarsi quando si rientra all’interno.

  • Non utilizzare per i bambini al di sotto dei tre anni.

  • Queste regole valgono anche per i repellenti naturali.

La puntura e i rimedi fai-da-te

L’ultimo problema rimane la puntura di zanzara. Se i tentativi di prevenzione sono falliti e siamo stati punti occorre non fare più danni di quelli che vogliamo eliminare. Infatti, nel tentativo di spegnere quel fastidioso gonfiore e prurito, spesso ricorriamo al rimedio fai-da-te come applicare ammoniaca o frizionare il limone. Il primo rimedio di solito ustiona la pelle e il secondo rende la pelle fotosensibile per cui poi ci scottiamo al sole.

La puntura e i farmaci

Anche i farmaci non danno la risposta giusta: la crema con il cortisone entra in funzione dopo 30 minuti cioè quando il prurito è già terminato così come la crema con antistaminico che inoltre è fotosensibilizzante.

Il rimedio consigliabile

L’unico rimedio consigliabile è l’applicazione di Gel al Cloruro d’alluminio al 5%, un potente astringente e antisettico: il prurito diminuisce e le infezioni da grattamento sono scongiurate.

 

 

 

Ulteriori approfondimenti

 

 

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Prevenzione e trattamento delle punture di insetto con pungiglione

Proteggete voi e la vostra famiglia dalle punture d’insetto con pungiglione

Le punture d’insetto con pungiglione sono particolarmente sgradevoli e sovente possono creare diversi problemi a chi viene punto ripetutamente.

Tuttavia, il rischio di essere punti può essere eliminato mediante la distruzione dei nidi di vespa all’interno o in prossimità dell’abitazione e adottando alcune precauzioni base quando ci si trova in ambienti esterni.

Allergie alle punture d’insetto con pungiglione

Alcune persone sono più sensibili di altre ai pungiglioni degli insetti, in particolar modo i bambini.

Tuttavia, il gruppo principale a rischio è rappresentato dal 3% della popolazione che presenta un’allergia al veleno presente nel pungiglione. Una reazione allergica alle punture d’insetto con pungiglione può svilupparsi in qualsiasi momento anche se non si è presentata alcuna reazione nel corso di una precedente puntura.

Chiamare immediatamente un’ambulanza in caso di reazione allergica grave conseguente ad una puntura di ape o vespa.

Tra i vari sintomi ricordiamo svenimento, vertigini, nausea, difficoltà respiratorie o gonfiore localizzato.

Api e vespe e punture d’insetti

Le punture di api e vespe non devono essere confuse con le comuni punture d’insetto.

Un insetto utilizza il suo pungiglione quale arma di difesa quando percepisce un pericolo per se o per la sua colonia. Questo insetto punge iniettando veleno all’interno o sotto la pelle. L’effetto è immediato e da luogo ad una sensazione di scottatura particolarmente dolorosa.

Mentre il pungiglione viene utilizzato quale arma di difesa, gli insetti pungenti comuni pungono per nutrirsi di sangue. Per dare agli insetti il tempo necessario per nutrirsi, le punture degli insetti si sono evolute in modo tale che il dolore non venga avvertito, come avviene per i pungiglioni (nonostante la puntura di una formica volante risulti particolarmente dolorosa).

Insetti con pungiglione

Gli insetti più comuni che utilizzano il pungiglione quale arma di difesa sono le vespe (ivi compresi i calabroni) o le api. Le vespe sono molto più aggressive e possono pungere anche senza venire esplicitamente provocate.

Le api pungono più difficilmente, solitamente si difendono quando vengono pestate o allontanate con le mani. Il segnale principale di una puntura d’ape consiste nella presenza del suo pungiglione all’interno della pelle e la sacca venosa continuerà a pompare veleno per più di un minuto.

Al contrario, l’unico segnale della puntura di vespa o di calabrone è rappresentato da un piccolo foro della puntura.

Sia che si venga punti da un’ape o da una vespa, l’area intorno alla puntura mostrerà un rapido rossore e si formerà una piaga rialzata (fluido sottopelle). La piaga tenderà a ridursi dopo qualche ora ma il pizzicore rimarrà per più di un giorno.

Trattare una puntura di ape o vespa

Contrariamente alle credenze popolari, la puntura di vespa non è alcalina e la puntura d’ape è solo leggermente acida. La chimica di una puntura è molto più complessa e pertanto le cure tradizionali consistenti nel mettere a bagno l’area interessata dalla puntura in aceto, o l’area interessata da una puntura d’ape in soda bollente fornirà unicamente un sollievo di breve durata. Tuttavia, vi sono precauzioni pratiche che possono essere adottate.

Nel caso di una puntura d’ape, il dolore potrà essere ridotto significativamente se il pungiglione viene rimosso immediatamente. Questa operazione deve essere eseguita con la massima attenzione utilizzando le unghie, le pinzette o una lama affilata- tuttavia, prestare la massima attenzione a non premere la sacca della puntura, in caso contrario verrà iniettata nella ferita una quantità maggiore di veleno.

Lavare la ferita con sapone e acqua e quindi ridurre il gonfiore immergendo l’area interessata in acqua fredda o coprendola con del ghiaccio all’interno di un panno (non applicare direttamente il ghiaccio sulla pelle).

Per eliminare il pizzicore applicare un prodotto antistaminico per morsi e punture o assumere un antistaminico per via orale (una “compressa per febbre da fieno”).

Può essere inoltre applicata una lozione alla calamina per raffreddare la ferita e alleviare il pizzicore. Se il pizzicore risulta particolarmente intenso, consultate il vostro farmacista per la somministrazione di una pomata a base di steroidi.

Sintomi di una reazione allergica

Per le persone che presentano una allergia moderata alle punture di api e vespe, si può verificare un maggior gonfiore generalizzato intorno alla ferita. Consultare il proprio medico se il rossore è intenso e persistente.

Chiamare immediatamente un’ambulanza se si presenta uno qualsiasi dei seguenti sintomi entro 30 minuti dalla puntura:

  • Gonfiore localizzato a livello della gola, bocca o lingua suscettibile di limitare la funzionalità respiratoria

  • Sibilo, soffocamento o incapacità di prendere fiato

  • Svenimento, intorpidimento o mal di testa

  • Dolore localizzato a livello del torace

  • Nausea o crampi addominali

Ricordatevi sempre che le allergie alle punture d’insetto si possono sviluppare in qualsiasi momento.

Chi è stato punto in due o più occasioni negli anni precedenti è ad elevato rischio di sviluppo di un allergia.

Un altro gruppo ad alto rischio è rappresentato da coloro che soffrono di altre allergie (come al polline o agli insetti).

Prevenire le punture d’insetto con pungiglione

Immagine di Vespe sociali

Le persone sensibili alle punture d’insetto devono prestare la massima attenzione al fine di minimizzare il rischio di essere punti, ci sono tuttavia precauzioni pratiche che si possono mettere in atto.

Per evitare di essere punti quando ci si trova in ambienti esterni, adottare le precauzioni seguenti:

  • Evitare di indossare colori troppo appariscenti e fragranze intense come profumi e deodoranti in quanto suscettibili di attirare gli insetti

  • Indossare maglie a maniche lunghe, pantaloni, scarpe e cappelli al fine di ridurre al minimo l’esposizione della pelle

  • Utilizzare spray repellenti per insetti sulla pelle esposta

  • Utilizzare prodotti repellenti per insetti o candele repellenti quando si staziona all’aperto

  • Evitare di lasciare esposte bevande dolci o cibo

  • Controllare che non vi siano api prima di sedersi, sdraiarsi o comunque prima di stazionare in un luogo all’aperto

  • Evitare aree nelle quali sono presenti colonie di vespe come frutteti

  • Indossare guanti se si raccoglie la frutta caduta al suolo

Non tentare per nessun motivo di schiacciare vespe o api. In caso contrario aumenterà il rischio di essere punti e ilr ischio di attirare lo sciame.

Non utilizzare le braccia per allontanare gli insetti e non compiere movimenti affrettati suscettibili di attirare gli insetti. Se si accede ad un’area caratterizzata da una presenza massiccia di api o vespe, camminare lentamente e allontanarsi dall’area.

Insetti pungenti all’interno delle abitazioni o in giardino

Immagine di Ape solitaria

Se una vespa rimane intrappolata all’interno della vostra abitazione, è possibile eliminarla mediante l’impiego di uno spray Insetticida per mosche e vespe.

Tuttavia, le api possono essere utili per l’ambiente e non devono essere uccise ogni volta che risulti possibile farlo in sicurezza.
Se è presente un numero elevato di vespe o api all’interno della vostra abitazione o del vostro giardino, probabilmente è presente un nido nelle immediate vicinanze.

E’ di fondamentale importanza distruggere i nidi il prima possibile. Le vespe diventano più aggressive sul finire della stagione estiva, pertanto è più sicuro eliminare il nido il prima possibile.

Rentokil offre un servizio professionale per eliminare i nidi delle vespe rapidamente e in modo efficace.

Per saperne di più sui nostri interventi di disinfestazione, consultate la sezione api e vespe oppure contattateci al numero 800 916 272.

 

Ulteriori approfondimenti per i bambini

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Di cosa si tratta

Le punture di questi insetti si limitano a provocare una lesione cutanea localizzata e pruriginosa e talora, nel caso dei tafani, dolente. Non sono mai pericolose, anche se, in bambini particolarmente sensibili, possono provocare lesioni più estese e durature.

Alcuni bambini attirano questi insetti più di altri, per cui possono essere punti ripetutamente.

Per le zanzare, le ore più a rischio sono quelle dal tramonto alle prime ore del mattino, anche se è possibile, soprattutto in aree a rischio (vicinanza di fiumi, paludi, pozzanghere, ecc.) e nel caso della zanzara tigre, che le punture si verifichino in qualsiasi momento della giornata.
In zone tropicali e subtropicali, ma non in Italia, la puntura di zanzara può trasmettere una grave malattia, la malaria.

 

 

 

Zanzara

Tafano

Cimice

 

Come si manifestano

In corrispondenza della puntura la pelle presenta un pomfo (chiazza sollevata) rosso e pruriginoso, più o meno grande, a seconda della reattività del bambino. Se la puntura è vicina all’occhio, la palpebra può gonfiarsi notevolmente e il gonfiore può durare anche per 2 gg.
Le punture di zanzare sono tipiche del periodo estivo, si localizzano sulle parti non coperte da vestiti (testa, braccia, gambe), presentano al centro del pomfo un punto sporgente, che causa un forte prurito.
Anche la puntura di tafano è localizzata sulle parti scoperte, ma è in genere più dolorosa e provoca un pomfo più esteso. E’ più facile che si infetti, formando una pustola (raccolta di pus).
Pulci e cimici, a differenza di tafani e zanzare, non volano, ma strisciano sotto i vestiti per mordere. Le loro punture, pertanto, possono localizzarsi anche su parti coperte dai vestiti; inoltre, manca in genere il punto centrale sporgente e spesso il pomfo si trasforma in piccole vescicole contenenti liquido.

 

Cosa fare

  1. In genere nulla. Per alleviare il prurito si può premere sulla puntura con qualcosa di piccolo (un’unghia, il cappuccio di una penna, ad esempio), per una decina di secondi. Raccomandate al bambino di non grattarsi, per il rischio di aumentare il prurito e di infettare la lesione. Se esce sangue, lavate e disinfettate.

  2. Se il prurito è intenso e il pomfo è esteso si può applicare una crema cortisonica. Non applicate pomate antistaminiche, mentre gli antistaminici per bocca debbono essere somministrati solo su indicazione del medico.

  3. Chiamate il medico successivamente se il prurito o il dolore disturbano il sonno del bambino o se le punture nei giorni successivi diventano rosse, gonfie e dolenti.

 

Cosa non fare

  • Non grattate, nè spremete nè incidete la sede della puntura

  • Non applicate pomate antistaminiche

  • Non somministrate farmaci per bocca se non su indicazione del medico

Prevenzione

 

Tipo di insetto

 

 

Prevenzione

 

Zanzare e moscerini

  • All’aperto, nelle ore dopo il tramonto o anche durante il giorno in aree a rischio, indossate abiti con maniche lunghe e pantaloni lunghi, dalla trama fitta e di un certo spessore, ed evitate colori scuri e profumi (che attraggono le zanzare)

  • Zanzariere: esistono zanzariere applicabili alle finestre, al letto o alla culla. Fate attenzione che la zanzariera non sia bucata e che non rimanga nessun insetto intrappolato all’interno!

  • Diffusori elettrici (fornellini) a pastiglia o a carica liquida, spirali repellenti (zampironi): liberano la sostanza repellente per riscaldamento o combustione. Sono efficaci, ma non è consigliabile mantenerli in funzione nell’ambiente chiuso in presenza del bambino. Una volta utilizzati, pertanto, è necessario aerare bene l’ambiente (mantenendo le luci spente!). Altrimenti, possono essere posti, strategicamente in prossimità di porte o finestre aperte.

  •  

    Lozioni, sticks e gel repellenti: sono soprattutto utili all’aperto. Si consigliano i prodotti a base di picaridina, efficaci e molto ben tollerati, preferibili ai prodotti contenenti DEET, potenzialmente tossici soprattutto se a concentrazioni superiori al 10% e a quelli a base di permetrina, utilizzabili solo sui vestiti e più indicati contro le zecche. I prodotti a base di essenze vegetali (citronella, eucalipto, ecc.) hanno un’efficacia molto minore, a meno di utilizzare forti concentrazioni, che per altro espongono a rischi di irritazione della pelle. Nell’applicazione dei repellenti per gli insetti, è comunque utile osservare alcune precauzioni:

     

    1. Non applicate repellenti sulla cute di bambini inferiori a 2 anni, per il rischio che, toccandosi e poi portando le mani agli occhi, li irritino
    2. Applicate i repellenti solo sulla pelle esposta e/o sui vestiti (consultate attentamente in questo senso le indicazioni riportate sull’etichetta). Non applicateli sotto i vestiti.
    3. Non applicateli mai su tagli, ferite, o pelle irritata
    4. Non applicateli sugli occhi o sulla bocca. Se usate uno spray, non spruzzate direttamente sulla faccia, ma piuttosto sulle mani, utilizzando poi queste per applicare il prodotto al viso
    5. Non consentite ai bambini di maneggiare il prodotto. Se lo applicate su un bambino, spruzzatelo prima sulle vostre mani, applicandolo poi con queste sulla pelle del piccolo.
    6. Utilizzate la quantità appena sufficiente a coprire l’area di cute esposta, senza ricorrere ad applicazioni più abbondanti, non necessariamente più efficaci
    7. La durata della protezione varia a seconda del repellente usato e della sua concentrazione. I prodotti “base” in commercio, sia conteneti DEET sia a base di picaridina, solitamente vanno da un minimo di 2 ore a 4 ore, dopo di che devono essere riapplicati. Sono disponibili anche prodotti più concentrati (fino al 30% per il DEET e fino al 20% per la picaridina) per un utilizzo in adulti che debbano essere esposti per tempi più lunghi (anche fino ad 8 ore) o in ambienti a maggior rischio (paludi, acqua stagnante, paesi subtropicali)
    8. Ritornati a casa, lavate la pelle trattata con acqua e sapone o fate un bagno, soprattutto, quando i repellenti sono stati applicati più volte nella giornata o in giorni successivi. Lavate anche i vestiti su cui avete applicato il repellente prima di riindossarli (questa precauzione può variare a seconda del repellente usato, per cui è bene consultare attentamente l’etichetta del prodotto utilizzato)
    9. Se compare un’eruzione dopo l’utilizzo di un repellente per insetti, sospendetene l’applicazione, lavatelo via dalla pelle con acqua e sapone, e chiamate il centro antiveleni. Se dovete portare il bambino dal dottore per questo, portate con voi anche la confezione del prodotto usato.
    10. In caso di contemporaneo utilizzo di un filtro solare, sicuramente compatibili sono i prodotti a base di DEET. Per gli altri prodotti non vi sono dati certi che escludano un’interferenza tra i due tipi di sostanze.

Cimici

Bisogna ricorrere a insetticidi, da spruzzare su letti e altre suppellettili. Sono tossici, per cui è bene seguire le istruzioni, ed eventualmente rivolgersi ad esperti per il loro uso

Pulci

La fonte delle pulci è in genere un animale domestico; esse possono sopravvivere senza mangiare per diversi mesi in un tappeto o nella moquette.
Pertanto la prevenzione si basa sul trattamento dell’animale portatore delle pulci e sulla disinfestazione dei tappeti o delle suppellettili in cui le pulci si sono rifugiate. Ricordate anche in questo caso che gli insetticidi sono tossici.

Tafani

Applicate lozioni repellenti su vestiti e parti esposte (v. zanzare)

Angelo Vigliotti
Scritto da Angelo Vigliotti