Ratafià di pera picciòla

Molte virtù in quest’era tecnologica e dell’immagine  vengono dimenticate come la semplicità e l’umiltà che personalmente non considero virtù ma qualità psicologiche di crescita personale che ognuno di noi dovrebbe avere o aspirare ad avere con l’esercizio costante di  essere presente a se stesso,  di portare avanti uomo interiore più che l’uomo esteriore, di agire rettamente giorno per giorno per essere sempre nella gioia. .
Queste due qualità , queste due grandi virtù  vanno riscoperte e come esempio di riscoperta riporto la storia della pera picciòla e invito coloro che mi leggono a farne uso nell’alimentazione e ogni tanto a godere di un bicchierino di ratafià con qualche crostata. Il ratafià di pera picciòla ha 22 gradi  (  per cui non bisogna esagerare).

La semplicità

Non  è una rinuncia a qualcosa, non è ritirarsi dal mondo e dall’avere, ma è un arricchimento interiore che porta la mente a essere non legata a credenze, a condizionamenti, a falsi inganni dei messaggi dei mass media, dell’imprinting ricevuto e delle tecniche ambientali di suggestioni.
Una persona semplice è una persona sensibile che vede la realtà della vita in una ottica diversa.  Si muove nella vita  con comportamenti che sono espressioni della modestia, della naturalezza, della sincerità. Non ama il compromesso perché sa che in profondità  il compromesso fa sopravvivere, non vivere.  E’ trasparente,  coltiva l’immagine  senza fini egoistici e con spontaneità ma non se ne preoccupa  e cerca di fare il bene  con equanimità e non è in ansia per la propria reputazione. La persona semplice,  in un contesto  di complessità esistenziale, di  relativismo culturale,  di globalizzazione  evolutiva, semplifica la vita e in tanti aspetti sia relazionali ( intrapersonali e interpersonali), che economici torna all’essenziale, al parco, alla sobrietà, alla frugalità.  E questo favorisce uno stile di vita priva di calcolo, senza affettazione, senza doppiezza, senza snobismo e artificiosità. La semplicità  ritrovata è un ritorno all’infanzia, al bambino interiore che permane dentro di noi, un bambino entusiasta , vivace, flessibile, con assenza di malizia, di magniloquenza, di esagerazione, di ipertrofia, di menzogna. Il bambino che è dentro di noi è un bambino quieto (non inquieto), leggero ( non pesante), spontaneo nei suoi capricci e nel suo piacere di vivere ( non riflessivo, non adultizzato ).

L’umiltà

E’ la qualità di una persona che  non si esalta del proprio valore e dei proprî meriti, e si mostra invece sempre consapevole dei proprî limiti ( vocabolario Treccani). Come dice Mario Soldati  (Torino, 17 novembre 1906 – Tellaro, 19 giugno 1999) l’umiltà e quella virtù che quando si ha, si crede di non averla. L’umiltà nasce dal cuore. Una persona umile è incredibilmente sana nel corpo e nella psiche. E’ consapevole dei propri limiti, si accetta per quello che è. Ama se stesso senza orgoglio, senza arroganza, senza superbia, senza vanagloria, senza esuberanza, senza volere primeggiare  sia nel proprio interno  che verso gli altri. Ama se stesso per dare agli altri il dono dell’amore e della bontà, della mitezza e della mansuetudine, di una persona che non giudica, non critica, non si vanta.
Oggi, in questa società tecnologica e dell’immagine, il valore fondamentale è l’orgoglio, l’arrivismo, la tendenza all’affermazione per  dimostrare  di esistere, di valere, di essere qualcuno e l’aria che si respira è un’aria egoica, egocentrica, tossica per l’umiltà. L’umile è considerato un pezzo di cacca, un fuorviante, un vigliacco, un miserabile, un debole. Nella società attuale  in cui  per  “ valere ”  bisogna “ avere”, ( amicizie, amori, soldi, conoscenze, lavoro),   per  “ essere  “ bisogna avere un “potere” di qualsiasi tipo ( politico, culturale, economico,  professionale, religioso) l’umiltà è considerata negativa  nella maggioranza delle persone ( quasi emarginazione  sociale) e  solo in alcuni illuminati una virtù che alcuni eletti possono praticarla (privilegio raro di persone eroiche). Entrambe  le visioni sono in errore.
In realtà l’umiltà più che una virtù è  una qualità del vivere  quotidiano, essa ci riporta alla nostra vera essenza ancora non coperta da maschere, da ruoli, da obiettivi paranoici. Se non c’è l’umiltà, la nostra psiche oscilla tra complessi di inferiorità e di superiorità senza trovare il giusto mezzo e il nostro vivere si perde nei meandri del malessere  esistenziale in cui l’insoddisfazione fa da padrone  per un contrasto continuo tra ciò che siamo e che vorremmo essere, tra ciò che abbiamo e ciò che vorremo avere, tra i nostri sogni e i nostri desideri.  Essa è un potente rimedio di recupero della fiducia in noi stessi, è una terapia straordinaria per dialogare con la parte difficile che è dentro di noi, con la nostra ombra perché unisce la volontà alla compassione, la comprensione alla tolleranza, il perdono alla giustizia, il dialogo all’ascolto.

la pera picciòla

La pera picciòla è una biodiversità del monte Amiata che oltre a possedere interessanti caratteristiche dal punto di vista botanico è anche un frutto adatto alla cucina in molteplici varianti nelle quali le pere comuni non reggono il confronto, dato che non sono così resistenti alle manipolazioni culinarie e alle temperature elevate del forno.
La “pera picciòla” è un prodotto tradizionale riconosciuto dalla Regione Toscana praticamente sconosciuto alla maggior parte del pubblico. ( prodotto agroalimentare toscano PAT ( art. 8  Dlgs 173/98 ). La pera picciòla  si trova bene con i prodotti locali con cui convive:  con la carne chianina e  maremmana e con la carne di maiale Cinta senese. Risalta alcuni piatti tipici come pici, tortelli, formaggi e derivati dalle castagne e   prodotti artigianali ad alto valore tradizionale, come l’agresto e il mosto cotto.
L’agresto è un succo acido (per la presenza di acido tartarico e malico) che si ricava da uve non mature, usato talora come aceto e il mosto cotto è prodotto parzialmente caramellizzato ottenuto mediante eliminazione d’acqua per riscaldamento dal mosto o dal mosto muto.

da: (Augusto De Bellis, 18/19- ottobre /2008, Atti del Convegno)

La pera picciola è un frutto quasi dimenticato dalla cultura botanica, sopravvissuto solo alla perspicacia dell’uomo di una piccolissima area amiatina come la striscia pre-boschiva che va da Abbadia San Salvatore a Vivo d’Orcia.
La sua importanza nell’economia famigliare è stata notevole specialmente nel passato quando i montanari impararono ad includere fra le loro scarse risorse alimentari autunno-invernali anche questo particolare frutto.
La riscoperta culturale della pera picciola proprio quando il progresso, il miglioramento socio-economico e la grande disponibilità di nuovi alimenti per la popolazione stava portando all’abbandono definitivo della sua coltivazione, è stata possibile proprio perché il suo utilizzo non era ancora scomparso dal ricordo almeno dei più maturi

da: https://sites.google.com/site/gruppomisteroamiata/natura/la-pera-picciola   si legge:

La pera picciola è un prodotto raro, peculiare del Monte Amiata, catalogata dal botanico Augusto De Bellis come Pyrus communis var. Achras-Gaertner e dal 2009 inserita nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali della regione Toscana (D. Lgs. 173/98). L’unico documento che trattava di questo frutto era l’Enumeratio quarundam rariorum planturum del botanico del XVIII secolo Pier Antonio Micheli conservato presso l’Università botanica di Firenze. Così viene descritta: “ Picciolona: Pyrus fructus estivo, globoso, sessile, subflavo, maculeo vel libureo griseis compresso, pediculi longo, il frutto è alto poco più di un’oncia e mezzo largo, dalla parte di sotto chiatto cioè piano e nel mezzo concavo, dalla parte di sopra tondo, ma nell’estremità un pochino eccitamente appuntato, dove termina in un picciolo lungo due oncie e poco più o poco meno; il colore è verde chiaro , tutto chiazzato di macchioline ineguali di color bigio, le quali core lo rendono  un poco ruvidetto al tatto, ambedue l’estremità del frutto sono macchiate, più d’ogni altra parte di colore. Il sapore non è dispiacevole, ma poco dolce, essendo oltre di ciò la sua polpa granellosa umida. A 20 di Agosto, senza nome, dal fruttivendolo di S. Spirito e matura e ingiallita a 15 di 7bre in Mercato”
La pera picciòla, appartiene alla famiglia delle rosacee genere Pyrus, specie communis, secondo De Bellis (2008) var. achras (Gaertner), la quale avrebbe una stretta parentela con un’altra specie spontanea: il Pyrus nivalis Jacq., che occupa un areale di vegetazione limitato all’arco alpino e con la quale con la quale condivide molti aspetti morfologici, come la dimensione, la lunghezza del peduncolo e l’altimetria. L’autore ipotizza che il pero picciòlo sia una specie pura di cui è stato ricostruito un taxon abbandonato da anni dai botanici attuali, forse perché la specie si è estinta sul resto del territorio nazionale o comunque non più rinvenuta.  (…),
Forse il nome deriva dal fatto che è una pera piccola. Ha una maturazione  invernale e data la sua tardiva epoca di maturazione, il suo consumo era associato a quello della castagna, altra importante risorsa alimentare, assieme alla quale veniva bollita, divenendo mangiabile e gradevole. A partire dagli anni Cinquanta, si sono diffusi altri metodi di trasformazione e conservazione della pera picciòla destinati all’uso domestico, come il liquore (Ratafià d’autunno) e le pere picciòle sciroppate alla vaniglia. la pera picciòla può essere usata come antipasto insieme a formaggio, miele, ; nell’impasto dei tortelli o dei ravioli, sulle insalate affettate o a dadi con la panna.

Il ratafià di pera picciòla
Per  ratafià si deve intendere il liquore a base di frutta, purea di frutta o succhi di frutta, l Ratafià di Pera Picciola è un prodotto naturale a base di polpa di pera picciola omogeneizzata. Il profumo è del melograno, rafforzato dalla buccia di arancio. Si abbina molto bene a dolci asciutti ma non secchi come crostate  o torte con pan di spagna (da: Lombardi e Visconti sas – Abbadia San Salvatore).

La via della semplicità e dell’umiltà
Ritorniamo alla semplicità e all’umiltà ( e posso dire che la pera picciòla  rappresenta la sintesi di queste due qualità degli uomini forti e liberi). Essa ( come la semplicità e l’umiltà)  è rara e buona.
 Rara è la semplicità, rarissima l’umiltà.  Non voglio fare un discorso morale. Purtroppo in questo mondo contemporaneo  l’orgoglio è al primo posto, l’arroganza fa da padrone,  il narcisismo si annida dovunque e l’avere è il desiderio di chiunque vuole emergere e possedere.  Nonostante ciò non perdiamo la calma. Se vuoi vivere  hai necessità ( non solo bisogno)  di coltivare  e alla fine “possedere” la semplicità e l’umiltà. Qualsiasi cammino di crescita è impossibile senza la semplicità e l’umiltà.   Esse sono due qualità psicologiche straordinarie e le uniche qualità che ti portano  alla vera consapevolezza e in questo modo godere il piacere della vita. Non a caso le fondamenta di ogni viaggio interiore e di crescita si basano  sul presupposto che ognuno di noi è responsabile al 100% dei problemi di cui soffre. E’ inutile cercare negli altri o nel mondo esterno  le proprie difficoltà. Esse si annidano tutte nel nostro mondo interno. So benissimo che è un concetto  di difficile digeribilità e che nemmeno l’amaro più forte e più prezioso  riesce  a far assorbire  totalmente. Noi siamo parti e frammenti dell’universo. Il pensiero crea la realtà e ogni cosa che appare, che esiste. Questo spiega che in qualche modo, se esiste quella determinata realtà è perchè io stesso ho permesso che fosse così. E’ più facile fare la vittima, è molto comodo colpevolizzare gli altri, è estremamente  ragionevole prendersela con l’ambiente, con l’altro, con lo stato, contro chiunque che secondo noi ci fa soffrire. Essere consapevoli ed accettare che siamo responsabili per tutto ciò che accade è il primo passo per un cambiamento profondo. in pratica abbiamo non solo scoperto ma anche riconosciuto la nostra vera essenza. La semplicità e l’umiltà sono le “ armi”  di un uomo libero. E se tu sei libero tutto è possibile. Se non sei più prigioniero dei vincoli del passato e dalle aspettative del futuro tu hai il potere   nel presente e del presente e puoi sostituire qualsiasi  pensiero limitante con  pensieri più creativi e più  produttivi.

Angelo Vigliotti
Scritto da Angelo Vigliotti