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Ricordo il passato, vivo il presente, coltivo il futuro.

15 anni fa è successo una specie di rivoluzione nella mia vita. Improvvisamente cambio ( dentro di me)  il significato del tempo. Fino ad allora ne avevo una concezione causale. c’era un prima e c’era un dopo. C’era dentro di me una realtà oggettiva di questa successione temporale del movimento. In questo contesto avvertivo il presente un tempo carico del passato ( la famiglia, gli studi, il borgo natio, le radici, le conoscenze,  la storia infantile e personale)  e  il futuro ancora più gravido  con tutti  obiettivi nella testa  per avere  una laurea, una famiglia, più soldi , più potere). Per anni e anni sono stato invischiato dal passato, con ferite aperte e chiuse,  e bloccato in  un futuro che tormentava la mia esistenza ( il bisogno di arrivare, l’idea che si era in ritardo, l’ossessione di fare, di apparire, di avere dei risultati)) e  con il presente completamente assente. Una vita drammaticamente  sola , imitativa e dipendente. Nei pensieri, nei desideri, nelle emozioni e nei sentimenti e anche nella comunicazione sociale. C’era il tempo ma non aveva tempo né per me né per l’altro. Era inconsciamente una svalutazione di me e dell’altro. Non avere tempo comporta  il non avere spazio e quindi l’impossibilità di guardare a fondo nella mia vita e la realtà interna e nel rapporto con l’altro l’impossibilità di capire la realtà esterna.
 
                  
Purtroppo il tempo non è fatto solo  dalla cronologia degli avvenimenti, dalla burocrazia della nascita  e dell’ora della morte, da un orologio appeso alla parete o portato sul polso, oppure dalle date storiche degli eventi, ma anche dai desideri e dai ricordi, dalle attese e dalle speranze che ognuno di noi percepisce differentemente durante il nostro percorso esistenziale.
Incredibilmente circa 15 anni fa mi svegliai un giorno e vidi che il mondo era diverso da come l’avevo percepito fino a quel momento.
Intanto feci la scoperta del presente e mi accorsi che il presente ha una importanza enorme per vivere la vita. Certamente esso è influenzato dal passato e dal futuro, anzi si alimenta di questi due tempi ma il potere dell’adesso è senza confini. Nel presente sono racchiusi l’attimo attuale, il fu e il sarà. Esso è solo una frazione dell’eterno. In questo modo, con questa presa di coscienza mi accorsi di essere un uomo senza tempo. La scansione del tempo prese tutto un altro significato. Certamente il passato non è morto per me.  Come si può capire il presente se non ricordiamo il passato? E poi  ignorare il proprio passato vuol dire ripetere gli stessi errori. Non capire alcune sequenze della storia……………… vuol dire ripetere gli stessi crimini con facilità e con superficialità.

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Non a caso ricordare e dimenticare vanno di pari passo. Certo è bello avere nella memoria  ciò che è stato positivo e questo può riempirci di gioia ma non dobbiamo dimenticare  i campi di concentramento,  la schiavitù,  le torture a cui sono stati sottoposti  milioni e milioni di uomini, la mancanza di rispetto umano  che viene perpetrato tuttora  in tanti stati, il razzismo,   la distruzione di massa, l’uso della religione per il potere personale e collettivo su persone che aspirano a una libertà  di crescita, a una coscienza individuale. Non si può ignorare il passato. Il passato è il nostro maestro sociale, il tempo che ci fa capire e comprendere.ma non dipendere dal passato, non essere schiavo di nessuna epoca e luogo.

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Solo così avrai la possibilità di esistere e l’opportunità di cambiare il futuro., cambiando te stesso senza  in modo che la tua espansione e la tua crescita non limita un altro essere umano, né altera l’ecologia del sistema in cui tu vivi.  Non confondere gli obiettivi con il desiderio. Il desiderio è fuori della realtà  ma ti serve per sognare ma non esagerare e impara ad essere parco.  L’obiettivo deve rientrare nel concreto e far sì che  le tue ipotesi siano raggiungibili con la costanza, la fermezza e l’autodisciplina e soprattutto l’amore  che tu nutri per te e per l’altro.
Prima di chiudere questa riflessione  ti ricordo una cosa che non puoi non fare. Vivi il presente  con intensità e fatti condurre per mano dall’attimo che non deve sfuggirti se sei consapevole   del fatto che sei un uomo con una visione della vita a 360 gradi e con una mente multicamerale. Un uomo che conosce l’arte di vivere  per ritrovare se stesso non può  non guardare avanti e in alto. Nel presente  che tu vivi con amore coltivi il tuo futuro. Un pianeta inquinato e tossico non ti consente nemmeno di pensare, i neuroni sono alterati e perdi la memoria critica del passato. La degradazione della terra, la distruzione dell’acqua, l’erosione della biodiversità, l’uccisione di tanti animali, lo scompenso economico tra i vari territori, le risorse mal distribuite,  i crimini occulti  di poteri economici  forti, la mancanza di giustizia non possono non farti pensare  a cosa stai facendo e  a chi verrà dopo di te.
Un frammento di bene che fai nel tuo presente, sana il passato, sviluppa il futuro.

Angelo Vigliotti
Scritto da Angelo Vigliotti