Introduzione

L’emigrazione è il fenomeno sociale che porta un singolo individuo o un gruppo di persone a spostarsi dal proprio luogo originario verso un altro luogo. Tale fenomeno può essere legato a cause ambientali, religiose, economiche e sociali, spesso tra loro intrecciate. Il fenomeno è l’opposto dell’immigrazione.Oggi la nostra nazione e l’Europa si trovano nelle condizioni di dover accogliere migliaia di persone provenienti da Paesi flagellati da violenti conflitti, quali la Siria o la Nigeria e da altre nazioni povere  o condizonate da conflitti sociali interni. A causa dell’enorme flusso migratorio è quasi impossibile  un’adeguata accoglienza.Una delle questioni più spinose risiede, inoltre, nell’ illegalità in cui avvengono gli spostamenti di questi flussi migratori: ormai si è perso il conto delle vittime del mare, ingoiate dalle onde nel tentativo disperato di attraversare il Mediterraneo a bordo di un gommone nelle mani di scafisti senza scrupoli.Il fenomeno ha assunto, dunque, tutte le caratteristiche di una vera e propria emergenza che necessità di interventi mirati e organici da parte dell’intera Unione Europea.( Fonte : wikipedia).

Personalmente sono dell’idea che nonostante le difficoltà operative, nonostante la presenza di sfruttamento e illegalità, non si possono non accogliere i migranti in una visione   complessiva e coordinata  che riguarda l’intera europa.  Non sono un buonista, non sono un cattivista. Mi piace essere nella legalità e nel rispetto della legge e amo il senso di accoglienza. Non la barbaria, non i centri simil –lager, non la derisione. Una persona civile (al di là della religione, della cultura….), non può non dare una mano. L’aiuto può essere una accoglienza diretta oppure indiretta, cioè fatta sul paese di origine. Invece di costruire ed esportare armi solo per economia…. possiamo esportare pace e giustizia sociale e un supporto economico. Non possiamo dimenticare  i milioni di migranti che dall’Italia partirono (soprattuitto per le americhe e per l’Europa) in cerca di lavoro e di dignità. Non possiamo essere razzisti (al di là  dei giudizi e dei pregiudizi….). Mi sento e sono cittadino del mondo. Un paese civile come non deve tollerare la delinquenza, e la macro e microcriminalità non deve nemmeno tollerare lo sfruttamento e la deviazione dalle norme sindacali nel mondo del lavoro.  Il rispetto delle regole  deve essere nel cuore di ciascuno di noi  nell’equilibrio tra diritti e doveri. Ormai l’Italia è un paese “quasi anarchico”. In questo contesto  mi sono ricordato della canzone “Santa Lucia Luntana”  che fece conoscere per la prima volta  il problema dell’emigrazione alla classe politica di allora!

Santa Lucia luntana

Santa Lucia luntana è dedicata ai tantissimi emigranti partenopei che partivano dal porto di Napoli alla volta di terre lontane (quasi sempre alla volta delle Americhe); le parole del brano sono appunto ispirate ai sentimenti che questi provavano allontanandosi dalla terraferma, fissando il pittoresco panorama del borgo di Santa Lucia, ultimo scorcio della loro terra che riuscivano a vedere, sempre più piccolo, all’orizzonte. La canzone divenne subito un successo non solo popolare e fu molto importante a livello sociale perché portava alla luce la realtà dell’emigrazione, fenomeno fino ad allora misconosciuto dalla cultura ufficiale.

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E. A. Mario, pseudonimo di Giovanni Ermete Gaeta (Napoli, 5 maggio 1884 – Napoli, 24 giugno 1961), è stato un paroliere e compositore italianoautore di numerose canzoni di grande successo, come La canzone del Piave. Alcuni brani furono composti in lingua italiana, altri in lingua napoletana; di essi, quasi sempre, scriveva sia i testi che la musica. È sicuramente da annoverare, insieme a Salvatore Di Giacomo, Ernesto Murolo e Libero Bovio, tra i massimi esponenti della canzone napoletana della prima metà del Novecento ed uno dei protagonisti indiscussi della canzone italiana dal primo dopoguerra agli anni cinquanta, sia per la grandissima produzione – dovuta alla sua felicissima vena poetica – che alla qualità delle sue opere

Riflessione

Nei paesi nordici (Finlandia, Danimarca, Polonia e Russia) si celebra “santa Lucia” come festa della luce. Soprattutto in Svezia, Santa lucia, stando  a quanto riportato dal sito ufficiale del turismo svedese, sarebbe stata introdotta dall’aristocrazia svedese 700esca che aveva contatti con le altri parti d’Europa e prevedeva che la figlia maggiore vestisse i panni di Lucia, accompagnata dai fratellini minori, in veste di paggetti, servendo la colazione a letto ai genitori la mattina del 13 dicembre. La tradizione, come oggi viene celebrata, prese piede a Stoccolma nel 1927, quando il quotidiano “Stockolms Dagbladet” lanciò il primo concorso per eleggere la “Lucia più bella”. Ogni anno viene incoronata una Lucia in ogni cittá. Il “Luciadagen” è la festa della luce. Si dice che celebrare compuntamente la giornata di Santa Lucia aiuterà a vivere le lunghe giornate invernali con sufficiente luce. Al di essere cristiani  (la  festa  di Santa Lucia – 13 dicembre, martire  di Siracusa) coincide con il solstizio d’inverno, il giorno più corto dell’anno prima delle riforme del calendario. Cadendo nella stagione dell’Avvento, il giorno di Santa Lucia è visto come un evento che segnala l’arrivo del Tempo di Natale, che culmina con l’arrivo della Luce di Cristo (il giorno di Natale)  o mussulmani, induisti o buddisti o atei e miscredenti, questa ricorrrenza  può e deve diventare un simbolo  di illuminazione per ogni uomo, degno di essere chiamato “uomo” con una visione aperta alla conoscenza e con l’intelligenza del cuore.

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Riporto tre  considerazioni a favore di una visione della vita pronta al cambiamento e a qualcosa di “giusto” da fare in un determinato momento, in un particolare contesto storico ed esistenziale (Patch Adams, Calamandrei, Platone) per riflettere insieme e capire che cosa   può significare “illuminazione” sia a livello interiore che a livello sociale.

[Nel 1961] non riuscivo ad accettare che i neri non godessero di uguali diritti e vedere queste discriminazioni mi ha portato a partecipare ai movimenti di opposizione. Fui picchiato spesso per questo, finendo per ben tre volte, nel corso di un anno, in clinica psichiatrica. Fu durante il terzo ricovero che ebbi l’illuminazione: pensai che dovevo fare la rivoluzione dell’amore. Così presi due decisioni: la prima era che dovevo servire l’umanità facendo il medico, la seconda che dovevo diventare strumento di pace e giustizia.“( Patch Adams medico statunitense 1945 dall’intervista di Cinzia Agostini, Hunter “Patch” Adams a Padova, PadovaNews. it, 18 dicembre 2007)
„Quando io considero questo misterioso e miracoloso moto di popolo, questo volontario accorrere di gente umile, fino a quel giorno inerme e pacifica, che in una improvvisa illuminazione sentì che era giunto il momento di darsi alla macchia, di prendere il fucile, di ritrovarsi in montagna per combattere contro il terrore, mi vien fatto di pensare a certi inesplicabili ritmi della vita cosmica, ai segreti comandi celesti che regolano i fenomeni collettivi, come le gemme degli alberi che spuntano lo stesso giorno, come certe piante subacquee che in tutti i laghi di una regione alpina affiorano nello stesso giorno alla superficie per guardare il cielo primaverile, come le rondini di un continente che lo stesso giorno s’accorgono che è giunta l’ora di mettersi in viaggio. Era giunta l’ora di resistere; era giunta l’ora di essere uomini: di morire da uomini per vivere da uomini.“ (Piero Calamandrei politico italiano 1889 – 1956 dal discorso tenuto al Teatro Lirico di Milano, 28 febbraio 1954, in Uomini e città della Resistenza: discorsi scritti ed epigrafi, Laterza)

Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce. (Platone)

Angelo Vigliotti
Scritto da Angelo Vigliotti