fotografia scattata a Buchenwald l’11 aprile 1945. Tra  i volti dei prigionieri liberati è immortalato quello di Elie Wiesel, futuro premio Nobel per la Pace (nel cerchio).
Shoah: memoria e oblio27 gennaio del 1945 il campo di sterminio di Auschwitz fu liberato dalle truppe sovietiche: una data scelta come Giorno della Memoria dalla legge italiana per ricordare la Shoah ebraica

Shoah  indica lo sterminio degli ebrei operato dai nazisti. Questo vocabolo venne usato per la prima volta nel 1938 in riferimento al pogrom della cosiddetta “Notte dei Cristalli” ( tra  la notte tra il 9 e il 10 novembre  1938  venne  scatenata una vera e propria caccia all’uomo contro gli ebrei, in cui furono bruciate centinaia di sinagoghe, distrutte gran parte delle loro proprietà e uccise 90 persone: dalla quantità dei vetri rotti rimasti per le strade, quella notte fu chiamata “Notte dei cristalli” (Kristallnacht).
Il vocabolo è una voce biblica che significa catastrofe, disastro ed è usato per significare il  genocidio ( azione criminale finalizzata alla distruzione di un gruppo etnico, razziale o religioso) operato dai tedeschi contro gli ebrei. I morti furono sei milioni.
Mi piace riportare la lettera di un ragazzo condannato in  uno di questi campi di concentramento ( Pustkow) per far capire l’orrore che si raggiunse:
Miei cari genitori…addio
Lettera scritta in yiddish da un ragazzo di 14 anni nel campo di  concentramento di Pustkow.
Miei cari genitori,
se il cielo fosse carta e tutti i
mari del mondo inchiostro,
non potrei descrivervi le mie
sofferenze e tutto ciò che vedo
intorno a me.
Il campo si trova in una radura.
Sin dal mattino ci cacciano al
lavoro nella foresta. I miei piedi s
anguinano perché ci hanno
portato via le scarpe…
Tutto il giorno lavoriamo quasi
senza mangiare e la notte
dormiamo sulla terra
(ci hanno portato via anche
i nostri mantelli).
Ogni notte soldati ubriachi
vengono a picchiarci con
bastoni di legno e il mio
corpo è pieno di lividi come
un pezzo di legno bruciacchiato.
Alle volte
ci gettano qualche carota cruda,
una barbabietola, ed è una
vergogna: ci si batte per
averne un pezzetto e
persino qualche foglia.
L’altro giorno due
ragazzi sono scappati,
allora ci hanno messo in
fila e ogni quinto della fila
veniva fucilato… Io non ero
il quinto, ma so che non uscirò
vivo di qui. Dico addio a tutti,
cara mamma, caro papà,
mie sorelle e miei fratelli, e piango…
Mi chiedo come si fa a dimenticare questo crimine orrendo contro l’umanità. A volte  pensando all’amore e alla compassione che ognuno di noi deve avere per l’altro  mi chiedo come è stato possibile arrivare  a questo delitto mostruoso….. come è potuto succedere che la mente  di tante persone ( i nazisti)  è diventata così perversa….
I nazisti hanno potuto uccidere i corpi  di tanti uomini ma non le loro anime. Anime che ci dicono di ricordare, condannare e testimoniare perchè quello che è stato non accade mai più. Diceva Arrigo Levi:
” Il Giorno della Memoria non è fatto per ricordare gli ebrei morti, ma i non ebrei che li hanno ammazzati. È fatto per mettervi in guardia contro le idee ignobili dei carnefici, nella speranza che queste idee siano morte. Sembra che non lo siano. Non è importante che al Giorno della Memoria partecipino gli ebrei. Noi non ne abbiamo bisogno, per ricordare. Sono i non ebrei che debbono parteciparvi, col pentimento nell’anima. Il Giorno della Memoria non è fatto per noi. È fatto per voi.”
Ricordarsi delle vittime della Shoah serve a mantenere memoria delle loro esistenze
e del perché esse vennero troncate.
E la memoria di questo passato serve ad aiutarci a costruire il futuro.
Angelo Vigliotti
Scritto da Angelo Vigliotti