Sviluppo del linguaggio

(Fonte:  Formas- agenzia di formazione- Toscana)

 

Lo sviluppo del linguaggio passa attraverso due fasi che sono:

1) Fase percettiva

2) Fase produttiva

 

Nell’uomo le fasi percettive e produttive sono sovrapposte e si susseguono con lo stesso andamento temporale in bambini di tutte le culture.  Nella fase percettiva si acquisisce la capacità di discriminare i fonemi. Definiamo che cosa si intende per fonema e per unità fonemica.

Le lingue del mondo contengono molti elementi di base, circa 600 consonanti e 200 vocali. Tuttavia ogni lingua usa solo un insieme di circa 40 elementi diversi, chiamati fonemi. FONEMA: insieme di elementi che cambiano il significato di una parola (fai/sai)Questi fonemi sono in realtà dei gruppi di suoni non identici chiamati unità fonemiche.Nella fase percettiva,durante i primi cinque mesi di vita, il bambino ha la capacità di discriminare differenze fonetiche in tutte le lingue attraverso processi uditivi generali. Durante questa fase il bambino è un “ascoltatore universale”. In bambini di un mese è quindi già presente la categorizzazione per i contrasti fonetici, dimostrando che essa è probabilmente innata. Per percezione categorica si intende la tendenza degli ascoltatori di una determinata madre lingua a classificare i suoni usati nel loro linguaggio come un fonema o un altro stabilendo un confine netto tra due fonemi, che esclude la possibilità per suoni intermedi. Quindi il nostro ascoltatore universale sembra utilizzare inizialmente processi uditivi generali presenti anche in animali privi di linguaggio. Dal punto di vista motorio, durante questo periodo (1-3 m.) il bambino produce suoni non linguistici. Dal 3° mese inizia la produzione di suoni di tipo vocalico. Dai 4 ai 6 mesi si sviluppa la capacità di percepire le vocali in modo specifico per il linguaggio a cui si è stati esposti ( sviluppo dei prototipi delle vocali ) Il prototipo è l’esemplare tipico di un fonema. Ciascun fonema, anche se pronunciato diversamente a seconda di chi sta parlando, della velocità di pronuncia, del contesto, viene categorizzato, ovvero viene percepito come il prototipo. Al 6° mese si ha quello che viene chiamato “effetto magnete”, cioè l’esposizione alla propria lingua madre aumenta la percezione di similarità fra un prototipo di una vocale e le sue varianti nella propria lingua ma non in una lingua straniera. Da questo momento in poi la percezione uditiva risulta piegata alle caratteristiche della lingua madre e diventa linguaggio-specifica. A 7 mesi inizia la lallazione, a 9 mesi compare la capacità di riconoscere combinazioni di suoni specifici per il linguaggio. A 11 mesi i bambini perdono la capacità di discriminare le consonanti in lingue diverse dalla propria, mentre aumenta la capacità di discriminarle nella lingua madre (sviluppo dei prototipi delle consonanti). A 10 mesi inizia la produzione di materiale linguistico specifico e a 12 mesi vengono prodotte le prime parole.

Per quanto concerne la fase produttiva distinguiamo uno stadio prelinguistico (da 0 a 10-12 mesi) e uno stadio linguistico (da 10-12 mesi a 3 anni), dei prototipi delle vocali. Il prototipo è l’esemplare tipico di un fonema. Ciascun fonema, anche se pronunciato diversamente a seconda di chi sta parlando, della velocità di pronuncia, del contesto, viene categorizzato, ovvero viene percepito come il prototipo. Al 6° mese si ha quello che viene chiamato “effetto magnete”, cioè l’esposizione alla propria lingua madre aumenta la percezione di similarità fra un prototipo di una vocale e le sue varianti nella propria lingua ma non in una lingua straniera. Da questo momento in poi la percezione uditiva risulta piegata alle caratteristiche della lingua madre e diventa linguaggio-specifica. A 7 mesi inizia la lallazione, a 9 mesi compare la capacità di riconoscere combinazioni di suoni specifici per il linguaggio. A 11 mesi i bambini perdono la capacità di discriminare le consonanti in lingue diverse dalla propria, mentre aumenta la capacità di discriminarle nella lingua madre (sviluppo dei prototipi delle consonanti). A 10 mesi inizia la produzione di materiale linguistico specifico e a 12 mesi vengono prodotte le prime parole.

Per quanto concerne la fase produttiva distinguiamo uno stadio prelinguistico (da 0 a 10-12 mesi) e uno stadio linguistico (da 10-12 mesi a 3 anni).

1) Stadio Prelinguistico: (0-12 mesi) comprendente: dei prototipi delle vocali) Il prototipo è l’esemplare tipico di un fonema. Ciascun fonema, anche se pronunciato diversamente a seconda di chi sta parlando, della velocità di pronuncia, del contesto, viene categorizzato, ovvero viene percepito come il prototipo. Al 6° mese si ha quello che viene chiamato “effetto magnete”, cioè l’esposizione alla propria lingua madre aumenta la percezione di similarità fra un prototipo di una vocale e le sue varianti nella propria lingua ma non in una lingua straniera. Da questo momento in poi la percezione uditiva risulta piegata alle caratteristiche della lingua madre e diventa linguaggio-specifica. A 7 mesi inizia la lallazione, a 9 mesi compare la capacità di riconoscere combinazioni di suoni specifici per il linguaggio. A 11 mesi i bambini perdono la capacità di discriminare le consonanti in lingue diverse dalla propria, mentre aumenta la capacità di discriminarle nella lingua madre (sviluppo dei prototipi delle consonanti). A 10 mesi inizia la produzione di materiale linguistico specifico e a 12 mesi vengono prodotte le prime parole.

1) Stadio Prelinguistico: (0-12 mesi) comprendente:

v Vagito (primi mesi)

v Lallazione (da 4-5 mesi a 10-12 mesi), suddivisa in:

 Iterazione monotona di sillabe (5-6 mesi)

 Lallazione modulata (7-8 mesi)

 Lallazione discorsiva o comunicativa (9-10 mesi)

 Fonema affettivo (11-12 mesi)

 Fonema designativo (12-13 mesi) e vocabolario di 20-50 parole.

2) Stadio linguistico (12 m-3 anni) suddiviso in:

 Periodo della parola-frase (10-12 mesi/17-18 mesi) linguaggio combinatorio

 Fase nucleare (24-28 mesi)

 Periodo del linguaggio costituito (28-36 mesi)

Nel primo stadio osserviamo innanzitutto il vagito che all’inizio non ha valore espressivo, ma già dopo qualche settimana assume una sempre maggior valenza comunicativa “ con l’emergere di condotte interattive sempre più complesse e coordinate (sorriso sociale, co – orientamento visivo, regolazione reciproca degli scambi vocali e non vocali nella “presa di turno”….(Chilosi e altri… Manuale di Neuropsichiatria evolutiva 2002). Dai 5-6 mesi ai 10-12 mesi si ha il periodo della lallazione , termine introdotto per indicare “una ripetizione di sillabe uguali con ritmo respiratorio uguale a quello del linguaggio articolato, senza un contenuto designativo specifico, senza alcuna finalità cosciente” (Stern). Per quanto riguarda lo stadio della lallazione nel periodo della lallazione discorsiva o comunicativa (9-10 m.) è questo il momento in cui inizierebbe l’imitazione. Nella fase del fonema affettivo viene usato un fonema specifico sempre per lo stesso gesto, mentre nella fase del fonema designativo ogni parola ha un contenuto oggettivo specifico pertanto il linguaggio assume il valore di segno. Nello stadio linguistico si ha il periodo della parola –frase: una parola esprime l’azione di un’intera frase (palla: voglio la palla). Nella fase nucleare si ha una struttura morfologica e sintattica molto semplificata, mentre nel periodo del linguaggio costituito il bambino passa alla prima persona, usa il pronome io e forma frasi complete. Successivamente conquista i primi elementi grammaticali, unisce il verbo con il sostantivo e l’aggettivo e giunge pertanto al linguaggio narrativo.

Piaget ha distinto un linguaggio egocentrico da un linguaggio socializzante:

  1. Linguaggio egocentrico (fino a 6 anni…) comprende:

 Ecolalia

 Ripetizione

 Domanda

 Monologo collettivo

  1. Linguaggio socializzato (dai 6 anni in poi..) comprende:

 Ordini, minacce

 Domanda

 Risposta

 Informazione adattata

 Dialogo, discussione

Il primo tipo (egocentrico) è tipico dei primi anni di vita del bambino (fino ai 5 a.); è un linguaggio privo di intenzionalità comunicativa che esprime l’egocentrismo tipico del bambino di questa età. Il bambino dapprima imita l’adulto, ripete l’ultima sillaba delle sue parole , ripete poi tutta la parola; quindi pone delle domande, soprattutto dei perché, ma senza attendere una risposta. Segue il monologo collettivo, in cui apparentemente il bambino comunica verbalmente con i coetanei, ma in realtà esprime un suo vissuto, accompagna una sua azione, senza un vero e proprio scambio di informazioni. Nello stadio del linguaggio socializzato il bambino supera l’egocentrismo e utilizza il linguaggio come strumento di comunicazione, di scambio di informazioni.

Angelo Vigliotti
Scritto da Angelo Vigliotti