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Lo sviluppo della personalità

Lo sviluppo della personalità  coinvolge moltissime dimensioni e in genere procede per  gradi a secondo le potenzialità genetiche. E’ come un fiore che si apre alla vita.   In questo processo evolutivo il blocco e il ritardo  di una dimensione può influire  sull’individuo creando un disagio che non è il semplice disagio di passaggio ma una  sofferenza.   Nelle tabelle seguenti vengono affrontate  brevemente alcune dimensioni  evolutive per far capire come è delicato il gioco delle parti. Comunque non bisogna essere  pessimistici, una dimensione in crisi può essere compensata da un’altra dimensione in quel  momento  più forte e più all’avanguardia. Ciò determina un buon adattamento e una buona integrazione.

  La dimensione cognitiva secondo il grande studioso  di psicologia genetica, lo svizzero  Piaget comprende diverse tappe:

        0-2 anni (periodo senso-motorio) In questo periodo si ha che una azione che può dare un effetto piacevole, tende ad essere ripetuta (abitudine). Queste reazioni circolari possono essere primarie (0-4 mesi, centrate prevalentemente sul corpo), secondarie (5-8 mesi, centrate sul corpo e su oggetti), terziarie (dal nove mese in poi, attività esplorative).
2-4 anni (periodo simbolico        pre-concettuale) Si formano le prime associazioni mentali (sono preconcetti perché inadeguati). In questo periodo si       sviluppa il linguaggio, l’imitazione differita, l’immagine mentale, il disegno e il gioco.
4-7 anni (periodo del pensiero intuitivo) C’è uno sviluppo ulteriore della rappresentazione mentale, in particolare        attraverso l’intuizione cioè una semplice interiorizzazione delle percezioni.
7-12 (periodo operativo concreto) Il soggetto realizza rappresentazioni, ma è capace anche di negarle. E’ capace di avere        esperienze in relazione a corrispondenze concrete.
12-18 anni (periodo operativo formale)        Età delle ipotesi, delle tesi, del pensiero astratto, delle verifiche e delle       falsificazioni.

 

  Per sviluppare una buona intelligenza, occorrono, comunque, alcune qualità: 

 

  • Avere una buona fiducia in se stesso (autostima e amor proprio);
  • Sapere gestire i sentimenti (capire per controllare);
  • Affrontare con calma i cambiamenti (il ciclo di vita ci pone in continuo squilibrio);
  • Entrare in empatia con gli altri;
  • Accettare le diverse gratificazioni;
  • Mantenere un rapporto equilibrato tra dovere e piacere, tra sacro e profano, tra il cuore e l’intelletto, tra istinto e ragione;
  • Comunicare con efficacia;
  • Progettare realisticamente;
  • Motivarsi (per sfuggire alla valutazione e al giudizio degli altri);
  • Pensare in modo positivo (anche nelle difficoltà).

 

  A volte è sufficiente  una carenza  in una di queste qualità considerate  a far scattare  uno stato di disagio che può nfluenzare il rapporto con il nostro corpo e quindi anche  con il cibo.   Gi studi psicanalitici (Freud ed allievi) hanno affrontato  lo sviluppo della dimensione  della sessualità  legata all’affettività considerando nella vita dell’individuo due grossi  periodi: il pregenitale (fino alla pubertà) e il genitale (adolescenza e maturità). 

Sviluppo della dimensione sessuale

 

        Periodo pre-genitale
Fase orale Dalla nascita fino ai 12-16 mesi circa.   La fonte della pulsione è la bocca e l’oggetto è il seno materno. C’è il bisogno fisiologico di essere nutrito. In un primo momento questa fase si sviluppa in modo simbiotico, e poi passa a un tempo di differenziazione. Si ha il passaggio dal narcisismo primario alla relazione anaclitica di appoggio.
  In questa fase si sviluppano attraverso l’attaccamento primario la fiducia di base e le prime relazioni oggettuali.
Fase anale Dai 2 a i 3 anni e mezzo circa.   La fonte di pulsione è l’apparato digerente e l’oggetto è ciò che si incorpora, il materiale fecale. In questo stadio si struttura la relazione con un oggetto interno, il piacere conduce il bambino verso una serie di coppie dialettiche (ritenere/espellere – attivo/passivo – sottomissione/opposizione –sadismo/masochismo).In questa fase ha un enorme sviluppo il senso dell’autonomia.
Fase        fallica Dai 3 a i 5/6 anni.   La fonte di pulsione è rappresentata dagli organi genitali, (concepiti come organi di potere, di completezza narcisistica).   In questa fase nasce e si sviluppa il complesso di Edipo (la madre diventa per il maschio l’oggetto della pulsione sessuale, e il   padre diventa oggetto di rivalità). Al contrario la bambina cerca di ottenere dal padre ciò che la madre le ha rifiutato (il pene). In seguito a questo gioco di sentimenti può svilupparsi l’invidia del pene (nella bambina) e il complesso di castrazione (nel bambino).
Fase di latenza E’ un periodo molto importante, corrisponde al periodo della scuola elementare. C’è lo sviluppo dell’identità e il superamento del complesso edipico, inoltre si ha una progressiva socializzazione, un maggiore investimento nei processi intellettivi, sviluppo della autostima.

Periodi genitale

Adolescenza È un periodo della vita che va dai 12 ai 20 anni. Rappresenta un territorio di frontiera in cui il soggetto in parte è ancora bambino e in parte adulto. All’inizio c’è la scoperta della sessualità genitale e la consapevolezza della propria meta sessuale. In questo periodo c’è la sintesi di una immagine di sé attraverso l’interazione sociale(comprensione del sesso psichico attraverso la voglia di agire la propria sessualità). E’ un periodo altamente vulnerabile a causa del mescolamento tra la forza e la debolezza, tra grandezza delle idee e miseria delle opere, per cui molto facilmente si cade in forme mentali maniacali e ossessive, o semplicemente nella fragilità nell’essere,   nella distorsione percettiva del corpo, nel disagio psichico.    Il cibo può diventare il capro espiatorio di qualcuna di queste morbosità.

 

I ritmi di crescita del peso e dell’altezza seguono alcuni periodi particolari della nostra vita come si può osservare nella seguente tabella:

        0-12 mesi      Crescita rapida        Luglio/dicembre, più favorevole all’aumento del peso.
1-10 anni Crescita lenta      Aprile/agosto,        più favorevole per l’aumento di altezza.
11-15 anni Crescita rapida      In        alcune fasce di età i maschi crescono più velocemente delle femmine.
dai        15 anni Crescita lenta      Verso        i 18 anni si completa lo sviluppo osseo.

 

Uno dei grossi problemi dell’infanzia è lo sviluppo dell’autonomia. L’iperprotettività esagerata e l’attaccamento morboso comportano una dipendenza verso le figure genitoriali e quindi verso modelli che possono fortemente condizionare lo stile di vita del ragazzo in crescita.
Sviluppo dell’autonomia:

        0-2 anni        Inizia a camminare da solo, afferra oggetti e inizia la comunicazione       verbale. Si sforza di mangiare da solo
2-4 anni Il        vocabolario è più articolato, partecipa di più alla vita familiare e        cerca di gestire lo spazio che conosce.
4-7 anni Raggiunge e        sviluppa meglio i risultati precedenti, ha nuovi interessi, sa vedere i        pericoli e può assolvere già a piccoli compiti.
7-11        anni Pretende di        fare da sé, può andare a scuola da solo. Inizia a controllare piccole        somme, a star da solo con i compagni ed andare da solo in bicicletta.

 

Lo sviluppo morale riguarda il senso di responsabilità individuale, il rapporto con gli altri e con la società. A mio parere alla base dell’etica c’è l’empatia.

Età Ruolo Giudizio Percezione di sè
3-6 anni Ruolo egocentrico La valutazione viene fatta sul fatto se una cosa è buona        o cattiva. il bambino pensa più alle conseguenze che alle intenzioni Si descrive in base agli attributi fisici
6-8 anni Ruolo sociale Predomina il super-io (l’autorità, il genitore, il        dovere), l’orientamento è sul rapporto punizione/obbedienza Inizia a capire sè stesso a livello psicologico
8-10 anni Ruolo auto-riflessivo Predomina la reciprocità (se lui è sato cattivo con me è giusto che anch’io sia cattivo con lui) E’ consapevole che comportamenti diversi richiedono atteggiamenti diversi
10-12 anni Ruolo empatico Considerazione del punto di vista degli altri Coerenza, congruenza e costanza di comportamenti come base        di alcune caratteristiche personali
12-15 anni Ruolo convenzionale Il giusto viene definito come la prospettiva della maggioranza C’è la consapevolezza che ognuno è differente dall’altro

 

  L’acquisizione dell’identità di genere, cioè la consapevolezza di essere maschio o femmina, si verifica verso i 3 anni, quando il bambino si identifica nella figura paterna e la bambina nella figura materna. Attraverso poi l’imitazione e rinforzi appropriati si contribuisce alla tipizzazione sessuale.   All’interno dello sviluppo del bambino il processo può essere così schematizzato: 

  1. primi indizi in base a situazione percettive (vestiti, pettinatura – 3 anni);
  2. si intravedono altri indizi di tipo biologico (4-6 anni);
  3. gli indizi diventano stabili e perseveranti (9-12 anni in poi).

Lo sviluppo dell’amicizia passa attraverso diversi stadi: 

  1. (0–7 anni) l’amico è un compagno di giochi;
  2. (4–9 anni) viene fuori la distinzione tra amico e intimo amico che rappresenta un compagno con cui ci si frequenta e ci si conosce bene, si inizia a percepire cosa piace all’altro di più;
  3. (6–12 anni) l’amicizia diventa un coordinamento di desideri e punti di vista, però se su qualcosa non si va d’accordo, ci si   lascia;
  4. (9–14 anni) l’amicizia è un rapporto più solido basato anche sui sentimenti: è meno fragile perché il legame affettivo è più   profondo ed è più possessivo perché si ha la consapevolezza che l’amicizia è difficile e l’amico si può perdere.

 

Alcuni approfondimenti bibliografici:
Personalità – Caparra G.V. e Cervone D. – Cortina ed. Trattato di psicologia della personalità – di A. Carotenuto –   Cortina ed. Lo sviluppo sociale – di H. R. Schaffer – Cortina ed. Lo sviluppo delle emozioni – di L .A. Sroufe – Cortina ed. La forza delle emozioni – di F. Lelord e C. André – Corbaccio   ed. www.unicef.it – (infanzia   e il suo sviluppo) 

Angelo Vigliotti
Scritto da Angelo Vigliotti