Vaccinazione antipapillomavirus

da: www.amicopediatra.it

La malattia

Il virus del papilloma umano (HPV) si trasmette per lo più per via sessuale: il 70% della popolazione sessualmente attiva ha avuto almeno un’infezione da HPV nel corso della vita.

E’ provata la relazione causale tra infezione da HPV e insorgenza di cancro della cervice uterina, soprattutto con i sierotipi 16 e 18. I sierotipi 6 e 11 sono invece la causa più frequente dei condilomi genitali, cioè di una forma di verruche trasmesse con i rapporti sessuali. Nel 99.7% delle biopsie ci cancro cervicale si è trovata la persistenza di HPV.

Il cancro della cervice uterina colpisce ogni anno circa 500000 persone nel mondo, rappresentando la terza causa di mortalità per tumore in tutte le donne e la prima causa nelle donne di età inferiore a 50 anni. Ogni anno 270000 donne mmuoiono per questo tumore.

Dopo due anni dall’inizio dell’attività sessuale il 40% delle donne ha già acquisito l’infezione da HPV; questo è il motivo per cui il vaccino andrebbe somministrato alle adolescenti prima dell’inizio dell’attività sessuale.

 

Il vaccino

Attualmente sono stati registrati 2 vaccini antipapillomavirus:

  • Quadrivalente, con particelle similvirali L1 dei sierotipi 16-18-6-11 e quindi protettivo verso il 70% dei cancri cervicali uterini e verso il 90% dei condilomi
  • Bivalente, con particelle similvirali L1 dei sierotipi 16 e 18 e quindi protettivo verso il 70% dei cancri cervicali.

 

Quali soggetti vaccinare

La vaccinazione è consigliata alle femmine adolescenti a partire dai 9 anni, fino a 25 anni di età.

 

Come e quando vaccinare

Sono necessarie tre dosi, da effettuarsi al tempo 0, dopo 1 mese e dopo 6 mesi dalla prima. Come già detto, è consigliabile vaccinare intorno ai 9-10 anni le bambine, anche perchè la risposta immunitaria è maggiore.
La somministrazione del vaccino avviene per via intramuscolare.

 

Il vaccino è protettivo?

Studi preliminari sui vaccini anti-HPV dimostrano che sono altamente efficaci contro l’infezione da papillomavirus e le sue conseguenze (100% di efficacia nel prevenire le lesioni precancerose fino a 5 anni di distanza dalla somministrazione). Resta da verificare la persistenza della protezione nel corso del tempo. Non è da escludere che possa essere necessaria una dose di richiamo per garantire la prevenzione dell’infezione durante tutta l’epoca dell’attività sessuale.

 

Quali i possibili effetti collaterali?

Il vaccino di norma è ben tollerato e la sua sicurezza è stata valutata su 11000 soggetti: il più comune effetto indesiderato è stata la reazione locale nel sito di iniezione definita come dolore e sensibilità al tatto.

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Angelo Vigliotti
Scritto da Angelo Vigliotti