Premessa

L’altro giorno  mi è stato chiesto un colloquio da parte di una coppia genitoriale sulla questione vaccinazione. Questa coppia è  in dubbio….. se vaccinare o meno la propria figlia (che io seguo come pediatra). Al colloquio si presenta solo il padre  e mi chiede se è possibile registrare il dialogo reciproco  che poi lo farà ascoltare alla moglie. Ho dato risposta affermativa. Sono trasparente e non mi piace l’ambiguità.  Mi piace la Medicina Integrata e  sono iscritto come omeopata e omotossicologo all’Ordine dei Medici e Chirurghi della provincia di Prato. La mia visione  e la risposta sulle vaccinazioni l’ho già scritto sul testo che ho pubblicato nel 2014. “ Suggerimenti silenziosi-  per genitori e bambini in difficoltà-  a pag.187/189. Il libro di 445 pagine si trova facilmente su Internet. Come medico pediatra non dimentico “mai” la dignità del dissenso e cerco di dare una informazione oggettiva e corretta sulle vaccinazioni. I dati che presento vengono estrapolati da ” Pediatria” magazine della S.I.P. (Società Italiana di Pediatria) volume 6 numero 3 2016 (vaccini: ecco i falsi miti: il decalogo) e da “News” il giornale di chi crede nella ricerca- Fondazione Umberto Veronesi n° 3 Giugno 2016. e prima dellae conclusioni riporto una riflessione di Dario Bressanini ripresa dal suo blog( lo ringrazio per la sua chiarezza e obiettività). Spero di essere stato chiaro con il babbo della bambina, e questa riflessione sul mio sito serve per correggere alcune cose non dette bene  (a voce) e per dare una informazione scientificamente più corretta. Personalmente sono favorevole alla vaccinazione. Mi riprometto, anno per anno, se c’è necessità, di aggiornare questa riflessione e di correggere  alcuni dati. A tutti i bambini che si vaccinano, a richiesta  aggiungo una terapia di rinforzo immunitario prima e dopo il vaccino (zinco- lattoferrina e vit. C)  più rimedi omeopatici  (in genere a base di Sulphur e  Thuya). In alcuni bambini più vulnerabili  la terapia protettiva può durare un mese.

10 falsi miti

1° –  Su Internet  si dice che i vaccini contengono ingredienti e additivi pericolosi. E’ falso!

I vaccini, come tutte le preparazioni, sono composti da molti elementi. Oltre all’antigene ‒ cioè il principio attivo ‒ che solitamente è un microorganismo (virus o batterio) attenuato o inattivato, sono presenti un liquido di sospensione (spesso acqua distillata sterile o soluzione fisiologica sterile) e adiuvanti (generalmente sali di Alluminio, che stimolano la risposta immunitaria rendendola duratura). L’uso di conservanti a base di mercurio (timerosal) è stato completamente abbandonato nel 2002, sia per l’attenzione mediatica esplosa in quel periodo su basi poi rivelatesi infondate, sia per la scomparsa di vaccini in confezione multidose per i quali era utilizzato. Sono presenti anche stabilizzanti come albumina e gelatina, e infine antibiotici, utilizzati in dosi molto basse per prevenire la crescita batterica: i più utilizzati sono la neomicina, la kanamicina e la streptomicina (altri antibiotici a maggior rischio di allergia non sono utilizzati). Tutte queste sostanze sono presenti in quantità minimali e nella stragrande maggioranza dei casi non costituiscono alcun problema per la salute. Saltuariamente si possono verificare reazioni allergiche locali delle quali il professionista sanitario informerà prima della somministrazione.

2° –  Su Internet si dice che le malattie infettive stavano già scomparendo prima della introduzione dei vaccini. E’ Falso!

Chi nega il ruolo predominante delle vaccinazioni nel controllo di molte malattie infettive afferma che queste siano scomparse o ridotte per le migliorate condizioni economiche e sanitarie. In realtà non è così. Un esempio per tutti: la poliomielite è sempre esistita ed epidemie si sono verificate, per esempio, in Europa anche negli anni ’50-’60 in un periodo di radicale miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie. È solo dopo l’introduzione su vasta scala del vaccino anti-polio negli anni ’60 che si è assistito alla scomparsa della patologia.

3°-  Su internet si dice che i vaccini non sono efficaci. Non proteggono 1l 100% dei vaccinati. E’ falso!

Proprio perché i vaccini non hanno un’efficacia del 100% bisogna avere e mantenere percentuali di coperture vaccinali sempre alte. In tale modo, con l’associazione degli eventuali richiami vaccinali previsti nel corso della vita, è possibile avere un numero sempre maggiore di soggetti immunizzati, che impediranno agli specifici virus e batteri di trasmettere malattie infettive, anche alle persone che non hanno risposto in maniera efficace ai vaccini. Questa condizione viene definita con il nome di “immunità di gregge”. Bisogna tenere presente che anche alcune malattie infettive, come ad esempio la pertosse, non conferiscono una protezione per tutta la vita, per cui è sempre preferibile proteggersi con la vaccinazione, in maniera tale da avere sempre elevati livelli di protezione e acquisire sempre più la consapevolezza dei reali benefici della vaccinazione.

4°- I vaccini causano l’autismo. E’ falso!

A tutt’oggi dai tantissimi studi scientifici effettuati non emerge alcun dato su possibile nesso di causalità tra vaccini ed autismo. L’unico studio che riportava un legame causale fra vaccino contro morbillo-parotide-rosolia e autismo si è rivelato gravemente fallace, al punto che lo stesso autore dello studio, un medico britannico, nel maggio 2010 è stato radiato dall’Ordine professionale mentre il suo studio è stato ritrattato dalla prestigiosa rivista su cui era stato pubblicato. Anche se questa triste storia è stata utilizzata in maniera speculativa da parte degli antivaccinatori, recentemente c’è stata una netta presa di posizione finanche dalla Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che in uno specifico documento a domande-risposte sui disturbi autistici ribadisce che “i dati epidemiologici disponibili non mostrano alcuna evidenza di un legame tra vaccino MPR e disordini dello spettro autistico”, come pure “non esiste evidenza che qualunque altro vaccino pediatrico possa aumentare il rischio di questi disturbi” ed inoltre che revisioni commissionate dalla stessa OMS hanno concluso che “non esiste associazione tra l’impiego nei vaccini di conservanti come il timerosal e disturbi dello spettro autistico”.

5° – Tutte le persone vaccinate contro l’influenza, la prendono lo stesso. E’ falso!

L’influenza è una delle malattie infettive a maggior impatto sociale, poiché provoca ogni anno in Italia da 5 a 8 milioni di casi con circa 8.000 morti con e alti costi economici per la Sanità pubblica. La vaccinazione anti-influenzale è in grado di ridurre complicanze, ospedalizzazioni e morti. Si può contrarre l’influenza anche se si è vaccinati? Sì, è possibile per tre motivi: a) ci vogliono circa due settimane affinché la protezione generata dalla vaccinazione sia ottimale, e durante questo lasso di tempo è possibile contagiarsi. b) i virus dell’influenza mutano spesso e i ceppi contenuti nel vaccino sono scelti in febbraio; può quindi capitare che vi sia una leggera differenza tra i ceppi vaccinali e i virus in circolazione c) gli anziani rispondono meno bene alla vaccinazione nonostante, se la contraggono, i rischi di complicazioni siano nettamente ridotti. Dunque, qualche “fisiologico” caso di non efficacia del vaccino e qualche inevitabile episodio di “mismatch” (ossia la discrepanza tra la protezione offerta dal vaccino stagionale e gli antigeni circolanti) non tolgono all’attuale strategia della raccomandazione su larga scala un profilo di costo-efficacia che collocano la vaccinazione antinfluenzale tra una delle massime priorità nel campo della Sanità pubblica.

6° – I vaccini sono inutili. Le malattie infettive sono state debellate dai miglioramenti della qualità della vita.  E’ falso!

Le malattie infettive non sono state completamente debellate, solo il vaiolo è scomparso e questo grazie al vaccino. Molte altre si sono fortemente ridotte in Occidente e potrebbero essere debellate solo con una vaccinazione di massa. La poliomielite ad esempio è scomparsa in Europa e in molti Paesi grazie alla vaccinazione, ma può tornare se calano le coperture vaccinali. Un’epidemia è stata descritta in Olanda negli anni ‘90 in un gruppo di adepti della Chiesa Olandese Protestante Riformata che rifiutavano di vaccinare i propri figli, con 72 episodi di infezione, 2 morti e 59 paralizzati a vita. Recentemente (2015) un focolaio di paralisi flaccida acuta è stato registrato in Siria, con 36 casi in bambini di età inferiore ai 2 anni non vaccinati o solo parzialmente vaccinati a causa della guerra. Per cui è solo grazie alla vaccinazione di massa che molte malattie infettive sono sotto controllo e potranno essere debellate nel prossimo futuro.

7° – La maggior parte delle malattie prevenibili con le vaccinazioni sono scomparse o quasi. Perché dovrei vaccinare mio figlio inutilmente? E’ falso!

Perché non bisogna abbassare la guardia nei confronti del nemico! Il successo della scomparsa dal 1980 di una malattia infettiva come il vaiolo, che da sola causava circa 5 milioni di morti ogni anno, è dovuto soprattutto alla vaccinazione, ma per molte altre malattie infettive potenzialmente gravi, che possono essere prevenute con la vaccinazione, c’è ancora molto da fare in quanto in Europa e nel mondo si verificano ancora focolai infettivi. La vaccinazione resta comunque un importante strumento di prevenzione che con un unico gesto permette di offrire sia una protezione individuale e sia una protezione della collettività; non a caso la stessa OMS recentemente ha dichiarato che i vaccini prevengono più di 2,5 milioni di morti ogni anno e che i bambini, essendo maggiormente a rischio di contrarre malattie prevenibili con i vaccini, vanno protetti sin dai primi mesi della loro vita.

8°- Tanti vaccini somministrati in una unica puntura sono dannosi. E’ falso!

Questo “falso mito” è stato sfatato sulla base delle conoscenze acquisite nell’ambito dell’immunologia. Il sistema immunitario del neonato è in grado di montare una eccellente risposta immunitaria poche ore dopo la nascita, come testimoniato dalla risposta protettiva nei confronti del vaccino contro l’epatite B somministrato nei nati da mamma con HBV dopo il parto. Il lattante è in grado di generare una completa risposta immunitaria sia umorale che cellulo-mediata in risposta a multiple somministrazioni vaccinali. La coniugazione dei vaccini con “proteine carrier” induce una risposta immunitaria addirittura più potente di quella indotta dalla malattia naturale. Il nostro sistema immune è in grado di riconoscere e di rispondere ad un elevatissimo numero di antigeni. Partendo dai principi dell’immunologia è possibile stimare il numero di vaccini a cui un bambino potrebbe rispondere in una sola volta: ovvero ogni bambino avrebbe la capacità teorica di rispondere a circa 10.000 vaccini contemporaneamente. Quanto alla falsa credenza riguardo all’indebolimento o alla sovra-stimolazione del sistema immunitario in concomitanza della somministrazione multipla di vaccini, numerosi studi hanno ormai dimostrato come la risposta umorale sia simile per le somministrazioni multiple e per le somministrazioni singole per la maggioranza dei vaccini attualmente in commercio.

 

9°- Troppi vaccini possono sopraffare e indebolire il sistema immunitario, soprattutto nei bambini piccoli.  E’ falso!

Fin dal momento della nascita, il nostro sistema immunitario incontra migliaia di virus e di batteri e produce anticorpi diretti contro gli antigeni che li compongono. Sappiamo che per mezzo degli anticorpi è in grado di riconoscere contemporaneamente almeno cento miliardi di antigeni. Quanti antigeni contengono i vaccini che somministriamo ai piccoli bambini? Negli anni ’80 dello scorso secolo iniettavamo più di 3000 antigeni per vaccinare contro 7 malattie (difterite, tetano, pertosse, polio, morbillo, parotite e rosolia). Grazie ai progressi delle biotecnologie, i vaccini sono molto più purificati: oggi iniettiamo 150 antigeni soltanto per vaccinare contro 14 malattie (alle precedenti si sono aggiunte emofilo, epatite B, varicella, pneumococco, meningococco B e C, rotavirus). Sono numeri che impegnano ben poco il sistema immunitario, altro che sopraffarlo o indebolirlo!

10° – L’infezione naturale è meglio della vaccinazione. Tutti facevano morbillo, la rosolia, e nessuno è mai morto per questo. E’ falso!

I vaccini non sono contrari alla natura, ma al contrario, agiscono proprio utilizzando i meccanismi di difesa naturali, stimolando una risposta immunitaria naturale atta a produrre anticorpi contro i virus e i batteri. Prima che esistessero le vaccinazioni, talvolta i bambini morivano e si ammalavano con gravi complicanze, ed è per questo che la scienza ha studiato il miglior modo per evitare le malattie infettive. Perciò i vaccini sono una conquista che evitano ogni anno 3 milioni di morti in tutto il mondo. Ad esempio, l’infezione naturale da morbillo provoca l’encefalite in uno su 1.000 bambini infettati e provoca la morte in 2 su 1.000 individui infettati. Al contrario, la vaccinazione MMR (morbillo, parotite e rosolia) può provocare come complicanza una grave reazione allergica solo in uno su 1.000.000 di soggetti vaccinati. Perciò i benefici della immunità acquisita con le vaccinazioni raccomandate, superano straordinariamente i gravi rischi della infezione naturale. In conclusione è molto più sicuro vaccinarsi piuttosto che subire la malattia naturale.

Una riflessione finale di Dario Bressanini

Prima di chiudere riporto una riflessione di Dario Bressanini del 29 maggio 2014 ripresa in: http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/05/29/i-vaccini-nel-cialtronevo.

La lunga opposizione ai vaccini

I vaccini non possono mai essere sicuri al 100% perché nulla lo è purtroppo. Questo ha sempre creato delle opposizioni più o meno feroci. Nella seconda metà del ‘700 Edward Jenner inoculò per la prima volta nell’uomo del vaiolo vaccino cioè vaiolo di vacca (ecco l’origine del nomi vaccinovaccinazione).

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La vaccinazione come solidarietà sociale

La poliomielite oggi in Italia è scomparsa, proprio grazie alle grandi vaccinazioni di massa. Purtroppo i vaccini, come i farmaci, non sono esenti da effetti collaterali come spiegato. Se ne sente parlare spesso.  Alcuni presunti effetti collaterali sono stati da tempo smentiti. Ad esempio si è scoperto che lo strombazzato (sui media) legame tra vaccini e autismo era una bufala/truffa colossale: il Dr. Wakefield, che suggerì per primo il presunto legame, ha “taroccato” i dati. Wakefield era stato finanziato da un avvocato che voleva intentare causa alle aziende produttrici di vaccini, in modo da ottenere un risarcimento miliardario. Inutile dire che sul web e sui social networks queste bufale continueranno a girare chissà per quanti anni. E’ stato dimostrato che non esiste alcuna correlazione tra vaccini e autismo. E riferendomi all’ennesimo servizio medical trash de Le Iene, se oggi mio figlio viene vaccinato e dopo qualche giorno comincia a stare male, questa NON è una dimostrazione di un rapporto di causa/effetto.

Altri effetti collaterali invece sono purtroppo veri, anche se molto rari, come abbiamo visto nel caso della polio. Ovviamente se io fossi il genitore di uno di quei bambini colpiti da paralisi da vaccino sarei qui a maledire il destino, quel vaccino, le aziende farmaceutiche e lo stato Italiano. Dopo tutto, se ora poliomielite e altre malattie sono scomparse in Italia, perchè ci dovremmo vaccinare correndo dei rischi? Ecco che a questo punto emerge l’aspetto sociale di una vaccinazione. Non è corretto confrontare i rischi (piccoli ma non nulli) associati ad un vaccino in una situazione dove tutti gli altri continuano a vaccinarsi. In altre parole se io decido di non vaccinarmi diminuisco i miei rischi, scaricandoli su tutti gli altri che invece continuano a vaccinarsi. Sfrutto, diciamo così, in una sorta di parassitismo sociale (e so bene che alcuni si sentiranno offesi da questa frase), i rischi degli altri prendendomi solo i benefici, e in più metto a rischio chi non può, per vari motivi, vaccinarsi. Se tutti smettessimo di vaccinarci ecco che malattie come la poliomielite ricomincerebbero a mietere vittime in proporzione molto superiore ai rischi attuali derivanti dai vaccini.

Scrive Franco Barghini dell’Osservatorio Epidemiologico della ASL 12 Viareggio

Da un punto di vista scientifico le vaccinazioni, intese appunto come prevenzione delle malattie infettive, devono rientrare in una ottica di sanità pubblica e non in una visione di protezione individuale, siano esse vaccinazioni obbligatorie o raccomandate. Il target di questo tipo di intervento, per la maggior parte dei casi, è rappresentato dal raggiungimento della herd immunity.

La herd immunity è l’immunità del branco (o gregge). In pratica, quando una percentuale sufficientemente alta di persone in una popolazione è vaccinata contro una malattia, questa non riesce più a diffondersi e una eventuale epidemia si spegne subito.

L’immunità di branco permette anche di proteggere tutte quelle persone che non possono vaccinarsi -i neonati, i debilitati, gli allergici all’uovo, alla gelatina, agli antibiotici, ecc.- ma che vengono quindi protette in modo indiretto dalla nostra vaccinazione, perché così non possiamo contagiarle e l’epidemia, raggiunta l’immunità di branco, non ha modo di propagarsi. Questo effetto però può funzionare solo se le percentuali di vaccinazione sono molto elevate, altrimenti è inutile, e solo se la protezione fornita dal vaccino è sufficientemente elevata. La percentuale specifica minima di vaccinazione per raggiungere l’immunità di branco dipendono dalla contagiosità della malattia ma solitamente è superiore all’80%.

In altre parole una vaccinazione è una “medicina per la società” nel suo complesso, più che per i singoli individui. Serve per arrestare la catena di contagi eliminando l’agente infettante. Una vaccinazione è un atto altruistico. E’ per questo che trovo giustissimo che lo stato risarcisca chi è stato colpito, in modo assolutamente casuale, da effetti collaterali di una vaccinazione se ne viene dimostrato il nesso.

È ovvio che in presenza di pericoli individuali molto elevati, come nel caso della polio, i due aspetti portano alle stesse scelte collettive, perché è di primario interesse personale vaccinarsi. Quando alcune malattie sono ormai diventate molto rare o eradicate i due aspetti possono divergere e l’”egoismo miope” del singolo rischia di prevalere sulle esigenze collettive. È per questo che molte nazioni hanno adottato il principio dell’obbligatorietà di molte vaccinazioni: perché l’aspetto sociale deve essere prevalente rispetto a quello individuale

In Italia

In Italia ci si avvia a rendere volontarie, su base regionale, tutte le vaccinazioni dei bambini, confidando nella responsabilità e nella solidarietà sociale degli Italiani. Personalmente ho molti dubbi (per la cronaca, i miei due figli sono stati vaccinati sia con le vaccinazioni obbligatorie che con quelle consigliate). Molte persone interpretano erroneamente, già adesso, la volontarietà di una vaccinazione come un segno di una “pericolo minore” oppure di una minore “importanza” di quella vaccinazione, mentre la distinzione ha solo una origine storica e non medica. Come risultato per alcune malattie dove le vaccinazioni sono solo consigliate non si è ancora raggiunta l’immunità di branco. La disinformazione sui  media può solo peggiorare le cose. Quella sì che si diffonde in modo virale.

Che cosa succede se le vaccinazioni si interrompono? È interessante il caso della difterite:

La vaccinazione antidifterica è disponibile in Italia nel 1929 e resa obbligatoria per i nuovi nati nel 1939. La copertura vaccinale rimase però assai scarsa durante tutto il periodo della seconda guerra mondiale. L’uso del vaccino si è diffuso a partire dagli anni ‘50; dal 1968, la vaccinazione viene effettuata contemporaneamente al vaccino antitetanico. Dal 1981 è previsto che i bambini vengano vaccinati con 3 dosi nel primo anno di vita. Attualmente più del 95% dei bambini viene vaccinato contro difterite e tetano entro i 2 anni di età.

vaccino-2L’esempio più significativo di cosa possa accadere quando in un Paese si smette di vaccinare contro la difterite è rappresentato dalla epidemia scoppiata nei Paesi dell’ex Unione Sovietica durante gli anni ‘90. Fino al 1990 nell’Unione sovietica i casi di difterite erano pochissimi. Dopo il 1989, per gli sconvolgimenti economico-sociali conseguenti alla caduta del regime comunista, nell’ex Unione Sovietica un numero sempre minore di bambini è stato vaccinato adeguatamente contro la difterite. La conseguenza è stata un’epidemia di circa 200.000 casi di difterite, con circa 6.000 morti. Solo tra il 1992 ed il 1995 nell’ex Unione Sovietica sono stati segnalati oltre 125.000 casi di difterite, con 4.000 morti. La difterite ha colpito non solo i bambini, ma anche gli adulti non vaccinati.

Soltanto l’applicazione massiccia di misure di prevenzione e controllo basate soprattutto sulla ripresa della vaccinazione antidifterica di massa ha consentito di arginare un’epidemia che minacciava di superare i confini dell’Ex URSS e che ha provocato numerosi casi importati in vari Paesi europei ed extra-europei.

 

Dario Bressanini,alla fine della sua riflessione mette delle note, riporto la nota n°2, che è un avviso a i complottisti, a coloro che drammaticamente dicono “no” alle vaccinazioni:

 “in questo blog (del Brassanini) non si rispettano le semplici opinioni, si rispettano i fatti accertati. Non tutte le opinioni sono uguali e non tutte hanno lo stesso diritto di cittadinanza. Nella scienza una opinione non supportata dai fatti, fosse pure di un premio Nobel, non ha alcun valore e merita solo di essere fatta a fettine e gettata nella spazzatura”.

 

Conclusioni

Ripeto sono favorevole alla vaccinazione. Nel mondo dobbiamo ringraziare la vaccinazione se molte malattie sono dimenticate. Grazie ai vaccini ci sono 2 milioni e mezzo di morti in meno. Molte malattie sono dimenticate. La mancanza di memoria e di consapevolezza fa sì che molte patologie debellate stiano rientrando e ritornando perchè in Europa e negli Stati Uniti cala il numero delle persone vaccinate. L’era dei vaccini inizia nel 1796 grazie al medico inglese Edward Jenner. Jenner nasce a  Berkeley,  il 17 maggio 1749  e muore a  Berkeley, il 26 gennaio 1823.  E’  stato un medico e naturalista britannico, noto per l’introduzione del vaccino contro il vaiolo ed è considerato il padre dell’immunizzazioneIl vaccino ha un compito ed è quello di insegnare al sistema immunitario il potenziale pericolo di un attacco virale e patologico. La vaccinazione è un potente strumento di prevenzione, una formidabile arma per sconfiggere malattie pericolosissime, tra cui ne ricordo alcune: morbillo, meningite, parotite, rosolia, poliomelite, tetano e difterite.Concludo questa riflessione riportando le parole di Giovanni  Corsello (Professore Ordinario di Pediatria presso l’università di Palermo) attuale presidente della Società Italiana di Pediatria (S.I.P.), il quale afferma che “ le vaccinazioni non vanno vissute come un obbligo ma come una opportunità.Esse sono la nostra unica arma contro malattie gravissime. Il morbillo per esempio, in aumento a causa della mancanza di  copertura della vaccinazione,(molti bambini e bambine non vengono vaccinati) è una malattia pericolosissima, non ha nessuna cura, è potenzialmente letale e nel 20-30% dei casi provoca danni neurologici permanenti”.

 

Angelo Vigliotti
Scritto da Angelo Vigliotti